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Vecchie famiglie empolesi nell’inedito zibaldone d’un capitolare: parte 1 di 3 – di Carlo Pagliai

Si è ritenuto indispensabile trascrivere e pubblicare in formato digitale le “notizie” riportate nel manoscritto del canonico Ercole Vittorio Figlinesi[1], decano del Capitolo empolese, di cui risulta essere l’unico autore di tale manoscritto [2] salvo un’aggiunta di <<altra grafia>> che indica la data di morte dello stesso Figlinesi ovvero <<Vacò p. morte del pred.o seguita li 25 Genn.o 1756, alle due della sere, e successe, ecc…>>, scritta due anni dopo l’ultima notizia manoscritta, ovvero quella del testamento del Figlinesi. 

Costui non inserisce molte notizie di sè e della propria famiglia, ma alcune si leggono nelle biografie inserite nel manoscritto del protostorico canonico Luigi Lazzeri; ad esempio il Lazzeri cita che il decano Ercole nel dì 19 maggio 1746 diede benedizione ai fondamenti della fabbrica del nuovo Spedale (vecchio, ndr).
Secondo le note dello stesso Lazzeri, la famiglia Figlinesi arrivò nella città di Empoli all’incirca nell’anno 1640 per <<presedere all’azienda del sale del regio magazzino>> [3]; tale famiglia proveniva da Montaione, terra di sua origine, da un luogo ove un tempo si trovava il Castello di Figline[4], da cui presero nome.
Dalle fonti araldiche[5] si legge che nell’anno 1369 la famiglia Figlinesi cedette alla Repubblica di Firenze il Castello di Figline nella curia di Montaione, e contestualmente a tale cessione i membri della famiglia furono dichiarati cittadini fiorentini ed abilitati a tutti i benefizi, distinzioni e privilegi ai quali la cittadinanza dava diritto; lo stemma di tale famiglia è censito nel Fondo Ceramelli Papiani. (Sul toponimo “Figline” di Montaione si rimanda agli approfondimenti pubblicati sulla Miscellanea storica della Valdelsa.)
La famiglia dell’autore Ercole Figlinesi, era imparentata coi Del Papa: infatti Gostanza di Cristofano di Giovanni Figlinesi[6] era madre di Elisabetta di Piero Canneri, livornese, e tale Elisabetta fu moglie di Marco Del Papa, e pertanto i genitori di Giuseppe Del Papa.

L’arco temporale ove sono collocate le “notizie” del Figlinesi abbraccia diversi secoli, principiando in alcune brani dal periodo della Repubblica fiorentina, attraversando il periodo del Principato, Ducato e infino al periodo ultimo del Granducato. Le notizie riportate sono variegate per tematismi, argomenti e aspetti: prevalgono e si intrecciano diversi filoni quali le notizie genealogiche di famiglie empolesi, di signori e dei volgari, e compaiono notizie relativi alle arti e mestieri praticati dalle rispettive persone, fornendo quindi tracce concrete relative alla vita quotidiana della città e raramente del contado.
Si sottolinea con forza di ponderare il filone “araldico” dei cognomi delle famiglie, di cui si legge spesso le trasmutazioni di cognomi seguite a vario titolo: è facile incorrere in errori o false interpretazioni, il lettore deve prendere atto del non trascurabile errore di duplicazione dei cognomi rispetto ai rami “gentilizi”.
Alcune notizie contengono anche dati e descrizioni relativi agli aspetti urbani ed edilizi del Castello, quali ad esempio desumibili da fatti di Cronica e da Atti Civili relativi a trasferimenti di diritti per alcune parti castellane o per alcuni diritti prediali e donazioni; anche la lettura dei dati relativi ai contenziosi civili, liti o contrasti relativi ai diritti vantati dalle parti fornisce spunti di approfondimento di notevole interesse su cui non mancherà occasione di tornarvi sopra.

Il manoscritto originale, secondo quanto pubblicato nel B.S.E., era posseduto da una famiglia empolese [7] e al quale fu concessa lettura a Mario Bini, originario autore della prima versione trascritta sul B.S.E. nel 1963/64. Lo stesso autore, nei suoi paragrafi di aperture al testo sottolineava la notevole difficoltà di lettura della grafia dall’originale, prendendo giusta riserva sulla bontà della trascrizione.
Per mio conto tale opera del Bini merita massima dignità di pubblicazione, e P.Q.M. si pubblica la versione integrale dello “Zibaldone” quale omaggio a Mario Bini, sperando nella sua benevolenza qualora mi stia osservando.
        Carlo Pagliai

Copyright opera: estrazione di opera pubblicata sul Bullettino Storico Empolese v. III, a. VII, 1963, n. 2 pag 97, v. III, a. VIII, 1964, n. 3 e v. III, a. VIII, 1964, n. 4. Tale estrazione parziale d’opera esclude le parti scritte dai rispettivi autori nei suddetti volumi, e contiene il solo testo scritto dall’originario autore Ercole V. Figlinesi, vissuto nel Settecento. Essendo tale opera pubblicata per la prima volta negli anni 1963/64 non sono più vigenti i rispettivi diritti d’autore, come previsto dal vigente Art. 85 ter comma 2 L. 633/1941.

Note e Riferimenti: 
[1] 1675 – 25/01/1756, Cfr. B.S.E. v. III, a. VII, 1963, pag 87, par. 3;
[2] B.S.E. v. III, a. VII, 1963, pag 83, par. 1;
[3] L. Lazzeri – Storia di Empoli, Ediz. Monti, Empoli 1873, p. 166;
[4] Questo toponimo di Montaione sembra sia rimasto nella memoria fin’oggi, esiste infatti un edificio rurale denominato “casa Figline” proprio vicino al centro di Montaione, e il toponimo Figline è ricollegabile a Figulinae (terre cotte) e quindi è ipotizzabile una qualche fornace attiva nel basso medioevo;
[5] Heraldrysinstitute.com, cognome Famiglia Figlinesi;
[6] D. M. Manni – Osservazioni istoriche sopra i sigilli antichi de’ secoli bassi, Firenze, 1744, t. XVI,   p. 127;
[7] B.S.E. v. III, a. VII, 1963, pag 83, par. 1; 

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VECCHIE FAMIGLIE EMPOLESI NELL’INEDITO ZIBALDONE D’UN CAPITOLARE: PARTE 1
ELENCO PER ORDINE ORIGINALE DELL’OPERA – 

1 – Ricordo come messer Lorenzo Buonsignori d’Empoli fu Vicario di mons. Martelli, Vescovo di Fiesole, l’anno 1549; e questo apparisce ne’ Libri dell’Archivio de’ Preti d’Empoli.

2 – Il 16 aprile 1634 maestro Giuseppe Cavalli era calzolaio in Empoli; fu padre di Guasparri.

3 – Tra Magnani e Cittadelli il dì 24 agosto 1534 vi passarono interessi a conto della casa di detti Mugnaini quale era sulla Piazza d’Empoli, quale oggi è di Francesco di Piero Righi d’Empoli.

4 – A dì 17 dicembre 1634 un tal maestro Polito Bolognesi manescalco, vetturino, dette il cavallo a vettura al Buonsignori per mandare a Firenze a trattare la compra della casa de’ Baldovinetti posta in via Chiara in Empoli; lo prestò a prete Gio. Batista Bonsignori; detto Bolognesi manescalco in Borgo d’Empoli.

5 – A dì 16 gennaio 1634 Andrea Marchetti detto il Baza, o Basa, rassettava ad altri le reti in Empoli.

6 – A dì 30 gennaio 1634 fu fatta citazione per via di Corte d’Empoli a Fede Zuccherini e suoi nipoti da Gostanza del sig. Giovanni Poggi Baldovinetti per causa del jus congruo, che aveva detto Zuccherini, acciò detti Baldovinetti la potessero vendere ai Bonsignori in via Chiara d’Empoli.

7 – A dì 15 agosto 1634 viveva Suor Giustina Giomi, monaca corale e speziala nel Convento di S. Croce d’Empoli, perché usava il ricettario del Bonsignori e glielo rese il dì 13 gennaio 1634. A c. 19.

8 – A dì 12 aprile 1635 messer Ottavio di Lorenzo Martini notaio, da Empoli, rogò il contratto della casa et orto e torre che comprò in via Chiara d’Empoli, siccome il torrione, che il tutto comprò il prete Gio. Batista di Mariano Bonsignori dal sig. Giovanni d’Iacopo Baldovinetti inoggi cittadino fiorentino. A c. 32. Fu mandato bando pubblico per Empoli e fatto protesto dal sig. Gio. Baldovinetti Poggi al Monastero delli Innocenti, alli Tozzi d’Empoli et a Fede Zuccherini e suoi fratelli et appartenenti della Comunità et orto se volessero comprare stanze per esserci essi vicini, se volessero comprare; e tal protesto fu fatto a tutti tre dalla Corte d’Empoli a tempo del Podestà Francesco Vernaccia fiorentino e suo notaro di divisione il dì 30 gennaio 1634 a Fede Zuccherini, e gli Innocenti e Tozzi due mesi innanzi a Fede Zuccherini.Il dì 2 aprile 1635 il Martedì Santo seguì la compra di detta casa posta in testa di via Chiara venduta dal sig. Gio. Baldovinetti Poggi fiorentino, per prezzo di scudi 325; comprò Gio. Batista Bonsignori; rogò il contratto M. Ottavio Martini da Empoli N. P. F. e cittadino fiorentino; fu sborsato allora scudi 130 e lire 30 et il resto di detto prezzo fu fatto tempo 4 anni al pagamento. La detta casa era posta in via Chiara e conteneva un terreno grande a piano, e due altre stanze per metà la sala sopra. La camera era grande, con cammino in camera alla francese; l’orto, con torre e torrione nelle mura castellane, con due pozzi; a 1.0 confina la strada di via Chiara, gli Innocenti; Tozzi e Zuccherini; il possesso fu preso il dì 2 aprile 1635 dal detto Bonsignori sull’ora di terza. Il dì 5 aprile 1635 il sig. Gio. Baldovinetti Poggi mandò a detto Bonsignori tutta la nota delle scritture appartenenti a detta casa; quale era stata comprata il dì 27 dicembre 1577 da Andrea di Rocco Scarlini e Carlo suo fratello come per contratto rogato per ser Gio. Antonio Diani da Poppi sotto detto dì. La detta casa con orto e pozzo e torre confina a 1.0 Via Chiara, a 2.0 Alessandro Zuccherini da Empoli; a 3.0 carbonaia, ovvero mura castellane; e queste, benché si dichino essere dello Spedale delli Innocenti, tiene a fitto Giovanni Zuccherini. A dì 27 dicembre 1577 per contratto rogato da ser Alessandro Muletti da Modigliana, Alessandro di Antonio Zuccherini consentì alla detta vendita per esser confinante a muro comune; e il compratore, che fu il detto Giovanni Baldinetti, o Baldovinetti, donò a lui 25 braccia d’orto di quello aveva compro con la detta casa; le carbonaie furono comprate dalli Ufiziali de’ Fiumi sotto dì 2 maggio 1578, come per contratto rogato per Silvio di Michele Gentili da Santa Soffia di Romagna; confina a 1.0 via Chiara; a 2.0 Gio. Baldinetti, ossia Baldovinetti, con la detta casa; a 3.0 mura castellane. L’orto che possiede messer Sforzo Zuccherini e Fede Zuccherini gli fu donato dal sig. Gio. Baldovinetti, già primo compratore, a ciò non gli impedisse la compra per esser vicino; ma detto M. Sforzo e Fede non hanno che mostrare.

9 – Il dì primo maggio 1635 Donato e fratelli Verdiani erano calzolai in Empoli; e descendono da S. Miniato.

10 – A dì 12 maggio 1635 fu pagata la gabella da messer Gio, Batista Bonsignori della compra della casa di via Chiara, orto, torre e bastione, seguita detta compra il dì 3 aprile 1635, e venduta dal sig. Giovanni Baldovinetti, per oggi cittadino fiorentino, per rogito di ser Ottavio Martini da Empoli, per scudi 325 a spese e gabella del compratore. A dì 14 maggio 1635 prete Gio. Batista Bonsignori fece disfare il confino fra lui e Fede Zuccherini a detta casa et A dì 15 maggio 1635 fu messo il confino fra Fede Zuccherini e fratelli e nipoti, presente Fede e prete Gio. B.a Bonsignori, all’orto di via Chiara; e fu messo alla cantonata del tetto della tinta e al muro castellano, di comune concordia.

11 – Il dì 13 giugno 1635 Damiano di Ceseri Orsacchi era fornaciaio a Empoli di mattoni, calcina, ecc.

12 – A dì 29 giugno 1625 maestro Giuliano Bardelli a Monte Boro vendette li mattoni per lire 4 a prete Gio. B. Bonsignori.

13 – A dì 26 agosto 1635 fu messa a decima di P. Gio. Batista Bonsignori la casa di via Chiara.

14 – A dì 14 settembre 1635 rassettava ad altri le reti in Empoli Andrea Marchetti detto il Bazza; Andrea di Ceseri.

15 – A dì 15 settembre 1635 il prete Niccola Pandolfini, cittadino fiorentino abitante a Vitiana, prese a pigione da prete Gio. B. Bonsignori la sala della casa di via Chiara per contratto.

16 – A dì 29 ottobre 1655 segui la benedizione dell’Oratorio di Monte Boro, fondato dal canonico Gio. Batista Bonsignori. Lo benedisse il sig. Proposto Raffaello Ciaperoni con l’assistenza di detto fondatore o delli sigg. messer Francesco del Bianco, messer Matteo Cicci [Ricci?] rettore di Brusciana, e messer Ottavio Martini notaio; e cantò la messa detto sig. Proposto.

17 – Il dì 22 agosto 1636 Andrea di Ceseri Marchetti da Empoli era rassettatore di reti come si vede a c. 95 r.

18 – Al 1.o dicembre 1636 prete Gio. Batista Bonsignori comprò da Giovanni di Becastrino muratore una regola di 2 braccia per 1 lira.

19 – A dì 19 gennaio 1635 corse sentenza pronunziata da mons. Rabatta, Vicario dell’Arcivescovado di Firenze, che non si serrasse l’uscio delle mura tra gli Innocenti e Bonsignori, a tempo del sig. Pieri priore delli Innocenti; il processo, scritture e sentenza fu appresso il Centenni ossia Cencenni notaio et attuario all’Arcivescovado di Firenze; e la sentenza fu che l’uscio delle mura che passava tra gli Innocenti e Bonsignori stesse aperto, conforme stava prima che il Bonsignori lo comprasse lui; procuratore del Bonsignori era il sig. Pagolo Brogi cittadino fiorentino abitante in via Larga. Fu interposto l’appello alla Nunziatura, ma non andò avanti; a c. 80. Messer Tommaso Centenni era l’attuario dell’Arcivescovado in detta causa.

20 – A dì 26 maggio 1637 ci era la bottega in Empoli di velettaio di Gasparo Cella; e la bottega di velettaio di Marco di Lodovico del Papa.

21 – A dì 16 giugno 1637 messer Gasparo Cella aveva la bottega di velettaio anche a Firenze.

22 – A dì 4 agosto 1637 Giuliano di Marco Losti era uno degli Agenti o Operai del Monastero nuovo di Empoli.

23 – A dì 3 gennaio 1637 il canonico Gio. Batista Bonsignori fece rassettare il tetto della sua casa di via Chiara, sul quale erano saliti per spegnere il fuoco quando abbruciò l’abbruciatoio allato a detta casa, che fu la mattina di S. Giovanni dopo desinare, perché tirava un gran vento di tramontana e l’abbruciatoio era pieno di scope e vi avevano lassato il fuoco senza spegnere; vi era anche il macello.

24 – Pier Francesco Mugnaini fiorentino merciaio in Empoli prese a livello dal Bonsignori le tre case insieme alla Porta Giudea; rogò il contratto M. Ottavio Martini il dì 20 febbrajo 1637.

25 – Iacopo Bartolucci era sarto in Empoli il dì 2 luglio 1638.

26 – A dì 5 aprile 1639 fu fatto mettere da prete Gio. Batista Bonsignori sul torrione di cantonata delle mura castellane un leone di pietra con una palla di ferro, donatole detto leone da messer Andrea Giacobini da Empoli, che l’ebbe dalli sigg. Giomi quando venderono il palazzo a Marco del Papa; e detti sigg. Giomi l’avevano comprato per scudi 4 dalla Comunità d’Empoli; e l’aveva comprato per detto prezzo il sig. Giovanni Giomi il vecchio; e detto prete Gio. Batista Bonsignori lo fece mettere sul detto torrione in memoria di dove fu battuto Empoli dalli Spagnuoli.

27 – La casa di messer Sforzo Zuccherini in via Chiara, allato a quella del Bonsignori et a quella del Tozzi, era ad uso di tinta.

28 – Il dì 12 maggio 1640 stava in Empoli un tale Michelagnolo di Bartolommeo Buonarroti e faceva il calzolaio; e Iacopo Sandonnini era suo lavorante.

29 – Il dì 13 maggio 1640 prete Gio. Batista Bonsignori presentò per sua devozione alla Madonna SS.ma di Pretoio, il giorno della sua festa, una corona d’argento massiccio adornata con pietre rosse e turchine, con una bella nappa di seta paonazza et oro; perché lo liberò dalla peste quando era nel Lazzeretto di Firenze a S. Miniato e S. Francesco; e gostava lire 29 e mezzo; fatta da maestro Flaminio orefice in Empoli.

30 – A dì 20 agosto 1640 fu finita di pagare la gabella della casa di via Chiara dal Bonsignori et a Firenze fu cancellata la partita; siccome al Civile del Rondinelli Podestà d’Empoli l’anno 1640.

31 – Giovanni di Tommaso Franchini era legnaiolo in Empoli il dì 18 novembre 1640.

32 – Il dì 12 maggio 1641 Domenico Vanghetti teneva bottega di macellaro in Empoli e da detta bottega, detto dì, Gio. Battista Bonsignori comprò una coscia di castrato di libbre otto, e un paro di granelli in tutto per lire 3 e mezzo.

33 – Il dì 15 novembre 1641 Giovanni Sandonnini era speziale in Empoli.

34 – Tombaldo di Vincenzio Baldi era fornaciaio di calcina e mattoni il dì 11 agosto 1648, a Empoli.

35  – Ricordo come l’anno 1631, quando fu la peste in Empoli, in questo modo fu portata da Montelupo da uno che andò per non so che eredità; e fu un tale Santi detto di Cencio Sbracia, che stava in una casa delli Innocenti rasente il Portone e dirimpetto le mura; e cominciò nella sua moglie. Ma prima tre mesi si scoperse alla moglie di un tale Coccolini, che gli venne nella coscia un carbone e si fece una cancrena; di modo che non era reputata per cosa di momento; et in quella casa fu un grandissimo esterminio; si attaccò alla casa i Giubbilei; in casa gli Innocenti, allato alli Bonsignori, e vi morì da quattro persone; si attaccò in casa di Cusino, ossia Curzio Sandonnini, e morì la moglie e una tale Elisabetta.
Si attaccò in casa Gio. Batista Ticciati manescalco, e morì un pretino che aveva avuto il decanato, ma la morte lo arrivò avanti il possesso.
Si attaccò in casa Giuseppe Farnesi sarto, dove che non rimase se non la moglie.
Si attaccò nel Chiassetto di Mala Cucina in molte case di poveri.
Si attaccò in casa il medico Ticciati e morì lui solo; et a certi che lo governorono.
Si attaccò in casa il Cerusico; et appresso il volgo non era tenuta per peste;
anzi il medico che la curava diceva che era peste; et il popolo si sollevava contro;
di modo che fu mandato il canonico dottor Gio. Batista Bonsignori, medico fisico dalli Huomini della Sanità, a vedere se l’era o no. Ora veramente era; fu aiutata per varij; et in quella casa non vi perì nessuno di malcattivo. La seconda casa fu la moglie di Giulio del Riccio, ossia del Ciccia, in casa gli Innocenti allato al Portone; la terza casa fu di Giovan Filippo Patani nella casa al Canto al Giglio; dove che morì detto Giovan Filippo, Niccolaio, Cicilia, Francesco Patani. La madre ancora lei si ammalò, ma campò per gli aiuti grandi che ebbe; morì due fanciulle che servirono la madre di detto Gio. Filippo; si ammalò una serva; ma Benedetto Becci cerusico morì. Si attaccò in casa Bernardo Patani, e morì detto Bernardo. Quando moriva, si copriva, male vestito; erano serrati in casa e, messogli un regolo che non potessero uscire fino a che non avevano fatto la quarantena; quelli che erano poveri avevono gli alimenti dalla Sanità.
Si tassarono tutte le case d’Empoli a dare un tanto il mese, :secondo la loro possibilità; e la maggiore era di dieci scudi per casa il mese; di cinque, di tre, di due, di uno; di tre lire, di due; e così fu fatta questa prebenda per soccorrere a questa necessità; ma fu distribuita male, perché fu fatto a beneplacito; ché le cose non andorno giuste, perché a chi aveva a pagare assai pagava poco; e per il contrario; di modo che molti si lamentavano di questi fatti.
Si riscuoteva ogni mese; e chi non pagava lo gravavano di subito; e ci stava tre sbirri della Sanità per tenere in timore la gente; comparse di molto grano del Granduca; ma lo davano a pesi; si faceva dalli forni un pane da cani, più puzzolente; furono presi due di Empoli nel tempo della peste; uno, il quale fu trovato che mandava a macinare grano mescolato con mille poltronerie, fu preso, menato a Firenze e condannato.
L’altro fu uno che era quarantotto d’Empoli, secondo che diceva lui; il quale fu preso e menato a Firenze e messo in segreta; et aveva grandissimi favori; e la causa era perché lui aveva comprato a Livorno dugento sacca di grano, il quale era sciupo per fradicio, e lo vendeva pubblicamente e lo andava smaltendo col far fare de’ forni a Puntormo; ma il giudice conosce quel che si fa nel mondo, che fu et è reputata per un’indecenza, et un vituperrio et una indegnità appresso il popolo d’Empoli e di chi lo sapeva; fu Agnolo Marchetti Abbondanzieri.
Ricordo come alli 20 di marzo 1631 fu eletto per medico alla Sanità d’Empoli il canonico Gio. Batista Bonsignori, medico fisico, con provisione di sessanta scudi il mese; e fu eletto dal Commissario Gondi per usare un mese; e doppo di lui medicasse il medico Guerrazzi per un altro mese; ché così fu suo ordine e del Magistrato di Firenze; e lo stesso giorno, che fu alli 20, cominciò a correre il salario.
A quelli che avevono il contagio, stavano lontani i sani cinquanta braccia; e quelli che morivano et erono poveri, non gli suonavano campane; nemmeno erano accompagnati da nessuno, se non quegli due che gli portavano; erano confessati gli appestati e non altro; e questo carico lo volse pigliare in sua misericordia un tale messer Antonio prete Albonetti da Modigliana, cavalier servente di S. Stefano di Pisa, che aveva la chiesa di Empoli Vecchio, huomo d’anni sessanta; e questo lo faceva con tutta carità, cioè di confessare senza premio; sebbene la vergogna lo tenne, perché se ne penti di poi di aver preso tal carica. Morì egli l’anno 1645; era Albonetti.
Nell’anno della peste morì un medico detto Francesco Ticciati il quale medicava gli appestati, et aveva un cerusico detto meser Benedetto Becci; e morirono quasi che in un istesso tempo; il medico morì in tre giorni, di uno bobone cerusico di febbre pestilenziale.
Ricordo come, in quel tempo della peste 1630, alle Porte d’Empoli si faceva Corpo di Guardia, cioè alla Porta Pisana et alla Fiorentina; e sul principio si faceva d’huomini maggiori con belli apparati di armeria; et erano quattro deputati per Porta per mattina, cavati per polizza; la Porta Giudea e quella d’Arno stavono serrate; quando cominciò la peste di Monte Lupo, si serronno quella Fiorentina et apersero quella Giudea. Poi la riapersero, la Fiorentina; alla Porta Pisana fecero un bellissimo cancello, lontano alla Porta dieci o dodici braccia, con parancole di dieci braccia, con buona serratura; e la chiave la tenevano quelli della Sanità.
Ricordo come alla chiesa di S. Donnino sur Arno si fece il Cimitero e il Campo Santo per seppellirvi li morti, circondato da parancole; e lo fecero di verso Arno dalla parte della campana di S. Donnino, lontano venticinque passi; quelli che volevano esser messi in casse, erano messi; e ancora quelli che avevano il modo, sul principio, erano messi in chiesa di S. Donnino. Furono eletti quattro becchini, i quali portavano li morti; erano vestiti con le cappe turchine della Compagnia di S. Lorenzo d’Empoli; subito che moriva uno, andavano e lo portavano via coperto, e subito lo seppellivano; quelli che avevano il modo che volevano li preti, vi andavano ad accompagnarli.
L’acqua benedetta alla case la dette il Proposto d’Empoli in persona alli 17 di marzo 1631, che si soleva dare il Mercoledì Santo; che mai più si era usato; et andò detto Proposto e messer Michele Martini con quattro cherici, e scriveva quanti erano in casa, e quanti erano di Comunione, e chi erano quelli che non erano.
Ricordo come, nel tempo della peste in Empoli, furono fatti sopra la Sanità di Empoli Giuseppe Zeffi nel 1631, Lionardo Celli, Marco del Papa, Giovanni Bartoloni, Lorenzo Buon Signori, huomo della Sanità; et era Provveditore della Terra d’Empoli.
Ricordo come furono chiamati dal Magistrato di Firenze altri huomini e deputati della Sanità di Empoli nel tempo della peste, e furono questi: il sig. Proposto d’Empoli Raffaello Ciaperoni da Montevarchi, il dottor Iacinto Cocchi, il dottore Salvagnoli, il Capitano della Banda, il Sergente Santi Bonsignori; e questi tirarono innanzi la carica; e si radunavano in casa del detto Proposto; il Cancelliere della Comunità serviva ancora per la Sanità; fu eletto Provveditore della Comunità in causa della Sanità un tale de’ Tacchelli da Empoli, il quale nel suo ufizio era idoneo; sotto Provveditore fu eletto Lorenzo di Vincenzio Mugnaini.
Ricordo come a Empoli intervenne un bellissimo caso la vigilia dell’Annunziata l’anno 1630, ossia 1631, salvo errore. Giuseppe Scarlini e Dianora Losti, marito e moglie, vennero a morte di loro infermità in un medesimo tempo; cioè, tutt’e due erano in transito in un medesimo tempo; dove che si disputava, fra gli eredi, assaissimi scudi che, se moriva prima Giuseppe, redava Giuliano Losti; e se moriva prima Dianora, redava messer Andrea Scarlini; venne che morì prima un’hora Dianora; e così redò messer Andrea Scarlini; e perché vivesse più, fu aiutato ancora in transito Giuseppe Scarlini con un consumato prezioso che lo mantenne; e così furono tutti e due sepolti in un medesimo tempo in S. Agostino.

36 – Ricordo come Francesco Ronconi Notario e Cancellieri della Comunità d’Empoli rogò a dì 27 di marzo 1631 contratto fra Maddalena Frelida Cavalli e messer Andrea e Gio. Batista e Santi Bonsignori in causa della parte del podere del Giardino che se li consegnorno; e restorno debitori di cento quattro scudi per pagarglieli in cinque anni, con dargli cinque per cento; e così fu estinto questo debito che tenevano con esso loro di scudi seicento.

37 – Ricordo come, a dì 29 di marzo 1631, il Cancelliere della Comunità fece questo mandato al canonico Gio. Batista Bonsignori, medico della Sanità: « Pagate voi Simone Falagiani Camarlingo della Sanità d’Empoli per il sussidio del caritativo [?] ».

38 – Ricordo come messer Andrea Bonsignori fu canonico d’Empoli, ed era nipote dell’arciprete Bonsignori; fu curato d’Avane et è sepolto a S. Maria.

39 – Ricordo come messer Andrea Bonsignori ebbe l’Arcipretato doppo la morte del zio, da Papa Urbano ottavo; e l’Arcivescovo di Firenze, che era Alessandro Marzi Medici, lo conferì a messer Bastiano Ricci, e gli fece avere il possesso; litigorono più di un anno; e finalmente detto messer Andrea era il vero e legittimo Arciprete, siccome per le scritture si vede; ma gli favori, tanto del Ricci con l’Antella e l’Arcivescovo, gli impedirono il possesso; di modo che detto M. Andrea gli rinunziò detto Arcipretato; e detto Ricci ebbe a spedire nuove bolle pontificie, altrimenti non sarebbe stato arciprete; e messer Bastiano Ricci, che sarebbe stato arciprete durante messer Andrea, era obbligato a dargli scudi quindici l’anno di pensione; ché così apparisce per bolle.

40 – Madonna Taddea Capacci, vedova lassata da Lorenzo Marchetti d’Empoli, fece il suo testamento il dì 28 novembre 1593 rogato da Ser Bastiano di Simone Civi di Monte Vetturini.

41 – Ricordo come alli Innocenti di Firenze apparisce al Libro degli obblighi perpetui come per lasso delli Bonsignori di Firenze devono ogn’anno detti Innocenti dare una dote a detta famiglia alle femmine.

42 – Ricordo come Bastiano di Iacopine detto il Vanghetta, beccaio in Empoli, riceve lire trenta cinque per resto di tutti i conti da Mariano Buonsignori, come si vede allo straccio di detto Mariano a dì 10 di giugno 1592.

43 – Saldo fatto fra Domenico di Giovanni Sandonnini, fornaciaio, et anco Giovanni suo padre, e fra Mariano Bonsignori, a dì 30 aprile 1594.

44 – Il dì 20 ottobre 1570 viveva ser Giuliano di Giuliano Ugolini, notaro da Empoli.

45 – Niccolò di Lionardo del Galante il dì 9 settembre 1596 era beccaio in Empoli.

46 – Il dì 20 marzo 1596 Baccio de’ Ferranti era beccaio a S. Miniato.

47 – Il dì 14 marzo 1580 ser Alessandro Guidi da Empoli viveva in Firenze.

48 – Il dì 31 maggio 1597 viveva ser Barnaba di ser Niccolaio Gherardi, notaro in Empoli.

49 – A dì 4 giugno 1597 fu scritto da’ Capitani di Parte di Firenze al sig. Niccolò Becchij Podestà d’Empoli che facesse bandire che ogni persona che tenesse o possedesse carbonaie dovesse comparire innanzi di quelli per giustificare il loro titolo, eccettuando gli Innocenti, Mariano Bonsignori e Lodovico di Mariano di Meschino, che ne possedevano alcuna parte; Lodovico di Mariano di Meschino era Mariano del Papa di Empoli.

50 – A dì 3 giugno 1597 Bastiano di Iacopino detto Vanghetta era beccaio in Empoli.

51 – Il dì 20 luglio 1597 fece testamento Orazio di Marco Biondi dalla Striscia, cognato de’ Bonsignori d’Empoli, e lo rogò ser Bastiano di Simone Civi di Monte Vetturini, Cancelliere d’Empoli.

52 – L’anno 1589, o vero 1590, del mese di settembre viveva ser Pier Francesco Marchetti notaro da Empoli.

53 – Il dì 3 di marzo 1590 ser Pompilio di Piero Ticciati da S, Miniato in Empoli rogò un contratto a’ Bonsignori; e pochi giorni avanti ser Barnaba di Niccolo Gherardi ne aveva rogato un altro per detti Bonsignori.

54 – Il dì 7 novembre 1597 Cammillo e Sandro di Lionardo del Galante erano beccai a Monte Lupo; e Mariano Bonsignori teneva concia di quoia in Empoli.

55 – Il dì 9 novembre 1597 Lorenzo di Lando d’Orso e Lando suo figliolo erono fabbri a Martignana.

56 – Il dì 28 giugno 1598 Raffaello di Domenico Danese da Montopoli teneva un livello dell’Oratorio di S. Barbera a Barbiano di lire tre l’anno. Detto livello fu ridotto a lire 4 l’anno per rogito di ser Bastiano Civi, di dicembre 1600.

57 – Il dì 3 febbraio 1590 circa all’ore 11 nacque Lorenzo di Mariano Bonsignori e di madonna Maddalena Mugnaini, sua legittima consorte; fu compare Vincenzio di Iacopo Salvagnoli e comare Ortenzia Gherardi, moglie di Piero Giacchini.

58 – Il dì 30 dicembre 1597 era prete di Cerbaiola messer Paolo Ridolfi da Montalto di Romagna.

59 – Il dì 15 maggio 1597 Bastiano di Iacopino detto Vanghetta era beccaio in Empoli e Mariano di Santi Bonsignori tenevano la concia.

60 – Il dì 11 luglio 1598 messer Pietro di Santi Bonsignori fu fatto Vicario d’Empoli dal Proposto Cosimo Bartoli; rogò ser Barnaba Gherardi in Capitolo.

61 – Il dì 9 settembre 1598 viveva fra Filippo Danesi da Empoli, carmelitano; Danesi o Farnesi.

62 – Il dì 14 ottobre 1598 viveva Filippo di Piero Sanese, fornaciaio di calcina e mattoni in Empoli.

63 – Il dì 2 marzo 1598 Carlo di Lionardo di Gismondo e Bastiano di Iacopino, detto il Vanghetta, erono beccai in Empoli.

64 – Il dì 27 febbraio 1599 nacque Gio. Batista di Mariano di Santi Bonsignori e di madonna Maddalena di Gio. Batista Mugnaini, seconda domenica di Quaresima; fu compare Vincenzio di Iacopo Salvagnoli e comare madonna Barbera Martini moglie di Lessandro di Giorgio, magnano in Empoli.

65 – Il dì primo marzo 1599 Domenico di Piero detto Saltalamore e Piero Santi e Francesco suoi figlioli erano beccai in Empoli; e Mariano Bonsignori conciaio.

66 – Il dì 2 marzo 1599 Bastiano di Iacopino detto Vanghetta e Francesco suo fratello erano beccai in Empoli, e Mariano Bonsignori conciaio.

67 – Il dì 8 marzo 1599 Davitte di Batista Ferranti era beccaio a S. Miniato.

68 – Il dì 25 novembre 1599 Giovanni Ottaviano Fruchi da Montaione era beccaio a Castelfiorentino e Mariano Bonsignori conciaio a Empoli.

69 – Il dì 8 maggio 1600 Piero di Agostino Gallini era beccaio a Castelfiorentino, detto il Leggiadro.

70 – Il dì 15 novembre 1600 Lessandro e Cammillo del Galante erano beccai a Monte Lupo.

71 – Il dì 26 marzo 1602 Iacopo di Giovanni Gonnelli era beccaio a Castelfiorentino.

72 – Il dì primo marzo 1601 nacque Leone di Mariano di Santi Bonsignori e di madonna Maddalena Mugnaini, sua consorte.

73 – Il dì 3 di maggio 1602 Baldo di Pagolo di Ferone comprò dalle figliole di Giuseppe di Lorenzo Patani, in via Chiara in Empoli, la concia, cioè la parte di casa concia posta lungo la fogna comune per scudi cinquecento, a sua gabella; rogò ser Bastiano di Simone Civi, Cancelliere in Empoli; Giulia e Verginia Patani.

74 – Il dì 20 settembre 1602 messer Pagolo di Ridolfo Ridolfi da Montalto di Romagna, fiorentino e curatore di S. Lionardo a Cerbaiola, vendè la casa posta a Gattaia per rogito di ser Bastiano di Simone Civi da Monte Vetturini del di 30 settembre 1602; confina a 1.o e 2.o Gio. Giomi da Empoli, a 3.o Salvadore Santini, a 4.0 piazza a comune; comprò per scudi 50 Mariano di Santi Bonsignori.

75 – Il dì 31 ottobre 1602 Francesco di Vanghetta ora beccaio in Empoli.

76 – Il dì 16 settembre 1602 viveva madonna Claudia di Giuseppe Patani e le sue figliole; cioè Giulia e Verginia.

77 – Il dì 4 maggio 1603 nacque Margherita figliola di Buonsignore di Santi Bonsignori e di Caterina di Bastiano, o di Bartolommeo, detto Colonna, sua legittima moglie; e morì il dì 8 gennaio 1605 e fu sepolta in nostra Chiesa nella cappella di S. Ivo.

78 – Il dì 15 gennaio 1602 il Bonsignori, cioè Mariano di Santi Bonsignori, rese la chiave di tutta la concia di via Chiara a Baldo di Pagolo di Ferone in Empoli, che fu il dì 15 gennaio 1602, che l’aveva a pigioni da detto Feroni; e la tenne fino a detto giorno.

79 – Il dì 6 aprile 1604 monsignor Vescovo di Fiesole ribenedisse e riconciliò la la nostra Chiesa di S. Andrea della Propositura d’Empoli, quale era interdetta per un omicidio in persona di un putto da Rosignano di Maremma; e l’ammazzò, cioè lo ferì a morte stando alla predica il dì 28 del passato con un coltellino, un figliolo di maestro Andrea di Simone di Matteo fornaciaio, che ancora non aveva finito undici anni; assistette a detto Vescovo di Fiesole il sig. Francesco Venturi, canonico fiorentino; il ferito morì l’altra domenica seguente a che fu ferito, ad un’ora di notte, sotto dì 4 aprile 1604; detto Vescovo fu monsignor Alessandro Marzi Medici, Vescovo di Fiesole, e tenne anche cresima, a cui assistette anche il sig. N. N. Ficini, canonico fiorentino.

80 – A dì primo settembre 1595 circa all’ora sette et un sesto d’ora, nacque Andrea di Mariano di Santi Bonsignori; fu compare Vincenzio di Iacopo Salvagnoli e comare madonna Maddalena moglie d’Andrea Giacchini.

81 – A dì 26 ottobre 1604 nacque Adriano di Mariano di Santi Bonsignori e di madonna Maddalena di Batista di Pagolantonio Mugnaini, sua legittima consorte; fu compare Pagolo di Giuliano Giaiacopi calzolaio in Empoli, e comare madonna Barbera Martini moglie di Lessandro di Giorgio magnano; il suddetto morì di vaiolo il dì 6 gennaio 1605.

82 – A dì 26 ottobre 1604 Luca di Ottaviano Fruchi era beccaio a Montaione.

83 – Il dì 8 dicembre 1604 Alesso di Niccolò del Rosso dalla Castellina era beccaio a Livorno.

84 – A dì 20 maggio 1605 Mariano di Santi Bonsignori saldò con Gio. Batista di Salvestro Carmignoli per conto di Salvestro suo padre e Piero et Andrea suoi fratelli.

85 – Ricordo che Niccolaio di Bastiano o Bartolommeo del Biancone e Iacopo di Bartolommeo Salvagnoli e Vincenzio di . . . . Tozzi detto il Vecchino tutti d’Empoli fecero fidecommisso con patto che li loro eredi ratificassero il fidecommisso e renunziassero alla legittima et altro.

86 – Mariano di Santi di Mariano Bonsignori si battezzò a dì 3 agosto 1558; Maddalena sua moglie e figliola di Batista di Paolo Antonio Mugnaini si battezzò il dì 14 novembre 1564.

87 – Bonsignore di Santi di Mariano Bonsignori si battezzò il di 27 luglio 1562; Caterina sua moglie e figliola di Bastiano Contri detto Colonna si battezzò il dì 18 luglio 1563; Pietro di Santi di Mariano Bonsignori si battezzò il dì 10 settembre 1569, anzi 1565; Giuliano di Santi di Mariano Bonsignori si battezzò il dì 6 gennaio 1566; Margherita di Santi di Mariano Bonsignori si battezzò il dì 19 ottobre 1568, e morì l’anno 1596; Francesco di Mariano di Santi Bonsignori, detto poi fra Serafino Carmelitano si battezzò addì 16 ottobre 1579, compare Piero di Lessandro Croci, comare Maddalena di Luigi Zuccherini.

88 – A dì 2 maggio 1606 messer Francesco delli Empoli fiorentino viveva.

89 – Il dì 29 novembre 1606 messer Piero di Santi Bonsignori Arciprete era a Roma a servizio dell’eminentissimo Cardinale Toledo et ottenne da esso il legno della SS.ma Croce che è in Chiesa nostra.

90 – Il dì 24 agosto 1606 seguì il saldo tra Bonsignori e Baldo di Pagolo di Ferone, tintore in Empoli; et altro saldo del dì 7 ferraio 1620, eccettuato suo padre, siccome sopra.

91 – A dì 19 ottobre 1606 maestro Vincenzio di Iacopo Tassi da Brucianese scarpellino in Empoli fece riceuta al Bonsignori di scudi diciassette per prezzo d’una asina redata, che detto Bonsignori comprò da lui. Il ricordo al libro del Bonsignori così dice: «Riceuta allo straccio, a dì 19 d’Ottobre 1606, di scudi 17, di maestro Vincenzio di Iacopo Tassi di Brucianese, scarpellino da Empoli, per una asina redata compra da lui».

92 – Il dì 4 maggio 1607 Francesco Adriano figlio di Mariano di Santi Bonsignori e di Maddalena di Bastiano, o Bartolomeo Mugnaini nacque a dì 8; compare Paolo di Giuliano Giaiacopi, calzolaio in Empoli; et a dì 23 marzo 1610 passò all’altra vita.

93 – Agostino di Simone, detto Pecciotto da Empoli, era beccalo a Puntormo il dì 30 ottobre 1606.

94 – Francesco di Niccolò Gallini era beccaio a Castelfiorentino il dì 21 novembre 1606.

95 – A dì 24 di novembre 1606 saldo fatto allo straccio di maestro Filippo di Francesco Tilli e da Francesco suo figliolo da S. Gimignano, nostri lavoranti nella concia.

96 – A dì 22 di maggio 1607 il Capitolo d’Empoli fece partito di dare un soldo di distribuzione alla Processione della Santa Croce, il dì dell’Esaltazione di S.a Croce, et appuntare chi mancasse a detta processione.

97 – Il dì 29 agosto 1607 si seppellì in Chiesa nostra, nella Cappella di S. Ivone, Bonsignore di Santi di Mariano Bonsignori, in una cassa dove messero anche l’ossa di Santi, e Margherita sua figliola; che in oggi è del Corpus Domini.

98 – Il dì 3 maggio 1601 Bonsi di Santi Bonsignori divise il podere del Giardino che teneva a comune con Marco di Francesco Losti; rogò ser Bastiano di Simone Civi da Monte Vetturini, cancelliere d’Empoli; e poi lo rivendette detto Losti a detto Bonsignori; rogò detto Civi; e detto podere del Giardino era di prima stato venduto a Mariano di Santi Bonsignori et a Marco di Francesco Losti da Iacopo di Berti cittadino fiorentino per rogito di M. Gio. Francesco Brunacchi, Cancelliere del Monte di Pietà di Firenze, del mese di giugno 1596.

99 – A dì 2 di maggio 1607. Ricordo come messer Pietro di Santi Bonsignori, arciprete d’Empoli e rettore di Santa Barbera a Barbiano, affittò detto podere di Santa Barbera a Domenico e Raffaello di Simone di Cerbone in quel di Marti, in solido per scudi quarantacinque l’anno, da cominciare a mezzo ottobre 1607, e seguire, come segue, da farsi le paghe in tre volte. Il terzo a mezzo agosto 1608; il terzo a mezzo ottobre 1608; et il terzo per tutto ferraio; e gli costruì procuratori da questo giorno a locare e slocare. Che non taglino boschi; né legnami se non li soliti potarsi; e detto M. Pietro si riserbò a sé stesso il privilegio di padrone contro a Santi d’Antonio Parlanti moderno lavoratore, come suo debitore, per fino che ne sarà lavoratore; e rogò ser Bastiano di Simone Civi da Monte Vetturini; e questo fitto fu fatto per tre anni.

100 – Il dì 20 novembre 1607 il sig. Cosimo Bartoli, Proposto, parti per Roma e lassò Vicario messer Pietro Bonsignori Arciprete; e partito che egli fu, tre canonici « nomine proprio et aliorum de Capitulo » gli ricorsero contro all’Arcivescovo, con dire che egli impediva che il canonico edomedario non celebrasse gli ufizzi ne’ giorni solenni, ma che voleva farlo lui; et avendo detto Arciprete di ciò ragione, il Vicario, per levare gli scandali, ordinò che fino a che non tornava il Proposto si tirasse su un canonico a sorte, et egli lo facesse; rogò ser Bastiano di Simone Civi da Monte Vetturini, cancelliere d’Empoli.

101 – Il dì 4 maggio 1608 ora cerusico d’Empoli maestro Francesco Lippi e Vincenzo suo figliolo spezziale.

102 – Il dì 6 maggio 1608 Cammillo di Leonardo del Galante era beccaio a Monte Lupo.

103 – Il dì 3 gennaio 1608 viveva messer Bastiano Tani, cappellano in Empoli.

104 – A dì 30 aprile 1609. Saldo fatto fare allo straccio con Domenico di Filippo Pettoreggi, beccaio a Castelfiorentino. Altro saldo a dì 5 aprile 1610.

105 – A dì 22 settembre 1609 passò a miglior vita Antonio di Piero di Mariano Bonsignore Bonsignori e si sotterrò a Santa Maria a Ripa al Convento de’ Frati Zoccolanti nella sua sepoltura; il quale Antonio nel detto mese di settembre 1609 fece testamento e lo rogò ser Bastiano di Simone Civi da Monte Vetturini; e fece eredi Santi e Gio. Batista e suoi figli e descendenti per linea mascolina; la quale mancando, sostitui per metà la Compagnia della Concezione di Santa Maria a Ripa e per l’altra metà il più prossimo parente per linea mascolina della famiglia Bonsignori.

106 – Il dì 5 novembre 1609 Simone di Giovanni Cordelli detto Boncio era beccaio a Cerreto Guidi; et il dì 9 novembre 1610; et il dì 10 novembre 1611; et il dì 24 aprile 1615.

107 – Il dì 26 gennaio 1609 Pagolantonio di Francesco Brunelli era beccaio a Castelfiorentino

108 – Il dì 7 giugno 1610 viveva fra Filippo Farnesi Carmelitano.

109 – Il dì 17 settembre 1610 Mariano di Santi Bonsignori si matricolò all’Arte della Lana di Firenze per Lanaiolo del Contado.

110 – A dì 7 agosto 1610 viveva maestro Rinaldo di Guglielmo Panizzi, magnano in Empoli, vicino de’ Bonsignori.

111 – Il 24 gennaio 1610 vivevono Francesco e Giuseppe di Piero Sanese, fornaciaio a Empoli.

112 – Il dì 8 marzo 1610 Davittte di Batista Ferranti, beccaio a S. Miniato fino al 1615 inclusivo.

113 – Il dì 16 marzo 1610 Carlo di Lionardo di Cucciolino beccaio in Empoli e Bastiano di Iacopino detto Vanghetta.

114 – Il dì primo gennaio 1610 Francesco di Bastiano Bonsignori abitante a Fucecchio, per rogito di ser Agostino di Giovanni Mencocci da Empoli, vendè a Mariano, messer Pietro e Giuliano di Santi Bonsignori di Empoli per scudi 120 di terre a Empoli Vecchio; et era detto Bastiano a parte de’ livelli della Compagnia di S. Andrea e della Croce.

115 – Nel 1614 e 1616 Lorenzo di Lionardo del Galante beccaio a Monte Lupo.

116 -Il dì 11 aprile 1613 maestro Piero di Michele Susini e Biagio suo figliolo, beccaio a Cerreto Guidi.

117 – A dì 30 luglio 1613 morì Giuliano di Santi Bonsignori e fu sepolto a’ Frati Zoccolanti a S. Maria a Ripa. Il detto fu battezzato il dì 6 gennaio 1566; onde visse anni 46, mesi sei e giorni 24.

118 – Il dì 30 settembre 1613 viveva Caterina di Bastiano Contri, detto Colonna, vedova in Empoli di Bonsignore Bonsignori.

119 – Il dì 23 agosto 1593 viveva madonna Cosa di Francesco Carrucci da Avane e fece fine e quietanza alli eredi di Santi e Mariano Bonsignori; rogò ser Barnaba di ser Niccolaio Gherardi da Empoli.

120 – Il dì 28 agosto 1613 Tommaso di Francesco Canneri da Civoli era fornaio in Empoli.

121 – A dì 26 ottobre 1613. Saldo fatto allo straccio con maestro Tullio di Domenico Falagiani, merciaio in Empoli, meco e con i miei figlioli, e con Giuliano e messer Pietro miei fratelli.

122 – Il dì 19 maggio 1614 Margherita, figliola di Mariano Bonsignori d’Empoli, ricevé da Geri di Giuseppe Michelucci d’Empoli l’anello matrimoniale.

123 – A dì 28 febbraio 1613. Saldo fatto allo straccio di Giuliano di Marco Righi e li fratelli, mugnai e gualcherai al Ponte a Elsa.

124 – A dì 3 di novembre 1614. Saldo fatto allo straccio di Lorenzo di Niccolò Lotti et il fratello, detto il Mancinetto, beccaio; altro saldo a dì 26 ottobre 1615; altro saldo addì 8 marzo 1616; altro saldo a dì 20 marzo 1616.

125 – A dì 2 giugno 1615. Ricordo come si è pagato a Tommaso di Giovanni del Greco d’Empoli un, cuoio baccino avuto più tempo fa; detto Greco era Taddei, vocato Masarra.

126 – A dì 28 febbraio 1615 Dianora di Geri di Giuseppe di Geri Michelucci e di Margherita di Mariano Bonsignori, sua moglie, nacque in domenica seconda di Quaresima; si battezzò in Empoli il di suddetto; fu compare Niccolò di Giovanni Salvagnoli.

127 – L’anno 1616 l’Arcivescovo di Firenze conferi la Squola d’Empoli, ricaduta a lui tal cosa per la prima volta, in ordine alla bolla della fondazione di detta Squola, eretta da S. Antonino Arcivescovo di Firenze; e la Comunità approvò tale elezione per suo partito; et il Magistrato de’ Nove lo confermò per decreto del dì 21 d’aprile 1616.

128 – Il dì 15 aprile 1616 Achille di Filippo Attucci di Vitolini era tintore in Empoli.

129 – A dì 9 di giugno 1617. Saldo fatto allo straccio con madonna Piera di Giuliano del Pecchia d’Empoli e maxime per conto di Sandrino e Giuseppe, suoi figlioli, stati con noi Bonsignori per fattori; il detto Pecchia era de’ Brizzelli, zocolaio.

130 – Il dì 17 luglio 1617 Mariano di Santi Bonsignori retrovendè a Marco di Francesco Losti le due compre delle due case in via Chiara in Empoli, fatte da detto Marco Losti fino l’anno 1612, per scudi 500, in due istrumenti rogati da ser Girolamo del Chiaro di Firenze e ser Bastiano di Simone Civi da Monte Vettolini, l’anno 1601, il dì 9 maggio.

131 – La casa del Bonsignori, posta al Canto al Giglio, fu già di Ceseri Marchetti e poi de’ Mugnaini.

132 – Ser Andrea di Luca de’ Sergrifi da Figline rogò il testamento di messer Baldassarri di Zanobi di Leonardo Luparelli, canonico d’Empoli, sotto dì 11 marzo 1582, e fece suoi eredi madonna Cosa sua nipote; e doppo la sua morte sostituì a quella li figlioli di Francesco di Tommaso Canneri di Civoli e li figlioli di Michele di Francesco di Domenico Zerini d’Empoli; a cui [si rimanda].

133 – Saldo fatto allo straccio a dì 14 di gennaio 1614 da Domenico di Niccolò di Nanni Lotti, beccaio a Empoli Vecchio.

134 – Il dì 16 novembre 1619 Guasparri di Iacopo Polidori era calzolaio in Empoli; il detto Polidori lasciò sua erede madonna Florida, sua figliola, vedova e già moglie d’Antonio d’Antonio Cavalli di Empoli; rogò il testamento ser Bastiano Civi, e per suo codicillo rogato ser Basilio Benvenuti da Portico abitante in Empoli; e Piero e Mariano di Santi Bonsignori, quali erano debitori di detto Polidori, e conseguentemente di detta Florida, gli diedero il podere del Giardino e casa da lavoratore e da padrone a detto podere; e detta Florida aveva maestro Vincenzio, Giuseppe e Lionardo Cavalli suoi figlioli, come per contratto rogato ser Guerra di ser Giovanni di Guerra Doni da Modigliana del dì 16 novembre 1619.

135 – La cappella di S. Ivo era quella che fu poi detta di S. Carlo, avanti la Compagnia del SS.mo Sacramento.

136 – A dì 22 ferraio 1619 morì a ore 11 Mariano di Santi di Mariano Bonsignori, d’anni 63, e fu sepolto nella Collegiata, nella Cappella di S. lvo, d’avanti alla Compagnia del Corpus Domini.

137 – Il dì 29 marzo 1620 ser Vittorio Evangelisti dalla Pieve a S. Stefano rogò la pace fra Baldo Feroni e Santi Bonsignori, fino in quarto grado; e fu confermata quella fra dette due famiglie.

138 – Il dì 25 settembre 1619 era fattore al Cotone Bastiano di Domenico Bellini; allora detta villa del Cotone era del sig. Carlo Strozzi fiorentino.

139 – A dì 26 maggio 1620. Saldo fatto allo straccio con Tullio di Domenico Falagiani, merciaio in Empoli.

140 – Offizio per Mariano Bonsignori, a dì 21 marzo 1621; a dì 21 ferraio 1622; a dì 19 ferraio 1623; et a dì 21 ferraio 1624.

141 – A dì 21 aprile 1621. Saldo fatto allo straccio con Ceseri di Gio. Pancetti e Cosimo e Pagolo, gualcherai; i Pancetti, tintori.

142 – A dì 13 luglio 1621 Piero di Bartolommeo Mazzucchi d’Empoli dette l’anello e menò a casa la Barbera di Bonsigiiore di Santi Bonsignori, sua moglie.

143 – Lorenzo di Niccolò Lotti, vocato Mancinetto; 8 dicembre 1620.

144 – A dì 19 dicembre 1620 Carlo di Cristofano Corsini e figlioli, cimatori in Empoli; detto Carlo di Piombino.

145 – A dì 20 marzo 1620. Saldo fatto allo straccio con Piero di Filippo di Piero Sanese, beccaio a Puntormo.

146 – A dì 21 marzo 1620. Saldo fatto allo straccio con Giuliano di Francesco detto Zuccherino, beccaio a Monte Lupo. Altro saldo con detto a dì 20 marzo 1621.

147 – A dì 29 marzo 1621. Saldo fatto allo straccio con Giuseppe di Lazzero Patani detto Benellaccia, beccaio.

148 – A dì 3 di maggio 1621. Saldo fatto allo straccio da Lionardo di Benedetto Checcacci da Cortenuova, legnaiolo a Puntormo.

149 – A dì 20 luglio 1621 Santi di Mariano di Santi Bonsignori dette l’anello matrimoniale a Lisabella di Vincenzio di Niccolaio di Bastiano Bianconi, tutti d’Empoli, con dote di scudi mille dugento.

150 – A dì 23 novembre 1621 Carlo di Lionardo di Cucciolino e Bastiano di Iacopino detto Vanghetta, beccai, entrorno in casa de’ Bonsignori della Porta Giudea a pigione, per farvi le candele di sego, per lire 70 l’anno, senza però la colombaia.

151 – A dì 17 marzo 1621 i Monaci e Frati di Certosa di Firenze fecero transazione e cessione di tutte le ragioni e pretensioni a messer Pietro Bonsignori e li nipoti figlioli di Mariano Bonsignori, suo fratello, che essi monaci pretendevano sopra la torraccia di terra, che detti Bonsignori godevano in Empoli delle loro case vecchie, a canto all’orto oggi delle Monache di S. Benedetto. E detti Monaci ne promessero in caso d’evizione o molestie la difesa generale per loro dato e fatto; e detti Bonsigneri promessero pagare a detti Monaci, per tutto agosto futuro 1622, scudi quatordici, a gabella di detti Bonsignori: e tutto rogò ser Barnaba Baccelli, notaro pubblico fiorentino all’Arcivescovado di Firenze; e questa torraccia Mariano Bonsignori sopradetto l’aveva già dall’anno 1592 comprata dalli Sigg.ri Ufiziali de’ Fiumi di Firenze; ma essi Monaci pretendevano averla comprata loro fino l’anno 1516; e per fuggire lite e spese si fece detta transazione.

152 – A dì 25 marzo 1622, in venerdì santo e giorno della SS.ma Annunziata, si battezzò Mariano Maria, figliolo di Santi di Mariano di Santi di Mariano di Bonsignore Bonsignori e di Lisabella, sua moglie e figliola di Vincenzio di Niccolaio di Bastiano del Bianco, tutti da Empoli; et era nato la notte antecedente circa all’ore sei e mezza; fu compare Ceseri di Giuliano di Caldiero Scarlini. Morì a dì 15 novembre 1622, e si sotterrò in Chiesa nostra nella cappella di S. Ivo, ora di S. Carlo.

153 – A dì 19 marzo 1622 Vincenzio di Santi del Bianco erono pannaioli in Empoli.

154 – A dì 18 aprile 1623 passò a miglior vita fra, Serafino Bonsignori, carmelitano, et al battesimo nominato Francesco di Mariano di Santi Bonsignori; nacque il 26 di ottobre 1579, morì in Empoli in casa Bonsignori; e detto giorno i Frati del suo Ordine lo portorono a seppellire a S. Simone a Cornuola, chiesa del loro Convento.

155 – Il dì 16 luglio 1623 nacque Pier Mariano di Santi di Mariano Bonsignori e di Lisabella di Vincenzio di Niccolaio di Bastiano del Bianco d’Empoli; si battezzò il di detto; fu compare Cosimo di Domenico di Iacopo Sandonnini d’Empoli; morto 6 luglio 1691 in Empoli.

156 – A dì 9 luglio 1623. Saldo fatto allo straccio con Andrea d’Andrea di Giovanni Aratai, o Tosi, in Borgo d’Empoli.

157 – A dì 23 luglio 1623. Saldo fatto allo straccio sotto dì detto  con Domenico di Niccolò, d’Innamorato, navicellaio a Limite.

158 – A dì primo di marzo 1623. Ricordo come al dì detto si rimandò a Geri di Giuseppe Michelucci, confinato a Livorno, Margherita nostra sorella (cioè de’ Bonsignori) e sua moglie, insieme con Dianorina loro figliola; le quali erano state in casa nostra et a nostre spese sino al dì detto.

159 – A dì 29 agosto 1624 passò a miglior vita Maddalena, vedova e già moglie di Mariano di Santi Bonsignori, e figliola di Batista di Pagolantonio Mugnaini d’Empoli. Fu, detta, battezzata il dì 14 novembre 1563; onde visse anni 60 e mesi 9 e giorni 15; si seppellì nella cappella di S. Ivo, oggi di S. Carlo, nella sepoltura de’ Bonsignori; e morì in casa i suoi figlioli Bonsignori, ove sempre era stata.

160 – Il dì 31 maggio 1591. Testamento fatto il sopradetto giorno da Niccolaio di Bastiano Bianconi o del Bianco in Empoli, nel quale sono molti notabili, ecc.; rogò ser Barnaba di ser Niccolaio Gherardi d’Empoli.

161 – A dì 22 aprile 1624. Testamento fatto nel sopradetto giorno da Bastiano di Niccolaio di Bastiano Bianconi d’Empoli, nel quale sono alcune cose notabili; rogò ser Guerrino di ser Giovanni Doni da Modigliana.

162 – Al libro de’ Capitoli già fatti nella Compagnia di S. Lorenzo d’Empoli, vi si trova descritto, della famiglia Bonsignori, Francesco Bonsignori, nel 1348; era disciplinante; tutto per Pantichità di detta famiglia.

163 – Il dì 2 agosto 1624 viveva a Spicchio Guido Guiducci e prete Gio. Maria di Mico Michi, ambi di Spicchio.

164 – A dì 22 ottobre 1624 Geri Michelucci era tuttavia a Livorno stanziato.

165 – A dì 12 marzo 1624. Saldo fatto allo straccio di Matteo di Baldo Feroni, per sé, suoi fratelli e per Baldo suo padre, e salvo il conto di Pagolo suo avolo.

166 – A dì 19 ottobre 1625 passò a miglior vita messer Pietro di Santi Bonsignori Arciprete, all’ore due di notte e si seppellì il dì 20; era d’età d’anni 60, mesi uno e giorni 9; si seppellì nella sepoltura del Capitolo.

167 – A dì 24 ottobre 1625 nacque Maddalena di Santi di Mariano Bonsignori e di Lisabella di Vincenzio di Niccolaio del Bianco; nacque a dì 23 detto a ore 2 in circa, e si battezzò il dì 24 in Empoli; fu compare Cosimo di Domenico Sandonnini d’Empoli.

168 – A dì 2 luglio 1628. Maria Maddalena di Santi di Mariano Bonsignori e di Lisabella di Vincenzio del Bianco nacque a ore sei e mezza, il 2 di luglio 1628; fu compare Cosimo di Domenico Sandonnini.

169 – A dì primo luglio 1630. Vincenzio di Santi di Mariano Bonsignori e di Lisabella di Vincenzio Bianconi nacque il dì detto a ore dieci; fu comare Lisabetta Bianciardi, moglie di Cosimo Sandonnini.

170 – A dì  marzo 1631. Francesco Adriano di Santi di Mariano Bonsignori e di Lisabella di Vincenzio Bianconi nacque fra l’ore 9 e l’ore 10 di notte; fu compare Giuseppe Cavalli, calzolaio.

171 – A dì 14 settembre 1648 il Luogotenente Santi di Mariano Bonsignori passò a miglior vita, la mattina dell’Esaltazione di S. Croce.

172 – Il dì 6 novembre 1633. Bonsignore di Santi Bonsignore e di Lisabella di Vincenzio Bianconi nacque tra l’ore 10 et undici; fu compare Giuseppe Cavalli, calzolaio.

173 – A dì primo gennaio 1635 nacque Maria Maddalena di Santi Bonsignori e di Lisabella Bianconi a ore 17; e fu compare Giuseppe Cavalli.

174 – A dì 23 ferraio 1637, Pietro di Santi Bonsignori e di Lisabella Bianconi nacque a ore 18, e fu compare Giuseppe Cavalli; morì l’anno 1714 il dì 23 febbraio, d’anni 77.

175 – A dì 27 dicembre 1639, Iacopo di Santi Bonsignori e di Lisabella Bianconi nacque a ore 18. Fu compare Giuseppe di Vincenzio Salvagnoli.

176 – A dì 14 settembre 1648 passò all’altra vita il Luogotenente della Banda d’Ernpoli Santi di Mariano Bonsignori di febbre maligna, avendo avuto male due mesi e guarito e poi ricadute; e fu sepolto nella cappella di S. Carlo, nella sua sepoltura; in detto mese morirno in Empoli fra grandi e piccoli circa ottanta persone; e detta mortalità fu per tutto lo Stato del Gran Duca et in quel di Lucca, che ne morirono delle migliaia.

177 – L’anno 1640 morì messer Andrea Bonsignori, già canonico d’Empoli e poi rettore d’Avane, d’anni 47; e morì ad Avane, e fu sepolto a S. Maria a Ripa, chiesa degli Zoccolanti; e fu sepolto nel mezzo di detta chiesa sotto la sepoltura de’ Frati, verso la porta fra la cappella del Crocifisso e S. Lucia; morì di luglio, di febbre maligna, in quattro giorni.

178 – Il dì 30 maggio 1661 fu chiamato a Firenze, per lettera dei Sigg.ri Sergenti Generali, il Capitano Pier Mariano Bonsignori, come uno delli eletti dal Gran Duca per Lancia Spezzata nell’occasione delle nozze del Serenissimo Principe Cosimo, sposo della principessa Aluisa d’Orleans, figlia di Don Gastone Duca d’Orleans di felice memoria; avendo ordinato S.A.S. ai Sigg.ri Sergenti Generali che facessero una nota di dieci capitani de’ più abili per servizio di una tal carica; dei quali ne furono da S.A.S. eletti cinque fra i dieci; et uno fu eletto da S.A. in grazia del Conte Conte Ferdinando Bardi, segretario di guerra di S. A. S., e furono questi gli eletti:
Il Sig. Capitano Guelfi del Borgo S. Sepolcro, d’anni 50;
Il Sig. Capitano Mammaccini, volterrano, d’anni 38;
Il Sig. Capitano Fossombroni d’Arezzo, d’anni 36;
Il Sig. Capitano Pier Mariano Bonsignori d’Empoli, d’anni 36;
Il Sig. Capitano Incontri, volterrano, d’anni 37;
Il Sig. Cornetta Vannuccini, in grazia del sig. Conti Bardi, e tutti questi erano Gentilhuomini.
Il giorno della festa del SS.mo Corpo di Christo fu il primo giorno che i predetti cominciorono a servire S.A.S., alla funzione della processione dietro al SS.mo, a ore 20. Che il medesimo giorno S.A. col Ser.mo Prencipe Cardinale Gio. Carlo e Principe Leopoldo e tutti li cortigiani andarono dalla Ser.ma sposa et arrivarono alla Lastra a Signa per aspettare la detta Principessa; siccome arrivò a ore 23; ove seguirono gli complimenti fra S. A. S. e Ser.mi Fratelli e la Principessa sposa; e doppo complimentato, S.A.S. montò in carrozza con li medesimi Fratelli Principi alla volta della città di Firenze, entrando dalla Porta a S. Piero Gattolini, e per Boboli sino dal Teatro del Palazzo de’ Pitti per di verso la spezzieria, smontando di carrozza per aspettare la Sen.ma sposa, che arrivò un quarto d’ora doppo S.A.S.; e arrivata che fu, S.A.S. pigliando per mano la Principessa sposa per le scale della spezzieria, con diversi complimenti, salirono in Palazzo; e le Lancie Spezzate furono tutte licenziate per andare ai loro Quartieri a riposarsi.
Resta a dire come la Granduchessa et il Sen.mo Gran Principe andarono all’Ambrogiana a fare li primi complimenti con la Sen.ma sposa, la mattina del SS.mo Corpus Domini, con le loro Corti et otto Lancie Spezzate; et al ritorno che fecero, la Granduchessa tornò nella carrozza della Ser.ma sposa, dove vi era ancora donna Gostanza Sforzi Bentivogli, aia della medesima. essendovi ancora la duchessa d’Agolem e madama di Balué, cameriere della Ser.ma sposa; il Ser.mo Gran Principe tornò nella carrozza del Ser.mo Prencipe Mattias, quale tornava di Marsilia, con tutta la sua Corte di dame e cavalieri fiorentini, al ricevimento della Ser.ma sposa; il quale Prencipe era andato con le galere di Sua Santità, e quelle di S.A.S.
I Principi forestieri che furono in Firenze per le nozze di questa Principessa sono: Principessa di Spruch, il Ser.mo Arciduca d’Austria, la Sen.ma Principessa sua figliola, et Arciduchessa la moglie; la Ser.ma Duchessa di Parma, due Ser.me figliole et il Ser.mo Prencipe figliolo; il Ser.mo Duca di Modena, dominante, et il Ser.mo Principe Cardinale, zio del medesimo Duca; un Principe di Pollonia; numero grandissimo di conti, marchesi e titolati di tutta l’Italia; l’Ill.mo sig. Arcivescovo di Bisiers, mandato dalla Maestà del Re di Francia per accompagnare la Ser.ma sposa, et il marito di madama di Balué; tutti con loro servitù, assai numerosa. E le feste durorono mesi due e giorni dieci; e quando fu da S.A.S. licenziato dette Lance Spezzate, fu ordinato che dalla Banca Militare gli fosse dato dieci doble di lire venti l’una; onde ci messero di quello di casa circa a scudi cento ciascheduno per mettersi all’ordine in tal funzione, essendo anche di quelli di loro che spesero più di trecento scudi.

179 – L’anno 1666 suor Maria Vettoria Bonsígnori, sorella del Capitano e messer Pietro Bonsignori, era monaca in S. Trinita di S. Miniato et in detto anno gli pagarono i detti Bonsignori scudi trecento per resto di sua dote; e la spesa tutta in far detta monaca fu circa scudi 660.

180 – L’anno 1550 e 1555 Domenico Charuci da Davane era oste a Empoli Vecchio; e l’anno 1550 del mese d’agosto dette al figlioio di Becastrino, muratore, lire una e soldi quindici per racconciare i tetti dell’osteria e del forno.

181 – Addì 3 marzo 1720 morì Maria Cammilla di Gio. Carlo Rossetti d’Empoli, e fu sepolta a campana grosso nella Collegiata d’Ernpoli.

182 – A dì 30 giugno 1720 morì il reverendo prete mariano del già Lorenzo Bonsignori d’Empoli, e fu sepolto nella Collegiata nella sepoltura di sua famiglia; era però cherico, ma vecchio.

183 – Il dì 23 marzo 1588 il sig. Giomi d’Empoli, che allora viveva, era cognominato Riccione; così appare nel contratto di compra fatta da’ Bonsignori della casa e terre di Monteboro, alle quali confina detto Giomi cognominato Riccione; rogò ser Matteo del già Gio. Batista Borghi da Modigliana il dì 23 marzo 1588; et altro instrumento anteriore citato in esso e rogato da ser March’Antonio de Nobili di Volterra; « Benedetto Giomi vocato Riccione».

184 – Ricordo come messer Giovanni di Cristofano di Francesco Ronconcelli, canonico d’Empoli e poi Proposto, fu Proposto di Cortona, Arciprete d’Empoli e poi Proposto d’Empoli; fondò egli l’arcipretato d’Empoli e vi unì l’Oratorio di S. Barbera a Libbiano in quello di Montopoli, diocesi allora di Lucca; l’anno 1562, ottenne detto arcipretato messer Vincenzio di Iacopo Giannini da Empoli (detti Giannini erano speziali in Empoli) e rettore della Chiesa di S. Donato in Greti; e di detto arcipretato ne fu provisto da messer Giovanni Ronconcelli, fondatore, l’anno 1562. Ronconcelli erano spezziali.
Il detto Giannini morì il dì 5 aprile 1588, e ne fu provisto, di detto arcipretato, messer Piero di Santi Bonsignori d’Empoli, quale ne fu provisto dall’Ordinario fiorentino dal Vescovo di Lucca fu dato l’Oratorio di S. Barbera a prete Filippo Langieri di Montopoli, pretendendo detto Vescovo aspettarsi a lui la collazione di detto Oratorio e che non costasse dell’unione di detto Oratorio di S. Barbera all’arcipretato d’Empoli. Onde fu mossa lite appresso l’Ordinario fiorentino, e di poi devoluta la causa al Nunzio Apostolico in vigore di speciale commissione della Signatura Apostolica di giustizia, a instanza di detto Langieri, per aver egli ottenuto sentenza favorevole dal Vescovo di Lucca; e da detto Nunzio fu confermata la sentenza del Vescovo di Lucca a favore di detto prete Filippo Langieri. Fu appellato nuovamente la detta sentenza, e fu commessa la causa a un Rossi; e morto detto Rossi fu surrogato un Mellini per giudice dell’appello; col motivo che gli eredi del Ronconcelli non avevano supplito alla dote dell’arcipretato col proprio e proprij beni del fondatore, conforme si era egli obbligato in detta fondazione dell’arcipretato, poiché non costava che la prebenda del detto arcipretato fosse più di scudi nove annui d’oro di Camera; e di poi fu trovato essere stata accresciuta detta prebenda da detto Ronconcelli solamente di scudi tre l’anno, posti in generale sopra i beni patrimoniali di detto Ronconcelli; né costare esservi beni alcuni patrimoniali di detto Ronconcelli, conforme fu deciso il 2 marzo 1592. Ma dal Mellini fu pronunziata sentenza a favore di messer Pietro Bonsignori e doverseli dare il possesso di detto Oratorio di S. Barbera, come che canonicamente unito a detto arcipretato.
Di nuovo dal detto Langieri fu appellato la detta sentenza; e dalla Sacra Rota fu deciso a favore del Bonsignori e fu dato il possesso al Bonsignori l’anno 1588; i Ronconcelli erano speziali.

185 – Il dì primo ottobre 1604 Filippo d’Andrea d’Orso Giubbilei era fabbro in Empoli; e Mariano di Santi Bonsignori quoiaio in Empoli.

186 – Il dì 17 aprile 1661 messer Giuseppe Grazzini era canonico della Collegiata d’Empoli. Calzolai.

187 – Il dì 22 marzo 1599 Lessandro di Cammillo di Lionardo del Galante stavono a Monte Lupo ed erono di detto luogo macellari.

188 – Il dì 3 marzo 1598 Giovanni d’Ottaviano Fruchi da Montaione era beccaio a Castelfiorentino.

189 – Il dì 3 maggio 1595 Giuseppe di Lorenzo Patani d’Empoli dà a pigione a Mariano di Santi Bonsignori, quoiaio, due stanze terrene, poste nella casa dove abita detto Patani locatore, in uso da coiame, con due calcinai e una conca murata e uno trogolo da purgare, e l’uso di attignere l’acqua al pozzo, con la meta della corte; e un orto che in detta corte di braccia 22, quanto tiene la casa, con tre fichi; per anni 4, per pigione di lire 49 l’anno. In via Chiara.

190 – Il dì primo giugno 1606 Francesco di Niccolò Galletti beccaio a Castelfiorentino.

191 – Il dì primo giugno 1615, Bernardino detto il Moro, figliolo di Gregorio di Bernardino, fornaio in Empoli, prese a pigione da Mariano Bonsignori due stanze a tetto poste in Empoli sul Canto verso tramontana alla Porta Giudea, sotto le quali abita il Perugino ciabattino, a canto a Baccino, etavante alli eredi di Biagio da Puntormo; detto Bernardino, detto il Moro, era delli Scarlini.

192 – A dì 6 novembre 1590 Carlo di Francesco Coccolini era calzolaio in Empoli; detto Cucciolino.

193 – A dì 17 marzo 1592 Lorenzo d’Agnolo Giubbilei era fabbro in Empoli. A dì 9 gennaio 1591 Lorenzo d’Agnolo Giubbilei, fabbro in Empoli; e Mariano di Santi Bonsignori quoiaio.

194 – A dì primo aprile 1613 Bastiano di Bramante Baldi da Empoli era cappellaio a Firenze.

195 – A dì 24 ottobre 1599, Tommaso di Bastiano Contri da Empoli, detto Colonna.

196 – A dì 27 ottobre 1617 maestro Francesco di Gio. Domenico Pulitani da Napoli, lavoratore di cappelli, in Empoli, di maestro Tullio Falagiani.

197 – Matteo di ser Pier Francesco Marchetti era spezziale in Empoli; e Alamanno di Stefano Mironti da S. Gimignano allora stava in bottega di Lionardo Celli, altro speziale in Empoli.

198 – A dì 10 aprile 1610, Agnolo di Giovanni de’ Ricci di Mugello, abitante in Empoli.

199 – A dì 10 novembre 1591 Lorenzo di Iacopo Giani da Empoli e Giulio di Francesco Michelucci si fanno debitori di Mariano di Santi Bonsignori, calzolaio da Empoli, di lire 16.

200 – A dì 27 ottobre 1617, Simone di Lessandro Mirolonni, detto Tamburaccio, garzone, all’arte de’ cappellai, di Mariano Bonsignori.

201 – A dì 19 luglio 1602, Filippo di Lorenzo Giani, macellaro al Poggetto.

202 – A dì 25 ottobre 1617 messer Pietro e Mariano di Santi Bonsignori danno a pigione a maestro Tullio di Domenico Falagiani una parte d’una loro casa, dove dotto Mariano faceva fare e fabbricare cappelli; nella quale parte di casa e murata una caldaia grande per tignere, con il suo fornello, che riesce nella corte.

203 – A dì 25 ottobre 1617 detto maestro Tullio Falagiani era merciaio in Empoli.

204 – A dì 27 luglio 1598 Tommaso di Donnino Aringhieri era legnaiolo in Empoli; e prete Donnino suo figliolo.

205 – A dì 25 ottobre 1617, maestro Tullio di Domenico Falagiani, merciaio in Empoli.

206 – A dì 5 maggio 1521, Agnolo di Tommaso Ringhieri, sarto in Empoli.

207 – A dì 31 luglio 1623, Stefano di Girolamo Sabatini, detto del Prete, barbieri in Empoli.

208 – A dì 9 giugno 1621, Carlo di Giovanni Bolognesi, detto Carletto.

209 – A dì 8 maggio 1627 Bernardo di Pasquino Zuccherini compra da Santi di Mariano Bonsignori per lire 42 uno strettoio, con patto che, volendolo per detto prezzo Achille d’Ascoli, deve cederglielo; uno strettoio.

210 – A dì 9 maggio 1629, Noferi di Guglielmo Meiosi.

211 – A dì primo settembre 1593, Antonio di Iacopo detto Toccio, garzone di calzolaio per un anno di Mariano di Santi Bonsignori, calzolaio in Empoli.

212 – 1606, o sivvero 1656, Francesco di Pagolantonio Branchi [leggi: Bacci], beccaio alla Dogana di Castelfiorentino.

213 – A dì 7 settembre 1601, Piero d’Agostino Gallini, detto il Leggiadro, beccaio a Castelfiorentino.
A dì 6 maggio 1601, Piero d’Agostino Grillini e Francesco suo figliolo, detto Leggiadro, beccai a Castelfiorentino.
A dì 13 aprile 1602, Piero d’Agostino Gallini detto Leggiadro, o Francesco suo figliolo, beccai a Castelfiorentino.
A dì 19 dicembre 1602, Piero d’Agostino Gallini e Francesco suo figliolo, beccai a Castelfiorentino, si fanno debitori di Santi di Giovanni, coiai alla Scala.

214 – A dì 26 dicembre 1614, maestro Guasparri di maestro Pupo Pulidori, calzolaio in Empoli.

215 – A dì 23 marzo 1604, Carlo di Lionardo detto Cucciolino, beccaio in Empoli; era de’ Giampieri.

216 – A dì 16 ferraio 1602, maestro Guasparri di Papo Pulidori, calzolaio in Empoli.
A dì primo gennaio 1612, maestro Guasparri di maestro Papo Pulidori, calzolaio in Empoli: descendeva da Pescia.
A dì 10 marzo 1599, maestro Guasparri di Papo Pulidori, calzolaio in Empoli; i Pulidori furno poi barbieri.

217 – A dì primo ottobre 1612, Giuliano di Santi Bonsignori, cappellaio in Empoli.

218 – A dì 5 marzo 1618, Carlo di Lionardo di Cuccíolino, beccaio in Empoli; del casato de’ Giampieri.

219 – A dì 14 luglio 1622, Giuliano di Francesco detto il Zuccherino, beccaio a Montelupo; « io Giuliano di Francesco Zuccherini sopradetto ».

220 – A dì 11 ferraio 1620, Giuliano di Francesco Zuccherini, beccaio a Montelupo. A dì 4 gennaio 1620, Giuliano di Francesco detto Zuccherino, macellaro ai Montelupo.

221 – A dì 12 marzo 1618, Carlo di Lionardo di Gismondo e compagni, beccai in Empoli; detto Carlo di Lionardo era de’ Giampieri,

222 – A dì 23 marzo 1620 Giuliano di Francesco detto Zuccherino, macellaio a Montelupo.

223 – L’anno 1516, per rogito di ser Piero di Alesso Ruminelli notaro pubblico fiorentino, il dì 27 di marzo, si rogò in Empoli in casa di detto Ruminelli la compra che fecero li Padri di Certosa di Firenze da Amadio del già Bartolommeo di Iacopo Isotti d’Empoli, e da Bartolommeo figliolo di detto Amadio et in nome ancora di Iacopo, altro figlio di detto Amadio, assente, canonico d’Empoli, di una torre di terra con un pezzuolo di terra ortiva di uno staio in circa a corda, cui a 1° beni di Francesco di Cipriano mediante la via; a 2° mura nuove del Castello d’Empoli; a 3° beni di detto monastero; a 4° in parte beni di Mariano Bonsignori. Il detto Amadio o vero detto Iacopo Isotti l’aveva comprata dal sig. Giovanni Pucci l’anno 1496, per instrumento rogato da ser Gio. Batista di ser Antonio da San Gimignano.

224 – A dì 4 ottobre 1625 Domenico d’Agostino Morelli era vetturale a Castelfiorentino.

225 – A dì 10 gennaio 1587 prete Pompeo di Mariano Cassuoli era curato d’Empoli Vecchio; Casuoli.

226 – A dì 24 luglio 1612 Bastiano di Francesco Contri d’Empoli detto Grechino faceva l’acquavite in Empoli, alla Porta Giudea; fu anche Tamburino.

227 – A dì 23 maggio 1608 Giovanni di Lorenzo Gallerini era merciaio in Empoli.

228 – A dì 15 agosto 1610 la fattoria della Bastia era della Religione di S. Stefano de’ Cavalieri di Pisa.

229 – A dì 25 ferraio 1620, Carlo di Giovanni Bolognesi, detto il Carletto, in Empoli; sono in oggi i Neri d’Empoli.

230 – A dì 27 ottobre 1617 maestro Tullio Falagiani d’Empoli era cappellaio in Empoli; l’anno 1617.

231 – A dì 20 agosto 1604, Domenico di Giovanni Guidotti calzolaio a Cerreto, e madonna Lucrezia di Giovanni Cordelli, sua moglie.

232 – A dì 8 gennaio 1602 Domenico di Gio. di Bastiano Guidotti era ciabattino a Cerreto.

233 – A dì 27 aprile 1621, Lessandro di Giuliano Brizzelli, detto il Zoppo, pianellaio, cognominato il Pecchia.

234 – A dì primo di giugno 1593 Lionardo d’Antonio Spiritelli d’Empoli era calzolaio in Empoli.

235 – Il dì 20 aprile 1613 Michelagnolo d’Agostino Bartoloni era merciaio in Empoli.

236 – A dì 24 dicembre 1606 Pagol Antonio di Francesco Bacci da Castelfiorentino era beccaio alla Dogana.

237 – A dì 24 agosto 1603 Piero d’Agostino Gallini e Francesco suo figliolo, beccai a Castelfiorentino.

238 – A dì 10 aprile 1620, Giuliano di Francesco detto Zuccherino di Firenze, beccaio al presente a Montelupo.

239 – A dì 24 settembre 1637, Niccolò d’Appollonio Buscagli da Palaia.

240 – L’anno 1570 viveva ser Giuliano Ugolini da Empoli, il dì 20 ottobre 1570; e Lorenza di Filippo Pelamatti da Empoli; gli Ugolini stanno in oggi, 1752, a Castelfiorentino.

241 – Il podere del Giardino lo comprorono Mariano di Santi Bonsignori e Marco di Francesco Losti da Empoli, di denari comuni di ambedue, da messer Iacopo Berti fiorentino; come per ricordo del dì 15 marzo 1613.

242 – A dì 16 gennaio 1626 Orlando di Giuliano Scarlini era fornaio in Empoli; era padrone della Cappella di S. Caterina di S. Agostino.

243 – A dì 16 settembre 1603 viveva messer Paolo di Ridolfo Ridolfi da Montalto di Casentino, già prete curatore a S. Lionardo a Cerbaiola; o curaiolo.

244 – Il dì 16 agosto 1566 Andrea di Martino da Cittadella era lavoratore di Luigi Zuccherini da Empoli, a Ripa, popolo di S. Maria.

245 – A dì 5 maggio 1599, Piero di Francesco Gallini, beccaio a Castelfiorentino.

246 – A dì 26 gennaio 1618, maestro Sano di Bartolommeo Conti, lavoratore di pianelle in Empoli.

247 – A dì 4 agosto 1587 Margherita da Spicchio, moglie di messer Niccolò Baldovinetti, aveva una casa a comune in Empoli con le Monache di S. Barnaba di Firenze.

248 – A dì 24 novembre 1606, Francesco di Niccolò Gallini, detto Croce, beccaio a Castelfiorentino.

249 – A dì primo agosto 1591, Domenico di Niccolò Farinelli, fattore.

250 – A dì 26 ottobre 1615, maestro Tullio di Domenico Falagiani, merciaio in Empoli; e Lorenzo di Francesco Mazzei, manescalco in Empoli.

251 – A dì 18 ferraio 1604, Pirro di Bartolommeno Conti, pianellaio in Empoli.

252 – A dì primo febbraio 1610, Mariano di Santi Bonsignori, coiaio e calzolaio in Empoli; e Niccolò di Lionardo del Galante, detto Pettirosso, macellaio a Monte Lupo.

253 – A dì 29 settembre 1601, Iacopo di Giovanni Gonnelli, beccaio a Castelfiorentino.

254 – A dì 6 settembre 1597, Luca d’Ottaviano Fruchi da Montaione, beccaio a Gambassi e Montaione.

255 – A dì 7 agosto 1620, Lessandro di Giuliano Berzelli, pianellaio in Empoli, detto il Pecchia.

256 – A dì 23 aprile 1615, Simone di Giovanni Cordelli, detto Boncio, beccaio a Cerreto.

257 – A dì 24 aprile 1604, Momo di Piero Gamucci, beccaio a Montaione.

258 – A dì 22 novembre 1607, Domenico di Filippo Pettoreggi, beccaio a Castelfiorentino.

259 – A dì 11 dicembre 1618 Geri Michelucci era genero di Mariano Bonsignori d’Empoli.

260 – A dì 23 gennaro 1622, Carlo di Leonardo Giampieri e compagni, macellari in Empoli.

261 – A dì 3 maggio 1622 prete Giulio Ciucci era Priore di Martignana.

262 – A dì 18 novembre 1621 prete Vincenzo Mercati era Priore di S. Stefano alla Bastia.

263 – A dì 6 giugno 1621, Lorenzo di Niccolò Lotti, macellaro a S. Miniato cognominato, detto Lotti, il Mancinetto.

264 – A dì 24 ottobre 1620, Lorenzo Michelucci, sellaio in Empoli.

265 – Il dì 2 maggio 1606 messer Francesco degli Empoli possedeva del terreno a Empoli Vecchio, confinante con la chiesa di detto luogo.

266 – A dì 27 aprile 1597 Giuseppe di Lorenzo Patani era quoiaio in Empoli e stava in via Chiara sul Canto della Fogna.

267 – Il dì 25 agosto 1587 viveva in Empoli ser Bernaba di ser Niccolaio di ser Barnaba Gherardi d’Empoli « Sisto quinto Summo Pontifice » et Antonio di Iacopo Ticciati abitava in via degli Asini. In detto anno viveva prete Ipolito di Domenico Tofani, cappellano.

268 – A dì 13 dicembre 1589, Girolamo di Bastiano, vocato Romagnolo, era beccaio in Empoli.

269 – A dì 22 luglio 1613 Lorenzo de’ Ferranti era fattore del sig. Valori a Empoli Vecchio.

270 – A dì 21 settembre 1588 viveva prete Iacopo di Vittorio Migliorelli d’Empoli; sono anche di Puntormo.

271 – A dì 3 novembre 1587 viveva Lorenzo di Domenico Gambati, Domenico suo padre, e Giovan Francesco suo fratello, tutti beccai a Empoli.

272 – A dì 23 marzo 1625 viveva Carlo di Lionardo Giampieri, macellaro in Empoli.

273 – A dì 27 gennaio 1649 i Tozzi d’Empoli avevono un podere a S. Rocco; e quello detto Le Colombaie, in Carraia, oggi del Capitolo.

274 – Il dì 23 dicembre 1662 fu data la querela all’Arcivescovado di Firenze da Domenico del Malanotte di Empoli, dell’omicidio commesso da messer Pietro Bonsignori, cappellano della Madonna della neve, nella persona del canonico e dottor Lorenzo di Michele Sollazzi, d’anni 26 in circa, morto d’archibusata.

275 – A dì 29 maggio 1676 il dottor Giuseppe Mannaioni di Montaione era Sottocancelliere de’ Nove in Firenze; e poi fu Cancelliere di detto Ufizzio.

276 – L’anno 1544 fu ammazzato in Chiesa della Collegiata d’Empoli, all’altare, messer Francesco d’Antonio di Giovanni Turi da Empoli, decano, dal canonico Bartolommeo di Matteo di Filippo Ferrini da Empoli. Qual Ferrini fu subito dal Vicario dell’Arcivescovo di Firenze privato del canonicato, e conferito a messer Mariotto di Girolamo da Poppi di Casentino; et i Ferrini mutarono il casato di Ferrini e si fecero chiamare di poi Ricci, o del Riccio d’Empoli.

277 – L’anno 1525 fu la peste in Empoli e morirono moltissime persone, quali furono sepolte a S. Ruffino, e parte a S. Rocco dietro detto Oratorio, in una sepoltura che vi è nel campino contiguo, di dietro a detto Oratorio.

278 – Il dì 29 dicembre 1589, in venerdì, fu impiccato e squartato, per ladro e per avere ammazzato un pisano alla Catena, Giovan Piero di Lazzero Tani da Empoli; e si fece tale spettacolo a S. Bartolommeo alla Catena il dì 29 dicembre 1589; 29 dicembre 1589.

279 – Il dì 13 maggio 1592, in mercoledì a ore nove, fu ammazzato Domenico di Bartolommeo da Forno di Massa di Carrara, garzone e servitore di Bartolommeo Giomi; e fu ammazzato dietro della casa delli Innocenti il dì 13 maggio 1592 in mercoledì; ed era di anni trenta in circa; e fu ammazzato da Domenico di Giovanni Becastrino, cappellaio in Empoli; siccome il dì 13 maggio 1592, in mercoledì a ore 9, fu ammazzato in proprio letto della propria casa sulla Piazza d’Empoli, con una accetta datale sulla testa, Bartolommeo di Benedetto Giomi da Empoli, d’anni ventiquattro in circa, dall’istesso Domenico di Giovanni Becastrino, cognato di Vincenzio di Iacopo Tassi, scarpellino da Brucianese, abitante nel Borgo d’Empoli; ciò fratello carnale di Dorotea di Giovanni Becastrino, moglie di detto Vincenzio Tassi.
A dì 21 maggio 1592, in giovedì giorno di mercato a ore quattordici, fu impiccato e squartato, per avere ammazzato Bartolommeo di Benedetto Giomi, et il servitore suo di là detti, Domenico di Giovanni Becastrino antedetto, cappellaio in Empoli; et il detto spettacolo si fece dinanzi alla casa del detto Bartolommeo Giomi in Piazza; e l’ammazzò il dì 13 di maggio, siccome il di lui servitore. E detto Domenico di Giovanni Becastrino fu impiccato il dì 21 detto; e fu messo tale spettacolo fuori della Porta Pisana, in sui fossi; ed era di età d’anni 26; e vi stette tutto il giorno.

280 – A dì 26 settembre 1595, in martedì a ore 14, fu impiccato e squartato Giulio di Luca Malpelo da Vitolino, per aver assassinato e rubato in più luoghi; e si impiccò e squartò fuori della Porta Fiorentina; e si fece la forcha in nel Campaccio, cioè sul Canto della strada che si va a Puntormo, cioè vicino a via Dritta, il dì 26 di settembre 1595, in martedì, cioè l’ultimo giorno della Fiera; e morì d’anni 35 in circa; era di pelo nero; e due quarti andarono a Monte Spertoli, in più luoghi.

281 – Il dì 13 aprile 1697 Pier Filippo d’Alessandro Sandonnini d’Empoli, in età d’anni 56, vedovo, all’un ora e mezza di notte la sera antecedente, fu ammazzato in propria casa, esistente in circa al Canto alla Corona, da Alessandro suo figliolo, medico fisico, di età di circa anni 32, con una pistolettata nel petto, e morì subito immediatamente senza poter ricevere sacramenti, e fu sepolto nella Chiesa Collegiata, nella sepoltura di sua famiglia; e detto suo figliolo si ritirò in Propositura, e di notte scappò via. E non se ne seppe più altro di lui; e dalla Corte fu condannato a bando di vita, e si crede morisse in Inghilterra.

282 – L’anno 1260 seguì il Parlamento in Empoli, ove intervenne Farinata delli Uberti fiorentino; nel quale fu deliberato di distrugger la citta di Firenze; e detto Farinata si oppose, e fu deliberato di non ne far altro di detta deliberazione.

283 – L’anno 1530, del mese di maggio, fu battuto Empoli per due parti dalli Spagnoli; Don Innico Sarmento spagnolo lo battè da tramontana di sopra a Spicchio; ed Alessandro Vitelli fiorentino da ponente di sul monte di Pretoio; onde gli Spagnoli predetti ruppero le mura castellane per la parte di tramontana, ed entrorono in Empoli sul mezzo giorno per detta rottura, il dì 29 maggio 1530, in domenica. E vi stiedero dentro fino al dì 3 di settembre 1530; e diedero il sacco subito entrati alle chiese e case; nel tempo che vi stiedero segui gran mortalità di persone.

284 – L’anno 1336 furono rifatte le Mura d’Empoli con l’assegnamento di alcune franchigie assegnate dalla Repubblica fiorentina ai terrazzani d’Empoli, con l’assistenza di messer Giovanni Patani d’Empoli [sic] canonico della Collegiata.

285 – A dì primo agosto 1741 fu rivoltata la campana grossa della Collegiata d’Empoli, stante l’esser consumata dalla parte dove batteva il battaglia quando suonava; e la rivoltò maestro Agnolo di Vettorio Bartoletti, magnano d’Empoli, a spese dell’Opera, che furono in tutto scudi 4. Ed era stata rifatta l’anno 1608.

286 – A dì 24 giugno 1602 il reverendo messer Lionardo di Francesco Zerini, canonico e cappellano della Cappella dell’Assunta posta nella Pieve d’Empoli, morì sendoli stato dato sul capo due ferite da Marco di Mariano di Matteo Doni, il dì 16 giugno 1602, in domenica a ore 23 in sul Canto di Marco grosso, d’anni sessanta in circa; stava nella casa della Cappella, in via del Giglio.

287 – L’anno 1680, Piero Spiritelli, ultimo di maschi della famiglia Spiritelli, era legnaiolo in Empoli; serviva in Firenze di legnaiolo la famiglia Giraldi. Morì poi allo Spedale in S. Maria Nuova di Firenze.

288 – La casa contigua in Piazza a quella del Turi, che è di Lorenzo di Giuseppe Romagnoli, la comprò egli dai Cocchini, quali la redorono da messer Bastiano Sandonnini, curato di Pagnana; et avanti al Sandonnini era di Agnolo Marchetti, padre del dottore Alessandro Marchetti, quale vi abitava e vi faceva la spezzieria; e l’altra casa che pure è in oggi di detto Romagnoli in Piazza e l’ha unita con l’altra sopra, che confina con la casa di Marco del Frate, era di Geri Michelucci e poi passò nel Capoquadri, e detto Capoquadri la vendette a detto Lorenzo Romagnoli.
Fu di detto Agnolo Marchetti anche il podere delle Fonti, che in oggi è dell’Innocenti; detto il podere delle fonti. Siccome fu di detto Agnolo Marchetti il podere di Marcignana, quale poi passò nei Sandonnini, e doppo ai Sandonnini e passato nel Baldovinetti di Firenze, comprato da esso alla tromba; e quello di Naiana, quale in oggi ha comprato il marchese Riccardi.

289 – Il dì 5 ottobre dell’anno 1605 messer Andrea di Bastiano Corsali, cittadino fiorentino in villa a Monte Boro, fece testamento e fece fidecommisso strettissimo la villa che in oggi è de’ Bardelli. Rogò ser Barnaba di ser Niccolaio Gherardi notaio da Empoli. Fece eredi fidecommissari i Bardelli. Lassò per legato alle Monache di S. Clemente di Firenze, in via S. Gallo, un suo podere con casa da padrone, posto a Candeli, Podesteria del Galluzzo vicino a Firenze, con carico che ogni anno in perpetuo il dì della sua morte, o altro dì non impedito, faccino nella Nunziata per l’anima sua un ufizzio di 30 messe con cera decente, e, mancando per tre anni continui, ricada detto podere alli suoi eredi che furono detti Bardelli, cioe messer Andrea Bardelli, cittadino fiorentino, per metà, e messer Baccio e Raffaello Bardelli per l’altra metà per fidecommissari ciascheduno di loro, con sostituzioni, ecc.; e lassò in perpetuo ogn’anno barili 4 vino bianco a’ Frati di S- Maria a Ripa per le messe.

290 – Il dì 23 febbraio 1615 Matteo Marchetti era spezziale in Empoli.

291 – Il dì 5 gennaio 1567 Lorenzo di Domenico Gambati era beccaio in Empoli.

292 – ll dì 5 settembre 1616 Cammillo di Lionardo del Galante era macellaro a Montelupo.

293 – Il dì 16 giugno 1597 Lorenzo di Domenico del Chiosa, o sia del Chioza, era massaro del Monte d’Empoli.

294 – Il dì 5 ferraio 1617 messer Panfilio di Piero Guerrini di Pistoia in Firenze rogò il contratto della compra fatta da messer Pietro e Mariano Bonsignori da Vincenzio e Pagol Antonio di Batista Mugnaini d’Empoli della casa posta in Empoli sul Canto del Giglio, che già fu di Ceseri Marchetti, che oggi una camera posta sulla sala si gode da detti Mugnaini. E detta casa si tiene a pigione da maestro Santi di Bastiano Romagnoli, calzolaio nella bottega di detta casa, a cui: a 1° via del Giglio, a 2° altra via che entra in Piazza, a 3° e 4° altre case di detti Mugnaini per prezzo di scudi seicento quaranta; s. 640.

295 – Il dì 26 novembre 1620 fu rogato il contratto libero della casa sopraddetta; rogò ser Basilio Benvenuti da Portico di Romagna, in Empoli; furono testimoni Agnolino di Tommaso Aringhieri, sarto, e Luzzio di Vincenzio di Ventura Contucci, ambedue d’Empoli.

296 – Il dì 15 marzo 1618 Cilotto Cilotti era contadino e lavoratore in Carraia sul podere di Vincenzio di Batista Mugnaini, comprato di poi da Gio. Batista di Domenico Cittadelli d’Empoli; quale podere è tuttavia de’ Cittadelli.

297 – Andrea e Pietro Paolo di Pasquino di Simone Falagiani d’Empoli, quartiere S. Spirito alle Decime, Gonfalone Scala, a c. 34. Comprorno da Giuliano di Lorenzo Bonsignori d’Empoli in suo nome e di Mariano Bonsignori suo fratello minore, per scudi 384 moneta, con patto resolutivo di 5 anni, a spesa e gabella delle parti, una presa di terra lavorativa e spogliata di staiora 4 in circa in tutto o quanto fussi.
Popolo di S. Leonardo a Cerbaiola, Podesteria d’Empoli, luogo detto « in Padule »:
a 1° rede di Anton Bonsignori, a 2° Riccardi, a 3° Capitolo d’Empoli, a 4° rede di Gio. Batista Frescobaldi con decima di 2 soldi e 9 denari.

298 – Il dì 6 maggio 1563 era oste in Empoli all’Osteria del Panico Iacopo, detto Papo, Ticciati.

299 – Niccolò di Vaggio Giuseppi da Empoli godeva delle terre a Poggimele et a Monte Boro, confinanti al Bonsignori, Popolo di S. Lorenzo a Monterappoli e di Brusciana. In luogo detto « a Rialto » coitfina con le Monache del Paradiso.

300 – Marco Doni fu bandito e confiscatoli i beni per sentenza del dì 19 novembre 1597.

301 – L’anno 1577 messer Bonaccorso Adimari abitava a Empoli Vecchio; fino all’anno 1584.

302 – I’anno 1576 Francesco di Bastiano, o sia Batista, Marmi da Montelupo era misuratore di effetti e misurò i beni de’ Bonsi da Empoli Vecchio, il dì 11 ferraio 1576.

303 – La Casa de’ Bonsignori posta sul Canto al Giglio per andare in Piazza la comprò Lorenzo Bonsignori l’anno 1620; rogò il contratto ser Barnaba Gherardi d’Empoli e valse scudi 640. La vendette Vincenzio Mugnaini, e l’aveva comprata Lorenzo e Batista Mugnaini da Ceseri Marchetti.

304 – Giuliano di Santi Bonsignori fece testamento l’anno 1001 e lo rogò messer Lorenzo Simoni da Pescia.

305 – Niccolaio di Filippo Pancetti era beccaio in Empoli il dì primo settembre 1625.

306 – Il dì 5 aprile 1592 Piero di Francesco d’Andrea Aringhieri da Pontormo era legnaiolo.

307 – Il dì 18 novembre 1519 Domenico di Michele Zerini era fornaio in Empoli, e stava nella casa della Cappella dell’Assunta.

308 – L’anno 1642 il canonico Andrea Sandonnini renunziò il Coristato al canonico Gio. Batista Bonsignori, Vicario in assenza del sig. Proposto Giraldi, quale si era portato a Pisa; e detto canonico Bonsignori Vicario elesse per nuovo corista messer Desiderio Mazzei, con Yapprovazione di monsignor Piero Niccolini Arcivescovo di Firenze.

309 – L’anno 1623 Lorenzo di Niccolò Lotti era macellaro a Empoli Vecchio; siccome il dì 19 aprile 1626.

310 – L’anno 1620 Tommaso Lanfredini e fratelli erano mercanti in Livorno; e parenti del Salvagnoli.

311 – Nel 1639 stava in Firenze Francesco Paolsanti, padrone del podere che fu di Tommaso del Greco a Ponzano e Palazzetto; in oggi il tutto dello Scarlatti del Cotone.

312 – Il dì 18 giugno 1629 Francesco di Filippo Pancetti era beccaio in Empoli.

313 – Il dì 10 gennaio 1633 il canonico Tommaso di Baldo Feroni, passeggiando sotto i portici della Piazza d’Empoli, fu assalito per di dietro dal canonico prete Francesco di Vincenzio del Bianco, con mezza spada e senza parola; e gli tirò un colpo sul capo, tagliandogli l’osso, ed altri colpi, di modo che cadde in terra detto canonico Feroni al primo colpo, e stiede più giorni in pericolo di vita.

314 – Il dì 18 marzo 1638 fu concessa la cittadinanza a’ Bonsignori d’Empoli e riconosciuti per descendenti da Iacopo di Girolamo di Francesco Bonsignori, nobile di Firenze.

315 – Nel 1678 Guasparri Cavalli d’Empoli era mercante in Livorno.

316 – L’anno 1642 era cappellano della Cappella dell’Assunta della Collegiata d’Empoli prete Antonio Radicchi da S. Miniato.

317 – Il dì 15 marzo 1615 Cilotto Cilotti era contadino e lavoratore del podere di Carraia, che già fu del Mugnaini e passò nel Cittadelli. Chi vuol vedere con che patti e condizioni fussero fatte dette due vendite, veda il rogito fatto da ser Giovanni di Guerra Doni di Modigliana e Cancelliere d’Empoli del dì 29 ottobre 1619.

318 – L’anno 1474 la famiglia Bonsignori d’Empoli Vecchio era cognominata de’ Vitali, poi de’ Bonsi, e poi Bonsignori.

319 – L’anno 1583, maestro Guasparri di maestro Papo Polidori da Pescia, calzolaio in Empoli.

320 – L’anno 1583 Francesco di Santi Bruni era legnaiolo in Empoli.

321 – L’anno 1614 Polito di Lorenzo Bolognesi (oggi Nèri) era manescalco in Borgo d’Empoli e teneva cavalli a vettura.

322 – L’anno 1616 Cammillo di Leonardo del Galante era macellaro a Montelupo.

323 – L’anno 1596 Bastiano di Iacopo detto Vanghetta era macellaro a Empoli.

324 – L’anno 1593 Zanobi di Giuliano Ugolini da Empoli alloga un Suo campo in luogo detto « in Padule »; confina a 1° via, 2° le monache del Monastero d’Empoli, a 3° Andrea Cittadelli, a 4° ser Barnaba Gherardi; si dubita che il podere di ser Barnaba Gherardi sia quello de’ Gesuiti.

325 – L’anno 1673 Giuseppe Cittadelli era speziale in Empoli.

326 – Vincenzio di Pietro Bartoloni, circa l’anno 1700, fece il Cedo Bonis, ossia piato d’inopia, perché veniva molestato per debito da Girolamo del già Pier Lorenzo Ricci d’Empoli.

327 – Il testamento che fece messer Andrea Bonsignori, rettore di Avane, lo rogò il dottore Iacinto di Gio. Batista Cocchi di Empoli il dì 15 luglio 1640.

328 – Ricordo come messer Giovanni di…. Michelucci da Vitolini, genero di Benedetto di madonna Manna d’Empoli, fece fidecommisso a dì 27 novembre 1583; rogò ser…..

329 – Ricordo come Vincenzio di Bastiano Tozzi d’Empoli, detto il Vecchino, in Empoli fece fidecommisso a dì 28 di maggio 1592; rogò ser Barnaba Gherardi da Empoli.

330 – Ricordo come del mese di settembre 1597 Andrea di Bartolomnieo Giacchini, speziale in Empoli, fece fidecommisso, e rogò ser Bastiano dì Simone Civi da Monte Vetturini, Cancelliere allora in Empoli. Il testamento di messer Andrea Giacchini, canonico d’Empoli et ultimo della famiglia Giacchini, lo rogò ser Ottavio Martini d’Empoli.

331 – Ricordo come L’anno 1588, o vero 1589, Iacopo dì Bartolommeo dì Salvadore dì Francesco Salvagnoli fece suo testamento per vigore di fidecommisso, e rogò ser Barnaba Gherardi da Empoli.

332 – Ricordo come nel 1589 del mese di ferraio . . . . di Mariotto Ferranti da Empoli fece fidecommisso; o rogò ser Pier Francesco Marchetti da Empoli.

333 – Ricordo come nel mese di maggio in circa, Niccolaio dì Bastiano detto il Biancone, in Empoli fece fidecommisso; rogò ser Barnaba di ser Niccolaio Gherardi da Empoli.

334 – Il dì 30 settembre 1614 rogò ser Piero Marchi da Montaione la pace fra’ Bonsignori e Baldo di Ferone, tintore da Empoli, quali erano a offese; anzi la rogò ser Pier Maria Marchi da Montaione.

335 – La famiglia Feroni era del casato de’ Baldacci, e fu cognominata Feroni da un Ferone; e detta famiglia descende da S. Lucia a Paterno, Potesteria di Vinci; e tornò a stare in Empoli, ove esercitò il mestiere di tintore.

336 – Simone Rossetti, l’anno 1608 del mese di ottobre, era fattore in Empoli della Serenissima Casa de’ Medici.

337 – Iacopo di Bartolommco di Salvadore di Francesco Salvagnoli: la famiglia Salvagnoli, quando venne da Corniola ad abitare in Empoli, la sua professione fu di biadaiolo, poi di sarto e poi di pannaiolo d’Arte di Lana.

338 – Prete Andrea Margotti da S. Martino a Puntormo, l’anno 1669 ab incarnatione, era familiare di monsignor Roberto Strozzi, Vescovo di Fiesole; e poi fu fatto canonico di Fiesole, ove morì.

339 – Le stanze che sono dietro alla casa che fu de’ Bonsignori in via del Giglio vicino alli Innocenti, siccome la metà dell’orto che riesce in via Chiara e che gode la cappella dell’Assunta, sono appartenenti alla detta casa de’ Bonsignori, e non a detta cappella; conforme dicesi in un ricordo, quale cita il rogito di messer Bastiano Civi da Monte Vetturini, e Cancelliere allora della Comunità d’Empoli.

340 – Il Capitolo d’Empoli è obbligato far celebrare messe cinque dell’Esaltazione della Croce il primo venerdì doppo detta festa, e distribuire soldi  e denari otto per messa, per il sig. Pietro Bonsignori nostro Arciprete; e dare ogn’anno per la Candelloria once tre di cera al più vecchio della casa e famiglia di Mariano Bonsignori suo fratello; e non vi essendo maschi di detta, dare alle femmine che saranno in quel tempo di detta famiglia. Quale detto Arciprete donò al Capitolo scudi dodici, come a entrata di messer Giuseppe Grazzini, nostro canonico e camerlingo al suo libro dell’anno 1606 a c. 102.

341 – Il testamento di Giuliano di Santi Bonsignori lo rogò ser Bastiano Civi da Monte Vetturini, Cancellier d’Empoli; e lasciò erede Mariano e suoi figlioli.

342 – Il dì 16 maggio 1630 Francesco Brandolini era donzello dell’Arte de’ Medici e Speziali in Firenze.

343 – Geri Michelucci lasciò due figlie pupille, cioe Dianora e Maddalena, figliole sue e padrone di una casa in via del Giglio sulla Piazza d’Empoli, allato a Marco del Frate.

344 – Il dì 30 ottobre 1635 prete Giuseppe di Gio. Batista Federighi era cappellano della Collegiata di Empoli; et in detto tempo prete Lorenzo di Benedetto Becci era rettore di S. Iacopo a Pulignano.

345 – L’anno 1637 Damiano Orsacchi era fornaciaio di mattoni e di calcina in Borgo d’Empoli.

346 – A dì 19 gennaio 1643 ser Tommaso Centenni, notare pubblico dell’Arcivescovado di Firenze, rogò il contratto del resto del pagamento della casa di via Chiara, che comprorno in Empoli i Bonsignori dal sig. Giovanni di Iacopo Baldovinetti di Firenze, come per instrumento rogato da ser Ottavio Martini d’Empoli sotto il dì 19 gennaio 1643.

347 – A dì 15 luglio 1640 messer Andrea Bonsignori da Empoli, canonico e priore della Chiesa di S. Iacopo ad Avane, fece testamento, e lo rogò messer Diacinto di Gio, Batista Cocchi d’Empoli; fu sepolto a S. Maria a Ripa nel mezzo della chiesa, dirimpetto al pulpito; e morì d’anni quarantacinque in circa.

348 – Il dì 22 dicembre 1620 Baldo di Pagolo Feroni fece riceuta in Empoli a Lorenzo di Mariano Bonsignori d’Empoli.

349 – Il dì 11 novembre 1621 Bastiano del Riccio d’Empoli riceve per pigione della sua concia lire 4 e denari 2 da m. Lorenzo Bonsignori.

350 – Il dì 3 giugno 1622 Matteo Feroni fu uno delli eredi di Baldo Feroni; e fratello poi del marchese Francesco.

351 – Il dì 9 ottobre 1623 Lorenzo di Niccolò Lotti era macellaro a Empoli Vecchio.

352 – Copia: « Io Giovanni di Lorenzo Bolognesi cuoiaio in Empoli ho riceuto da Lorenzo di Mariano Bonsignori da Empoli lire venti otto contanti, e per lui da Matteo di Bartolommeo, suo lavorante, a buon conto lire 28, questo dì 10 di maggio 1624. A dì 15 di maggio 1624, io Giovanni di Lorenzo Bolognesi cuoiaio in Empoli ho riceuto da maestro Lorenzo [Tdi Mariano] di Santi Bonsignori da Empoli lire trentacinque contanti per parte; e per lui da Matteo di Bartolommeo, suo lavorante, lire 35 », Furno per l’avanti manescalchi e pizzicaroli.

353 – L’anno 1637 Fede Zuccherini era calzolaio in Empoli.

354 – Il dì 20 gennaio 1660 suor Dionisia Feroni era Abbadessa del Monastero di S. Croce d’Empoli.

355 – Il dì 23 settembre 1691 Giuliano del già Giuseppe Pistolesi d’Empoli era appaltatore de’ macelli e faceva andare il macello a suo conto con Francesco Capretti; e fermò l’ammazzatoio per tre anni per lire 42 l’anno da messer Pietro Bonsignori; e poi lo fermò per detto prezzo per altri tre anni assieme con Francesco Morì, già fattore delli Innocenti in Empoli.

356 – A dì 3 settembre 1741 venne in Palazzo del Podestà d’Empoli dalla Grascia di Firenze una lettera contro il donzelle Fiaschi, a causa delli incettatori, assai rigorosa.

357 – Il dì 11 gennaio 1612 viveva Lorenzo di Giovanni Bolognesi d’Empoli, in oggi cognominati i Neri d’Empoli.

358 – A dì 7 marzo 1633 l’Arciprete Lotti aveva scudi 17 romani di pensione sull’Arcipretato a favore del sig. Andrea Bonsignori d’Empoli, anzi scudi sedici l’anno fiorentini.

359 – L’anno 1647 Giovanni Zeffi aveva banco di negozzio in Livorno, siccome Francesco Zeffi; e Guasparri Cavalli ora suo giovane di banco; tutti d’Empoli. Siccome Lorenzo Mugnaini d’Empoli era suo giovane di banco in Livorno.

360 – Il dì 16 maggio 1630 Francesco Brandolini era donzello dell’Arte de’ medici e speziali in Firenze; e Gio. Batista Bonsignori, medico, gli pagò la tassa come medico; il detto Bonsignori fu poi canonico d’Empoli l’anno 1632, e poi prete d’Avane.

361 – L’anno 1621 Lisabella di Vincenzio di Niccolaio del Bianco, o Bianconi, d’Empoli si sposò a Santi di Mariano Bonsignori d’Empoli, con dote di scudi mille dugento fra panni e denari; 1200.

362 – Il dì 20 novembre 1568 Pagolo di Ferone da Vinci, tintore, abitava in Empoli e faceva il tintore; e fu mallevadore al Bonsignori.

363 – Il dì 9 giugno 1582 Luigi di Tommaso Stanghellini da Empoli era calzolaio in bottega di Mariano di Santi Bonsignori, calzolaio in Empoli; cioè suo lavorante e tagliatore.

364 – Madonna Florida, figliola di maestro Guasparri Pulidori, calzolaio, fu moglie d’Antonio Cavalli, calzolaio, tutti di Empoli; 1624.

365 – Il dì 11 gennaio 1615 segui scritta di matrimonio intra Felice di messer Vincenzio di Niccolaio di Bastiano Bianconi d’Empoli e messer Santi di Filippo Giulianetti di Volterra, con dote di scudi seicento; 600, La predetta era vedova di Francesco Donzelli da S. Piero a Ponte.

366 – Il dì 3 di giugno 1585 Vincenzio di Iacopo Salvagnoli di Empoli fu Tenente di Lessandro di Sano Marchetti da Puntormo, Capitano di Banda, per andare contro alli Goti, o Ugonotti; Lessandro di Sano Marchetti di Puntormo.

367 – Il dì 12 ottobre 1606 viveva messer Agnolo e Francesco delli Empoli.

368 – Il dì 11 marzo 1587 seguì scritta di matrimonio intra Maddalena, figliola di Batista di Pagolo Antonio Mugnaini, e Mariano di Santi Bonsignori, con dote di scudi quattrocento cinquanta.

369 – L’anno 1613 del mese di febbraio, Geri di Giuseppe Michelucci d’Empoli, ma discendente di Vitolini, sposò e prese per sua legittima consorte Margherita, figliola di Mariano di Santi Bonsignori d’Empoli, con dote di scudi settecento fra panni e denari; la casa di detto Michelucci era in via del Giglio, confinante con quella di messer Bastiano Sandonnini, con la via del Giglio, con Marco del Frate, con la Piazza; e faceva il mestiere del sellaio.

370 – Il dì 3 novembre 1528 Francesco di Matteo da Empoli, vocato Sandonnino, e mona Lisabetta sua donna, questo di suddetto, fecero una limosina a’ poveri dello Spedale di S. Pagolo di Firenze, di fiorini cinquanta d’oro, in oro, larghi, per rimedio delle anime loro e di tutti i loro passati; ed il reverendo messer Antonio di ser Niccolò Guidi da Empoli, spedaliere di detto speciale, per gratitudine di detta limosina promesse dare al detto Francesco et alla predetta mona Lisabetta sua donna ogni anno durante la vita loro staia diciotto di grano per tutto agosto, e barili sei di vino per tutto ottobre, e libbre cinquanta di carne fresca per tutto gennaio; con doverle mandare il tutto a Empoli alla casa di loro abitazione, a spese del detto speciale.
Et in caso che detto Francesco morisse innazi alla detta sua donna, e volesse lassare staia sei di grano ad un altro, possa farlo; con ché però sia tal lascito di staia sei di grano durante la vita di detta sua donna; e che essa deve avere in tal caso solamente staia dodici. Il tutto vedesi in detto speciale ai Ricordi di detto speciale, segnato D a carte 117, di mano di detto messer Antonio spedalingo; e detti ducati cinquanta furono messi a entrata, scritta P, a c. 79. E detta commissione apparisce al Libro giallo di Commessi, scritto P, a c. 55.

371 – Il dì 18 marzo 1563 Francesco di Giovanni di Riccio era sarto in Empoli.

372 – La lite di messer Gio. Batista Bonsignori, canonico d’Empoli, con lo Spedale delli Innocenti a causa, delle mura contigue alla casa de’ Bonsignori, cioè di detto messer Gio. Batista Bonsignori, che già fu del Baldovinetti, et in: oggi incorporata nel Monastero delle Monache di S. Domenico d’Empoli, durò dal mese di maggio 1635 al dì 31 dicembre 1635. Le monache pagono ogn’anno una libbra di cera gialla alli Innocenti.

373 – Il dì 6 gennaio 1596 Luca d’Ottaviano Fruchi da Montaione era macellaro.

374 – Il dì primo novembre 1585 Francesco di Iacopino, fratello del Vanghetta d’Empoli, era beccaio a S. Miniato.

375 – Il dì 20 novembre 1586 Bastiano di Iacopo di Niccolaio Vanghetta da Empoli era beccaio a S. Miniato.

376 – Il dì 3 settembre 1587 Batista di Niccolò Giusti da Poggibonsi era beccaio a S. Casciano.

377 – Il dì 12 agosto 1582 nel Popolo di S. Michele a Pianezzoli, Podesteria d’Empoli, Antonio di Domenico di Nardo Santini da Gattaia, in detto Popolo, vi possedeva più pezzi di terra e casa, come per decima, etc.

378 – Madonna Cosa di Francesco Carucci da Avane fu moglie di Santi Bonsi, ossia Bonsignori; la sposò L’anno 1575.

379 – Prete Tommaso Farinelli, il dì 20 novembre 1571, era curato di Avane, e detto giorno vi fu sepolta Lisabetta moglie di Francesco Carucci d’Avane. Prete Tommaso Farinelli, o Cordelli.

380 – Il campo allato alla Cateratta delle Piaggie sur Arno, che vendette Vincenzio Ristori al senator Guicciardini, era per l’innanzi di Santi Bonsignori, che l’ebbe detto Bonsignori per parte di dote da madonna Cosa di Francesco Carucci da Avane. La suddetta madonna Cosa fu prima moglie di Alessandro Fenzi, come apparisce dal libro C 4° a c. 178 della Gabella de’ Contratti di Firenze, avanti all’anno 1575.

381 – Al detto Ufizio delle Gabelle de’ Contratti, l’anno 1578 vi era ministro del riscontro delle Gabelle Petrus Amatirius Figlinesi.

382 – Leopoldo, Guasparri e Tommaso di Giuseppe di Antonio Cavalli di Empoli furono tre fratelli, ma Leopoldo e Tommaso non ebbero moglie; Tommaso morì al Lazzeretto di S. Iacopo di Livorno che faceva la quarantena, essendo tornato di Cadis, di dove portò qua ventiseimila pezze, quali furono scialate da Antonio Cavalli, figlio del già Guasparri Cavalli, fratello di detto Tommaso. Alla morte di detto Tommaso vi si trovò Michele Michelucci d’Ernpoli, suo servitore stato seco in Cadis; il detto Guasparri ebbe quattro figli maschi e più femmine. I maschi furono Antonio, Vincenzio, morto frate agostiniano, Niccolò e Giuseppe; l’ultimo della famiglia a morire fu Antonio, quale morì a Volterra in casa i Guidi, e fece testamento rogato da ser Gio. Maria Scappini d’Empoli, allora giudice a Volterra, e lassò erede un Guerrieri volterrano, marito della sig.ra Rosa Bizzocchi, figlia della sig.ra Maria Cavalli, sua sorella, ne’ Bizzochi; e così finì la casa Cavalli d’Empoli.

383 – Nello Spedale delli Innocenti di Firenze vi è scritto sopra all’uscio dell’Archivio di detto Spedale quanto in appresso: « Piesbiter Franciscus Emporiensis, huius brephotrophii Alumnus, vita, moribus et probitate amabilis – sedula opera Archivium hoc in hanc formam redegit – obiit anno 1600, die octava iunij». Morì camerlingo di detto spedale di Firenze.

384.  Scipione Ammirati il Giovine, quale fece l’Addizioni all’Ammirati, canonico del Duomo di Firenze, nelle sue Istorie Fiorentine, fu oriundo da Montaione, e fu figliolo di Francesco Bianchi, muratore da Montaione. E si portò da ragazzo a Firenze a servire il canonico Scipione Ammirati, gentiluomo fiorentino e canonico del Duomo di Firenze; e detto servitorino si applicò agli studi e fu impiegato nelle Riformagioni; e detto canonico Ammirati, essendo l’ultimo della famiglia nobile Ammirati di Firenze, venuto a morte, lasciò a detto suo servitorino il nome di Scipione e il casato di Ammirati, e la sua eredita; onde ancor egli, venuto a morte, dispose di tutta la sua eredità a favore di Montaione sua Patria, e si fece portare a seppellire a Montaione nella Chiesa di S. Bartolommeo dentro al Castello, e sotto al Coro, ove fu sepolto anche un di lui fratello, stato canonico di Pisa. Il di lui testamento fu rogato da ser Vincenzio Geroni L’anno 1654, o al più l’anno 1655, in Firenze.

385 – Le Monache della SS.ma Annunziata d’Empoli pagono ogni anno alla fattoria d’Empoli delli Innocenti una libbra di cera gialla, per il comodo ceduto a dette monache del passaggio che aveva detta fattoria sulle mura castellane che furono comprate dai Bonsignori, e poi date per dote da detti Bonsignori, assieme con la torre, casa e orto, a suor Maria Anna Bonsignori, che il tutto fu racchiuso nella clausura del detto monastero, in Empoli.

386 – Ricordo come la notte che è doppo al dì 24 novembre dell’anno 1737 ab incarnatione, fu rubato, dal Ciborino della Compagnia detta del Corpus Domini della Collegiata d’Empoli, la Pisside grande d’argento con entrovi il SS.mo Sacramento in gran numero di particelle consacrate; e la mattina del dì 25 novembre 1737 detto, fu veduto esser seguito la notte antecedente tal furto da prete Pier Francesco Bertini, uno dei Cappellani di detta chiesa, in occasione che vi andò egli doppo il Mattutino per celebrarvi in detta Compagnia la S. Messa; e volendo comunicare alcune persone, trovò esser lo sportellino del Ciborio accosto, ma non serrato a chiave, e dentro al detto Ciborio non vi essere né Pisside né SS. Sacramento, e non vi si conoscere scasso, né sforzo alcuno; e mai si è potuto sapere chi sia stato, né potutosene investigare indicio alcuno del perfido e sacrilego ladro, chi sia stato.

387 – Ricordo come il dì 23 febbraio 1640 [lèggi: 1740, s. c. 1741] alle ore 21 arrivorono a stanziare in Empoli circa numero cinquecentocinquanta soldati tedeschi ungari del Reggimento Giulai con il loro Generale, cognominato Stefano Giulai, ungaro, ossia della Transilvania, eretico; quale fu messo ad abitare nel Palazzo dei Guidi sul Campaccio, fuori della Porta Fiorentina; et ai soldati le fu dato quartiere in diverse case libere; et in via Chiara ve ne furono acquartierati in case libere circa quattrocento soldati, e di essi particolarmente circa duagento nella casa dell’Orlandini, ossia del Beccuto, che già fu Osteria; et altri in via del Giglio; et alle Porte vi stava la guardia di un soldato, quale si mutava ad ogn’ora; e si serravono a 24 ore le dette Porte, eccettuata la Porta Fiorentina, la quale stava aperta tutta la notte a riguardo del Generale; ma vi stava sempre un granatieri, quale pure si mutava ad ogn’ora; et al Palazzo del Generale vi era sempre, giorno e notte, il Corpo di Guardia di granatieri, siccome stava il Corpo di Guardia anche sotto li portici di Piazza cognomato il Picchetto, nella bottega di padronato del dottor Iacinto Cocchi, sulla cantonata per andare al macello da casa il Salvagnoli; e lo spedale era nel Monte Vecchio in casa del già sig. Lorenzo Pucci. Vennero in giovedì, A dì 12 giugno 1741, a ore nove incirca, fu condotto a Bocca d’Orme, sur’Arno dirimpetto a Spicchio, Giorgio Vico ungaro soldato d’anni 19 incirca, cattolico, del Reggimento Alemanno, presente il boia e suo garzone, fatti venire di Firenze per impiccarlo a un albero, per aver egli desertato, e stato ripreso in Ungheria sua Patria; e quando fu per esser impiccato, sopraggiunse la grazia di salvarle la vita; fattale tal grazia dal Generale Giulai, a richiesta del sig. Proposto Forti e sig. Senator Cerchi, e tutto Empoli, che lo supplicò di tal grazia; e tornò libero al suo reggimento a Castelfiorentino.
Ricordo come il dì 8 luglio 1741, in sabato mattina circa all’ore nove, fu impiccato per mano del boia di Firenze e suo garzone un soldato delle truppe alemanne residenti a Castelfiorentino, d’età d’anni circa diciannove, per aver più volte desertato dal suo reggimento: e tal giustizia fu fatta a Empoli, ove risedeva il suo Generale, Stefano Giulai, e suo Auditore, quali col Consiglio di Guerra lo sentenziorono a morte; e tale impiccamento segui a un albero a Bocca d’Orme sur Arno, dirimpetto a Spicchio; al qual albero stiede appiccato morto fino all’ore 22 incirca, guardato sempre da quattro soldati; e di poi fu dal boia istesso e suo garzone spiccato e sotterrato in una fossa, fatta da essi carnefici poco distante da detto albero. Il detto soldato era eretico e fu assistito dal suo predicante eretico; e si chiamava soldato Giovanni Konija, reformato cioè calvinista, nato in Iant ex Comitatu Berenghiensi in Ungaria, sine uxore. Fu preso dalli ungari del suo reggimento per la strada che va da Castelfiorentino a Firenze.
Ricordo come partirono d’Empoli le truppe alemanne, il dì 5 ottobre 1741, comandate dal Generale Stefano Giulai, eretico calvinista; quali erano venute ad abitare in Empoli il dì 23 febbraio 1740 ab incarnatione, e partirono il dì suddetto 5 ottobre 1741 a ore nove e mezzo in giovedì, per andare a Pisa e da Pisa, sempre per terra, alla volta di Milano e di là nel Tirolo, e dal Tirolo a Vienna; et erono tutti di nazione ungari; e nel tempo che dimororono in Empoli si portorono benissimo, non avendo fatto insulto né insolenza alcuna; e sortirono d’Empoli a piedi conforme erono venuti, eccetto che gli ufiziali, quali marciorono a cavallo conforme erono venuti. Il Giulai morì a Vienna di proprio male.

388 – La famiglia Beccafumi o Scassinati da Empoli fu poi cognominata Burali; questa famiglia finì in Filippo del già Giuseppe Burali, morto il dì 23 novembre 1732, e sepolto nella Chiesa Collegiata, nella Cappella del Battistero nella di lui sepoltura; et era ministro di spezzieria, e spezziale di bottega di spezziale, de’ Ricci; e scrivano del Monte Pio d’Empoli; e suo padre già linaiolo.

389 – Ricordo come la sera del dì 3 dicembre 1740, in sabato a ore due di notte, traboccò Arno et entrò in Empoli dalle fogne e dalle Porte, e l’acqua entrò molte braccia per le strade; et in casa nostra in via Chiara arrivò a sette scaloni di scala; et entrò fino in chiesa delle Monache Nuove, ove non poterono entrare per esservi dentro l’acqua; e durò tal piena et inondazione tre giorni, e per le strade si andava in navicello, e dalle case si esciva con le scale dalle finestre per entrare nei navicelli.

390 – Ricordo come il dì tre gennaro 1740 prese l’abito di religiosa conversa nel Monastero delle monache della SS. Annunziata, dell’ordine di S. Domenico in Empoli, Rosa figliola di Domenico Saettini da Elsa, Popolo di Marcignana, e prese il nome di suor Maria Maddalena; e mentre faceva il suo noviziato, prima di terminarlo, fu mandata via imprudentissimamente da suor Verdiana Castellani, priora, all’ore due di notte la sera del dì 9 novembre 1740, alla presenza del Proposto Carlo Guido Forti e dell’Arciprete Andrea Pistolesi, confessore ordinario di dette monache, con la previa licenza di monsignor Giulio del Riccio, Vicario generale di Firenze, e previo il consiglio del dottore Iacopo Panicani di Fucecchio, paroco di Sovigliana della Chiesa Commenda de’ Siggri Rondinelli. E fu riceuta a detta ora in parlatorio da Antonio di Cosimo Corsi, legnaiolo, suo parente, in abito di secolare, piangendo e stridendo perché non voleva escire; et esso l’accompagnò in Borgo in sua propria casa, ove la tenne nascostamente alcuni giorni; e di poi di lì fu condotta detta Saettina a Pisa in Convento di S. Chiara dello Spedale; e doppo alcuni mesi fu condotta in Monastero a Volterra in S. Chiara, ove si fece monaca conversa.

391 – Ricordo come il dì 12 ottobre 1741, a ore tredici in giovedì, morì monsù Giovanni Pelò di via S. Francesco di Livorno, tintore ugonotto, quale si trovava a Empoli per pigliare aria, e stava in via del Giglio in casa Fulignati; e morto che fu, lo messero in una cassa, e la sera istessa del dì 12 fu portato in un barroccio a seppellirsi a Livorno, nel luogo onde seppelliscono gli eretici, accompagnato da un suo fratello, quale si trovò alla morte; e morì di febbre acuta.

392 – Ricordo come l’anno 1729 stiede Podestà a Castelfranco di Sopra un tale Cammillo di Giovan Maria Figlinesi, nobil fiorentino, conforme sta scritto nell’arme Figlinesi, dipinta in detta Podesteria.

393 – Ricordo come il dì primo ottobre 1694 morì in Empoli, in casa di sua abitazione posta vicina al Canto alla Corona, il sig. Sergente Maggiore Paolo d’Ubaldo Feroni, in età di anni 77; ed era castellano e comandante della fortezza di Pistoia; fu associato alla Chiesa Collegiata dal Capitolo e fraterie e soldati e tamburi, scordati, et in detta chiesa sepolto nella sepoltura de’ Feroni; e fu suo erede il Marchese Francesco Feroni, suo fratello, Senatore e Depositario, abitante in Firenze.

394 – Ricordo come l’anno 1734 e 1735 furono gli Spagnoli stanziati in Empoli e in tutta la Toscana, perché stava Don Carlo Bourbon, figlio del re Filippo quinto di Spagna, in Firenze nel palazzo de’ Pitti con il Gran Duca Gio. Gastone primo; et ultimo di casa Medici.

395 – Ricordo come alla Riformagioni di Firenze apparisce: « Niccolò di Francesco Frosini d’Empoli, fatto Custode della Rocca di Bibbona il dì 11 ottobre 1498 ». In Pisa la detta famiglia principia a godere dell’Anzianato in tempo di Repubblica: «Iacobus Frosini anzianus, anno 1397 e 1401; Pietro Frosini fratello gode nel 1405 e 1407 ».

396  Niccolò di Michele Bandini, pannaiolo fallito in Empoli, quale per disperazione si affogò il dì 10 ottobre 1611 nel pozzo de’ Frati Cappuccini d’Empoli, e fu sepolto di là dal Rio nella strada rasente i campi de’ Frati di S. Agostino, era fratello della moglie di Marchionne d’Antonio Dazzi, quale era Lessandra di Michele Bandini e viveva l’anno 1625.

397 – Il dì 31 luglio 1625 Cosimo di Benedetto Ticciati era oste in Empoli.

398 – Piero di Michele del Ianda era lavoratore a Monte Boro di Giovanni Giomi il dì 10 gennaio 1620; Ianda.

399 – Agnolo di Tommaso Ringhieri era sarto in Empoli il dì 22 luglio 1621.

400 – Il dì 17 novembre 1622 un tal Padre Agostino era rettore della Chiesa di Corniano di S. Miniato.

401 – Iacopo di Francesco Ticciati da Cerreto a dì 29 dicembre 1622.

402 – Lattanzio di Pasquino Ciangherotti, macellaro in Empoli, 19 luglio 1623.

403 – Piero Bertini, muratore a Castelnuovo, 28 luglio 1623.

404 – Laura di Lotto Lotti e messer Ipolito suo figliolo, a dì 5 gennaio 1623.

405 – Lorenzo Lotti, detto Mancinetto, macellaro a Empoli Vecchio, 29 novembre 1624.

406 – Padre fra Giuliano di Gio. Batista Cittadelli, agostiniano in Empoli, a dì 30 gennaio 1624.

407 – Maddalena d’Andrea Giachini d’Empoli, 4 aprile 1625.

408 – Giovanni e Lorenzo Puccioni da Falagiana di Monte Spertoli, 17 aprile 1625.

409 – Giuseppe di Bartolommeo Farnesi, sarto in Empoli, 26 aprile 1626.

410 – Carlo di Lionardo Giampieri, macellaro a Empoli, 23 marzo 1625.

411 – Giuseppe di Cannone, ciabattino in Empoli, 24 aprile 1626; detto poi il Sergente Pallini.

412 – Maestro Francesco di Bernardino Mangoni, cappellaio in Empoli, 31 ottobre 1626.

413 «A Lorenzo di Nardo Guidi, lavoratore de’ Giomi a Martignana di Montespertoli, 12 novembre 1626.

414 – Giovanni di Giuseppe Bartoloni d’Empoli, 5 febbraio 1626.

415 – A dì 22 ferraio 1595, Batista, di Lorenzo, mugnaio a Empoli.

416 – Francesco di Rocco Patani, pizzicagnolo in Empoli, 14 aprile 1596.

417 – Batista di Pagolantonio, mugnaio a Empoli, 25 aprile 1596.

418 – Domenico di Giovanni Sandonnini, fornaciaio a Empoli, 22 maggio 1596.

419 – Luca d’Ottaviano Fruchi, beccaio a Montaione, 24 maggio 1596.

420 – Ser Donnino di Maso Aringhieri, prete in Empoli il dì 6 luglio 1596. Fu sepolto a S. Mamante per la peste.

421 – Orso di . . . . . Aringhieri a Puntormo, 4 agosto 1596.

422 – Gio. Batista di Zanobi Ugolini d’Empoli, 16 agosto 1596.

423 – Bastiano di Iacopino detto Vanghetta, e Francesco suo fratello, beccai, 21 agosto 1596.

424 – Luca d’Ottaviano Fruchi, beccaio a Montaione, 21 agosto 1596.

425 – 25 agosto 1596: Bramante Baldi d’Empoli.

426 – A dì 2 settembre 1596, Andrea di Tommaso Cecchi, prete a S, Miniato e cognato di Marco grosso d’Empoli.

427 – A dì 8 di settembre 1596, Bastiano di Iacopo, beccaio in Empoli; Vanghetti.

428 – Messer Pompeo di Mariano, prete a Empoli Vecchio, a dì 8 settembre 1596; di Mariano Sasoli, o Casoli; era detto messer Pompeo.

429 – Giovan Maria di Lorenzo Parrini a Montaione di Botinaccio, 24 settembre 1596.

430 – Copia: « Giovanni di Benedetto Giomi in Empoli deve dare al primo di novembre 1596 lire quattro; tanti sono per due paia di scarpe-pianelle rosse: lire 4 alla bottega de’ Bonsignori ».

431 – A dì 7 di novembre 1596, Vincenzio di Iacopo, scarpellino in Empoli, parente di Becastri, deve dare lire 2 e soldi 5 d’accordo per dua paia di scarpe; mandò a Brucianese; lire 2 e soldi 5; Tassi.

432 – A c. 45 sul Libro di Debitori e Creditori di bottega di Mariano di Santi Bonsignori, calzolaio in Empoli, principato detto libro a dì 14 ferraio 1595. A dì 7 novembre 1596, Luca d’Ottaviano e il fratello, beccai a Montaione; era il Fruchi di Montaione.

433 – Verdiano di Parrino da Montalcino, a dì 7 novembre 1596, per un paio di stivaletti lire 4 per il fratello; pago a dì 2 aprile 1597.

434 – A dì 5 dicembre 1596 Giovanni di Valerio Galleni, fattore a Stabbia, Podesteria di Fucecchio, deve dare questo dì suddetto lire 4, soldi 15 e denari 4 per un paio di scarpe di capretto di Fiandra a due suola, nere; prende per lui Lionardo di Papo di Francesco Ticciati in Empoli; lire 4-15-4.

435 – A dì 5 dicembre 1596, Luca di Taviano, beccaio a Montaione e a Gambassi; era il Fruchi.

436 – A detto carte 53. A dì 11 di dicembre 1596, Marco di Francesco Losti, tintore in Empoli, deve dare questo dì 11 detto lire cento tre e soldi cinque; tanti sono per libbre trecento una di lana bigia, libbre nette 295 a lire 35 il cento, d’accordo; e portorli per detto. Lire 13 -5.

437 – Idem, a dette carte 53. Lodovico di Meschino del Papa in Empoli deve dare questo dì 11 dicembre 1596 detto scudi ventidue a Santi. Si pagorno per lui a Pierantonio Grifoni in contanti, come si vede allo straccio del mese di luglio 1592 sotto dì 30; e detto Lodovico doveva avere da lui per una cavalla. Scudi 22.

438 – A dì 11 dicembre 1596, Simone di Francesco Saminiati a S. Miniato deve dare per un paio di suola, per un paio di scarpe prese per lui; portò Bastianella; lire una e soldi 15. Pagò Bastiano Massai per lui a dì 19 dicembre 1596.

439 – A dì 14 dicembre 1596, Francesco di Iacopino di Niccolaio, fratello del Vanghetta, in Empoli, deve dare questo dì 16 di dicembre 1596 lire trecento cinquanta di contanti, quali riceve da me a conto di Bonsignore mio fratello per la bottega che esse mio fratello aveva a S. Miniato; da detto Francesco lire 350.

440 – A dì 17 dicembre 1596, Girolamo d’Orso Orsacchi, bastiere in Borgo, deve dare, tre mesi sono incirca, lire otto; sono per libbre cento di pelle, lire 8.

441 – A dì 17 detto, Lorenzo Parrini a Montaioncino di Monte Lupo, e Verdiano suo figliolo.

442 – A dì 18 dicembre 1596, Davitte di Batista Ferranti, beccaio a S. Miniato.

443 – A dì 25 dicembre 1596, Lessandro di Iacopo Alfini in Empoli.

444 – A dì 25 dicembre 1596, Lorenzo di Piero Martini, velettaio in Empoli.

445 – A dì detto, Pandolfo di Dino Scarlini, fabbro in Empoli.

446 – A dì 29 dicembre 1596, Tommaso di Lorenzo Marchetti in Empoli.

447 – A dì 2 di gennaio 1596, Antonio di Marchionne, detto Polpette (sono i Dazzi) in Empoli, deve dare questo dì suddetto lire cinque, soldi sei e denari otto contanti; tirò per fattura di due rastrelliere, un banchetto, una finestra, una tavola per l’altare et alcuni pezzi di tavole e regoli messi in essi legnami, daccordo insieme con messer Pietro mio fratello, lire 5-6-8.

448 – Carlo di Gismondo di Cucciolino Giampieri e suo padre, beccai in Empoli, il dì suddetto 1596.

449 – Giuliano di Dino Scarlini, fattore in Empoli, 4 gennaio 1596.

450 – A dì detto, Giuseppe di Lorenzo Patani e nipoti.

451 – A dì 4 gennaio detto, Giovanni di Bartolommeo Guidotti, ciabattino a Cerreto.

452 – A dì 16 gennaio 1596, Orazio di Francesco Ticciati, legnaiolo in Empoli.

453 – A dì 23 gennaio 1596, Simone di Francesco Ricci, lavoratore di Don Giovanni a Montauto in quel di Cerreto.

454 – A dì detto, Michele di Piero del Ghianda, nostro lavoratore a Monte Boro.

455 – A dì 31 gennaio 1596, Sandro di Bastiano Calzabigi in Empoli; anzi a dì 6 marzo 1596.

456 – Carlo di Lionardo di Gismondo, beccaio in Empoli, 1596.

457 – A dì 11 marzo 1596, Giuliano di Iacopo Giaiacopi, ciabattino in Empoli.

458 – A dì 20 di marzo 1596: «io Davitte di Batista ho riceuto lire settanta per resto di pelle e cuoia, oggi beccaio a S. Miniato, questo dì 20 di marzo 1596, e mi chiamo contento, da Bonsi di Santi e per lui da Mariano suo fratello, e io Batista suo figliolo di mia mano ho scritto »; era Ferranti.

459 – A dì 2 aprile 1597, messer Giovanni Chiodini, priore a S. Donato in Valdibotte.

460 – A dì 27 aprile 1597, Lessandro di Iacopo Alfini, fratello di mona Manna in Empoli.

461 – A dì 28 aprile 1597, Batista di Lorenzo Bartoloni, a. Capraia, tessitore.

462 – A dì primo maggio 1597, Lessandro di Bastiano Calzabigi in Empoli, tessitore.

463 – A dì 13 maggio 1597, Bastiano di Piero Guerrazzi, cuoiaio a Castelfranco.

464 – A dì dettto, Carlo di Lionardo detto Cucciolino Giampieri, beccaio in Empoli.

465 – A dì 4 di luglio 1597, il Capitano Bernardo Tassi, in Empoli, deve dare lire tre e soldi sedici; sono per un paio di pianelle alte di sughero e un paio di scarpe di lustro fatte apposta per la serva; lire 3-16; era fiorentino.

466 – A dì 5 di giugno 1597, maestro Piero di Becastrino in Empoli deve dare a dì 5 detto lire una e soldi due; tanti sono per un paio di scarpe; portò lui per un suo figliolo.

467 – A dì 16 giugno 1597, Bastiano di Iacopino, detto Vanghetta, beccaio in Empoli, deve dare questo dì 19 detto lire due per un paio di pianelle di cordovano, per sua madre. Lire 2.

468 – A dì 19 giugno 1597, Luca d’Ottaviano Fruchi, beccaio a Gambassi, deve dare questo dì 19 detto lire due e mezzo per un paio di scarpe alla boscareccia di cordovano con tramezzolo per lui grande. Lire 2 – 10.

469 – A dì 20 giugno 1597, Sandro di Bastiano Calzabigia deve dare a dì 20 detto lire tre; tanti sono per un paio di pianelle di lacca gialle, a due sugheri per la moglie. Lire 3.

470 – A dì 3 luglio 1597, Luca d’Ottaviano Fruchi a Montaione deve dare a dì 3 detto lire una e soldi sette; tanti sono per un paio di scarpe bianche; portò lui. Lire 1 – 7.

471 – A dì 3 luglio 1597, maestro Piero di Domenico Becastrini in Empoli deve dare a dì detto lire una e soldi sei e denari otto; tanti sono per un paio di scarpe bianche per la moglie; portò lui. Lire 1 – 6 – 8.

472 – Lessandro di Vincenzio Tozzi, Calzolaio in Empoli, a dì 16 luglio 1597.

473 – A dì detto, Gio. Batista di Zanobi Ugolini d’Empoli era a Castelfiorentino.

474 – A dì 17 luglio 1597, messer Pagolo Ridolfi, prete a Cerbaiola.

475 – A dì detto, Piero di Bastiano Piattini, ciabattino a Empoli.

476 – A dì 24 luglio 1597, messer Gio. Batista di Buonaccorso Adimari di Cerreto.

477 – A dì 29 luglio 1597, Batista di Lorenzo Bartoloni a Capraia.

478 – A dì 29 luglio 1597, messer Giovanni di Lessandro Federighi a Sovigliana deve dare per un paio di stivali per lui lire 3.

479 – A dì 31 di luglio 1597, Francesco di Gio. del Riccio in Empoli deve dare a dì detto lire quattro; tanti sono per due paia di  * * *,  d’accordo; mandò per esse sua moglie. Lire 4.

480 – A dì 7 agosto 1597, Bartolommeo di Michele Franchini, lavoratore, al Giardino, de’ Bonsignori.

481 – A dì 22 agosto 1597, Cilotto d’.Agostino Cilotti a Empoli Vecchio levò un paio di scarpe di cordovano per una serva di messer Baccio Valori, e valsero lire una e soldi diciassette.

482 – A dì 6 settembre 1597, il sig. Capitano Bernardo Tassi in Empoli deve dare, questo dì 6 detto, lire quattro per un paio di scarpe et un paio di pianelle di cordovano; portò per sua commissione Cosimo, suo servitore. Lire 4.

483 – A dì 11 settembre 1597, Bastiano, ossia Bartolommeo, di Davitte Ferranti, zoccolaio in Empoli.

484 – A dì 3 ottobre 1597, Maso di Giovanni di Greco in Empoli.

485 – Domenico di Giovanni Sandonnini, fornaciaio in Empoli, questo dì 8 ottobre deve dare lire una, soldi sei e denari otto per un paio di scarpe bianche; mandò per esse sua madre, avanti la nostra fiera, e portò Dianora dalla fornace. Lire 1-6-8.

486 – A dì 9 ottobre 1597, Luca d’Ottaviano Fruchi, beccaio da Montaione, deve dare, questo dì 9 detto, lire 112 contanti, pagate per lui a Giovanni di Memmo Scarselli, e a detto Giovanni portò Gabbriello Scarselli, suo nipote. Lire 112. Giovanni di Memmo Scarselli era da Riottoli.

487 – A dì 16 ottobre 1597, Lorenzo di Piero Martini, velettaio, in Empoli, e Pierino et Andrea, sua figlioli.

488 – A dì 19 ottobre 1597, Piero d’Antonio Ferri e figlioli, lavoratori di Tommaso Zefi al Terrafino.

489 – A dì 23 ottobre 1597, Cesare Scarlini, speziale in Empoli.

490 – Cilotto d’Agostino Cilotti e suo fratello a Empoli Vecchio, 1597.

491 – A dì 9 novembre 1597, Giuseppe di Lorenzo Patani, detto Salvatico, in Empoli cuoiaio; e suocero d’un Feroni.

492 – A dì 27 novembre 1597, Lorenzo di Lando Orsacchi, fabbro a Martignana.

493 – A dì 28 novembre 1597, Piero di Bastiano Piattini, ciabattino in Empoli.

494 – A dì 13 dicembre 1597, Francesco di Stefano Doppomorte [?], a Empoli Vecchio.

495 – A dì detto, Rede d’Ascanio di Piero di Nese da Puntormo.

496 – A dì 3 di gennaio 1597, Lorenzo di Lando Orsacchi e fratello devon dare lire quattro e mezzo; sono per libbre tre e mezzo di pelli nere per due grembiuli, e lire una e soldi sei contanti; in tutto lire cinque e soldi sedici. Lire 5-16.

497 – A dì detto, Lorenzo di Lando Orsacchi, fabbro a Martignana.

498 – A dì 8 gennaio 1597, Andrea di Bastiano Giachini, fabbro a Montespertoli, parente de’ Bonsignori di Empoli Vecchio.

499 – A dì 14 gennaio 1597, Lorenzo di Lando di Lorenzo fabbro a Martignana.

500 – A dì 24 gennaio 1597, il sig. Capitano Bernardo Tassi deve dare a dì detto lire due e soldi cinque; tanti sono per un paio di scarpe di cordovano, per suo servitore; portò il suo servitore detto lire 2 – 5. Era fiorentino.

501 – Madonna Claudia di Giuseppe di Salvatico Paiani, in Empoli, deve dare questo dì 28 gennaio 1597, lire due di contanti, a lei sopradetta. Lire 2.

502 – A dì 29 gennaio 1597, Lorenzo di Lando d’Orso, fabbro a Martignana; sono i Giubbilei.

503 – A dì 5 di ferraio 1597, Antonio di Marchionne, detto Polpetta, legnaiolo in Empoli deve dare lire una e soldi sette contanti, a lui. Lire 1-7. Sono i Dazzi.

504 – A dì 5 di ferraio 1597, mona Maria di Benedetto Giomi, in Empoli, deve dare lire sette e mezzo; sono per un cordovano e mezzo; sono per fare uno coletto a Lessandro suo figliolo; d’accordo, questo dì detto. Lire 7 – 10.

505 – A dì 5 marzo 1597, Orazio di Giuliano Dazzi, detto Giano, in Empoli, deve dare, a dì 5 detto, lire diciotto contanti; a lui portò Piero Carmignoli di mia denari. Lire 18. Detto Carmignoli era mugnaio da Figline di Val d’Elsa.

506 – A dì detto, Bartolommco di Fenzo Fenzi, a Ripa, lavoratore di Francesco dell’Empoli, anzi a dì 7 marzo 1597.

507 – A dì 8 marzo 1597, Bartolommeo di Michele Franchini, mio lavoratore al Giardino; cioè del Bonsignori.

508 – A dì detto, Antonio di Marco di Giano, calzolaio in Empoli.

509 – A dì 13 marzo 1597, Bastiano di Iacopino di Niccolaio, detto il Vanghetta, beccaio in Empoli.

510 – A dì 13 marzo 1597, maestro Guasparri di Pulidoro, calzolaio in Empoli; era Pulidori, che poi furno barbieri in Empoli; era da Pescia; parente del Cavalli.

511 – A dì 26 marzo 1598, Lorenzo di Giovanni Michelucci, beccaio in Empoli.

512 – A dì 28 marzo 1598, Simone di Matteo di Pasquale Rofia, ciabattino e calzolaio a S; Miniato, deve dare questo dì 2 aprile 1598 lire quattro e mezzo per resto di cuoio, d’accordo. Lire 4 – 10. Pagò a dì 4 di maggio.

513 – A dì detto, Giovanni di Stefano di Lione, ciabattino a Cammiano.

514 – A dì 2 aprile 1598, Mariano di Francesco Doni, calzolaio in Empoli, e Meo di Verdiano da S. Miniato. calzolaio ancor egli in Empoli.

515 – A dì detto  Bartolommeo di Verdiano Verdiani di S. Miniato, calzolaio in Empoli.

516 – A dì 8 aprile 1598, Luca d’Ottaviano Fruchi, beccaio a Montaione; erano le genti di Persilia, moglie di Giovanni Niccolò Mannaioni, madre del sig. Lazzaro.

517 – A dì 10 aprile 1598, Santi di Piero Magni, ciabattino in Borgo d’Empoli; è la casa allato a S. Antonio in Borgo.

518 – A dì 12 aprile 1598, Baldo di Pagolo di Ferone in Empoli deve dare per un paio di scarpe di cordovano alla francese a due suola, per lui, lire 3 e soldi 5; portò lui.

519 – A dì 19 aprile 1598, Bartolommeo di Francesco di Lorenzo, ciabattino in casa di Lorenzo speziale; detto speziale era il Marchetti e detto ciabattino il Romagnoli.

520 – A dì 20 detto, Antonio di Marco di Giano da Cortenuova, calzolaio in Empoli, padre di Tommaso Marchetti.

521 – A dì 20 detto, Bartolommeo di Verdiano Pieratini da S. Miniato, calzolaio in Empoli; o Pierini.

522 – A dì 24 aprile 1598, Lessandro di Vincenzio Tozzi, calzolaio in Empoli.

523 – A dì 24 aprile 1598, Anton Francesco di Turo, da Castelfranco; soni i Turi.

524 – A dì detto, Lessandro di Vincenzio Tozzi, calzolaio in Empoli.

525 – A dì detto, maestro Andrea fornaciaio e muratore in Empoli; credo sia il Bonistalli detto il Fracassa.

526 – A dì 29 aprile 1598, Domenico di Luca Scalandroni, fattore a Petrognano.

527 – A dì 6 maggio 1598, Antonio di Marchionne, mugnaio in Empoli; sono i Dazzi; detto Polpetta.

528 – A dì detto, Giuseppe di Lorenzo Patani e mona Claudia, sua moglie, e le figliole per 4 paia di scarpe; cioè tre paia per le figliole e un paio per mona Ciaudia.

529 – A dì detto, Andrea di maestro Simone Pratovecchi, fornaciaio in Empoli; era il Fracassa.

530 – A dì 8 maggio 1598, Mariano di Francesco Doni, calzolaio in Empoli.

531 – A dì detto, Francesco di Giovanni di Riccio, sarto in Empoli,

532 – A dì 15 maggio 1598, Marco di Domenico Taddei, lavoratore di Lodovico di Meschino a Cerbaiola; Meschino era quel del Papa d’Empoli.

533 – A dì 21 maggio 1598, Domenico di Girolamo d’Orso, bottaio in Empoli; erono gli Orsacchi.

534 – A dì 23 maggio 1598, Davitte di Batista Ferranti, beccaio a S. Miniato.

535 – A dì 10 dicembre 1672, il sergente Lorenzo Cannoni, calzolaio in Empoli, detto il Sergente Pallini.

536  – Giovanni Bruno, linaiolo in Empoli, detto Pettinaccio, fiorentino.

537 – A dì 13 settembre 1673, Guasparri e Tommaso Cavalli, mercanti di Livorno; empolesi; e Leopoldo; dott. Antonio, canonico.

538 – Ricordo come il dì 12 dicembre dell’anno 1741, morì in Firenze e la sig.ra Maria Giovanna del sig. Lessandro Giomi, vedova del già sig. Antonio Sculandroni, ultima della famiglia Giomi d’Empoli, quale abitava in Firenze, in via di Parione, e fu sepolta in S, Maria Maggiore, appiè dell’altare della Madonna, con l’inscrizione di marmo perché ivi era terziaria. Il detto Scalandroni era fattore.

539 – A dì 13 febbraio 1577, Raffaello di Giuliano del Riccio, cuoiaio in Empoli; sono in oggi i Ricci che stanno a Livorno, di Donato.

540 – – Gennaio 1580, Dionigi di Tommaso Malenotti, coiaio in Firenze.

541 – Tommaso di Antonio del Greco da Empoli, 23 aprile 1586.

542 – Copia: « A dì 18 dicembre 1600 io Piero Donda, donzello alla Grascia, ho riceuto da Domenico e Lorenzo Lotti, beccai in Empoli, e per loro da Mariano di Santi Bonsignori e per loro mallevadore, per mano di detto Mariano lire dugento ottanta; riscossi per conto di castroni di Puglia della Grascia, cioè lire 280 ».

543 – Il dì 21 novembre 1589 fu pagato Lorenzo di Domenico Chiosi dai Bonsignori, compratori di alcuni effetti a Monte Boro per scudi trecento, e ne fece riceuta per contratto rogato da ser Pierfrancesco Marchetti, notaio empolese.

544 – Circa l’anno 1580, il dì 14 di marzo, fu rogato il contratto della compra del bosco, che fecero i Bonsignori dai Salviati per scudi 1801; rogò ser Alessandro Guidi da Empoli, e furono pagati per detto contratto scudi 140, et altri scudi 40 per altro contratto.

545 – Il dì 9 giugno 1589 a favore de’ Bonsignori fu rogato contratto per scudi 100 contro a Giuseppe Patani detto il Salvatico; rogò ser Pier Francesco da Empoli.

546 – A dì 2 settembre 1594, il Bonsignori fece contratto della concia presa a pigione da Giuseppe Patani detto il Salvatico, da principiare il dì primo novembre 1594; rogò messer Pompilio di Piero Ticciati; per contro gli scudi cento che i Bonsignori dovevono avere da detto Patani, da scontarsi in cinque anni.

547 – I Giacchini erono spaziali in Empoli o la loro casa, di abitazione e spezieria ora in Piazza nella casa che è tuttavia del Sandonnini loro erede, che era fabbro a Montespertoli.

548 – I Celli erano speziali in Empoli e la loro casa e spezieria è quella che è in oggi de’ Ricci loro eredi, posta in via del Giglio sullo sbocco della Piazza.

549 – A dì primo novembre 1586, Gio, Francesco di Domenico Gabbati, beccaio in Empoli; Gabbati o Gambati.

550 – A dì 12 giugno 1592, Dino di Bastiano Farinella, o Farinelli, funaio in Empoli.

551 – Copia: « A dì 11 d’agosto 1561, io Lorenzo di Tommaso Marchetti, spezziale in Empoli, ho riceuto questo dì detto da ser Francesco di Bonsi lire trentotto di contanti: sono per la cera data per il mortorio di Bonsi, suo padre, che fu libbre 39 e oncie 2; e di tanto mi chiamo contento e pagato, io suddetto. Lire 38».

552 – A dì 22 gennaio 1561, Antonio di Bastiano Baldi, fornaciaio a Empoli di mattoni e calcina.

553 – Lotto d’Antonio Lotti da Vitiana comprò un paio di buoi sul mercato d’Empoli dal Bonsignori, per scudi 49 il dì 16 aprile 1562. Macellaro.

554 – A dì 25 ottobre 1562, Niccolò dotto Martellaccio, manescalco in Empoli.

555 – Cagliera, gabelliero delle Porte d’Empoli il dì 3 novembre 1562, quale ora Giovanni di Tommaso di Sozzo Scarlini, detto Cagliera.

556 – Baldo di Mariotto Baldi da Cerbaiola, 10 dicembre 1562.

557 – È Maestro Giovanni di Domenico, muratore in Empoli, 26 dicembre 1562; era de’ Becastrini.

558 – Messer Bartolommeo di Piero Bargi, canonico della Pieve d’ Empoli, 19 gennaio 1562.

559 – Millo di Bigiobuio d’Empoli, 24 marzo 1562.

560 – A dì 14 aprile 1563, messer Benedetto del Franciosino, canonico d’Empoli.

561 -Ser Hercole, rettor di S. Maria a Bassa, 15 aprile 1563.

562 – Messer Sarri, prete empolese, 19 novembre 1563.

563 – Giovanni di Domenico, muratore da Empoli, 11 giugno 1564, De’ Becastrini.

564 – Antonio di Rinaldo Ticciati, sellaio in Empoli, 30 luglio 1564.

565 – Ubertino Ubertini, conte di Catignano in Casentino, 22 aprile 1566.

566 – Francesco di Fabiano Lotti abita in Empoli Vecchio, 10 maggio 1566.

567 – Papo Ticciati, oste nel Borgo d’Empoli, 29 maggio 1566.

568 – Fabiano Lotti, lavoratore de’ Valori ai Empoli Vecchio, 12 giugno 1566.

569 – A dì 13 Gennaio 1741 ab incarnazione, morì Marco Antonio di Domenico Rinucci, navicellaio da Spicchio, di circa anni 70.

570 – A dì 2 febbraio 1566, Mariotto di Domenico, muratore in Empoli viveva, detto il Becastrino.

571 – A dì 15 novembre 1568, Lorenzo di Giano Pistoiese, lavoratore di Batista Zeffi a S. Maria a Ripa.

572 – A dì 22 novembre 1568, Andrea di Mariotto Ferranti, camarlingo della compagnia di S. Andrea d’Empoli.

573 – A dì 3 dicembre 1568, Salvadore di Bartolommeo Salvagnoli.

574 – A dì 16 giugno 1569, ser Andrea, rettore di S. Sano della Certosa. Era Malepa.

575 – A dì 13 gennaio 1569, suora Scolastica, badessa del Monastero d’Empoli, e suora Gostanza camarlinga; gli paga sor Francesco Bonsignori per conto de’ beni della Croce.

576 – A dì 3 ferraio 1569, Domenico di Santi, fattore di mona Baccia de’ Valori a Empoli Vecchio.

577 – A dì 25 maggio 1570, Luca di Goro, lavoratore de’ Botti a Cortenuova; de’ Botti.

578 – Lotto d’Antonio di Lotto da Vitiana, 29 giugno 1570, macellaio.

579 – A dì 12 agosto 1570, Vincenzio di Gio. Francesco di Ventura Contucci, proveditore delle Monache d’Empoli, risquote da Santi di Mariano di Bonsignore lire 70, per conto del livello delle terre della compagnia della Croce; Contucci.

580 – A dì 25 ottobre 1570, Mariotto di Domenico, sopradetto Becastrino, muratore da Empoli.

581 – A dì 31 ottobre 1568, Iacopo di Bartolommeo, mugnaio e legnaiolo in Empoli; sono i Dazzi, che vengono da Peretola.

582 – Domenico, sopradetto Greco, in Empoli, 2 dicembre 1568; era Taddei.

583 – A dì 24 marzo 1568, Batista di Iacopo, scarpellino da Empoli; era fratello di Vincenzio di Iacopo Tassi. Maestro Batista di Iacopo, scarpellino da Empoli, 15 maggio 1569. Sono i Tassi, in oggi detti Pandolfini, Batista fu fratello di Vincenzio.

584 – Goro di Primo, a Empoli Vecchio, 29 ottobre 1569.

585 – Giovanni di Tommaso di Sozzo, sopradetto il Cagliera, 29 ottobre 1569.

586 – A dì 20 gennaio, Mariotto di Domenico muratore, 1569. Becastrini.

587 – A dì 15 ferraio 1569, maestro Batista, scarpellino in Borgo d’Empoli. Sono i Tassi; in oggi diconsi de’ Pandolfini; già Tassi.

588 – A dì 2 marzo 1569, Mariotto di Domenico, muratore a Empoli. Becastrini.

589 – A dì 5 ottobre 1570, Giuseppe di Lotto, abitante in Empoli; et a dì 12 ottobre 1570, era Goro da Montevarchi, suo attore in Empoli; cioè attore di detto Lotti.

590 – A dì 25 ottobre 1570, Mariotto di Domenico, sopradetto Becastrino, muratore a Empoli.

591 – A dì . . . novembre 1570, Ferrante di Sozzo Scarlini vende un ferraiolo di panno forestiero al Bonsignori per lire 38 e soldi 10; lo stimò Millo, sarto de’ Ferrini, poi Ricci, e Andrea di Lionardo Celli; e l’aveva in pegno l’ebreo per lire 38.

592 – A dì 20 novembre 1570, Mariotto di Domenico di Mariotto, muratore da Empoli. Erano i Becastrini.

593 – A dì 12 gennaio 1570, Nanni di Matteo di Lotto, abitante a Cerbaiola.

594 – Maso di Donnino, legnaiolo in Empoli, a dì 23 aprile 1570 o 1571; era Ringhieri.

595 – Giuliano, detto l’Osticino, messo d’Empoli, 25 luglio 1571.

596 – A dì 30 novembre 1572, Giuliano di Iacopo, messo d’Empoli, sopradetto l’Osticino.

597 – A dì 28 marzo 1572, Niccolò di Nanni Lotti abita a Cerbaiola.

598 – Giovanni di Batista di Piero da Sandonnino deve dare oggi, questo dì 8 aprile 1573, lire otto: sono per una soma di vino rosso, d’accordo. Lire 8.

599 – A dì 19 aprile 1573, ser Guglielmo, Cancelliere della Comunità di Empoli.

600 – Io Lorenzo Marchetti, al presente proveditore dell’Opera d’Empoli, ho riceuto questo dì 20 d’agosto 1575, lire tre da Santi di Mariano Bonsignori; sono per conto di due paia di doppieri, serviti per il mortorio di ser Francesco, suo nipote.

601 – A dì 21 agosto 1575, Giovanni di Domenico, muratore in Empoli; era Becastrini.

602 – A dì 11 ottobre 1574, suor Francesca, camarlinga del Monastero di S. Benedetto d’Empoli.

603 – A dì primo settembre 1581, Vincenzio di Gio. Francesco Contucci, proveditore delle Monache della Croce d’Empoli.
A dì 15 ottobre 1582, suora Laidomine [sic], camarlinga di detto Monastero.
A dì 13 gennaio 1582, suor Iacopa, camarlinga di detto Monastero.
A dì 25 ottobre 1583, suor Iacopa suddetta, camarlinga.
A dì 3 settembre 1584, suor Filippa, camarlinga.
A dì 20 novembre 1585, suor Benedetta, camarlinga lire 73.
A dì 3 agosto 1586, Vincenzio di Gio. Francesco Contucci, proveditore delle Monache d’Empoli; lire 72 e soldi 16.
A dì 23 settembre 1587, suor Lucrezia, camarlinga; lire 73.
A dì primo novembre 1588, suor Giovanna, camarlinga, ricevé per fitti lire 70, e per libbre 2 e once 2 di cera lire 2 e soldi 14.

604 – A dì 2 settembre 1590, Cristofano di Agnolo Giannini, camarlingo della Compagnia di S. Andrea. Era egli speziale in Empoli.

605 – A dì 29 aprile 1591: « Io Giovanni di Matteo Sandonnini d’Empoli ».

606 – A dì 12 febbraio 1595, Bastiano, o Bartolommeo, Bartolucci, depositario delle Decime di Empoli. Eran legnaioli e sarti.

607 – A dì 31 agosto 1595, ser Galeotto Mencucci, confessore delle Monache della Croce d’Empoli, pagò per Mariano Bonsignori lire 48, soldi 13 e denari 4 a suor Maria Iacopa Pandolfi, camarlinga.
A dì 22 novembre 1596, suor Benedetta, camarlinga; lire 48, soldi 13 e denari 4.
A dì 19 agosto 1599, suor Maria Antonia, camarlinga.
A dì 27 agosto 1607, suor Maria Cleofe Pelamatti, camarlinga.
A dì 11 novembre 1611, suor Maria Maddalena, camarlinga.

608 – «Io ser Giovanni di Martino Pinciotti, camarlingo del Capitolo d’Empoli ho riceuto oggi, questo dì 9 di febbraio 1552, l’ova 150 da’ Bonsignori, lavoratori al Poggio, e di tanto gli fo fede questo dì di mia mano. Ova 150 ».  –  « E a dì primo d’aprile 1553 ho ricevuto dal sopradetto Bonsignori ova cento cinquanta. Ova 150 ».

609 – Il lodo della divisione de’ Bonsignori fra di loro lo fece messer Baccio Valori, sotto dì 12 di settembre 1577, rogato ser Benedetto Albizi, cittadino fiorentino, notaio pubblico in Firenze.

610 – Altro lodo fra i Bonsignori dato nello studio di messer Baccio Valori per ornato di Meo Attioli e Cristofano d’Agnolo Giannini, sotto dì 28 gennaio 1577. Lo rogò ser Francesco Parenti, notaio in Firenze; Giannini era speziale in Empoli.

611 – 1578. Ricordo de’ Bonsignori d’una compra di terra da Giovanni Vittorio Soderini, che rogò ser Lorenzo di Dino dal Ponte a Sieve, a dì 12 gennaio 1578 in Firenze. Altro ricordo de’ Bonsignori della ratificazione che fece Giovanni Vettorio di detta terra; rogò ser Lorenzo di Dino dal Ponte a Sieve sotto dì 13 d’ottobre 1579.

612 – Altro ricordo de’ Bonsignori di un lodo dato da Baldo Baldi et Andrea di Lorenzo * * * a dì 24 di maggio 1579; rogò ser Barnaba di ser Niccolaio da Empoli; era Gherardi [il notaio]. Altro ricordo de’ Bonsignori del dì 30 settembre 1587 del contratto del fitto che presero da Bastiano di Bonso, rogato per ser Barnaba Gherardi da Empoli, per anni cinque.

613 – Altro ricordo de’ Bonsignori del dì 30 settembre 1587 del contratto della riceuta di Margherita Bonsignori; rogò ser Barnaba Gherardi.

614 – Altro ricordo del dì 18 settembre 1588 del contratto, o vero lodo fra Bonsignori e Bastiano Bonsi di tre pezzi di terra; rogò ser Barnaba Gherardi da Empoli.

615 – Altro ricordo del dì 23 di novembre 1582, come fu dato il lodo della divisione fra Santi et Antonio suo nipote; rogò ser Andrea di Luca Segrifi, notaio fiorentino.

616 – Altro ricordo, rogato di marzo 1590; rogò ser Pompilio di Piero Ticciati da S. Miniato.

617 – Altro contratto, rogato da detto Ticciati, di due pezzi di terra che venderno i Bonsignori, di staiora otto o canne sessanta, a Vincenzio e Giovanni Salvagnoli in Salvella [?].

618 – A dì 13 gennaio 1621, Gabbriello Lottini; et a dì 20 detto, i detti Lottini furono contadini al Giardino de’ Bonsignori a Empoli.

619 – Santi di Mariano Bonsignori, abitante a Empoli Vecchio, l’anno 1579 il dì primo di luglio era genero di Betto di Genovino; e Galeotto Compagni comprò i beni di detto Betto a Monte Boro, e ne fu spogliato da Domenico di Simone da Poggimele, il dì et anno suddetto; et era mallevadore a tal compra al Compagni detto Santi Bonsignori e Bino Bulleri, cognato di detto Santi, come per contratto rogato ser Francesco di Giordano.

620 – Il dì 28 dicembre 1603, Mariano, messer Piero e Giuliano, fratelli e figlioli di Santi Bonsignori, con Giovan Francesco, Andrea et Alberto, eredi di Galeotto Compagni, convengono di far compra da detti eredi d’un podere che detti Compagni hanno nel Popolo di S. Bartolommeo a Brusciana, luogo detto Poggimele; qual podere detti Compagni l’avevano comprato l’anno 1566 da Domenico di Simone, e gli fu poi evitto da Batista di Matteo da Rofia; e lo pagorno i Bonsignori scudi mille di lire 7 per scudo.

621 – A dì 19 agosto 1593, Bastiano di Meo Gualandi, lavoratore d’Ercole Figlinesi a Gambassi, fa riceuta a Mariano di Santi Bonsignori di lire 63 per valuta d’un’asina, venduta a detto Mariano; e la scrisse, per detto Gualandi, Francesco di Pasquino Pannocchi da Empoli, come si vede da detta riceuta.

622 – Il dì 4 giugno 1539, Lionardo d’Alesso da Vinci, camarlingo della Compagnia di S, Andrea d’Empoli, fa riceuta a Mariano di Bonsignore, fittuario, o livellaro di detta Compagnia, di lire 14, come si vede da detta riceuta.

623 – Il dì 30 luglio 1551 era camarlingo del Capitolo d’Empoli Taddeo di Tommaso Spiritelli, come si vede da una sua riceuta.

624 – Il dì 13 agosto 1551, Ferone di Pagolo Baldacci da Vincio fa riceuta di scudi 20 e mezzo a Mariano di Bonsignore da Ripa, canonico d’Empoli, per valuta d’un paro di bovi, sul mercato d’Empoli, il dì 30 luglio 1551; e perché Ferone disse non sapere scrivere, pregò Salvadore di Bartolommeo in Empoli che scrivesse detta riceuta, come si vede da essa. Salvadore era Salvagnoli.

625 – A dì 19 gennaio 1559, Bonsignore di Mariano di Bonsignore, lavoratore di terra, pagò per gabella di compra fiorini due, soldi 17 e denari 4, come si vede per riceuta, o sia ricordo.

626 – A dì 12 giugno 1558, Tommaso di Sozzo Scarlini, cancelliere del Comune d’Empoli, come si vede per obbligo di sua mano.

627 – Il dì 25 agosto 1575, frate Gio. Batista da Empoli, sindico e procuratore del Convento di S. Stefano, riceve da Mariano Bonsignori da Empoli Vecchio, camarlingo della Compagnia della Croce d’Empoli, lire 6, soldi 6 e denari 8 e staia sei di grano per il terzo del podere di Grirafalco.

628 – Nel 1544, Gabbriello di Mariotto Baldi era camarlingo del Comune d’Empoli, e Pasquino di Francesco da Empoli depositario, come si vede per riceuta di detti.

629 – Il sig. canonico Vincenzio di Santi Bonsignori morì il dì 21 settembre 1659; et il sig. Capitano Pier Mariano Bonsignori, suo fratello, morì il dì 6 luglio 1691; tutto come si vede per attestato.

630 – Il dì 18 settembre 1559 era cancelliere d’Empoli Giovanni Guidi e fecero il partito di rifare il nuovo Libro delli Statuti di Empoli, come si vede per detto partito.

631 – Il dì primo settembre 1560 ser Giovanni Guidi da Empoli era proveditore delle masserizie del Palazzo, come si vede per riceuta.

632 – Il dì 17 luglio 1560 era medico fisico d’Empoli messer Francesco Orsi, come si vede per riceuta di detto; et aveva di salario scudi 36 l’anno, cioè 3 scudi il mese.

633 – Il dì 20 marzo 1559 era camarlingo del Capitolo d’Empoli Baldassarri di Zanobi Luparelli, come vedesi per sua riceuta.

634 – Il dì 27 aprile 1560 Lotto da Vitiana e Giovanni Guidi, cancelliere della Comunità, fanno il mandato di lire cinque a chi ha votato la fogna di verso Lorenzo Patani, come vedesi da detto mandato e riceuta di lire 5 di chi la votò.

635 – Il dì 13 ottobre 1650 Giovanni Zelli d’Empoli, mercante in Livorno, scrive a Pier Mariano Bonsignori che gli facci empire certe botticine di vino, come si vede da detta lettera.

636 – Il dì 8 settembre 1647 i Bonsignori possedevono il podere del Poggiarello di Spicchio, quale fu poi de’ Cavalli; come vedesi da una stagina fatta contro detti Bonsignori.

637 – A dì 16 settembre 1648, Giovanni Sandonnini era speziale in Empoli, come vedesi da una sua riceuta per cera.

638 – A dì 5 agosto 1604, Felice Doni fa riceuta per gli eredi di Lodovico del Papa a Mariano di Santi Bonsignori di lire 95 e soldi 11 per un’asina vendutagli a detto Mariano; e portò detto denaro Cilotto d’Agostino Cilotti da Cerbaiola, conforme vedesi da detta riceuta.

639 – A dì 14 dicembre 1646, Matteo Feroni, abitante in Empoli, fa un mandato a Cammillo Soldi, che gli sia dato braccia dodici * * * dal Luogotenente Bonsignori per ben rifarglele nei conti sua di loro, come vedesi da detto mandato.

640 – Il dì 2 aprile 1649 Tommaso Calzabigi fa conto a saldo con l’Alfieri Bonsi da Empoli, come vedesi da detto saldo di mano di detto Calzabigi; Calzabigi era tessitore.

641 – Il dì 26 novembre 1659 era Camarlingo del Capitolo Andrea Giubbilei; e cappellano della Madonna della Neve messer Vincenzio Bonsignori, come vedesi da una riceuta di detto Giubbilei, Camarlingo del Capitolo.

642 – Il dì 21 novembre 1592 Guasparri di Papo Pulidori era calzolaio in Empoli, come vedesi da un suo obbligo.

643 – A dì 7 novembre 1593, Andrea di Martino da Cittadella era lavoratore di Mario Buonaparte a S. Miniato, come vedesi per scritta di detto Cittadelli.

644 – Il dì 13 agosto 1560 viveva Francesco di Bonsignore Bonsignori.

645 – A dì primo dicembre 1578, Guasparri di maestro Papi Polidori, calzolaio in Empoli, era da Pescia, come vedesi da una scritta.

646 – Il dì 7 maggio 1590 Antonio del già Pier [di] Mariano Bonsignori dicesi lavoratore di terra in una fede di ser Ottavio Martini da Empoli, per una compra fatta dal sig. Baccio Valori, venditore, al detto Bonsignori.

647 – A dì 20 agosto 1629, Francesco di Filippo Pancetti era beccaio in Empoli, come vedesi da una scritta; e detto Francesco e fratelli, come vedesi da un’altra scritta del dì 20 dicembre 1629.

648 – Il dì 4 marzo 1560 Cosimo Montigiani da S. Gimignano era maestro di Squola a Empoli, come vedesi da una sua riceuta, et aveva di salario per sei mesi lire 87 e mezzo.

649 – A dì 10 gennaio 1575, era camarlingo del Capitolo d’Empoli prete Bastiano di Batista di Bastiano di Papo Coccoli, alias Morellone, cappellano della cappella di S. Maria delli Angeli, E messer Gio. Batista di Buonaccorso Adimari era rettore della Cappella della Visitazione della detta Collegiata.

650 – A dì 5 giugno 1603, Carlo di Benedetto Scarlini da Empoli Vecchio paga a ser Tommaso di Giovanni Cordelli lire 56 per causa d’un censo che aveva Benedetto Scarlini, padre di detto Carlo; come vedesi dalla riceuta di detto Cordelli, di detto giorno.

651 – A dì 21 ottobre 1669, prete Carlo Girolamo Mangoni era curato e sagrestano, in assenza di messer Pietro Bonsignori sagrestano.

652 – A dì 23 novembre 1670, Gio. Francesco Camorani era cherico di Capitolo.

653 – A dì 18 ottobre 1627, Cammillo Rozzalupi da Empoli era navicellaio, come vedesi da bulletta.

654 – A dì 29 gennaio 1654 Lorenzo di Giovanni Lotti da Cerbaiola pagò il sigillo d’un porco ammazzato in detto anno.

655 – A dì 3 marzo 1590 Giovanni e Vincenzio Salvagnoli da Empoli comprorno per scudi 195 da Santi di Mariano Bonsignori; rogò ser Pompilio di Piero Ticciati da S. Miniato; in luogo detto Salvella.

656 – L’anno 1653 e 1654 il Bonsignori era macellaro a Empoli; et il dì 19 giugno 1654 comprò e dètte a Curzio Sandonnini, piazzaiolo d’Empoli, un paio di calze di seta verde di valuta di lire 18; come vedesi per ricordo del Bonsignori.

657 – Nel 1547 Bonso di Noferi stava a Monte Paldi in quel di Montcrappoli, come si vede da un suo attestato.

658 – Il dì 4 settembre 1620 Acchille Attucci da Vitolini era tintore in Empoli, come vedesi per ricordo.

659 – A dì 7 marzo 1545, Masino e Nanni Bonelli da Rufiano fanno riceuta di lire 20 a Betto di Giuliano da Monte Boro, come vedesi da detta riceuta.

660 – L’anno 1539 era camarlingo del Capitolo d’Empoli prete Gio. Batista di Francesco Ferranti, cappellano dell’Incoronazione di S. Stefano, come vedesi per sua riceuta.

661 – A dì 17 settembre 1612 l’Opera deliberò di spendere scudi settanta di moneta in tre vetriate del Coro nuovo. Item, doversi vendere libbre trecento di cerume bianco a soldi 35 la libbra a Matteo Marchetti e Lionardo Celli, speziali; tutto come per ricordo.

662 – A dì 24 maggio 1603 prete Pietro Codi volterrano, cappellano dell’Assunta, il dì detto dà in affitto a messer Piero di Santi Bonsignori, arciprete d’Empoli, e Mariano, suo fratello, un pezzo di terra divisa con fossa, di staiora 17 incirca, posto vicino e fuori delle mura d’Empoli, luogo detto « all’Orto », dentro i Suoi confini; il qual pezzo di terra e pervenuto in possesso a detto sig. Codi per decreto di monsignor Vicario di monsignor Arcivescovo di Firenze, per causa vertente avanti Sua Santità Romana fra li riverendi guardiano e padri di S. Croce di Firenze et Agostino di Gio. Batista Soffini, et litis consortes, da Empoli; e detto fitto è per scudi 26 l’anno,come vedesi per scritta di fitto.

663 – A La sentenza dell’Oratorio di S. Barbera di Montopoli fu data a Roma di giugno 1594, che sia unito all’Arcipretato d’Empoli, come vedesi per lettera di Roma dell’Arciprete Pietro Bonsignori.

664 – Il dì 18 gennaio 1630 il dottor Gio, Batista Bonsignori, medico fisico, se ne ritornò a Empoli, doppo aver assistito di medico al lazzeretto di S. Miniato di Firenze, come vedesi dal suo benservito ottenuto da Niccolò Magnani di Firenze, concelliere della Sanità, et altra fede.

665 – Il contratto del primo livello che presero i Bonsignori dalla Commenda di Cerbaiola 10 rogò, il dì 18 agosto 1589, sor Frosino d’Antonio Milanesi dalla Volpaia, come vedesi per ricordo.

666 – A dì 29 aprile 1540, era decano d’Empoli Francesco Turi: come vedesi da un suo obbligo di denari, riceuti in prestito da Bonsignore di Mariano di Bonsignore da Ripa, per rendergli tanto grano di distribuzioni; e furno scudi sette.

667 – Del mese di marzo 1633, furono condotti nelle carceri segrete delli Otto di Firenze il Sergente Santi e Lorenzo, figlioli di Mariano Bonsignori da Empoli, come vedesi per riceuta di spese.

668 – Nota di dare di Giovanni Salvagnoli al Bonsignori e di messer Niccolò Salvagnoli per scarpe et altro.

669 – Di ottobre 1617, viveva Giuseppe di Bartolommeo Farnesi di Empoli, come vedesi per un suo scritto. Sarti a Empolim 1626.

670 – Il dì 24 gennaio 1636 Fede Zuccherini e Compagni era tintore in Empoli, come vedesi per un suo conto; e detta tinta era in via Chiara in Empoli, ove sono ora le Monache di S. Domenico, dirimpetto alli Innocenti; ed ivi contiguo era stato un macello della mala carne.

671 – Il dì 26 novembre 1598 Domenico del già Antonio Santini da Gattaia, comune d’Empoli, vendono a prete Paolo di Ridolfo Ridolfi da Montalto di Romagna, curato di S. Leonardo a Cerbaiola, una stanza terrena ad uso di stalla, esistente sotto la camera della casa del venditore, nel detto Popolo di S. Leonardo, in luogo detto Gattaia; cui a 3.o confinava Giovanni Giomi- Rogò Sebastiano del già Simone Civi da Monte Vetturini di Valdinevole, notaro pubblico fiorentìno, come per fede, ecc.

672 – Il dì 13 aprile 1589 furono messi i confini delli effetti di messer Mariano di Santi Bonsi da Empoli con la chiesa di Cerbaiola, di cui era commendatore il cavaliere fra’ Iacopo Gucci; e suo cappellano era messer Antonio di Batista Vivoli, come vedesi per ricordo di detto Gucci.

673 – A dì 28 aprile 1614, era proveditore, anzi era camarlingo, dell’Opera d’Empoli messer Matteo Zeffi; e Vincenzio Mugnaini proveditore, e prete Gio. Francesco Giani organista; e maestro Vincenzio Tassi, scarpellino, fece 4 arme di pietra per l’Opera; e prete Donnino Aringhieri sagrestano. Tutto come vedesi per nota di detto anno 1614.

674 – Il dì 24 settembre 1573 l’Arciprete Pietro Bonsignori andò a Roma al servizio del Cardinale Toledo.

675 – A dì 2 di giugno 1612, Antonio Filgiovanni aveva la villa a S. Martino alla Palma, come vedesi per suo viglietto.

676 – Del mese di Giugno 1674, partì il sig. Tommaso Cavalli d’Empoli per Cadis, come per lettera del sig. Guasparri suo, fratello.

677 – Di Settembre l’anno 1597, era fattore delli Innocenti a Empoli un tal Cosimo Saladini, come per riceuta.

678 – Il dì 4 novembre 1641 Filippo Zuccherini dà in affitto per anni cinque al sig. dottor canonico Gio. Batista Bonsignori, per lire 7 l’anno, un pezzo di carbonaia dirimpetto alla tinta di detto Zuccherini, sulle mura castellane, confinante alle Monache di S. Domenico d’Empoli, in via Chiara.

679 – Il dì primo luglio 1632 il sig. Gio. Batista Bonsignori ebbe la licenza di pigliare il possesso del suo canonicato dal sig. Auditore Alessandro Vettori, come vedesi per detta licenza.

680 – Il dì 18 dicembre 1660 messer Pietro di Santi Bonsignori si ordinò a suddiacono da monsignor Roberto Strozzi, vescovo di Fiesole, e fu dispensato di tredici mesi, Tutto come vedesi dai recapiti.

681 – Il dì 19 settembre 1648 Giovanni Zeffi era mercante in Livorno, come vedesi per sua riceuta.

682 – Papa Urbano quarto fu figliolo d’un calzolaio; dal che si deduce che di bassa condizione si può venire per mezzo delle virtù in alto grado.

683 – Risparmi dell’Opera d’Empoli: « Non si dà più un cero di libbre due ai Cappuccini, che essa gli dava ogn’anno; levato circa a libbre dieci di cera, che aveva ogn’anno il campanaio; levato ogn’anno al medesimo lire 10 di salario, e dannogli solamente lire 50 ». La congrega di S. Antonio dà ogn’anno all’Opera lire 4.

684 – L’anno 1647 stava in Firenze in casa i sigg.ri Rondinelli un tale Giuseppe Primi da Empoli, come vedesi per lettera di detto.

685 – L’anno 1614 fu camarlingo dell’Opera d’Empoli Piero di Biagio Bruni; e suo mallevadore Giovanni di Lotto Lotti da Empoli. Operai erano in detto anno il sig. Cosimo Bartoli, Proposto, Giuseppe Ferranti, Piero Falagiani, Tommaso Marchetti, messer Giovanni Giomi e Vincenzio Mugnaini.

686 – Il dì 3 aprile 1635 il sig. Giovanni di Iacopo Baldovinetti vendette al sig. canonico Gio. Batista di Mariano Bonsignori una casa in via Chiara, dirimpetto alli Innocenti, con un pezzo di terra ortale contiguo a detta casa et alcune carbonaie; confina a primo via Chiara; a 2.o eredi di Vincenzio Tozzi, già delli eredi di Andrea Ferranti, a 3.o per di verso Porto delli eredi di Lessandro Zuccherini; a 4.o mura castellane; a 5.o Spedale delli Innocenti. Rogò ser Ottavio del già Lorenzo del Pannocchia Martini da Empoli. In oggi il tutto è incorporato nel Monastero di S, Domenico, per dote di suor Maria Anna di Santi Bonsignori, monaca corale in detto monastero.

687 – L’anno 1673 tornò di Amsterdam in Firenze Francesco Feroni, e sua famiglia, fatto marchese di Bellavista, e Depositario e Senatore; come vedesi per lettera di Guasparri Cavalli del dì 3 maggio 1673.

688 – L’anno 1593 seguì la processione solenne per Empoli con il SS.mo Crocifisso della Collegiata, la seconda domenica di quaresima; cantò la Messa il Vescovo Martelli, in oggi sepolto a S. Martino a Vitiana. Tutto per relazione manuscritta.

689 – Del mese di dicembre nel 1607, furono rubati denari della Cassa dell’Opera, come si vede per lettera; cioè i denari.

690 – Albero de’ Bonsignori di Firenze, e loro arme.

691 – A dì 13 aprile 1572, ser Francesco di Bonsignore Bonsignori era nipote ex fratre di Santi di Mariano di Bonsignore Bonsignori da Empoli Vecchio.

692 – A dì 15 dicembre 1653, era proveditore della Croce d’Empoli Giovanni Bartoloni, come vedesi per fede fatta dal medesimo.

693 – Il canonico prete Vincenzio di Santi Bonsignori nacque il dì primo luglio 1630.

694 – A dì 10 luglio 1635, fu mandato il bando da Bartolommeo Pedrozi, messo pubblico d’Empoli, di commissione del sig. Giovanni di Iacopo Baldovinetti, che chi volesse comprare una sua casa, posta in Empoli in via Chiara accanto alle mura, andasse in Palazzo ad esibirsi; come vedesi per fede di detto messo.

695 – L’anno 1551 viveva ser Francesco del già ser Niccolaio Cambi da S. Gimignano, come vedesi per procura da esso rogata il dì 25 settembre detto.

696 – A dì 4 giugno 1635. Fede del Magistrato della Parte della compra che fece il Baldovinetti della carbonaia in via Chiara d’Empoli.

697 – A dì 27 gennaio 1592, Giuliano di Biagio di Lupo da Empoli affitta un pezzo di terra lavorativa di staiora cinque in circa, posto nel Popolo di S. Donato, detto Verella nuova [Villanova?] a Mariano di Santi Bonsignori, come vedesi per scritta.

698 – A dì 7 maggio 1593, Marco di Mariano Doni era coiaio in Empoli, come vedesi per scritta di sua mano; era detto Marco grosso.

699 – Il dì 25 ottobre dell’anno 1600 si divisero tra di loro Giuseppe, Francesco et Orazio, figlioli di Giuliano di Sebastiano Dazzi da Empoli; et Orazio stava a Roma. Rogò il di suddetto ser Bastiano di Simone Civi da Monte Vetturini, cancellier d’Empoli, come vedesi per detto instrumento.

700 – A dì 25 febbraio 1638. Fede de’ nomi della famiglia Bonsignori, nominati alle Tratte per morti di detta famiglia.

701 – A dì 22 ottobre 1560, Guidozzo di Guidozzo Guidi da Volterra, Aiuto allo Riformagioni di Firenze, fa fede come detto giorno ser Giovanni di Guido Guidi d’Empoli ha pagato lire 54, per resto della spesa fatta per conto dell’approvazione delli Statuti d’Empoli.

702 – Il dì 24 settembre 1560 Giovanni Guidi Cancellier di Empoli fa mandato che sia pagato da Santi Bonsignori lire 13 e soldi 5 a Giovanni di Tommaso di Sozzo Scarlini da Empoli, ecc., come vedesi da detto mandato. Lire 13 – 5. Detto Scarlini era Cagliera.

703 – A dì 2 novembre 1595, Davitte di Batista Ferranti da Empoli obbliga a Mariano di Santi Bonsignori tutto il sego e lardo, che lui farà alla sua beccheria, come vedesi per scritta.

704 – A dì 20 novembre 1597, ser Barnaba di ser Niccolaio di ser Barnaba Gherardi da Empoli rogò il contratto di una vendita di una parte di casa, che fece Marietta, vedova, figliola di Pietro di Benedetto da Monte Vetturini, e già moglie di Cammillo d’Antonio Santini, posta a Pianezzoli in luogo detto Gattaia, a prete Paolo di Dolfo di Benedetto Ridolfi da Montalto di Romagna fiorentina, e paroco di Cerbaiola; alla qual casa confina, infra gli altri, i boni di Giovanni di Benedetto Giomi da Empoli, come vedesi da detto contratto.

705 – A dì 23 ottobre 1636, Iacopo di Lorenzo Doni era calzolaio in Empoli, come vedesi per una sua scritta.

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  1. Piccola conferma della correttezza della trascrizione del Bini almeno per il registro n. 387 riguardante il soggiorno di un reparto ungherese a Empoli tra 1740 – 1741, il nome del comandante, Count Stephan von Gyulay, viene italianizzato dal Figlinesi in Stefano Giulai. Per chi volesse approfondire segnalo il seguente link http://www.kronoskaf.com/syw/index.php?title=Gyulay_Infantry

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