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Monsignor Giovanni Marchetti da Empoli, Vescovo di Ancira – Biografia – Parte 3

Intransigente e fanatico, il Marchetti produsse molti scritti aspramente critici verso le tesi della Rivoluzione Francese

Empoli - Via Marchetti 17-10-2011 1

Via Marchetti all’incrocio col vicolo Marchetti (sulla dx) e Piazzetta Madonna della Quiete:
nell’immagine è inquadrato l’edificio definito “Castellaccio” nelle Imposizioni della Fogna del 1649 e 1710.


Carlo Pagliai

di CARLO PAGLIAI        segui  su    logo twitter    Linkedin   Facebook 


Biografia di Giovanni Marchetti, PARTE TERZA      Parte n° 1  e n° 2

Il piccolo volume sulle Annotazioni pacifiche del Marchetti, pubblicato in più edizioni nel 1788, fece andare su tutte le furie il Granduca di Toscana Pietro Leopoldo I che, prima della sua pubblicazione, provvide a far emanare il 22 febbraio 1788 a firma del presidente del Buon Governo un editto diffidante la divulgazione di questo libro onde esporsi ad una pena di scudi dieci assegnabile al denunciante segreto o manifesto.

L’editto promulgato nel 22 febbraio 1788 da Pietro Leopoldo

editto pietro leopoldo 1788

Ormai l’attacco frontale verso il vescovo Scipione Ricci era avviato, e fu rappresentato come un promotore di una riforma nemica della tradizionale religione; fa palesemente accusato di aver espresso pensieri più vicini a quelli protestanti piuttosto che dei giansenisti e francesi.
Accuse gravi e pesanti, che ebbero modo di diffondersi rapidamente in Italia in quanto ebbero un grande successo, seppure criticate dalle ali più moderate di Roma. [1]

Nel frattempo il Vescovo Ricci di Pistoia replicò alle accuse con una sua nuova lettera pastorale del 18 maggio 1788, e pubblicate nel sottostante volume

Lettera pastorale di Monsignor Vescovo di Pistoja e Prato in occasione di un libello intitolato Annotazioni Pacifiche Ec.

lettera pastorale vescovo ricci maggio 1788

Marchetti non fece attendere la contro replica verso il Vescovo Ricco, e provvide in tempi brevi a pubblicare nel corso dell’estate del 1788 in versione anonima le

Annotazioni Pacifiche confermate dalla nuova pastorale di Monsig. Vescovo di Pistoja, e Prato de’ maggio 1788 da due lezioni accademiche del signor D. Pietro Tamburini e dalle lettere di finale del Signor Ab. Marcello Del Mare

annotazion pacifiche tamburini

Le posizioni estreme delle Annotazioni ebbero conseguenze sulla vita personale del Marchetti, soprattutto quando fu scoperta la paternità dell’opera; la corte granducale dei Lorena svolse enormi pressioni sulla famiglia del duca Francesco Sforza Cesarini su cui aveva influenza e portarono al licenziamento del Marchetti nell’agosto del 1788.[2]

Di converso il Marchetti ebbe protezione diretta dal papa Pio IV che, con propria lettera datata 2 settembre 1788, provvide a fargli assegnare una diaria mensile [3] di 15 scudi e un alloggio presso il Collegio romani al fine di consentirgli una costante dedizione all’attività pubblicistica, a quanto pare gradita a taluni.

Agli inizi del 1789 ebbe inizio l’attività editoria del Supplemento al Giornale ecclesiastico di Roma, una pubblicazione mensile che raccoglieva saggi del Cuccagni e del Marchetti. Allo scoppio della Rivoluzione Francese il Marchetti non risparmiò certo parole di aspro biasimo verso gli eventi e le nuove politiche avversative francesi contro la Chiesa.

Si scagliò frontalmente contro l’abolizione delle decime attuate in Francia, allineandosi ai pensieri di Emmanuel Joseph Sieyès, e sul Giornale ecclesiastico del 23 gennaio 1790 riprese l’argomentazione del Sieyes definendo l’abolizione delle decime « uno sterile regalo fatto ai facoltosi, in proporzione della loro maggior ricchezza […] senza alcun profitto ». [4]

Nel Supplemento del 1790 [5] preconizzava che l’espropriazione dei beni del Clero avrebbe provocato sofferenze per il popolo contadino a vantaggio di pochi capitalisti.
Assunse da subito una posizione in senso controrivoluzionaria e filopapale sostenendo la tesi dell’esistenza di una congiura attuata dai philosophes e giansenisti finalizzata a distruggere la religione attraverso i principi dell’Illuminismo e l’azzeramento del diritto di proprietà della Chiesa.

Marchetti quindi mutò la sua ratio pubblicistica verso un lato sempre più ideologico, in un epoca che sarà di lì a breve caratterizzata da rivolgimenti sociali sempre più rilevanti; la sua posizione intransigente indusse il pontefice Pio VI ad affidargli l’incarico di compendiare l’atteggiamento resistente del clero francese e il rifiuto dello stesso al giuramento di fedeltà verso il nuovo stato francese post rivoluzionario, arrivando a pubblicare nel 1791 il volume

Testimonianze delle chiese di Francia sopra la così detta Costituzione Civile del Clero decretata dall’Assemblea Nazionale

Testimonianze delle chiese francesi Marchetti

Giovanni Marchetti era ormai noto per la sua manifesta intransigenza, e sosteneva ad esempio l’equiparazione dei giansenisti ai giacobini; sostenne inoltre che il terreno per la rivoluzione francese fu preparato da tutta quella mole di scritti e tesi eterogenee che aveva indebolito ed eroso l’autorità papale e clericale nel corso degli ultimi anni, arrivando a sostenere che tra questi vi fossero per giunta i philosophes, illuministi, regalisti, giurisdizionalisti, gallicani, ecc, e raccolse queste considerazioni nel suo libro Problema se i giansenisti siano giacobini, pubblicato nel 1794 a pagina 227 del Supplemento al Giornale ecclesiastico di Roma, tomo VI, in cui affermò che

« Un giacobino riderà come un matto, e insulterà come frenesie del fanatismo più stolto, tutti i melanconici sistemi di un giansenista; e all’incontro un giansenista […] si farà il segno della croce, come alla vista del diavolo, se per caso s’incontra con un giacobino. »

FINE  PARTE  n° 3

Consulta la Parte n° 1  e n° 2


Note e Riferimenti:
[1] Dizionario Treccani, voce Marchetti Giovanni;
[2] Ibidem;
[3] 
L. Della Fanteria, Biografia di mons. G. M. arcivescovo di Ancira, in Continuazione delle Memorie di religione, di morale e di letteratura, V (1836), pp. 265;
[4] Giornale Ecclesiastico, 23 gennaio 1790, pag. 11;
[5] Supplemento II, contenuto nel Giornale Ecclesiastico, quinterno primo, 1790, pag. 291;

Bibliografia
Archivio Parrocchia S. Andrea di Empoli – Libro Battesimi aprile 1753
G.M.D.E., Atti del convegno 17 novembre 2012, a cura di Mauro Guerrini, Empoli 2013, pag. 10;
Contro lo spirito del secolo, Giovanni Marchetti e la biblioteca della Controrivoluzione, Alessandro Guerra, Roma 2012, pag. 14;
Dizionario Treccani, voce Marchetti Giovanni.
L. Della Fanteria, Biografia di mons. G. M. arcivescovo di Ancira, in Continuazione delle Memorie di religione, di morale e di letteratura, V (1836)

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