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Palazzo Romagnoli si riaffaccia in Piazza dei Leoni

di Carlo Pagliai.

Erano molti mesi che i ponteggi edili oscuravano la vista del Palazzo Romagnoli, prospiciente su Piazza Farinata degli Uberti o Piazza dei Leoni, dirsi voglia.
Passeggiando oggi dal centro per un’occhiata all’evento urban-commerciale denominato “Popup” ho potuto constatare che questo palazzo, detto anche “Palazzo delle Cent’anime” [1], sia stato finalmente restituito alla pubblica vista dei passanti.

Nel 1710 il palazzo risultava di proprietà di Giuseppe Romagnoli, forse lo stesso citato tra i tre priori della Compagnia  di S. Lorenzo in Collegiata che scoprirono il furto delle reliquie de’ gloriosi S. Lorenzo e S. Stefano rubate durante la notte del cinque giugno 1670 da Lessandro di Giovanni Giubbilei.[2]

Palazzo Romagnoli

Palazzo Romagnoli

Nel 1710 confinava con quello di Domenico Turi, circostanza confermante la testimonianza (non posteriore al 1742) riportata nella rubrica n° 288 manoscritto del Figlinesi [3] da cui si evince che Lorenzo di Giuseppe Romagnoli (figlio) comprò <<una casa contigua in Piazza a quella del Turi>> dai Cocchini, che a loro volta l’ebbero in eredità da Bastiano Sandonnini, e prima di lui lo possedeva Agnolo Marchetti, il padre del celebre dottore pontormese Alessandro Marchetti, il quale ci abitava e svolgeva l’attività di spezieria.
Lorenzo di Giuseppe Romagnoli  inoltre comprò dai Capoquadri la casa confinante alla suddetta (quindi una porzione dell’intero palazzo ! ) la quale confinava con Marco Del Frate [4] e precedentemente di Geri Michelucci.

288 – La casa contigua in Piazza a quella del Turi, che è di Lorenzo di Giuseppe Romagnoli, la comprò egli dai Cocchini, quali la redorono da messer Bastiano Sandonnini, curato di Pagnana; et avanti al Sandonnini era di Agnolo Marchetti, padre del dottore Alessandro Marchetti, quale vi abitava e vi faceva la spezzieria; e l’altra casa che pure è in oggi di detto Romagnoli in Piazza e l’ha unita con l’altra sopra, che confina con la casa di Marco del Frate, era di Geri Michelucci e poi passò nel Capoquadri, e detto Capoquadri la vendette a detto Lorenzo Romagnoli.

Il Palazzo risulta di proprietà della famiglia Romagnoli anche nell’anno 1820, data di redazione e censimento del Catasto Leopoldino.
E’ intuibile che il palazzo abbia raggiunto l’attuale compagine, e quindi unificando le due suddette case comprate separatamente tra la  fine del Seicento e non oltre il 1742.

Note e Riferimenti:
[1] Testimonianza tramandata dalla mia famiglia;
[2] Rubrica 791 del manoscritto del Figlinesi;
[3] Rubrica 288 del manoscritto del Figlinesi;
[4] Nel 1710 al Niccolò Del Frate possedeva solo una bottega al piano terra, cespite n° 134 dell’Imposizione della Fogna nel 1710;

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