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Oratorio dei SS. Paolo e Luigi Gonzaga, già Oratorio dei Lami e poi Chianini

L’edificio oggi è sconsacrato e situato sul fronte sud-ovest di Piazza Matteotti, una volta facente parte della omonima Villa Lami, poi dei Chianini e ad oggi Villa Cecchi. 

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Empoli - Piazza Matteotti cappella SS Luigi e Filippo x cappella Lami

Empoli - Piazza Matteotti cappella SS Luigi e Filippo x cappella Lami

Piazza Matteotti, lo stato attuale dell’ex oratorio


La sua edificazione fu effettuata per conto di Pietro Lami nell’anno 1792 come cappella funeraria privata della propria villa, adiacente all’oratorio stesso sul lato tergale e quindi a sud. [1]

La famiglia Lami decise di costruire questo oratorio perchè la propria cappella di San Giuseppe in Collegiata non era più sufficiente per le sepolture, e in essa furono tumulati i Lami fino alla fine dell’Ottocento. [2]

A quell’epoca il fiume Arno aveva un’alveo ben più ampio di oggi, il quale fu parzialmente interrato a metà Ottocento assieme alla realizzazione del primo ponte; l’oratorio praticamente era situato a pochi metri dall’argine del fiume, e frontistante al porticciuolo di attracco.
Una rappresentazione dello stato sovrapposto, evidenziante la trasformazione, è consultabile in un precedente articolo:

http://www.dellastoriadempoli.it/arno-empoli-dovera-dove-carlo-pagliai/

Empoli - Piazza Matteotti ex Chiesa San Luigi e Filippo

Al momento la sua prima immagine è da far risalire al 1803, riconoscibile nella rappresentazione prodotta dall’incisore Terreni [3] di cui si propone un ingrandimento in cui compare l’originale copertura a capanna.
La sua sagoma è parzialmente visibile in quanto sovrastata dal più ampio edificio dell’ex Mulino del sale sull’Arno.

Incisione Terreni 1803

Veduta d’Empoli” – Disegno di J. e A. Terreni,

pubblicato su
Viaggio pittorico della Toscana, di FONTANI Francesco
Ed. Tofani e Compagno, Firenze, 1801-1803

Una sua rappresentazione cartografica perviene dal Catasto Leopoldino del 1820 di cui si riporta di seguito un estratto. E’ individuato dalla particella 169, che risulta dalle relative tavole indicative dei possessori risulta intestata a Lami Giuseppe e Reverendo Canonico Francesco di Paolo (Lami).
L’edificio dell’oratorio è facilmente individuabile dal simbolo della croce sotto il numero di particella 169.

immagine e l’ingrandimento:

catasto leopoldino 1820 1

Estratto dal Catasto Generale della Toscana,
Sezione D “Empoli e Borgo” foglio unico ,
Archivio di Stato di Firenze, Catasto Terreni, Mappe, Empoli,
Immagine tratta dal sito web del “Progetto CASTORE”
Regione Toscana e Archivi di Stato Toscani
Per gentile disponibilità. Info Crediti e Copyright

catasto leopoldino 1820 2

Ingrandimento di estratto dal Catasto Generale della Toscana,
Sezione D “Empoli e Borgo” foglio unico ,
Archivio di Stato di Firenze, Catasto Terreni, Mappe, Empoli,
Immagine tratta dal sito web del “Progetto CASTORE”
Regione Toscana e Archivi di Stato Toscani
Per gentile disponibilità. Info Crediti e Copyright

L’oratorio, assieme alla villa, pervenne in eredità ai Chianini; si legge che l’oratorio e la villa furono devastati dallo squadrismo fascista [4].
In seguito la proprietà è passata ai Cecchi, infatti oggi il più ampio complesso è noto agli empolesi come Villa Cecchi.

L’attuale facciata non corrisponde a quella rappresentata nel disegno del Terreni nel 1803, infatti ad oggi non risulta più a capanna e la facciata ha perso la sua connotazione originaria di coronamento a timpano, quindi tardo settecentesca.
Al contrario il fronte è stato trasformato da tempo immemorabile, rimuovendo alcuni caratteri della facciata presenti nell’unica rappresentazione iconografica del 1803: in essa infatti non sono altamente attendibili dimensioni e rapporti geometrici.
Nella sua compagine attuale sul prospetto è presente una porta murata con coronamento a timpano, e soprastante finestra murata con forma semicircolare probabilmente ricavata dalla tamponatura di previgente più ampia finestra circolare.

Nel 1910 il Pogni descrive la presenza di una terracotta verniciata in imitazione Della Robbia, di fattura e forma antica [5] conservata sull’altare dell’oratorio, allora di proprietà Chianini.
Il Pogni non cita altre notizie in merito, salvo la trascrizione di quanto inciso su di una cornice in una pietra:

ECCE QVOMODO MORITVR IVSTVS

ET NEMO PERCEPIT CORDE

E’ possibile che la suddetta terracotta fosse stata invece un’immagine in stucco di San Giuseppe [6].

Attualmente non è dato sapere lo stato manutentivo interno dell’ex oratorio, constatiamo solo il buono stato della facciata principale prospiciente la piazza Matteotti.
Ad ogni modo potrebbe meritare maggiore valorizzazione e tutela architettonica.

Carlo Pagliai

APPROFONDIMENTO: LE CHIESE EMPOLESI →


Bibliografia di riferimento:

  • Campione Beneficiale della Collegiata C. 214

Note e Riferimenti:

[1] Chiese, Cappelle e Oratori del territorio empolese, di W. Siemoni, ATPE 1997, S. Croce sull’Arno, pag. 45;

[2] Chiese, Cappelle e Oratori del territorio empolese, di W. Siemoni, ATPE 1997, S. Croce sull’Arno, pag. 45;

[3] “Veduta d’Empoli” – tratta dal libro Viaggio pittorico della Toscana, di FONTANI Francesco,[Disegni di J. e A. Terreni], Tofani e Compagno, Firenze, 1801-1803;

[4] Chiese, Cappelle e Oratori del territorio empolese, di W. Siemoni, ATPE 1997, S. Croce sull’Arno, pag. 45;

[5] Le iscrizioni di Empoli” di Olinto Pogni,Tipografia Arcivescovile, Firenze Via del Moro n° 29, anno 1910, pag. 227, rubrica 589;

[6] Chiese, Cappelle e Oratori del territorio empolese, di W. Siemoni, ATPE 1997, S. Croce sull’Arno, pag. 45;

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