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Sigillo di Pontorme sul fonte battesimale di S. Michele

Essendo uno sponsor (forse il più piccolo) della Mostra sul Pontormo, ieri 08 febbraio vi son tornato non per “vedere” le opere, ma con l’intento di “osservarle”.
Mi ha fatto da guida Belinda, simpatica e gentile, che mi ha illustrato alcuni dettagli sulle opere, soffermandoci sul «San Giovanni Evangelista e San Michele arcangelo» (olio su tela, 1519 circa) del Pontormo.
I corpi illuminanti appositamente installati per l’iniziativa riescono ad esaltare il gioco dei contrasti cromatici, ma soprattutto consentono all’attento visitatore la percezione “quasi tridimensionale” di alcuni dettagli: mi ha infatti sorpreso la sensazione di poter afferrare i fili della bilancia che tiene l’arcangelo S. Michele con la sua mano sinistra (a destra per chi osserva).

S. Giovanni e S. Michele arcangelo - Pontormo

S. Giovanni e S. Michele arcangelo – Pontormo

Ella mi ha portato gentilmente all’attenzione il notevole fonte battesimale posto in una cappella a sinistra del suddetto quadro, facendomi notare lo stemma di Pontorme inciso su di esso.
Roba nota, ma ho ritenuto indispensabile fare scatti dettagliati dello stemma per consentire una migliore lettura dei dettagli.
Si torna sopra sul Sigillo della Comunità di Pontorme o «Pontvrmo» come si legge nella scheda scritta dal diligente Manni nei suoi Sigilli, Tomo V, n. 11.

Lo stemma che si osserva sul fonte è quello del famigerato ponte a a due archi, raffigurato in laterizi; si nota sulla destra anche qui il famoso “arco” sul ponte, per il quale molti autori hanno congetturato ma la scarsità di notizie e fonti non consente certezza sulle sue origini e consistenza. Ce ne danno informazione diversi autori, quale il Repetti nel suo Dizionario in merito a Pontorme, Il Lazzeri nel suo testo Notizie Istoriche della Terra d’Empoli [1], il Montaygne che annotò[2] «un ponte in rovina che ha qualcosa di vetusto, lì a due passi dalla strada maestra» ma di tale “Arco moncato” sul ponte ne abbiamo altre raffigurazioni, in primis sul sigillo del Manni.

Vi sono invece altre raffigurazioni più fedeli, in particolare:

– la prima è ben visibile nel celebre quadro dello Stradano sull’assedio del 1530 del Castello di Empoli (apposto nell’androne al P.1 del Palazzo comunale),

Vasari, assedio di Empoli del 1530.

Assedio di Empoli 1530.

ove scrutando bene Pontorme, si evince chiaramente l’esistenza dell’arco “moncato” in sommità: strutturalmente parlando vi dovrebbe essere stato il collasso della chiave di volta, ovvero il concio apicale, provocando la caduta dei conci fiancheggianti e rimanendo eretti quelli ai cosiddetti “reni” dell’arco, in genere a circa 30 gradi inclinati sull’orizzontale.

– la seconda è visibile nelle mappe cinquecentesche realizzate dai Capitani di Parte Guelfa, in particolare quella relativa al Popolo di S. Michele a Pontorme[3] pubblicata anche su un testo abbastanza recente [4]; in questo testo tra l’altro viene fornito un ingrandimento del particolare.

Nel Fondo fotografico Caponi è presente una foto scattata a valle del ponte “vecchio” sull’Orme, ad un’arcata, dove si nota sulla destra un

Archivio Caponi

Archivio Caponi

basamento murario su cui doveva presumibilmente fondarsi i pilastri che si osservano nelle dette immagini e iconografie.

Il riscontro di tutti questi documenti converge alla conferma dell’esistenza dell’arco, tuttavia il dettaglio dell’affresco dello Stradano sembra divergere dagli altri per la posizione dell’arco: infatti da questo sembra di scorgerne la posizione ad oriente dell’Orme, ed è l’unica rappresentazione, con beneficio di errore su questo dettaglio.

Dulcis in fundo, l’immagine e ingrandimento del sigillo sul fonte battesimale: l’arco moncato è posto sulla destra dell’osservatore, e non vi sono altri riferimenti o elementi capaci di fornire un orientamento; si predilige la presunzione che l’immagine offra “virtualmente” la veduta a valle del ponte ( a due archi, anteriore a quello monoarco) e quindi stesso “point of view” della foto Caponi qui riportata.

Empoli - Pontormo fonte battesimale S Michele 1

Sigillo di Pontorme, particolare

Dall’ingrandimento si può fare un analisi materica e strutturale del portale, se così possiamo definirlo: i pilastri, quanto i reni dell’arco, sono disegnati con effetto prospettico e riportano la filettatura di blocchi parallelepipedi, lasciando il dubbio se fosse in laterizi o blocchi lapidei (marmo o pietre ? ). La sommità di ogni pilastro è coronata da un elemento, apparentemente monolitico e sagomato, ma vi è leggibile pure una riga di distacco che lascia dubbi se fossero due blocchi sovrapposti; a prescindere da ciò rimane leggibile la forma a “mensola” del blocco, quasi a cimasa del pilastro.

Interessante anche la presenza di alcuni elementi posti in sommità dei reni dell’arco: a prima vista sembrano essere rami fogliati. Vien da ipotizzare che il ramo più alto sia somigliante a quelli dello stemma Zuccherini (dove vi sono due rami di canna da zucchero decussati), ma non si esclude che possa essere vegetazione spontanea, forse visibile anche nel particolare dell’affresco dello Stradano: notare quella piccola macchietta nera in sommità del pilastro a sx dell’osservatore, ovvero quello guarda a valle dell’Orme.

Si propongono due particolari ingrandimenti del sigillo, di cui uno in negativo allo scopo di consentirne una migliore lettura dei dettagli sopra esposti.
Naturalmente, a conclusione dell’odierno articolo, si invita i lettori a visitare di persona gli spazi della mostra.

Carlo Pagliai

Sigillo di Pontorme, particolare in negativo

Sigillo di Pontorme, particolare in negativo


Note e Riferimenti:
[1] L. Lazzeri, Notizie Istoriche della Terra d’Empoli, Ed. Monti, Empoli 1873, pag. 72.
[2] Montaygne, L’Italia nel XVI secolo, Città di Castello, 1889, p. 89.
[3] A.S.Fi, Cap. di Parte, Piante, t. 120 II° c. 327
[4] Il territorio empolese nella seconda metà del XVI sec. – W. Siemoni e L. Guerrini, Firenze 1987, p. 251.

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