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Una chiesa sconosciuta a Empoli Vecchio ?

Il sig. Lido Tamburini nonchè titolare della ditta “Abitare”, storica ditta di arredamento e design d’interni, ci manda un bel set fotografico dell’edificio ove oggi svolge la sua attività ad Empoli, località Empoli Vecchio lungo la Statale 67  in Via Livornese 137 di fronte alla Villa di Empoli Vecchio.

Pensate, ci invia anche la planimetria da dove si può leggere lo spazio della possibile ripartizione delle tre navate e dell’abside.

Nonostante la bellezza e l’evidente distribuzione interna che porta a ipotizzare un passato utilizzo canonico, rimane un dubbio: se fosse stata una chiesa, perchè ha l’abside a occidente invece che a oriente? non sarebbe quindi congruente  col rito cristiano che pone le spalle al tramonto, simboleggiante l’inizio delle tenebre e il regno del demonio.

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In questa suggestiva scenografia di archi e tiranti, colonnati e capitelli, si può osservare l’interno dell’abside.
Il fondo di “Abitare” è parte di un più ampio edificio avente caratteristiche ex-coloniche, ma è stato ristrutturato di recente; questo edificio è però densamente dotato di stemmi, iscrizioni e pietre, testimonianti appunto la sua secolare storia.

Occorrono tuttavia ulteriori ricerche d’archivio per individuare se tale edificio sia stato in passato una chiesa, i presupposti ci sono ma meritano un delicato e attento approfondimento. L’iscrizione che pubblichiamo in sintesi testimonia la costruzione del muro di cinta avvenuto nel ‘700 ad opera dei Rinuccini, iscrizione citata dal Pogni di cui il celebre G. Lastraioli ci ha fornito una corretta versione dal latino.

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Premesso che le quattro leggendarie chiese di EmpoliVecchio erano Sant’Angelo e San Mamante (esistenti), e San Donato e San Lorenzo, e che per San Donato ipotizzo la collocazione in una vecchia colonica avente stesso toponimo, sita praticamente di fronte al Palazzo Zeffi e demolita nel dopoguerra; premesso questo, per esclusione azzardo l’ipotesi che possa trattarsi della chiesa di San Lorenzo profanata nel tardo Quattrocento, ma l’ipotesi remota e recondita è da comprovare, oltre al fatto che tale chiesa sarebbe stata l’unica nella zona ad essere “occidentata” invece che orientata (relativo alla posizione dell’abside), tranne S. Bartolomeo a Sovigliana.

Carlo Pagliai


 

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This Post Has 2 Comments
  1. Non so se sono stati fatti scavi intorno alla chiesetta di fronte ora adibita ad abitazione. I cipressi piantati dal comune per la realizzazione della piazzetta attigua sono cresciuti bene meno uno e si può ipotizzare che sotto a quello ci sia in profondità un pavimento o qualcosaltro che gli impedisce di crescere. Sarebbe da controllare.
    Come sarebbe anche interessante riaprire l’accesso alle catacombe della chiesa della pieve di Monterappoli, che, come raccontatomi da mio padre, fu murato quando alla fine della seconda guerra fu ricostruito il campanile.

  2. Effettivamente è un bel mistero! Per diversi motivi.
    L’orientamento dell’abside a est, come regola rigida, lo abbiamo solo fino al XIII secolo. Dopo, a seconda delle necessità, hanno cominciato a fare le chiese come più tornava comodo. Quindi se la chiesa fosse posteriore a quest’epoca, come pare, non bisogna stupirci per niente.
    Le cose “singolari” sono altre. Prima questione: documenti? Una chiesa, seppur privata, deve aver inevitabilmente lasciato il segno in archivio. Visite pastorali, riconsacrazioni, benefici economici, patronato, nomina del rettore, e poi il decreto di profanazione quando è stata sconsacrata. Esiste almeno qualcosa di questi documenti?
    Da un punto di vista architettonico presenta elementi inconsueti. Il cosiddetto ordine tuscanico per il colonnato interno è molto raro, e più frequente in epoche recenti (800-900). Gli archi ribassati delle campate, anche quelli sono elementi inconsueti. Ma potrebbero anche non essere più come in origine, magari sbassati per fare il piano superiore. E poi le tre navate di ugual misura, molto molto rare. Oppure può darsi che in origine fossero più strette, cioè che i muri laterali siano stati costruiti ex novo.
    Gli elementi ci sono, ma sembrano montati alla rinfusa! Come se l’edificio fosse stato costruito con elementi di una chiesa smontata.

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