Si tratta di un momento della mia vita, eh sì, doveva esser stato certo tra gli anni ‘42 e ’43, ossia quando abitavo, sempre qui a Empoli, in Via del Giglio angolo Piazza della Vittoria.
L’argomento di questo capitolo che ho definito “secondo” è affine al precedente, ma premetto subito che hanno analogie, nei loro rispettivi dolorosi e seri contenuti, tanto da considerarli idonei ad essere purtroppo, per la loro reale, inaudita drammaticità, ancor più fatti conoscere.
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