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L’antico portone di Palazzo Pretorio restaurato grazie a un’azienda empolese

EMPOLI – Avranno inizio domani, martedì 11 ottobre, i lavori di restauro del prezioso portone di Palazzo Pretorio, in piazza Farinata degli Uberti.

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Portone di Palazzo Pretorio – Ph. C. Pagliai


L’azienda Elmas compie 40 anni e ‘dona’ l’intervento sul manufatto del 1497

Da qualche tempo ormai era intenzione dell’amministrazione comunale intervenire nel recupero di questo prezioso manufatto che fu donato nel 1497 dal podestà Matteo Chierichini, come ricorda un’iscrizione incisa e che corre lungo il coronamento dei due battenti.

L’operazione si può realizzare grazie al prezioso contributo della Elmas di Empoli che ha deciso, per festeggiare i propri 40 anni di attività, di fare questo dono a tutta la città.

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Dettaglio incisione – p.g.c. di B. Tamburini

 

«La scelta di Stefano Mancini – sottolinea il sindaco Brenda Barnini – è la conferma della sensibilità che la Elmas s.r.l ha sempre dimostrato nei confronti di Empoli.
In questo caso un gesto di mecenatismo che va a riqualificare quello che, dal XIV secolo, è stato il luogo identificativo del senso ‘civico’ di Empoli.
A tutta la Elmas e a Stefano Mancini vanno i ringraziamenti più sentiti, i miei, quelli di tutta l’amministrazione e quelli della città. L’auspicio è che altre imprese del territorio possano seguire questo esempio virtuoso».

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«Elmas è un’azienda che è cresciuta in un contesto locale e che poi ha assunto una dimensione nazionale nell’ambito della salvaguardia e del contenimento dei fenomeni di disagio sociale e criminalità – sottolinea Mancini –. In momenti di diffusa crisi come questa sensibilizzare all’attenzione del patrimonio artistico locale ci sembrava doveroso.  Ci preme  auspicare che questo nostro intendimento possa trovare numerosi altri esempi».

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PALAZZO PRETORIO – Il Palazzo del Podestà o Pretorio, sede dell’autorità comunale e poi anche dell’amministrazione di giustizia (il podestà appunto), fu costruito a più riprese a partire dall’inizio del XIV secolo. L’ampliamento dell’edificio comportò sia l’aggiunta di nuove stanze destinati ai vari uffici, sia di locali a piano terra, alcuni dei quali adibiti a prigione. In quella circostanza vi fu costruita anche una cappella, dedicata a San Tommaso, della quale si è perduta ogni traccia.

Nel periodo napoleonico furono rimossi gli stemmi che tradizionalmente ornavano ogni palazzo podestarile, circostanza testimoniata nel manoscritto del Notaio Ser Lorenzo Righi.

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Incisione sul portone di Palazzo Pretorio – Ph. C. Pagliai

Attualmente l’edificio reca i pesanti segni di trasformazioni novecentesche; poche le testimonianze dell’antico palazzo, come l’elegante ghiera trecentesca, in cotto, che corre sopra il portone di ingresso su piazza Farinata degli Uberti.
Sulla cantonata del palazzo, nel 1518, venne collocato il tabernacolo con la cosiddetta Madonna degli Ebrei, una terracotta robbiana ora conservata nel Museo della Collegiata, che venne lì spostata tra il 1890 e il 1894.

Fonte: comunicato stampa

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