Ancora sul vecchio ponte alla foce dell’Orme

Ancora Sul Vecchio Ponte Alla Foce Dell’Orme

Altra immagine del vecchio ponte a tre archi costruito alla foce dell'Orme sull'Arno. Da questa visuale presa dal greto del fiume si possono notare particolari interessanti, tra cui quel muro di cinta col varco sulla sinistra (ovvero spalla destra del…

Ponte alla Motta visto dalla sponda di Bassa

Ponte Alla Motta Visto Dalla Sponda Di Bassa
Oggi al suo posto vi è il ponte di Marcignana collegante con Bassa; era il leggendario ponte a sette archi costruito tra il 1833 e 1835, un capolavoro di ingegneria idraulica per l'epoca e distrutto nel 1944 dalla Guerra.

Il Ponte sull’Elsa durante il Ventennio

Il Ponte Sull’Elsa Durante Il Ventennio

Cartolina di Ponte a Elsa, scattata proprio sul ponte in direzione nord ovvero verso Empoli, su quella che oggi si chiama Via II Giugno. Sulla sinistra: in primo piano il tabernacolo distrutto durante le operazioni belliche della Seconda Guerra Mondiale;…

Antico Sigillo della Lega di Empoli – di Carlo Pagliai

Antico Sigillo Della Lega Di Empoli – Di Carlo Pagliai
la fedele trascrizione del Sigillo della Lega di Empoli e sua descrizione estratta dal Tomo X, sigillo n° VII pag 87 delle "Osservazioni istoriche dei Sigilli antichi de' secoli bassi" di Domenico Maria Manni, Firenze MDCCXXXXI. Sarà necessario pubblicare anche una nota critica ed esplicativa delle incongruenze allora espresse dall'Autore.

Il Ponte contro luce…

Il Ponte Contro Luce…

In questa bella cartolina dedicata al Ponte dove siamo passati fino a poco tempo fa, si scorgono quelle che erano le vecchie basi del ponte leopoldino. Ma vediamo come i giornali di allora raccontavano l'evento, senza tacere le difficoltà della…

Arno, il nostro amato fiume – di Leandro Piantini

Arno, Il Nostro Amato Fiume – Di Leandro Piantini

20120912_092552Parlare dell’Arno? A pensarci bene non gli pare di aver mai avuto un grande interesse per l’Arno. L’aveva sempre guardato distrattamente – così si ricordava – di rado aveva camminato sulle sue rive, forse vi si era tuffato qualche volta da ragazzo ma nulla di più. Ma poiché doveva farlo cominciò a pensarci e stranamente si accorse che, se si concentrava su quel pensiero, ne trovava di cose da dire. Bastava guardarlo, il fiume, come si presentava a Firenze, ma doveva essere lo stesso anche altrove. L’impressione che dava era che non vi succedesse più niente, ma certo l’Arno aveva una lunga storia ed era nobilitato dal fatto che attraversava città come Firenze e Pisa, che di storia, di storia gloriosa, ne avevano avuta eccome.

Ora non capitava mai di vedere in quelle acque grigiastre nemmeno una barca, un barchino. E veniva da pensare come doveva essere stato nell’ottocento e anche dopo, fino a un cinquant’anni fa quando c’erano ancora le barche e i bagnanti stesi a prendere il sole.  Certo c’era stata l’alluvione del ‘66 ma quella era meglio non nominarla nemmeno. In quel tremendo quattro novembre l’Arno si era forse vendicato col suo terribile attacco di follia dell’abbandono e dell’incuria in cui era stato lasciato. E per forza si era parlato della sua mascalzonata in tutto il mondo. 

Il ponticino a Villanova

Il Ponticino A Villanova

Ecco alcune fotografie del ponticino di Villanova. Caratteristico, realizzato a mattoni e ciottolami, composto a cinque archi a sesto ribassato e rispettivi plinti con le "navi" alla base, collegava la strada di accesso alla prossima Chiesa di San Donato in…