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Dizionario geografico fisico storico della Toscana – Emanuele Repetti – Pontorme o Pontormo

Dizionario Geografico Fisico Storico della Toscana

contenente la descrizione di tutti i luoghi del Granducato

compilato da Emanuele Repetti

socio ordinario dell’i. E r. Accademia dei Georgofili e di varie altre   –  Volumi vari

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PONTORMO, PONTORME (Pons Ormis).

Borgo già Castello in mezzo al quale passa la strada postale Livornese. Esso da il nomignolo a due chiese parr. (S. Michele dentro Pontorno, e S. Martino fuori) nel piviere Comunità Giurisdizione e meno di un migl. a lev. di Empoli, Diocesi e Comp. di Firenze. Risiede in pianura presso la testata destra del ponte che sulla strada regia cavalca il torr. Orme, dal quale ebbe nome il paese, poco innanzi d’influire nell’Arno.
La memoria più antica di questo luogo la dà, ch’io sappia, un istrumento spettante alla fondazione della badia di S. Savino presso Pisa, quando fra i beni che i suoi nobili fondatori sotto di 30 aprile dell’anno 780 alla badia predetta assegnarono, vi compresero una loro corte con le sue pertinenze situata in Pontorme. Nel 1120 cotesto paese era munito di mura castellane ed in stato di difendersi, se è vero che fosse assediato dalle genti del March. Corrado allora governatore imperiale in Toscana. – (FIORENTINI, Memor. della C. Matilda). Ebbero quindi signoria in Pontormo i conti di Capraja consorti de’conti Alberti di Mangona, dai quali probabilmente derivava quel conte Guelfo di Pontorme che nell’ anno 1256 fu curatore di donna Fiandina figlia del fu conte Uguceione della Gherardesca, rammentata in un isirumento pisano riportato dall’Ab. Gamurrini. Contuttociò gli uomini di Pontormo prima dell’anno 1182 si erano posti sotto l’accomandigia della Rep. Fior., siccome apparisce dalla dichiarazione fatta in detto anno dagli Empolesi di recare a Firenze per la festa di S. Giovanni un cero più grosso di quello che recavano i Pontormesi, e ciò nel tempo che questi ultimi erano vassalli del conte Guido Borgognone e del conte Rodolfo di Capraja.
Inoltre de’conti di Pontormo si ha ricordo negli atti delle Riformagioni di Firenze all’anno 1343, quando quei governo, dopo la cucciala del duca d’Atene, fece registrare fra i popolani molti nobili di contado e tra essi il conte di Certaldo e quel di Pontormo coi loro figli e nipoti. Finalmente nel 1390 i capitani della compagnia di S. Michele in Orto, come eredi del conte Anselmo di Pontormo, donarono al Mon. di Santa Croce nel Vald’Arno inferiore un podere posto nel territorio di Marti. – (LAMI, Odepor.)
Che ai diritti de’conti di Capraja in Pontormo sottentrassero, almeno in parte, i conti Alberti si arguisce dal giuspadronato che questi ebbero sulla chiesa parrocchiale di S. Martino a Pontormo, e dall’assegno fatto nel 1392 dal cavalier Antonio di Niccolo degli Alberti al monastero del Paradiso nel Pian di Ripoli di vari beni situati a Fibbiana, a Montelupo, a Empoli e a  Pontormo. – Ved. CAPRAJA e FIBBIANA.
Il Castello di Pontormo dopo aver sofferto nel 1120, come dissi, una visita militare dalle truppe condotte dal March. Corrado, fu assalito e messo a ruba nel 1315 da altre soldatesche reduci dalla giornata di Montecatini.  Né meno dannoso ai Pontormesi fu l’altra visita ostile fatta dalle genti di Castruccio dopo la vittoria dell’Altopascio  (settembre 1325). Anche 8 anni dopo Pontormo fa soggetto ad una quarta disavventura del cielo, quando l’alluvione dell’Arno del 1333 danneggiò a segno le sue mura castellane, che la Signoria di Firenze con provvisione del 1336 dovè dar ordine che si restaurassero. Nella torre che fu un tempo sulla ripa destra dell’Orme, davanti al ponte del borgo di Pontormo esisteva la campana del Comune fusa nell’anno 1278 con i versi seguenti :

…………. Sum
Nola Comunis Ponturmi condita muris,
Consultum rite, dum pulsor, mando, veni.
BONAGUIDA de Florentia cum Rico fecit
Anno MCCLXXVIII.

La stessa campana nel 1786 fu trasportata nel campanile della vicina parrocchia di S. Michele innanzi che fosse riedificata.
Fia inoltre da avvertire che se la Terra d’Empoli nella festività del Corpus Domini suol dare al popolo il divertimento di un’ asino che fa volare dal campanile della collegiata; anche il vicino borgo di Pontormo nella  domenica successiva, dopo le sacre funzioni, soleva far lo stesso con il volo di un becco dal campanile della sua chiesa. All’Articolo EMPOLI rammentai il sigillo della Lega d’Empoli, illustrato dal Manni nel Vol. X de’Sigilli antichi, in cui trovasi per divisa d’Empoli la facciata della sua antica pieve, per quella di Montrappoli un monticello con alcuni grappoli e pampini di vite, e per l’insegna di Pontormo un loggiato con torre a guisa di campanile. Tale infatti era l’arme di questa comunità prima che la piena  dell’ Arno 1333 facesse rovinare quel loggiato, nella qual circostanza caddero, in gran parte almeno, anco le mura castellane di Pontormo.
Posteriore pertanto alla detta epoca dev’essere l’altro sigillo del Comune di Pontormo, illustrato nel Vol. VI dell’opera testé indicata, quando cioè i Pontormesi invece dei loggiato presero per divisa il ponte che intorno a quell’età fu ricostruito sul torr. Orme, tanto più che una divisa cosifatta a similitudine di quella del sigillo del Comune di Signa adattavasi maggiormente alla denominazione del paese di Pontormo.
Sennonché quest’ultimo sigillo rappresenta sulla testata occidentale del ponte d’ Orme un arco e per aria la figura alata dell’arcangelo S. Michele, titolare della parrocchia di Pontormo, la qual figura tiene colla destra l’asta avente sopra un giglio e l’arme de’capitani di Parte Guelfa ai piedi.
Ciò che più notabile è che cotesto ponte del sigillo di Pontormo aveva due archi, mentre quello disfatto nel secolo attuale per riedificarsi più largo e meno a schiena d’asino, era ad un solo arco. Era stato fatto nel 1700, siccome lo dichiarava l’iscrizione ivi apposta ne termini che appresso:

PONTEM HUNC COENOSO OBLUCTANTIUM
UNDARUM PROFLUVIO PENE SEPULTCM AD
PRISTINUM EXUNDANTIUM AQUARUM
DEFLUVIUMCERTALDI VICARIUS, NEC NON
OMNES ADIACENTIUM FLUMINI BONORUM
DOMINI PROPRIISSUMPTIBUS CONCORDI
DISCORDIA EREXERUNT STRUCTURAM OPERIS
SIBI VENDICAT. UT ARCHITE JOANNUZIUS
JOANNOZZI.
UT ASSISTENS PETRUS NERI. UT FABER
CEMENTARIUS AUGUSTINUS LANDINI. OCTAVO
KALENDAS SEPTEMBRIS. ANNO JUB. MDCC.

Fra le provvisioni della Rep. Fior. relative a Pontormo ne citerò due del 1365, una delle quali ordinava di fortificare il borgo di Pontormo, coll’altra lo destinò residenza di un potestà. – (MANNI, Sigilli Vol. VI, sigillo XI.) La chiesa di S. Michele in Pontormo possiede alcune tavole di buon pennello, taluna delle quali si suppongono dipinte nel secolo XVI da Jacopo Carrucci, conosciuto dalla patria per il Pontormo.
La chiesa medesima fu per qualche tempo soggetta ai Frati Umiliati che abitarono nella contigua canonica; ma il loro ordine essendo stato soppresso nel 1571 dal Pont. Pio V, cotesta chiesa con la canonica e tutti i suoi beni fu data in commenda all’ordine militare di S. Stefano Papa e Martire.
Dondechè il Granduca Cosimo I come Gran maestro dell’Ordine stesso la conferì in benefizio perpetuo alla nobil famiglia Cova di Brescia, dalla quale attualmente è ritornata al Gran maestro il Granduca di Toscana. Peraltro la chiesa di S. Michele di Pontormo innanzi era di collazione de’capitani di S. Michele in Orto, la di cui divisa esiste tuttora nella facciata della chiesa. L’altra cura di S. Martino a Pontormo è da lunga mano di collazione della nobil famiglia Frescobaldi di Firenze, la quale in molti luoghi sottentrò nei diritti de’conti di Capraja e di Pontormo.
Molti sono gli uomini illustri nativi di questo paese; fra quali contasi il dotto cardinal Laborante che fiorì nel secolo XII, e di cui sebbene non si conosca il casato, si sa peraltro a confessione sua, eh’egli era nativo di Pontormo. Oriundo se non nativo dello stesso borgo fu un altro cardinale, Fr. Luca Mazzuoli de’Frati Umiliati, cui tien dietro il celebre pittore Jacopo da Pontormo. Anche il celebre professore dell’ Università pisana Alessandro Marchetti nel secolo XVI vide la luce del giorno in Pontormo, come si disse all’Articolo EMPOLI.
La prioria di S. Michele in Pontormo ha il fonte battesimale quantunque la parrocchia sia compresa nel piviere della propositura di Empoli. La parrocchia di S. Michele dentro Pontormo nel 1833 contava 750 abitanti La parrocchia di S. Martino fuori di Pontormo all’anno medesimo noverava 319 abitanti.

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