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Vecchie famiglie empolesi nell’inedito zibaldone d’un capitolare: parte 3 di 3 – di Carlo Pagliai

Si pubblica la terza parte del manoscritto settecentesco di Ercole Vittorio Figlinesi, documento essenziale per la ricerca storica su Empoli.   Carlo Pagliai.

Copyright opera: estrazione di opera pubblicata sul Bullettino Storico Empolese v. III, a. VII, 1963, n. 2 pag 97, v. III, a. VIII, 1964, n. 3 e v. III, a. VIII, 1964, n. 4. Tale estrazione parziale d’opera esclude le parti scritte dai rispettivi autori nei suddetti volumi, e contiene il solo testo scritto dall’originario autore Ercole V. Figlinesi, vissuto nel Settecento. Essendo tale opera pubblicata per la prima volta negli anni 1963/64 non sono più vigenti i rispettivi diritti d’autore, come previsto dal vigente Art. 85 ter comma 2 L. 633/1941.

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NOTIZIE DI FAMIGLIE EMPOLESI – TERZA PARTE
– ELENCO PER ORDINE ORIGINALE DELL’OPERA –   


 

1604 – A dì 17 detto, obligo di messe 8 per Tommaso di Bandino; fa il Capitolo; e obligo di messe 18 per Tommaso di Bernardino Scarlini; fa il Capitolo.

1605 – A dì 18 detto, ufizio di messe 18 per Giuliano Galli; fa il Capitolo.

1606 – A dì 19 detto, obligo di messe 4 per Giovanni Mangini; obligo di messe tre per monsignor Giacchini. Obligo di messe sette per Maddalena di Cresci; fa tutte il Capitolo; messe 14 fa l’Opera.

1607 – A dì 20 detto, obligo di messe nove per Gio. Batista Cella; fa il Capitolo.

1608 – A dì 20 detto, obligo di messe 16 per madonna Tessa, detta l’Empolese; fa il Capitolo. Obligo di messe 7 per madonna Margherita di Cresci; fa il Capitolo.

1609 – A dì 21, obligo di messe 10 per Alessandro Mazzantini; fa il Capitolo; e obligo di emesse 16 per Piero Mugnaini (o Magnani); fa il Capitolo.

1610 – Obligo di messe 8 per Tommaso di Bandino Guiducci; fa il Capitolo, a dì 24 luglio 1746.

1611 – A dì 25 luglio, obligo di messe 4 nella Chiesa di Corniola; fa il Capitolo; che 2 ne dicono i frati e 2 i preti.

1612 – A dì detto, obligo di messe 12 per Andrea Falagiani; fanno gli eredi.

1613 – A dì 27 detto, ufizio di messe 30 per Virginia Billi, vedova di ser Piero Salucci d’Empoli; fanno gli eredi Dazzi.

1614 – A dì 28, ufizio di messe 30 per messer Bastiano Turi; fa il Capitolo.

1615 – A dì 29, ufizio di messe 22 per messer Francesco di Buto; fa il Capitolo.

1616 – A dì 30 detto, ufizio di messe 30 per Niccolò di Maso, detto Pezzuolo; fa il Capitolo.

1617 – A dì primo agosto, obligo di messe 12 per Simone di Giambo; fa il Capitolo.

1618 – A dì 2 detto, obligo di messe 8 per Alessandra Patani; fa il Capitolo.

1619 – A dì detto, obligo di messe 2 per messer Alessandro; fa il Capitolo.

1620 – A dì detto, obligo di messe 4 per devota persona; fa il Capitolo.

1621 – A dì detto, obligo di messe 6 per messer Santi Canneri; fa il Capitolo.

1622 – A dì 3 detto, obligo di messe 4 dell’Incoronazione di S. Stefano; fa il Capitolo.

1623 – A dì detto, obligo di messe 5 nella chiesa di Capraia per messer Bartolommeo Bargi; fa il Capitolo.

1624 – A dì detto, obligo di messe 4 per Andrea Arrigucci. fa il Capitolo. Obligo di messe 6 per Bernardo di Tempo di Michele di Porro; fa il Capitolo (sono i Cittadelli, ma fa il Capitolo). Obligo di messe 8 per messer Iacopo Vitali; fa il Capitolo.

1625 – A dì 5, messe 8 per la festa della Madonna della Neve; fa il Cappellano.

1626 – A dì detto, messe 5 per Maddalena Lupacchini; fa il Capitolo. Messe 5 per Anton Falagiani; fa il Capitolo. Messe 4 per detto Anton Falagiani; fa il Capitolo. Messe 30 per Gio. Piero Ricci; fa la Compagnia di S. Lorenzo.

1627 – A dì 8 detto, ufizio di messe 6, compresa la cantata, al SS. Crocifisso per Gio. Batista Lapi; fa il Gobbo Baldi, erede.

1628 – A dì 8 detto, obligo di messe 5 per messer Giovanni di Buto; fa il Capitolo. Obligo di messe 7 per messer Giovanni di Greti; fa il Capitolo.

1629 – A dì 9 detto, oblighi di messe 6 per Antonio di Lungo. Messe 4 per Giano Gherardi, di messe 3 per Giuseppe del Riccio, messe 6 per Giuliano Conti, e messe 8 detto per Antonio detto Rossetto; fa tutte il Capitolo.

1630 – A dì 12 detto, ufizio di messe 30 per maestro Antonio Mainardi; fa il Capitolo, al quale lassò il campo della Cappella [?].

1631 – A dì 15 detto, obligo di messe 8 per la Cappella dell’Assunta; fa il Cappellano. Obligo di messe 13 secondo l’intenzione del sig. Arciprete Bonsignori; fanno gli eredi Rossetti.
A dì 16 detto, obligo di messe 6 a S. Rocco per il sig. Arciprete Bonsignori; fanno gli eredi Rossetti.

1632 – A dì 17 detto, obligo di messe 4 nella chiesa di S. Mamante; fa il Capitolo; e ufizio di messe 18 per Caterina Giaiacopi; fa il Capitolo.

1633 – A dì 18, ufizio di messe 18 per Lessandra Patani; fa il Capitolo.

1634 – A dì 19 detto, ufizio di messe 20 per madonna Francesca Papi; fa il Capitolo.

1635 – A dì 20 agosto 1746, obligo di messe 8 per messer Gio. Batista Cella al Monastero Vecchio; fa il Capitolo.

1636 – A dì detto, messe 3 per messer Rinaldo Piccini nella Pieve di Cerreto; fa il Capitolo. Obligo di messe 2 pel suddetto di gennaio in detta chiesa di Cerreto; fa il Capitolo.

1637 – Ufizio di messe 24 per Leonardo Santini; fa il Capitolo a dì 20 detto.

1638 – A dì 24 agosto 1746, obligo di messe 24 per messer Bartolommeo Bargi; fa il Capitolo.

1639 – A dì 25 detto, ufizio di messe 6, compresa la cantata, per Gio. Batista Lapi; fanno gli eredi Baldi.

1640 – A dì detto, ufizio di messe 30 per Niccolò di Maso; fa il Capitolo.

1641 – A dì 26 detto, ufizio di messe 18 per il sig. cavaliere Giomi; fa il Capitolo; et ufizio di messe 6, compresa la cantata, all’altare del SS. Crocifisso per il sig. Gio. Batista Lapi; fanno gli eredi Baldi.

1642 – « Iacopo di Carl’Andrea Pigliù di Livorno si fece cavaliere per Commenda di S. Stefano l’anno 1700; morì 1751. – Annibale di Piero Canneri di Livorno si fece cavaliere, 25 maggio 1712. – Alessandro del cavaliere Alessandro Giomi d’Empoli, detto di Firenze, fatto cavaliere, 4 agosto 1675. – Giuseppe di Matteo Zeffi d’Empoli, detto di Firenze, cavaliere, 25 dicembre 1651. – Matteo del cavalier Giuseppe Zeffi, cavaliere, 28 ottobre 1652 >›. Estratti dal libro stampato, cognominato la Galleria dell’Onore, in foglio, parte prima, opera del cavaliere Giorgio Viviano Marchesi di Forli.

1643 – A dì 27 agosto, ofizio di messe 30 per Niccolò di Maso; fa il Capitolo.

1644 – A dì 27 agosto 1746, circa le ore sedici, fu ammazzato lungo le mura, nella strada maestra vicino al podere del Libri, Sabatino Giannellini, contadino da Ponzano, con delle pugna nel petto e de’ calci nelle parti da basso, da Giovanni del già Tommaso Maestrelli del Borgo d’Empoli; e detto Giannellini sì chiamava Piticchio; anzi il suo vero casato era Bellini, cognominato Giannellini.

1645 – A dì 29 agosto 1746, ufizio di messe 3 per Lionardo Santini; fa il Capitolo.

1646 – A dì 30, ufizio di messe 14 per i benefattori della Cappella del- SS. Crocifisso.

1647 – A dì 31 detto, ufizio di messe 18 per Gio. Batista Panizzi; fa il Capitolo.

1648 – A dì primo settembre 1746, ufizio di messe 15 per messer Giovanni di Mico Michi; fa, il Capitolo.

1649 – A dì 3 detto, ufizio di messe 13 per madonna Cosa Luparelli; fa il Capitolo.

1650 – A dì 5 detto. ufizio di messe 30 per il Tenente Filippo Pancetti; fanno gli eredi Ridolfi.

1651 – A dì 6, ufizio di messe 18 per il canonico Giuliano del Bianco; fa il Capitolo.

1652 – A dì 7, ufizio di messe 2 per Andrea Arrigucci; fa il Capitolo; e obligo di messe tre nella chiesa di Puntormo per Gabbriello da Puntormo; fa il Capitolo; delle quali una ne dice il Priore.

1653 – A dì 9 settembre detto, ufizio di messe 30 per Giuliano Stanziali d’Empoli; fanno gli eredi Righi; e messe 10 per il sig. canonico Antonio Michelucci; fanno gli eredi.

1654 – A dì 12 detto, ufizio di messe 30 per Lisabetta, moglie fu di Giuliano Stanziali; fanno gli eredi Righi.

1655 – A dì 13 detto, ufizio di messe trenta per il sig. dottor Antonio Niccolaio Ricci; fa il Capitolo.

1656 – A dì 14 detto, obligo di messe 2 dell’Esaltazione di S. Croce; fa il Capitolo.

1657 – A dì 16, ufizio di messe 30 per madonna Felice Grazzini; fa il Capitolo.

1658 – A dì 19 settembre 1746, ufizio di messe 18 per Domenico d’Iacopo Sandonnini; fa il Capitolo.

1659 – A dì 20 detto, ufizio di messe 15 per Piero Sandonnini e suoi defunti; fa il Capitolo; et ufizio di messe 80 per Vincenzio Conti; fa la Compagnia di S. Andrea.

1660 – A dì 22 detto, ufizio di messe 18 per Lorenzo Michelucci, detto Rondine; fa il Capitolo.

1661 – A dì 23 detto, ufizio di messe 20 per Giuseppe Zeffi in S. Agostino; fa il Capitolo suddetto; che messe 10 dicono i frati.

1662 – A dì detto, ufizio di messe 30 per il Proposto Tani; fa il Capitolo.

1663 – Ricordo come l’anno …. fu ammazzato a Puntormo, sulla scala pel palazzo della Commenda Covi, un commendatore Covi di detta Commenda; e dicesi da un sicario venuto da Brescia, patria di detto Covi, e fu sepolto a Pontormo.

1664 – A dì 25 settembre 1746, ufizio di tutti i nostri preti per Niccolò di Maso, detto Pezzuolo; fa il Capitolo.

1665 – A dì 27 detto, ufizio di messe 30 per prete Niccolò Tassi Pandolfini, già nostro cappellano di S. Benedetto; morì 25 settembre 1730.

1666 – A dì 28 detto, ufizio di messe 30 per Francesco Maniardi; fa il Capitolo.

1667 – A dì 30 detto, una messa cantata con tre piane per Girolamo Tassi Pandolfini, fabbro nel Borgo; fanno gli eredi; morì 16 dicembre 1716.

1668 – A dì 2 ottobre 1746, una messa cantata per la sig.ra Caterina Giubbilei; fa il Capitolo.

1669 – A dì 3 detto, ufizio di messe 15 per messer Francesco Muletti; fa il Capitolo; et ufizio di messe 9 per Giovanni Ficarelli; fa il Capitolo.

1670 – A dì 4 ottobre detto, ufizio di messe 20 per Piero Adimari; fa il Capitolo.

1671 – A dì 5 detto, ufizio di messe 18 secondo l’intenzione del sig. canonico Sebastiano Sanesi; fa il Capitolo.

1672 – A dì 6 detto, ufizio di messe 20 per ser Piero Ruminelli; fa il Capitolo.

1673 – A dì 7 detto, ufizio di messe 20 per messer Moriale; fa il Cappellano; e ufizio di messe 30 per messer Giovanni Malepa; fa il Capitolo.

1674 – A dì 8, ufizio di messe 18 secondo l’intenzione del canonico Andrea Giubbilei; fa il Capitolo.

1675 – A dì 10 detto, ufizio di messe 30 per Andrea Verdiani; fanno gli eredi. A dì 12 detto, ufizio di messe 30 per Andrea Verdiani; fanno gli eredi.

1676 – A dì 13 detto, ufizio di messe 18 per il rev.do messer Piero Sandonnini, Proposto d’Empoli; fa il Capitolo.

1677 – A dì 14 detto, ufizio di messe 18 per Maria di Filippo Giubbilei; fa il Capitolo.

1678 – A dì 16 detto, ufizio di messe 18 per Giuseppe del Riccio; fa il Capitolo; e ufizio di messe 18 per Domenico Stasi, cordaio napolitano che stava a Empoli; fa il Capitolo.

1679 – A dì 17 detto, ufizio di messe 30 per il cappellano Anton Domenico Sorelli d’Empoli; fa il Capitolo.

1680 – A dì 18 detto, festa di S. Luca di tutti i nostri preti di n. 35; fa il Capitolo.

1681 – A dì 20 detto, ufizio di messe 30 per il sig. canonico Giuliano Vanghetti; fanno gli eredi.

1682 – A dì 29 detto, ufizio di messe 30 per Taddea Capacci; fa il Capitolo.

1683 – A dì 31 detto, ufizio di messe … per madon Felice Grazzini; fa il Capitolo.

1684 – A dì 4 novembre 1746, festa e messe di tutti i nostri preti per il sig. Andrea Falagiani, con la messa cantata; fanno gli eredi; a n. 36 preti capitolari.

1685 – A dì 7 detto, una messa cantata de’ nostri morti, annua, per la reduzione degli obblighi; fa il Capitolo.

1686 – A dì 10 novembre 1746, la messa cantata per l’ufizio di messe 30 per Niccolò, detto Pezzuolo, fa il Capitolo.

1687 – A dì 11 detto, la messa cantata per l’ufizio di messe 30 per Caterina, vedova di Giuseppe Burali, e Filippo suo figliolo.

1688 – A dì 15 detto, la messa cantata per l’ufizio di messe 9 per Giovanni Ficarelli.

1689 – A dì 17, la messa cantata per l’ufizio di messe 20 per Piero di Corso Adimari; fa il Capitolo.

1690 – A dì 18 detto, la messa cantata per l’ufizio di messe 20 per Piero Ruminelli; fa il Capitolo.

1691 – Una messa cantata per l’ufizio di messe 18 per il cavalier Alessandro di Giovanni Giomi; fa il Capitolo, A dì 22 novembre 1746. Detto cavaliere ha tre ufizi l’anno di messe 18; l’uno fa il Capitolo; et un altro, annuo pure, ne fanno gli eredi Scalandroni, di messe trenta.

1692 – A dì 23 novembre 1746, ufizio di tutti i nostri preti per messer Giovanni Malepa, già nostro Pievano; fa il Capitolo; ci sono i moccoli alle messe e 3 crazie per prete in mano.

1693 – A dì 24 detto, la messa cantata per l’ufizio di Giuseppe del Riccio; fa il Capitolo.

1694 – A dì 25 novembre, la messa cantata per l’ufizio di messe 18 di Domenico Stasi, cordaio a Empoli, napolitano; fa il Capitolo.

1695 – A dì 28, la messa cantata dell’ufizio del dì 8 dicembre di prete Antonio Domenico Sorelli, cappellano; fa il Capitolo.

1696 – Capitano Lorenzo Romagnoli, detto il Puttano, Toncianella, Cartoccio.

1697 – A dì 9 dicembre 1746, ufizio di messe 30; fanno gli eredi per il decano Giorgio Ticciati.

1698 – A dì 20 dicembre, ufizio solenne di messe 30 per Giovanni del Sere; fa il Capitolo.

1699 – A dì 22 detto, ufizio di messe 24 per Lorenzo Romagnoli; fece la Compagnia del Corpus Domini.

1700 – A dì 24 dicembre 1746, festa di messe 30 per Giuseppe Grazzini; fa il Capitolo.

1701 – Cavalli, fabbri e poi calzolai.

1702 – A dì 25 detto, obligo di messe 27 per messer Bastiano Coccoli; fa il Capitolo; et il resto per prete Niccola Pandolfini; fa il Capitolo.

1703 – A dì 26 detto, una messa cantata in S. Lorenzo a nove preti; in S. Lorenzo, fa la Compagnia.

1704 – A dì 27 detto, festa di messe cinque, compresa la cantata, per Antonio Mainardi; fa il Capitolo.

1705 – A dì primo gennaio 1746, obligo di messe 24 del SS. Nome di Gesù per messer Durante Sandonnini; fa il Capitolo.

1706 – A dì 16 gennaio 1746, messe 16 per Caterina Carrai al Monastero Vecchio; fa detto; e messe 16 per la medesima in chiesa nostra; fa il Capitolo.

1707 – A dì 19 detto, ufizio di messe 30 per il Tenente Filippo Pancetti; fanno gli eredi Ridolfi.

1708 – A dì 20 gennaio 1746, una messa cantata a S. Bastiano; fa il sig. Pietro del già Pietro Marchetti; e messe sei piane a S. Bastiano; fanno gli eredi Vanghetti.

1709 – A dì 21 detto, ufizio di messe 30 per Francesco Galli; fanno gli eredi; e messe 8 di S. Agnese al Monastero Vecchio; fa il detto monastero.

1710 – A dì 22, messe 6 di S. Sebastiano da Talenti; fa il Cappellano.

1711 – A dì 23 detto, ufizio di messe 30 per la sig.ra Verdiana Losti Mazzucconi, fatto de’ suoi denari; e messe 8 al Monastero di S. Domenico; fa detto monastero.

1712 – A dì 26, ufizio di messe 27 per Leonardo Ricci; fa il Capitolo; sono di lire 1.

1713 – A dì 27, ufizio di messe 30 per la sig.ra Lessandra Celli ne’ Ricci; fanno gli eredi.

1714 – A dì 28, ufizio di messe 24 per Tommaso di Goro; fa il Capitolo; et obligo di messe 17 per Tommaso di Piero del Riccio; fanno gli eredi.

1715 – A dì 30 gennaio, ufizio di tutti i nostri preti per Paolino di Lorenzo Galli; fa la Compagnia di S. Andrea, come fratello di detta Compagnia.

1716 – A dì 31 detto, ufizio di tutti i nostri preti per messer Bindo Paglia; fa il Capitolo; si dà in mano tre soldi per prete et al Proposto 6.

1717 – A dì primo ferraio 1746, ufizio di messe 18 per l’Arciprete Andrea Polidori; fa il Capitolo.

1718 – Ricordo della Giurisdizione di Firenze, cioè dal senatore Giulio Rucellai, fu esiliato, l’anno 1746 ab incarnatione, prete Antonio del già Marchionne Dazzi, cappellano della Collegiata d’Empoli, e relegato a Pisa per anni dieci; e partì d’Empoli per Pisa, il dì 7 dicembre 1746; e disse volere studiare per addottorarsi.

1719 – A dì 4 febbraio 1746, ufizio di messe 30 pel sig. cavaliere Alessandro Giomi; fanno gli eredi; il detto ufizio fu differita a farsi, e fu fatto l’ufizio di messe 30 per la  sig.ra Verdiana Losti ne’ Mazzucconi.

1720 – A dì 6 detto, ufizio di messe 30 per il rev.do prete Domenico Maniardi; fa il Capitolo; ci sono 3 crazie per prete in mano, per il migliaccio.

1721 – A dì 7 detto, ufizio di messe 30 per il cavaliere Alessandro Giomi, rimesso; fanno gli eredi, che sono gli Scalandroni fiorentini.

1722 – A dì 8, ufizio di messe 30 per il Proposto Tani; fa il Capitolo.

1723 – A dì 10 ferraio, ufizio di messe 30 per messer Mariotto Capacci; fa il Capitolo.

1724 – A dì 18 febbraio 1746, obligo di messe 16 per Baldassar Luparelli; fa il Capitolo. Obligo di messe 20 per Maddalena di Sebastiano Moradei; fa il Capitolo.

1725 – A dì 19 detto, obligo di messe 6 per Iacopo di Niccolaio, detto l’Empolese; obligo di messe 10 per Corso Adimari; et obligo di messe 14 per Marietta di Mario; fa tutte il Capitolo.

1726 – A dì 20 detto, messe 30 per il padre maestro fra’ Luigi Berti, agostiniano; fa la Compagnia di S. Lorenzo.

1727 – A dì 21 detto, obligo di messe 5 per Ginevra Lombardi; fa il Capitolo.

1728 – La notte susseguente al dì 18 febbraio 1746 ab incarnatione, tra l’ore cinque e sei di notte antecedente alla domenica prima di quaresima, fu dal Capitano Bastiano Giannini d’Empoli trovato e fermato in casa di Piero Magnani, conciaio in Empoli, a causa della sua moglie, prete Antonio Dazzi, e fattosi da esso fare la fede, la trasmesse all’Arcivescovado, stante l’aver avuto detto Dazzi il precetto di non andare in detta casa, alla pena di sospensione ipso facto incurrenda; et il dì 22 febbraio venne un Cancelliere dell’Arcivescovado di Firenze a farne processo per dichiararlo irregolare; e detto Dazzi, il dì 20 detto, era partito per Pisa, doppo aver celebrato la messa il dì detto e il dì antecedente; et a dì 25 febbraio parti, doppo mattutino, per Firenze il Cancelliere Lensi, attuario dell’Arcivescovado, per Firenze, quale fece il processo col Birro dell’Arcivescovado.

1729 – A dì 26 detto, obligo di messe 4 per Maria d’Antonio, detto l’Empolese; et obligo di messe 10 per maestro Piero e madonna Lisabetta di Calustra, sua nipote.

1730 – Ricordo come, a dì 23 febbraio 1746 ab incarnatione, a ore dieci in circa, morì a Colle di Valdelsa il dottor Giuseppe del già Pier Francesco Tuti di Montaione, Cancelliere di Colle; et ivi fu sepolto.

1731 – A dì 3 marzo 1746, ufizio di messe 20 per messer Simone di ser Iacopo; fa il Capitolo.

1732 – A dì 4 detto, obligo di messe una per madonna Oliva Federighi; fa il Capitolo. Obligo di messe 5 per Rigo d’Orso; fanno i Dazzi eredi. Obligo di messe 4 per Boninsegna Cicciaporci; fa il Capitolo. Obligo di messe 5 per madonna Laura Cantini; fa il Capitolo; et obligo di messe 10 per Giovanni Nannicini; fa il Capitolo.

1733 – A dì 6 marzo 1746, ufizio di messe 18 per Michele Mostardini; fa il Capitolo.

1734 – A dì 9 detto, obligo di messe 8 per Matteo Federighi; fa il Capitolo.

1735 – A dì detto, obligo di messe sei per Nanni Piccini; fa il Capitolo.

1736 – A dì detto, obligo di messe 6 per Cammilla di Ciante; fa il Capitolo.

1737 – A dì detto, obligo di messe 2 per una persona defunta; fa il Capitolo.

1738 – A dì 10 detto, obligo di messe 15 per Piero d’Antonio di Calustra; fa il Capitolo; e obligo di messe 2 per una devota persona; fa il Capitolo.

1739 – A dì 14 detto, ufizio di messe 27 per il canonico Giovanni Baldi; fa il Capitolo.

1740 – A dì 15 marzo, obligo di messe 9 per messer Benedetto Spiritelli; fa il Capitolo.

1741 – A dì 16 detto, ufizio di messe 20 per madonna Chiara Brogiotti; fa il cappellano Brogiotti.

1742 – A dì 17 detto, obligo di messe 6 nella chiesa di Puntormo per messer Francesco Migliorelli; fa il Capitolo; che una di esse la dice il Priore di Pontormo.

1743 – A dì 18 detto, ufizio di messe 18 per messer Giuseppe Losti, cappellano; fa il Capitolo.

1744 – A dì 24 marzo 1746, obligo di messe 11 nella chiesa del Monastero Vecchio per la festa della Madonna de’ Dolori, lassato dal sig. Gio. Batista Cella; fa il Capitolo.

1745 – A dì 25 marzo 1747, obligo di messe 5 al Monastero Nuovo per messer Andrea Scarlini; fanno gl’eredi.

1746 – A dì detto, obligo di messe 6 per la famiglia Mugnaini; fa il Capitolo.

1747 – A dì detto, obligo di messe 8 per l’unione della Cappella della Croce. A dì detto, obligo di messe 8; fa il Cappellano.

1748 – A dì 26 marzo 1747, domenica delle Palme, obligo di messe 14 per la famiglia Mugnaini d’Empoli; fa il Capitolo.

1749 – A dì 28, obligo di messe 16 per madonna Oretta di Antonio; fa il Capitolo. A dì 28 marzo 1746, obligo di messe 19 per messer Matteo Mazzucchi, il martedì santo; era già nostro canonico; fa il Capitolo.

1750 – A dì 2 aprile 1747, obligo di messe 30 per il già sig. dottor Antonio Niccolaio Ricci, a lire 2 l’una; fa il Capitolo.

1751 – A dì 3 detto, obligo di messe una all’Altare di S. Antonio di Padova per la sig.ra Caterina Burali; fa il Capitolo; et obligo di messe 4 di S. Pellegrino; fa l’Opera.

1752 – Ricordo come, del mese di gennaio o ferraio, salvo errore, 1746, a tempo del canonico Sebastiano Sanesi, confessore ordinario, salvo errore, il Proposto Falagiani entrò in Monastero Nuovo in abito corto, circa l’ore 24, a ungere suor Verdiana Castellani sotto-priora; e vi stiede fino a ore due e mezza, e fece cantare il Te Deum, dicendo: « La grazia è fatta, la grazia è fatta! ».
Un’altra sera vi entrò similmente a visitarlo come sopra, et il dì 5 aprile 1747 ci fu egli da mattina, a causa d’introdurre il canonico Cilotti per confessore ordinario, quale alcune monache non volevano; e confessò e comunicò le monache; e gli cascò una particola in clausura; et egli vi entrò in clausura da sé stesso a raccattarla.
Quando assistè egli a fare la Priora, disse a quelle che nominavano altre: « No, non è il caso, ma nominate suor Diomira Canovai ».
A dì 6 aprile 1747, in giovedì a ore 19, escirono di Monastero Nuovo le due nipote di suor Diomira Canovai et andarono a Firenze col padre loro e col zio prete; e ci erono state in educazione sei anni.
La di là detta suor Diomira Canovai ha una sorella monaca conversa in S. Piero Maggiore in Firenze.
La di là detta monaca che si comunicava quando cascò la sacra Particola e che il Proposto entrò in Monastero a raccattarla e comunicare dentro le monache, fu suor Margherita di Gio. Carlo Bianconi, alla quale ebbero a cavar sangue dallo spavento; e di più in quel tempo il Proposto aveva lassato sola la Pisside sulla mensolina.
La prima volta che il canonico Cilotti vi fu confessore, fece il panegirico pubblicamente, in Chiesa delle Monache, di S. Caterina de’ Ricci; disse che essa era consorella « di queste mie dilettissime alunne ».
Ad una malattia che ebbe allora suor Verdiana Castellani priora, dicono che il detto Cilotti gli desse da mangiare una mezza mela e la guarisse; e che il resto la serbì ancora.
L’anno 1727 di dicembre, insegnava di canto figurativo alla Priora, e suor Fr.da e suor M.a Maria alla Porta [?].

1753 – A dì 9 aprile 1747, obligo di messe 9 per li sigg.ri Andrea e Leonardo Celli, alla Madonna di Fuori, la domenica in Albis; fanno gli eredi Ricci.

1754 – A dì 10, ufizìo di messe 30 per il Tenente Filippo Pancetti; fanno gli eredi Ridolfi.

1755 – A dì 11 detto, ufizio di messe 80 per Leonardo Galli; fanno gli eredi.

1756 – A dì 12 detto, ufizio di messe…. per il canonico Anton Mariano Garinei; fa il Capitolo.

1757 – Il dì sopradetto 11 aprile, a ore 11, morì M.a Maddalena Caciagli di volvolo, serva del Salvagnoli, e fu condotta da 8 cappellani in Chiesa nostra, il dì 11 suddetto et, ivi sepolta.

1758 – A dì 14, obligo di messe 4 nella Chiesa di Puntormo per messer Giovanni di Luca; fa il Capitolo, e di esse una ne dice il Priore.

1759 – A dì detto, ufizio di messe 30 per Pier Antonio Tozzi di Spicchio; fa la Compagnia dí S. Andrea, come fratello defunto.

1760 – A dì 15 detto, ufizio di messe 13 per Lisabetta Celli; fa il Capitolo.

1761 – A dì 17, ufizio di messe 9 per il dottor Gio. Franco Patani; fa il Capitolo.

1762 – A dì 18, ser Moriale.

1763 – A dì 19, ufizio di messe 30 per Leonardo Celli; fanno gli eredi Ricci.

1764 – A dì 20 detto, ufizio di messe 5 per Lessandra detta la Dannata; fa il Capitolo.

1765 – A dì 22 detto, ufizio di messe 30 per il sig. canonico Andrea Giacchini; fanno gli eredi.

1766 – A dì 22 detto, ufizio di messe 30 per messer Ottavio Giacchini; fanno gli eredi; e obligo di messe 3 nella Chiesa di Cortenuova per Mariotto di Michele e madonna Checca sua moglie; fa il Capitolo.

1767 – A dì 24 detto, ufizio di messe 9 per il dottor Francesco Patani; fa il Capitolo.

1768 – A dì 24 detto, obligo di messe 9 a Cortenuova per Mariotto di Michele; fa il Capitolo, e una di esse la dice il Priore.

1769 – A dì detto, ufizio di messe 20 in S. Agostino per Tommaso Zeffi; fa il Capitolo, e di esse ne dicono 10 i Frati.

1770 – A dì 25, obligo di messe 4 di S. Marco; fa l’Opera.

1771 – A dì 26 detto, ufizio di messe 30 per Agnoletta Bartolucci; fa il Capitolo.

1772 – A dì 27 detto, ufizio di messe 30 per Virginia e Dimitilla Soldi; fa il Capitolo.

1773 – A dì 28 detto, ufizio di messe 21 per Guglielmo di Bernardo Adimari; fa il Capitolo.

1774 – A dì 29 detto, ufizio di messe 17 per Stefano di Guglielmo; fa il Capitolo.

1775 – Messer Vincenzio di Antonio Cavalli d’Empoli fu rettore della Cappella di S. Lucia d’Empoli, dall’anno 1640 al 1652; ed era rettore della Chiesa di S. Donato in Greti. L’anno 1650 ebbe la Chiesa della Commenda a Sovigliana, e morì nel 1659.

1776 – La famiglia Franceschini di Volterra, nella quale v’ era un canonico di Volterra e vicario del Vescovo di Volterra l’anno 1744, erono mugnai; e detto canonico, da secolare, fu giudice a Pisa; rendeva la Giustizia.

1777 – A dì 24 maggio 1747, il mercoledì sera, del mercoledì doppo le Pentecoste, a ore 2 di notte, passò all’altra vita Carlo Fortuna in Pisa, Bargello di detta città di Pisa.

1778 – Ricordo come la sera del dì 4 giugno 1747, mentre una monaca del Monastero di S. Benedetto d’Empoli levava dal fuoco la campana che vi stillava i fiori aranci, s’appiccò il fuoco ad un pannolino, col quale fascio la detta campana per levarla dal fuoco, il che seguì senza accorgersene; onde gettò detto pannolino sopra una scala di legno, ove erono altri panni; e bruciò detta scala e due stanze, cioè quella dello stillatoio e quella sopra. Del che s’accorsero la mattina del dì cinque, circa l’ore otto, che bruciava tutto a fiamma; che però diedero nelle campane del monastero; e ne corse gente, e disfecero i palchi, acciò non bruciasse tutto il monastero. E bruciò solo dette due stanze con rami, stagni, biancheria e quanto altro vi era dentro; che in tutto fu il danno di circa scudi cinquanta.

1779 – La sera del dì 10 giugno 1747 scappò da Empoli via per a Roma il dottor Francesco del già sig. Antonio di Francesco Salvagnoli, perchè doveva esser catturato ad instanza della figlia di un sarto fiorentino e cognata del dottore Zipoli, procuratore fiorentino, per avergli fatto l’obbligo di sposarla e dotarla in dugento scudi; e detta fanciulla è fiorentina, del casato de’ Masi.

1780 – Il podere del Giardino, fuori della Porta de’ Cappuccini, quale era de’ Bon signori, vi era anche la concia de’ cuoiami.

1781 – Alla suddetta fanciulla Masi fiorentina gli pagò la Casa Salvagnoli scudi quattrocento contanti e tutti gli abiti sposarecci che esso gli aveva fatto per sposarla glieli rilassorono, perchè si sciogliessero i detti sponsali; i quali sarebbero già stati seguiti, se il Lucatelli, priore di S. Friano, non avesse impedito, giacché detta Masi stava nella di lui Cura di S. Friano.

1782 – A dì 9 ottobre 1747, per n. 20 ovati di gesso, presi da Morino Michelucci a soldi 6 e denari 8 l’uno, lire 6, soldi 13 e denari 4.

1783 – A dì 20 dicembre 1747 fu tagliata la testa e poi una mano dal boia sulle forche di Firenze a Bastiano Galli di Pontedera, di anni circa 21, per avere egli, la sera del dì 22 maggio 1746, ammazzato la propria madre et Ugone Gambaccini suo padrone al Pontedera; e detto dì 20 dicembre 1747, che le fu tagliata la testa e mano, restò irregolare monsignor Vescovo di S. Miniato Suarez della Conca, perchè permesse che fusse catturato in un oratorio della sua diocesi.

1784 – 1747. Carlo Falagiani Proposto d’Empoli, detto Manoni.

1785 – Le mura d’Empoli furono rifatte di nuovo « a fundamentis » l’anno 1487, come apparisce anche dal millesimo, quale è per di fuori sopra la Porta Pisana. I capi maestri furono Simone e Salvestro di Mariotto di Piero da Settignano, i quali presaro a fitto dalla Compagnia e Spedale della Croce d’Empoli una fornace quale era in Naiana, per cuocervi il lavoro e calcina, e farvi anche un’altra fornace; e credesi fusse il terreno ove ora è l’orto e casa deIl’ortolano della Prepositura, vicino al Campaccio, et allato alla Chiesa in oggi detta Madonna del Pozzo.
Le mura di Empoli erono rovinate dal diluvio occorso avanti all’anno 1336; vedi Istorie Fiorentine dell’Ammirato in detto anno 1336, a c. 40 t. o, lettera D.

1786 – Il dì 18 maggio 1746, la mattina, furono dal Decano Ercole Vittorio Figlinesi benedetti i fondamenti del nuovo Spedale, che si fabbricò a spese dell’eredità del già sig. dottor Giuseppe del fu Mariano del Papa da Empoli; e dal detto Decano vi furono messe in detti fondamenti alcune divozioni di un Agnus Dei, medaglie d’ottone e pietre incisovi il SS.mo nome di Gesù; quale Spedale è fabbricato ove prima era la Fortezza d’Empoli, fuori della Porta che va ai Cappuccini. L’impresa di detta fabbrica l’ottenne maestro Filippo Billi, muratore e ingegnere fiorentino; di cui disegnò anche detta fabbrica con l’assistenza del sig. Santi Ciorini, altro ingegnere e oriundo da Castelfiorentino e commorante in Firenze; et assistette e murò di continuo con altri muratori maestro Michele Bellucci, muratore fiorentino e capo maestro, cognato di detto Billi, impresario di detta fabbrica.

1787 – Ricordo come l’anno 1723 ci fu in Empoli in visita monsignor Giuseppe Maria Martelli, Arcivescovo di Firenze, e fece la recognizione del cadavere di suor Ottavia Angela Arditi, monaca professa, sepolta nella Chiesa esteriore del Monastero di S. Domenico in Empoli.

1788 – Ricordo come, con licenza di monsignor Francesco Incontri, Arcivescovo di Firenze fu il dì 17 maggio 1748, in venerdì, disumato il corpo della sopradetta suor Ottavia Angela Arditi, e consegnato in pezzi e ceneri alle monache di detto monastero, sigillato il tutto in tre scatole dal sig. Proposto Carlo Andrea Falagiani, alla presenza delli Sigg.ri Ercole Vittorio Figlinesi Decano, et Andrea Pistolesi Arciprete, e canonico Pier Francesco Cilotti, confessore ordinario di detto monastero; e del sig. cavaliere Gio. Batista Sandonnini, testimone con detti sigg.ri Decano et Arciprete; et il dì 20 maggio, in lunedì, 1748, fu riseppellita in detto sepolcro in tre scatole, di cui una con l’ossa, foderata di piombo, e l’altre due di pezzetti d’ossa e ceneri, tutte sigillate con sigillo di Casa Falagiani, e collocate, tutt’e tre dette scatole, in una cassa di sorbo con coperchio di castagno; e dentro detta cassa vi fu messa anche l’inscrizione in cartapecora di tal recognizione, e serrata in un cannone di piombo.
E detta cassa circondata per ogni parte e sotto di muro, con tre pilastri di pietra sotto detta cassa, alti circa un terzo di braccio a ciò non tocchi terra; e sopra detto muro che circonda detta cassa, alcuni lastroni di pietra; e poi rimattonatovi al pari del pavimento. L’inscrizione è la seguente, e di tutto ciò si rogò ser Domenico d’Antonio Corsi, notaio da Empoli:

D. O. M.

Venerabilis Sororis Octaviae Angelae Arditi Florentinae, Sacri hujus Coenobij Monialis Professae, Virtutibus ac Divinis Charisrnatibus praeclarae, Ossa jam ab Ipsius obitu in Tumulo Clausa, Pro Licentia Ill.mi ac Rev.mi D. D. Francisci Caietani Incontri Archiepiscopi Fiorentini, Recognita et extracta sunt XVI Kal. Iunij 1748, Coram Ill.mo Domino Ioanne Karolo Falagiani Emporiensi Praeposito, Nec non Reverendissimis D. D. Hercule Victorio Figlinesi Decano et Andrea Pistolesi Archipresbitero, ltem Ill.mo D. Equite Ioanne Baptista ex Comitibus Sancti Donnini Testibus. Cum vivo squalore ac sanie loci pene consumpta atque in cinere redacta reperta sint, ut, quoad fieri potest, quae adhuc extant, diutius in ‘posterum reserventur, in Urna hac recenti, Tribus inclusa Capsulis, supradicti Domini Praepositi sigillo, obsignatis, sunt recondita, ac demum in eodem sepulchro Collocata.

1789 – A dì 27 maggio 1748 il dottor Niccolaio del già Leonardo Pistolesi mostrò il piato d’inopia ai birri di Mercanzia venuti da Firenze per gravarlo per scudi cento dieci per Giovanni Sanesi.

1790 – Il Cavaliere di Spron d’Oro ancor egli prese il Capitolo Odoardus e l’eredità beneficiata di Francesco del già Cristofano Pandolfini o Tassi, di lui fratello carnale.

1791 – Bistini [?] cinque repudie; i tre fratelli Conti e cioè prete, Pietro, prete Carlo e Giuseppe, figlioli del già Giuliano Conti repudiarono lor padre, * * * * del Podestà Francini fiorentino, e suo Cavaliere Ansaldi pesciatino rogò la detta repudia.

1792 – Scipione Ammirato il Giovane chiamossi al battesimo col nome di Cristofano di Francesco del Bianco o Bianchi, muratore da Montaione; l’eredità la consegni egli in Firenze, doppo la morte di Scipione Ammirato il Vecchio, canonico della Metropolitana Fiorentina, et ultimo della famiglia Ammirati nobil fiorentina, che mancò di vita ne’ 30 gennaio 1600; l’anno 1645 a 22 settembre abitava in Firenze in via delle Caldaie; ed era segretario del Prencipe Don Lorenzo de’ Medici e dell’Ufizio delle Riformagioni, e quivi morì a’ 7 marzo 1655 ab incarnatione, e fu portato a seppellire a Montaione nella Chiesa di S. Bartolommeo di detto Castel di Montaione.

1793 – A dì 10 luglio 1748 fu arrestato dai soldati in Empoli Andrea d’Agnolo Bartoletti sull’ore 18, e trattenuto nell’osteria del Giachi oste fino all’ore due e mezzo di notte; e condotto a Pisa ai Lorenesi, perchè di li sia condotto alla Gorgona a stare ivi soldato; fu condotto da sei soldati a Pisa, con schioppo e baionetta in canna.

1794 – In un libretto del già Decano Enea Galletti d’Empoli, quale sta in mano del sig. dottor Iacinto Cocchi, suo erede, così sta scritto:
Libretto di me Enea Galletti, nel quale terrò conto dell’entrate del Decanato d’Empoli, e nella Cappella di S. Maria de’ Bianchi, posta nella Chiesa di S. Piero a Vitolini; cioè di tutto quello che vi ho di fitti e di semente; e di tutto quello che ne cavo; cominciando questo anno 1577.

1795 – Entrate del decanato 1577:
Da Zanobi da Ginestreto ebbi a dì 10 ottobre, anzi dice di agosto, staia tre di grano; tanto debbe pel fitto di quest’anno d’una spiaggia del decanato.

1796 – Dalli eredi di Giovanni Federighi; debbono dare lire trentacinque, a dì 30 d’ottobre; tanto debbono del livello, et ho avere lire 35 del livello del decanato.

1797 – Entrata della Cappella 1577:
A dì 9 di luglio ebbi del podere staia dieci di grano e portò Doro.

1798 – A dì 12 detto, staia 4 di segola del podere, e portò detto.

1799 – A dì 20 d’agosto da Pietro Luponi staia dieci di grano; tanto deve per fitto della Cappella; portò detto.

1800 – A dì 21 detto, staia tre di grano da Francesco Buonaccorsi; tanto deve per fitto della Cappella; portò suo lavoratore.

1801 – A dì 21 detto, lire 12 da Matteo Camminacci, tanto deve per ultimo fitto della Cappella.

1802 – A dì 21 detto, lire 4 da messer Giovanni Michelucci; tanto deve per l’ultimo fitto della Cappella; scontò dètte a Empoli.

1803 – A dì 30 detto, staia 4 di grano; portò Luzio d’Empoli per fitto. Luzio era Michelucci.

1804 – A dì 30 detto, staia otto di lupini; dettero li medesimi.

1805 – A dì primo agosto ha a dare staia due di grano, e di lire 8 darà a piantoni.

1806 – A dì 7 settembre, Francesco Michelucci dètte le staia di grano per fitto; portò Boro.

1807 – A dì 5 maggio 1580, prestato contanti a Biagio di Santi Bruni lire 7.

1808 – Gio. Francesco di Domenico, pizzicagnolo.

1809 – Tommaso fabbro, lire 4.

1810 – Baldo del Riccio, per braccia due tela.

1811 – Francesco sarto, per fattura di un paio di braconi.

1812 – Gio. Francesco di Domenico, pizzicagnolo.

1813 – Sandrino Baldacci, per tegoli 300 lire 10.

1814 – Gio. Maria. calzolaio.

1815 – Bernardo del Lisca.

1816 – Domenico Bartoloni, per panno, a dì 19 dicembre 1580.

1817 – Pietro da Civoli, cappellaio in Empoli, 3 ottobre 1580.

1818 – Giovanni Giomi, a dì 6 di febbraio 1580, per braccia 18 e mezzo di cammellotto.

1819 – Francesco, sarto.

1820 – Lessandro Zuccherini, pannaiolo, a dì 9 marzo 1580.

1821 – Gio. Piero di Borghetto, sarto, 21 aprile 1581.

1822 – Benedetto Mainardi, legnaiolo, 22 aprile 1582.

1823 – Baldo del Riccio, pannaiolo in Empoli, 27 aprile 1582.

1824 – Niccolaio, tintore in Empoli.

1825 – Cammillo, sarto.

1826 – Filippo di Raffaello, spadaio, per libbre 80 d’olio vendutoli, 20 dicembre 1582.

1827 – Domenico Tafani, lavoratore in bottega di Filippo spadaio, pannaiolo.

1828 – Piero Sanesi, fornaciaio.

1829 – Gio. Maria Baldeschi, suo compagno.

1830 – Piero di Capraia, vetturale.

1831 – Andrea Ferranti, velettaio, 26 marzo 1582.

1832 – Vincenzio di Ventura, pannaiolo a Empoli, 29 marzo 1582.

1833 – Pietro da Civoli, velettaio in Empoli, 2 dicembre 1582.

1834 – Girolamo di Michelagnolo Pellicini, legnaioli.

1835 – Pietro e Simone Falagiani, pannaioli in Empoli, 14 dicembre 1582.

1836 – Cammillo, sarto.

1837 – Messer Giovanni. Michelucci, 4 gennaio 1582.

1838 – Messer Cino Galletti, mio padre, 20 luglio 1582.

1839 – Prete Benedetto da Faltognano, a dì primo ferraio 1582.

1840 – Andrea Ferranti, velettaio in Empoli, 4 ferraio 1582.

1841 – Messer Antonio Pellicini abita in Firenze, a dì 2 di marzo 1583; prestò lire 84 a Giorgio Marescotti, stampatore, in mio nome; era medico.

1842 – Filippo Topi, 29 giugno 1583, lire 16; disse aver comprato 4 camosci in Roma, commessili dal suddetto Galletti.

1843 – Pietro, anzi Piero Giacchini, a dì 26 dicembre 1583 lire 8, per un braccio e tre quarti perpignano rovescio.

1844 – Vincenzo Giannini, speziale, 2 ferraio 1583.

1845 – Cesare Marchetti e Lorenzo suo figliolo, 24 maggio 1584.

1846 – Madonna Taddea Marchetti, 10 giugno 1584, lire 7; e per lei Giovanni Salvagnoli pagò di bambagia lire 7; portò Giovanni Salvagnoli.

1847 – Anton Francesco Giomi, a dì 11 aprile 1585, per un paliotto di quoio dorato per la sua Cappella di Vitolini, lire 12 e soldi 10.

1848 – Il Turco, lavoratore del Capitolo a Vitiana, a dì 8 agosto 1585.

1849 – Maestro Vincenzio Tozzi, calzolaio, 26 novembre 1585.

1850 – Marco Cannedoli, speziale, 20 marzo 1585.

1851 – Cencio, lavoratore di Luzio Michelucci, 24 aprile 1586.

1852 – Stefano Cinelli, lavoratore del Decano Enea Galletti, 10 giugno 1586.

1853 – Ser Barnaba Gherardi, 24 luglio 1586; a dì 11 aprile 1589 lire 63 per tre anni anticipati di fitto del di lui campo in Carraia, da renderlo seminato.

1854 – Luzio e Gio. Piero di Giovanni Michelucci da Vitolini, abitanti in Empoli, a dì 9 ottobre 1586.

1855 – Bastiano del Turco, 20 dicembre 1586.

1856 – Giovanni Serafini, 20 agosto 1592.

1857 – Messer Pietro Bonsignori lire 20; tanti pagati a messer Francesco Lippi per messer Tommaso suo figliolo, 12 marzo 1592; era, detto messer Pietro, in Roma.

1855 – Maso, fornaciaio in Empoli di mattoni, 20 aprile 1593.

1859 – Simone e Piero di Pasquino Falagiani, pannaioli in Empoli, 10 giugno 1594.

1860 – Pagolo di Ferone Baldacci, primo giugno 1593, paga per la Cappella, per la prima paga, lire 52 e soldi 8, e per la seconda paga lire 52 e soldi 10; a dì 12 settembre 1595 portò Baldo lire 56; et a dì 15 dicembre 1595 portò Baldo lire 49.

1861 – Iacopo di Baccione, scarpellino, 16 giugno 1593.

1862 – Domenico Guerrazzi da Castelfranco per pigione di casa, 11 agosto 1593, anzi 1595.

1863 – Giuseppe d’Andrea Ferranti, per una coltre vendutali, 2 ottobre 1593 al Decano Galletti.

1864 – Bastiano di messer Giovanni Michelucci, 11 novembre 1593.

1865 – Batista di Francesco Benvenuti di Fucecchio per censo paga lire 52, 26 ferraio 1593.

1866 – Bastiano, scarpellino, 6 aprile 1594.

1867 – Francesco del Riccio, sarto, 16 aprile 1594.

1868 – A dì 10 agosto 1598, di vetture lire 1 e soldi 12; a dì 23 detto, lire 1 e soldi 12.

1869 – A dì 26 detto, per vetture lire 1 e soldi 4; et a dì 26 detto, per vetture lire 2 e soldi 8; e più, a dì primo settembre, per vetture lire 1, soldi 3 e denari 4; e più per vetture, 3 detto, del cavallo lire 1 e soldi 10.

1870 – Antonio di Saltarello, manovale, 23 agosto 1598.

1871 – Rede di Piero Sanese, a dì 22 agosto 1590, per calcina, staia 24, lire 8.

1872 – Bastiano fornaciaio, 3 maggio 1596, per staia dodici calcina, lire 4.

1873 – Giuseppe di Piero Becastrino, muratore, per tre opre a murare, a dì 6, 7 e 8 maggio 1596, lire 6.

1874 – Quirico, vetturale, per vetture di calcina lire 2 e soldi 8.

1875 – Bastiano manovale, a dì 8 maggio 1596, per opre deve avere lire 3.

1876 – Andrea Celli, a dì 16 maggio 1596, per una pezza di ferradina, avere lire 46.

1877 – A dì 11 agosto 1582 diedi la portata segnata al n. 9; a dì 31 agosto 1583, segnata n. 11; a dì 19 agosto 1584, n. 22; a dì 24 agosto 1595, n. 17; a dì 28 agosto 1596, n. 30; a dì 29 detto 1587, n. 49; a dì 2 settembre 1588, n. 154; a dì 26 agosto 1589, n. 83; a dì 24 detto 1590, n. 31; a dì 30 detto 1591, n. 15; a dì 30 detto 1592, n. 169 [dovrà leggersi 1585 e 1586 in luogo di 1595 e 1596, errori di trascrizione rilevabili dall’ordinata successione].

1878 – Ricordo come a dì 18 di ferraio fui forzato a appigionare per contratto a quei di Canneto la casa de’ Grazzini, come e quanto volsero i Grazzini, e Porto, se vuolsi entrare in possesso e cavarne frutto, perchè i Grazzini avevono loro venduto la bottega, con giuramento e patto si ben legato che ella era a me retrovenduta. Più ànno a dare i frutti di 2 mesi dell’altra volta, che mi venderno la bottega; sono scudi due.

1879 – Ricordo come, a dì 15 di luglio 1579, della Cappella di S. Maria di Vitolini, baratto con S. Piero, chiesa di detto luogo, due pezzi di terra: una al Broto, di staia tre, vitiata, querciata, ulivata, diviso in due campi, cui a 1°, 2°, 3° e 4° Francesco Buonaccorsi; e una sotto Vitolini, ulivata, vitiata, querciata e fruttata sotto bacigno, di staiora due, cui a 1° rio, 2° redi di Lorenzo, 3° Lazzero, 4° Chiesa, 5° chiassetto; e detta Cappella ebbe a riscontro da detta Chiesa un pezzo di terra di staiora sei, con alcuno olivo, cui a 1° rio, 2° selva di Marinella di detta Cappella, 3° vallata di detta Cappella, 4° Sandro Baldacci; come apparisce al libro di ser Batista Vogliucci, rettore di detta chiesa, segnato a, sotto dì 23, anzi a carte 23, dove io mi sottoscrissi a lui; stimatori sono Sano di Papa e Giulio Michelucci; testimone Papino, sottoscritti.

1880 – Ricordo come la casa di Melano di Filippo di Ristoro da Vitolini è debitrice di detta Cappella di lire 70, delle quali soleva pagare due staia di grano l’anno di frutto, la quale perdonai a detto Melano; e quanto si aveva cavato messi a conto del capitale, che fu un sacco, il 9 marzo, prezzato lire 7; poi, ad una stagina, ebbi scudi sessanta, e restai ad avere scudi cinquantanove; della qual somma restò debitrice la casa medesima, per spendergli in benefizio di detta cappella; pagò a Orazio per dote di una Sua nipote.

1881 – Ricordo come di maggio o di giugno 1574, ser Andrea Menichetti e ser Piero e ser Bartolommeo Vezzosi, come eredi di ser Piero Franzese, allora morto rettore di S. Piero a Vitolini, furono citati a pagare le decime dello Studio Pisano, non solute da detto ser Piero, e pagorono scudi 50.

1882 – Ricordo. Questo dì …. ottobre 1584 fui citato a pagare le decime del 32 e del 48; e a dì 25 del medesimo le cominciò a pagare ser Andrea Menichetti, come erede di ser Piero Franzese, perchè io ricorsi e feci citarlo a’ Sette, e così a 25 di detto; e pagò il resto a’ Sette di dicembre 1584. E sotto dì 9 ferraio fui licenziato dal Vicario di S. Miniato, pagate le spese.

1883 – Ricordo come questo dì, 10 d’agosto 1577, io barattai con messer Giovanni Michelucci alcune terre della Cappella di Vitolini per scritte semplici, come al libro de’ ricordi di detto messer Giovanni a carte 135, scrittovi la selva di Marinella e staia quattro e mezzo, solo per il piastreto [?], tre staia.

1884 – Il dì 16 luglio 1748 si andò il clero ad ufiziare alle Monache Nuove fino al dì . . . . agosto detto.

1885 – La notte doppo al dì 11 agosto 1748 andò a farsi cappuccino Ipolito, figlio maggiore del dottor Lorenzo Neri, a Montepulciano.

1886 – A dì 24, 25 e 26 agosto, in sabato, domenica e lunedì agosto 1748, seguì la festa solennissima del SS. Crocifisso della Collegiata d’Empoli, con esser apparata tutta la Chiesa e adorna tutta la Piazza di lumi.

1887 – Il dì 18 agosto 1748 catturorono M.a Domenica, moglie di Pietro del già Leonardo Magnani, conciaio, per essere stata due volte esiliata e non aver ubidito.

1888 – A dì 28 agosto 1748, si ebbe avviso come il dì 15 agosto Ipolito Neri vestì l’abito di cappuccino, e come la sera del dì 27 agosto detto arrivò sfratato a Castelfiorentino a casa i Bacci, per essere a Empoli la sera del dì 28 agosto detto; e stiede frate solamente nove giorni, perchè si sfratò il di 24 agosto 1748.

1889 – A dì 4 gennaio 1748 ab incarnatione, in sabato a ore due e tre quarti di notte, morì il dottor Iacinto del già dottor Giuseppe del fu Diacinto di Gio. Batista di Giuseppe Cocchi d’Empoli, descendente da Capraia; e la mattina di poi, che fu il dì 5 gennaio, fu associato da tutto il clero e preti alla Collegiata d’Empoli, a campana grossa; e cantatagli la messa di Requiem; e poi, doppo desinare, fu sepolto nella Cappella della SS.ma Concezione, di padronato, detta cappella, del Gran Duca è già della famiglia Spiritelli d’Empoli, ove fu posta una nuova lapide sepolcrale di marmo con la seguente, in parte falsissima, inscrizione:

HYACINTUS COCCHIUS

IN REPUBLICA FLORENTINA CIVIS

CARDINALIS PRINCIPIS MIRANDULANI

NOBILIS CUBICULARIUS

AVITUM SUORUM TUMULUM

INIURIA TEMPORIS PENE DIRUTUM

REPARAVIT

ANNO 1723

La detta cappella è del Gran Duca, come erede di uno Adimari ribelle; e per l’avanti era della famiglia Spiritelli d’Empoli, già spenta, e di essa famiglia era anche la sepoltura, e poi usurpata da detto Iacinto Cocchi, e fattavi mettere subito doppo la di lui morte la sopradetta in più parte falsa inscrizione. Non era cittadino fiorentino a tempo di Repubblica, ma si fece cittadino fiorentino messer Diacinto di Gio. Batista di Giuseppe Cocchi da Empoli il dì 18 aprile 1646, conforme apparisce alle Riformagioni in Firenze, nella filza 30 dei Duegento a C. 156. Non fu detto dottore Iacinto del dottor Giuseppe Cocchi né pure attualmente Cameriere d’onore del Cardinale della Mirandola, ma può esser che avesse una patente di tal titolo dal Cardinale, conforme simili patenti si concedono onorarie a molti benché non nobili. L’antica sepoltura sua e di sua famiglia è quella che ha il chiusino quadro di marmo allato alla pedana dell’inginocchiatoio, fuor della Cappella del SS.mo Crocifisso nella Collegiata d’Empoli.

1890 – La notte susseguente a dì 4 gennaio 1748 ab incarnatione, circa le ore otto e tre quarti, si morì l’Arciprete Andrea del già Lionardo Pistolesi, fornaio d’Empoli, in età d’anni 56 in circa, quale avanti da tempo aveva dichiarato voler esser sepolto a S. Giusto; onde la mattina del dì 15 fu levato di casa da tutto il clero a campana grossa, e accompagnato addirittura fuori del Portale che va verso S. Giusto; e lo portò il curato di S. Giusto e d’Empoli, i quali due l’associarono a S. Giusto con ****, et ivi gli fecer essi l’esseque e li diedero sepoltura in cassa sull’Altare di S. Giuseppe, vestito di camice, stola e manipolo, datogli il tutto dal sagrestano della Chiesa d’Empoli, gratis.

1891 – I campi della Cappella che sono a Pratignone di S. Leonardo, allato al podere di Pratignone del dottor Iacinto Cocchi, si chiamono a Grosseto, e sono allivellati al Patani, e il podere più avanti si chiamava Orbatello [?].

1892 – A dì 23 febbraio 1748, in domenica era affissata alla Colonna della Podesteria d’Empoli la citazione ad instanza del canonico Giovanni del già Leonardo Pistolesi per detto giorno, che i creditori del già Andrea Pistolesi, di lui fratello, comparissero a veder fare l’inventario della casa ove abitava detto Arciprete, perchè detto canonico Giovanni pigliava detta eredità benefiziata, e cioè l’eredità dell’Arciprete Andrea, suo fratello.

1893 – Ricordo come il rev.mo dottor Enea, figlio del signor Benedetto Galletti, Decano della Collegiata d’Empoli, fece il suo testamento il dì 21 settembre 1598, essendo Pontefice Clemente Ottavo e Ferdinando Medici, terzo gran Duca di Toscana; e rogò detto testamento ser Sebastiano di Simone di Raffaello Civi da Monte Vetturini e Cancelliere d’Empoli.

1894 – A dì 27 aprile 1749, fu vinto con voti tutti favorevoli il dottor Niccolò Figlinesi, mio nipote, mio sostituto « iuris successione » per uno de’ dodici huomini della Pietà della SS.ma Annunziata, che fu la terza domenica doppo Pasqua, ed era Gonfaloniere il sig. Pietro Marchetti d’Empoli.

1895 – A dì 21 maggio 1749, in mercoledì mattina, poco avanti le ore tredici, passò a cavallo per le Poste verso Firenze, un giovine figlio del dottor medico Collini di Firenze, quale era scolare di Sapienza di Pisa, e zoppo; e poco doppo passò un calesse per le Poste pure verso Firenze che veniva di Pisa, entrovi una monaca Malispina di S. Martino di Pisa, travestita da abate, e con essa in calesse seco un giovine dottor Chelli livornese, quale l’aveva rapita di Pisa di detto monastero, all’ore cinque di notte, et esciti di Pisa alle ore otto; e dicesi passassero per andare in Ginevra. E circa le ore sedici, passarono 4 sbirri di Pisa in calesse, quali andavono dietroli a cercargli.

1896 – Del mese di giugno, poco avanti S. Giovanni, i rev.di Preti Piero e Carlo di Giuliano Conti d’Empoli repudiarono l’eredità di Giuliano suo padre, e la presero beneficiata; et il Cavaliere di Corte andò in loro casa a fare gli atti; il Podestà era Luigi Francini fiorentino, et il Cavaliere era ser Ansaldo Ansaldi da Pescia.

L’anno 1749; detto Giuliano Conti morì il di 7 giugno 1749.

1897 – Le monache o Monastero di S. Domenico d’Empoli paga ogn’anno per Ogni Santi mezza libbra di cera gialla alla fattoria delli Innocenti, per le mura che rinchiusero nel monastero per la parte di sopra, ove era il passeggio cioè della mura castellane.

1898 – Il dì 15 febbraio 1631, prete Giovanni Figlinesi era curato nelli Innocenti a Firenze, di dove scrisse una lettera a Gambassi a ser Ercole Figlinesi, dicendoli il voto della chiesa di S. Antonio di Figline.

1899 – L’anno 1636 prete Giovanni Figlinesi era curato di S. Felicita di Firenze.

1900 – L’anno 1631 prete Giovanni Figlinesi era Priore di S. Antonio di Figline.

I. M. I.

1901 – Ricordo come del mese di luglio o agosto, salvo errore, dell’anno 1749, essendo Podestà d’Empoli il sig. Luigi Francini fiorentino e suo Cavaliere ser Ansaldo Ansaldi di Pescia, gli fu mandata di Firenze dai Finanziari rappresentanti lo Scrittoio delle Possessioni di Sua Maestà Imperiale una posta di debito a detto Scrittoio in faccia del già sig. Leonardo Rossetti a favore di detto Scrittoio, importante detto debito cinquecento ottanta scudi; e perchè detti Rossetti fino dall’anno 1682 avevono già pagato detto debito, con dare a S. A. R., a tempo del sig. Depositario Francesco Feroni, una lor casa posta all’entrata di Cerreto Guidi vicina alla villa del Gaddi, come per rogito di ser Felice Ricoveri del dì 22 maggio 1682, conforme apparisce alle Decime Ducali, alla voltura di detta casa in faccia di S. A. R. Cosimo Terzo, perciò ne ottennero la licenzia, senza spesa, del seguente tenore, la quale il dì primo settembre presentarono al Podestà d’Empoli; la quale così diceva:
Possessioni di S. M. I., a 28 agosto 1749 – Il Podestà di Empoli licenzierà ogni esecuzione fatta e da farsi contro il sig. Leonardo et altri Rossetti, per essersi riscontrato che in estinzione del loro debito consegnorono allo Scrittoio una loro casa posta in Cerreto, in vigore d’instrumento rogato da ser Felice Ricoveri, il dì 22 maggio 1682. Per gli appaltatori generali: Francesco Nefesti.
Altra copia simile alla sopra si pone nel mazzo di riceute di casa dall’anno 1737 all’anno 1750. Tutto per ricordo.
La detta casa, subito che fu consegnata al detto Scrittoio, rovinò, e da detto Scrittoio fu rifatta.

1902 – A dì 16 settembre 1749, il Capitolo d’Empoli prese il possesso della metà del livello de’ Lensi a Corniola, quale era la parte di Lorenzo Lensi che se la batté via a fare il birro et aveva affittato ai figlioli del già Girolamo Ricci, anzi fatto con essi un vitalizio, e stante ciò ricascorono al Capitolo; e ne prese il possesso prete Filippo Figlinesi, prete Tommaso Masantini e prete Zanobi Scardigli, Camarlingo e cappellani; e se ne rogò ser Domenico del già Antonio Corsi d’Empoli, Cancelliere del Capitolo, alla presenza del sig. abate Giuseppe del già sig. Antonio Salvagnoli et il prete fra’ Lorenzo Sarti, carmelitano a Corniola.

1903 – L’anno 1749 ricascò similmente al Capitolo d’Empoli il livello del Gaddi a Cerreto Guidi, per linea finita di detti Gaddi.

1904 – A dì 19 settembre 1749 fu eletta priora del Monastero della SS.ma Annunziata d’Empoli suor Verdiana Castellani e fu fatta sotto-priora suor Diomira Canovai, quale era uscita allora di priora.

1905 – Il dì 16 settembre 1749 fu impiccato per ladro a Pescia un giovane Giometto dalli Alberghi di Pescia di circa anni 22, per aver commesso (dissero) circa 24 furti, de’ quali il maggiore fu alla villa del marchese Capponi.

1906 – Ricordo come il dì 10 gennaio 1685, a ore 23, morì in Empoli il cavalier Matteo del cavalier Giuseppe Zeffi d’Empoli, in età di circa anni 62; et il dì 12 detto, fu condotto sopra un paio di stanghe a Firenze, accompagnato dal curato d’Empoli e un cherico; et il dì 13 gli fu fatto il funerale in S. Spirito, et ivi sepolto; e terminò la casa Zeffi d’Empoli; e la Commenda la redò il sig. Averano Seminetti; e detto Zeffi lassò curatore della sua eredità et usufruttuario il Vescovo pro tempore di S. Miniato, come per suo testamento.

1901 – Ricordo come i frati di Certosa con i frati di Camaldoli non sono tenuti a pagare gabella alcuna: lettera di dogana di Firenze del dì 18 giugno 1644, et al Libro delli ordini a Empoli, a c. 20.

1908 – Il dì 20 settembre 1749 venne di Firenze in Empoli ad abitare in una casa spigionata dirimpetto al Monte Pio il sig. Marchi fiorentino con un ragioniere Arrighi de’ Nove et un donzello et un computista delle Decime a riscontrare il Monte Pio d’Empoli; e trovorono esservi mancanza di cinque in seicento scudi al massaio Anton Niccolaio del già Lionardo Pistolesi e Giuseppe Filippini et un di lui figliolo, garzoni di detto Monte; e vi stiede fino a fatto Ogni Santi, sempre a spese del Monte d’Empoli; e detto dottor Niccolaio Pistolesi si ritirò in Chiesa, et il figlio del Filippini se la battè via. Di poi ritornorono il sig. Francesco Marchi e due altri a rivisitare, e dissero aver trovato altra mancanza di circa settanta scudi.

1909 – Il luogo detto Grosseto è dal podere del Cocchi in Pratignone, ove possiede alcuni campi il marchese Pucci, che sono livello della Compagnia di S. Andrea d’Empoli.

1910 – A dì 8 aprile 1750, circa le ore una di notte, adunati in Compagnia di S. Andrea n. 40 fratelli di detta Compagnia d’ordine del Proposto Falagiani, di commissione di monsignor Arcivescovo Incontri e del Magistrato de’ Sigg.ri Nove di Firenze, fu dal sig. canonico Francesco del Frate letto un foglio a scritto di mano del canonico Giuseppe Gigli, ove diceva che detto canonico Gigli chiedeva perdono a tutti i fratelli e Compagnia di S. Andrea del cattivo trattamento da esso usatoli in tempo di processione, la sera del mercoledì santo di notte, mentre erono stati all’ufizio processionalmente al Venerabile [?].

1911 – A dì 18 aprile 1750, a ore 13 incirca, partirono in sabato per Loreto, Roma, Tolentino et altrove prete Giuseppe di Francesco Demi, cappellano d’Empoli, e Bartolommeo Demi suo zio, ambedue a piedi e per accatto.

1912 – A dì 3 maggio 1750, in domenica, Piombo [?l la fece all’altare mentre celebrava, e poi in sagrestia; la mattina di S. Croce prese 3 volte la cioccolata et il cordiale, e poi a casa prese il brodo e la pappa.

1913 – A dì 13 maggio 1750, stile comune, seguì il partito nel Capitolo d’Empoli di quattro cappelle di unirle al Capitolo: cioè l’Assunta detta de’ Marchi, che di presente possiede Piero Galli; la Madonna della Neve, che gode prete Tommaso Giugni; S. Ivo, che gode prete Filippo Scardigli; e S. Benedetto, che gode prete Francesco Lippi di Puntormo, rettore di S. Andrea a S. Donnino verso Brozzi.

1914 – A dì 16 maggio 1750, vigilia di Pentecoste a ore 19, arrivò qua la sig.ra Anna Renaud per abitare a Empoli.

1915 – Il Gran Duca Giovan Gastone del già Gran Duca Cosimo Medici di Toscana morì il dì 9 luglio 1737 a ore 14 e minuti 20.

1916 – I due voti che erono nella Collegiata, dirimpetto alla Cappella del SS.mo Crocifisso, erono uno di Luigi Zuccherini detto Malagigi, e l’altro era di Sozzo Ferranti detto Sozzoferrante, di cui era la sepoltura sotto, redata poi dal Polidori quale comprò anche la casa del Ferranti; e detta sepoltura ha solo il chiusino tondo di marmo.

1917 – A dì 6 febbraio 1751, fatto * * * la sentenza di forca e squarto e taglio di una mano contro il dottor Niccolaio del già Leonardo Pistolesi d’Empoli, già massaio del Monte Pio, a causa di mancanza di pegni e ritocchi di libri di detto Monte Pio.

1918 – Il rev.mo dottor Enea, figlio del sig. Benedetto Galletti, Decano dell’Insigne Collegiata di S. Andrea di Empoli, fece il suo testamento il dì 21 dicembre 1598, essendo Pontefice Clemente Ottavo e Ferdinando Medici, terzo Gran Duca di Toscana; e lo fece nella sua casa posta in Via de’ Frati. Lo rogò ser Sebastiano di Simone di Raffaello Civi, Cancelliere della Comunità d’Empoli et era da Monte Vetturini, detto Civi.

1919 – A dì 11 agosto 1751 Gaspero di Francesco Damerini [?] di Spicchio la fece a Pietro Pandolfini, da casa il Masantini.

1920 – A dì 19 settembre 1751, sull’ore 22 e mezzo italiane, passò da Empoli per la Lastra la monaca Battini in lettiga, uscita di monastero di Montaione.

1921 – A dì 12 ottobre 1751. Ricordo come questa notte cadente, che era l’antivigilia d’Ogni Santi, bruciò l’altare maggiore della Chiesa di S. Lucia all’Ambrogiana, ove era priore un Ciccarelli da S. Miniato; bruciò tutto l’altare maggiore di detta chiesa per essevi caduto un poca di smozzicatura di candela, e bruciò la tovaglia e tavola dell’altare e ciborio e * * * della Pisside; e la mattina fu trovata la Pisside aperta con il SS.mo Sacramento e particole tutte intatte e salve.

1922 – A dì 20 settembre 1752 fu trovato morto in Propositura, in letto, circa le ore 14 italiane, Lorenzo Nencini, servitore del Proposto Falagiani, di età di circa 30 anni; e fu sepolto in Collegiata l’istessa mattina, a 15 ore.

1923 – A dì 24 settembre 1752 morì, circa le ore 14 italiane, il cherico Gaetano, figlio di Giovanni Faraoni oste al Panico, in età di circa anni 25, tisico, e fu associato il di detto doppo Vespro alla Collegiata da tutti i cappellani, in carità; et ivi fu detto giovane sepolto.

1924 – Per la Fiera d’Empoli, l’anno 1752, venne nuova esser morto a Grosseto, confinato, il dottor Niccolaio del già Leonardo Pistolesi d’Empoli, di età di circa anni 45; e dicono morisse il dì 13 settembre 1752 a Grosseto.

1925 – A dì 29 settembre 1752 morì, a ore 2 italiane allo spedale di S. Maria Nuova, Domenico, figlio di * * * *, pestato da una trave.

1926 – Via Ferdinanda si chiama anche via del Noce, ove ha la casa la Cappella di S. Sebastiano dello Scarlini, et ove abitava il Giacchini, che risponde in Piazza; che è la metà di casa di detta cappella allivellata per lire 24 l’anno al cav, Sandonnini e poi ….

1927 – La casa che era a S. Maria a Ripa col podere et orto è quella che in oggi è de’ Sandonnini alla villa di Ripa; e quella del Seminetti, ora della famiglia Zeffi; e per l’avanti fu dell’Adimari.

1928 – La casa in Empoli del cav.re Zeffi è in via Ferdinanda allato al Monte Pio et al Cilotti; e la comprò dal Vescovo di S. Miniato, dal Vescovo Cattani, Niccolaio e Anton Benedetto di Zanobi Scardigli; e risponde anche in via de’ Frati di S. Agostino.

1929 – La casa dell’Empoli in Empoli è dirimpetto alle Monache Vecchie, e la comprò il fattore delli Innocenti Cammillo Benvenuti; e di poi la comprò il canonico Anton Mariano Garinei, quale la lassò al Capitolo.

1930 – La casa dell’Adimari a Ripa si crede sia quella della villa del cavalier Seminetti a S. Maria a Ripa.

1931 – A dì 23 ottobre 1752, in lunedì, successe per supplimento al Cilotti sostituto confessore ordinario alle Monache Nuove, doppo lo straordinario dott. Bruni, il sig. canonico Sebastiano Sanesi; dissero per anni tre, fino che fusse venuta la licenzia di Roma per * * * * il Cilotti.

1932 – Mentre il Proposto era a Firenze dalla nipote, accettata monaca, [e] il Cilotto Vicario, il canonico Pandolfini fece la * * * in tempo che diceva la messa di S, Antonio, e la serviva il cappellano Sanesi; e detto Cilotto vicario lassò correre, senza né pure darne parte al Proposto a Firenze.

1933 – A dì 21 settembre 1752, in sabato S. Orsola, un prete forestiero, dissero bolognese, disse messa in Duomo alla Madonna, e si crede con patente falsa, che diceva Giuseppe Scarlatti Vicario di Fiesole (e non era Giuseppe, ma Neri Scarlatti); e la servirono * * * e Agostino di * * * Cilotti, e non la sapeva dire; lo seppe il canonico Sebastiano Sanesi e Cencio del Tartachino, e lo vedde Tonino Lupi, salvo errore, fare il corista senza dire altro, e subito fare l’elevazione e predicare subito; et a S. Rocco si voltava addietro. Era vicario il Cilotti et il Proposto era a Livorno col nipote maggiore, e detto Cilotto non andò allora dal sagrestano * * * *.

1934 – A dì 13 gennaio 1753, avanti giorno, morì Vettoria del già Domenico Caciagli da S. Donnino, serva del Salvagnoli, d’anni 44 e tre mesi, e si seppellì con preti in Collegiata; l’istessa mattina morì Sebastiano Burchielli [ ? ].

1935 – A dì 30 aprile 1753 morì Ignazio di . . . . Rossetti d’Ascoli, ciabattino a Empoli, d’anni 70, e fu sepolto il dì primo maggio in Collegiata.

1936 – La notte antecedente al dì 11 maggio 1753 morì Alessandra Salucci, vedova di Marchionne Dazzi, d’anni novantacinque e mesi, e fu sepolta in S. Agostino.

1937 – Circa il principio di maggio 1753 fu sospeso dal Vescovado di Pescia quel Vescovo, e condannato a pagare alla Comunità di Pescia due mila scudi e fare le spese * * * a quello che aveva toccato la fune; ed il Vescovo dicesi andasse subito a Roma per le poste.

1938 – A dì 12 maggio 1753, a ore 23 e mezzo, escì di convento Vigilia del già Agnolo Benucci; e vi andò il Cilotti di Chiesa.

1939 – A dì 16 luglio 1753, in lunedì mattina circa le ore sedici, morì * * * ragazza di nove mesi ad allattare in Empoli; morì Marie Laura Ortense, figliola del capitano Setterelli di Firenze, abitante a Livorno, mentre era a lattare in Empoli, in età di circa mesi nove; nata in Livorno, et i suoi erono in villa a Brusciana, verso il Ponte a Elsa; e suo padre si chiamava il capitano Pietro Setterelli; fu suonato i 4 doppi e associata dal curato sagrestano e due cherici alla Collegiata; e detta sepolta detto giorno nella sepoltura de’ fanciulli.

1940 – A dì 15 agosto, il giorno, morì Laurenzio Visibelli detto Saluvio, e la fanciulla Guerri Turchina.

1941 – Il dì 17 agosto, a 23 ore, morì maestro Francesco Mostardini, fabbro da S. Quirico, abitante a Empoli, e la notte susseguente, anzi notte, lo portorno in Chiesa con le lanterne il curato con cherici, et il venerdì mattina suonarono a transito.

1942 – A dì 19 agosto, in domenica, prete Bongini [andò] a sentire e poi dire la confessione di suor Ottavia al Sanesi.

1943 – A dì 24, di sera, andò il canonico Sanesi ordinario alle Monache Vecchie; ma volsero il Cilotti.

I. M. I.

1944 – Ricordo come di novembre 1753 furono fatti Cardinali mons. Torrigiani, mons. Ferroni, mons. Banchieri et uno di Siena con 19 altri; in tutto 23.

1945 – A dì 27 dicembre 1753 rogò il mio testamento ser Giuseppe del quondam Bartolommeo Pierotti d’Empoli, alla presenza di ser Biagio del Vivo, il canonico Sebastiano Sanesi, Giuseppe Bongini, Francesco Rofi, Leonardo Scarlini, Antonio Stecchi di Sarsina, Francesco Rofi, in casa mia, il venerdì, giorno d’ * * * *, a ore 22 italiane; e furono esecutori il canonico Sebastiano Sanesi, il canonico Gaetano Pistoreggi a detto testamento; il canonico Sebartolommeo Sanesi [il testo è qui interrotto e termina così il manoscritto].

ERRATA CORRIGE

a pag.                                                                  in luogo di                                          leggasi

91                           riga 17.a                              assoggettate                                    assoggettati

109                        ric. 114                                Mencocci                                          Menconi

121                        ric. 267                                 Tofani                                                 Tafani

133                        ric. 391                                 Pelò                                                      Pelù

136                        ric. 433                                 Montalcino                                       Montaioncino

142                        ric. 536                                 Bruno                                                  Bruni

190                        ric. 1005                               Ricciardi                                           Riccardi

215                        ric. 1329                               Lorenti                                                Lorenzi

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