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Madonna degli ebrei di Andrea della Robbia: origini e storia del tabernacolo – di C. Pagliai

Conservata nel Museo della Collegiata di S. Andrea di Empoli, il gruppo di terracotta bicroma bianco-azzurra è inserito in una edicola incorniciata da lesene con panoplie all’antica;
la centinatura è coronata dalla colomba dello Spirito Santo, mentre nella cartella inferiore vi è il tondo con lo stemma degli Otto di Balia affiancato ai lati da due mensolotti finemente lavorati. [1]
La Madonna appare a corpo intero, e sorregge il Bambino che stringe un uccellino tra le mani, la cui testa fu distrutta a fine Ottocento e di cui non sono emersi ad oggi documenti specifici all’evento.

ORIGINI E STORIA

Anno Domini 1518, Marzo.
In prossimità della settimana santa (la Pasqua cadeva il 4 aprile) gli Otto di Guardia e Balia fiorentini imposero al podestà di Empoli di pubblicare un bando in difesa degli ebrei, considerato che fino a pochi anni prima vigeva il bando savonarolaiano contro gli ebrei.
Qualche settimana più tardi il figlio del prestatore a usura ebraico Zaccaria di Isacco di Manuele di Abramo da San Miniato, Angelo, di età inferiore ai cinque anni, durante una processione il gesto sa­crilego lanciò dei frammenti di vasi “su­per vexillo crucis” sul baldacchino del SS. Sacramento, evento che scatenò disordini. [2] [3]

Il Podestà in carica, Domenico Parigi, capì subito la gravità del fatto e fronteggio celermente l’emergenza tanto da ottenere complimenti dai funzionari fiorentini: provvide ad informare subito gli Otto di Balia, la magistratura fiorentina competente a vigilare sulle minoranze ebraiche, e questi intervennero subito.
Zaccaria fu condotto subito a Firenze e processato “per direttissima” a pagare un’ammenda di 25 fiorini d’oro, oltre ai 10 aggiuntivi per realizzare il tabernacolo della Madonna col Bambino.[4] [5] 
Disposero contestualmente un severo bando pubblico con pesanti pene (pubblica fustigazione ed esilio) per coloro che avessero attentato alle proprietà e persone ebraiche; la sentenza fu notificata al podestà con questa formulazione:

«   Zacheria di Ysac hebreo, per lo errore commesso costì nel dì della processione pontificale intra l’altre cose dipositò al magistrato nostro fiorini X larghi doro in oro per farne costì in Empoli un tabernaculo publico et in loco che di farlo sia veduto universalmente con la ymagine della gloriosa sempre Vergine Maria et altri sancti come et dove a tua prudentia parrà con l’arme sotto a detto tabernaculo del Magistrato nostro et parole convenienti a questo effetto. Commetiamoti adunque che tu mandi ad executione quanto di sopra et imperciò che sia convenientemente copiata et ornata come a tale ymagine debitamente si conviene et ancor sia grato sapere dove tale tabernaculo sarà per te destinato. Del denaro di sopra depositato te ne puoi a tua posta valere. 16 giugno 1518…. etc  »

Il Podestà Parigi provvide quindi ad eseguire quanto ordinato e commissionò alla bottega di Andrea della Robbia [6] la sua esecuzione, divenendo tra l’altro la sua ultima opera documentata.
Il Podestà provvide a dettare in lingua volgare la sottostante dicitura memoriale, e ad una rapida collocazione in cantonata sul Palazzo Pretorio in faccia all’allora Piazza del Mercato, la nostra Piazza de’ Leoni intitolata a Farinata degli Uberti:

DEL PREZZO · DELGLEBREI · PER LORO · ERRORE · FERNO · A LAVDE · DI

DIO · FARE · QESTA · GLI OTTO · SEDETE · NEL · 18 · DOMENICO · PARIGI · QVI · PRETORE

LO SPOSTAMENTO IN PINACOTECA

Questa opera, detta anche Madonna degli Ebrei, rimase sul posto per oltre tre secoli, fin quando fu traslata nei vicini locali della Galleria di S. Lorenzo all’interno dell’allora Pinacoteca di S. Andrea.
Giuliano Lastraioli, in base all’incisione del Müntz nel 1897, aveva ritenuto[7] che il distacco del tabernacolo fosse avvenuto intorno a tale anno, ma l’inventario compilato da Guido Carocci nel 1894 la citava descritta nella prima sala della ‘Galleria’, inficiando tale ipotesi.

In archivio comunale vi è una delibera della Giunta datata gennaio 1892 con cui l’assessore Giovanni Lami, figlio di Vincenzo, propose la vendita del Palazzo Pretorio in quanto ritenuta da egli “di nessun pregio sotto i rapporti artistici e monumentali e molto più adesso, eseguita ormai la remozione della Madonna di Luca della Robbia già trasportata nella Galleria annessa all’Insigne Chiesa Collegiata d’Empoli[8].

Le motivazioni dello spostamento potrebbero essere le stesse che risultano dal verbale della delibera del 09 aprile 1883 [9] riguardanti la tutela e protezione della neoclassica fonte del Pampaloni per i ripetuti episodi di vandalismo avvenuti “i guasti dipendenti dall’opera di monelli e dei male intenzionati[10] i quali, secondo la dichiarazione dell’assessore Gregorio Chianini, avevano provocato “nel volto di una Ninfa un qualche guasto tuttora visibile” a causa della cattiva illuminazione notturna.

In seguito nella successiva seduta del 21 aprile 1883 fu approvata “la remozione di detta Immagine dalla facciata esterna di detto Palazzo (Pretorio)… e da collocarsi detta Immagine fino a nuove disposizioni nello stesso locale ove trovasi riuniti gli oggetti d’arte già esistenti nell’Orto dell’ex monastero di S. Maria a Ripa”,  i locali del vicino monastero di S. Stefano e dove furono collocati dal Lami in seguito al distacco attuato da Gaetano Bianchi, autore dell’impresa anche nel caso in esame [11].

Oggi l’opera è custodita nel loggiato interno della Propositura facente parte del Museo della Collegiata di S. Andrea.
La sua precedente collocazione sul Palazzo Pretorio è testimoniata da alcune immagini d’epoca e dalla celebre Xilografia del Catenacci pubblicata nel 1876. [12]

Xilografia del Catenacci su Empoli

Xilografia del Catenacci su Empoli

empoli piazza dei leoni e collegiata

empoli piazza dei leoni e collegiata

Empoli - Piazza dei Leoni fine 800 cartolina viaggiata da Franco Arrighi 1

 


Note e Riferimenti:
[1] Museo della Collegiata di Sant’Andrea a Empoli, R.C. Proto Pisani, Firenze 2006, pp. 124-126;
[2]
 Studi sugli Ebrei a Empoli fra Medioevo ed Età moderna Ricerche compiute e lavori in corso, Andrea Bruscino, Quaderni d’Archivio, Anno I, n.1, 2011, pp. 65-69;
[3] Notizie Istoriche della Terra di Empoli, Luigi Lazzeri, Empoli, 1873;
[4]
Ibidem;
[5] Il Museo della Collegiata di S. Andrea in Empoli, Antonio Paolucci, 1985, pagg.153 – 155;
[6]
A late work by Andrea della Robbia rediscovered: the Jews’ Tabernacle at Empoli, A.L. Waldman, in «Apollo», 1999, CL, pp. 13-20;
[7] G. Lastraioli, Judaica & dintorni, in ‘Il Segno d’Empoli’ n. 11 Ottobre 1990. pp. 6-7;
[8] A.S.C.E., Giunta 1892, 5 gennaio;
[9] A.S.C.E., Giunta 1883, 9 aprile;
[10] La Madonna degli Ebrei: come e quando fu rimossa, W. Siemoni, il Segno d’Empoli, n. 13-1991, pp-7-21;
[11] Vincenzo Lami: Note per la riscoperta di un personaggio dimenticato attraverso un episodio museale inedito, in Miscellanea Storica della Valdelsa, 1990 pp. 157;
[12] Le Tour du monde. Nouveau journal des voyages” publie sous la direction de M. Édouard Charton et illustré par nos plus cèlèbres artistes, 1876 Premier semestre, Librairie Hachette et Cie , Paris Boulevard Saint-Germain 79.

 

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