Odoardo Hillyer Giglioli: Empoli Artistica, Lumachi Editore, Firenze 1906
Monsignor Giovanni Marchetti da Empoli, Vescovo di Ancira – Biografia – Parte 3
Intransigente e fanatico, il Marchetti produsse molti scritti aspramente critici verso le tesi della Rivoluzione Francese
Via Marchetti all’incrocio col vicolo Marchetti (sulla dx) e Piazzetta Madonna della Quiete:
nell’immagine è inquadrato l’edificio definito “Castellaccio” nelleImposizioni della Fogna del 1649e1710.
Biografia di Giovanni Marchetti, PARTE TERZA Parten° 1 en° 2
Il piccolo volume sulle Annotazioni pacifiche del Marchetti, pubblicato in più edizioni nel 1788, fece andare su tutte le furie il Granduca di ToscanaPietro Leopoldo Iche, prima della sua pubblicazione, provvide a far emanare il 22 febbraio 1788 a firma del presidente del Buon Governo un editto diffidante la divulgazione di questo libro onde esporsi ad una pena di scudi dieci assegnabile al denunciante segreto o manifesto.
L’editto promulgato nel 22 febbraio 1788 da Pietro Leopoldo
Ormai l’attacco frontale verso il vescovo Scipione Ricci era avviato, e fu rappresentato come un promotore di una riforma nemica della tradizionale religione; fa palesemente accusato di aver espresso pensieri più vicini a quelli protestanti piuttosto che dei giansenisti e francesi.
Accuse gravi e pesanti, che ebbero modo di diffondersi rapidamente in Italia in quanto ebbero un grande successo, seppure criticate dalle ali più moderate di Roma.[1]
Nel frattempo il Vescovo Ricci di Pistoia replicò alle accuse con una sua nuova lettera pastorale del 18 maggio 1788, e pubblicate nel sottostante volume
Lettera pastorale di Monsignor Vescovo di Pistoja e Prato in occasione di un libello intitolato Annotazioni Pacifiche Ec.
Marchetti non fece attendere la contro replica verso il Vescovo Ricco, e provvide in tempi brevi a pubblicare nel corso dell’estate del 1788 in versione anonima le
Annotazioni Pacifiche confermate dalla nuova pastorale di Monsig. Vescovo di Pistoja, e Prato de’ maggio 1788 da due lezioni accademiche del signor D. Pietro Tamburini e dalle lettere di finale del Signor Ab. Marcello Del Mare
Le posizioni estreme delle Annotazioni ebbero conseguenze sulla vita personale del Marchetti, soprattutto quando fu scoperta la paternità dell’opera; la corte granducale dei Lorena svolse enormi pressioni sulla famiglia delduca Francesco Sforza Cesarinisu cui aveva influenza e portarono al licenziamento del Marchetti nell’agosto del 1788.[2]
Di converso il Marchetti ebbe protezione diretta dal papa Pio IV che, con propria lettera datata 2 settembre 1788, provvide a fargli assegnare una diaria mensile[3]di 15 scudi e un alloggio presso il Collegio romani al fine di consentirgli una costante dedizione all’attività pubblicistica, a quanto pare gradita a taluni.
Agli inizi del 1789 ebbe inizio l’attività editoria del Supplemento al Giornale ecclesiastico di Roma, una pubblicazione mensile che raccoglieva saggi del Cuccagni e del Marchetti. Allo scoppio della Rivoluzione Francese il Marchetti non risparmiò certo parole di aspro biasimo verso gli eventi e le nuove politiche avversative francesi contro la Chiesa.
Si scagliò frontalmente contro l’abolizione delle decime attuate in Francia, allineandosi ai pensieri di Emmanuel Joseph Sieyès, e sul Giornale ecclesiastico del 23 gennaio 1790 riprese l’argomentazione del Sieyes definendo l’abolizione delle decime « uno sterile regalo fatto ai facoltosi, in proporzione della loro maggior ricchezza […] senza alcun profitto ». [4]
Nel Supplemento del 1790 [5] preconizzava che l’espropriazione dei beni del Clero avrebbe provocato sofferenze per il popolo contadino a vantaggio di pochi capitalisti.
Assunse da subito una posizione in senso controrivoluzionaria e filopapale sostenendo la tesi dell’esistenza di una congiura attuata dai philosophes e giansenisti finalizzata a distruggere la religione attraverso i principi dell’Illuminismo e l’azzeramento del diritto di proprietà della Chiesa.
Marchetti quindi mutò la sua ratio pubblicistica verso un lato sempre più ideologico, in un epoca che sarà di lì a breve caratterizzata da rivolgimenti sociali sempre più rilevanti; la sua posizione intransigente indusse il pontefice Pio VI ad affidargli l’incarico di compendiare l’atteggiamento resistente del clero francese e il rifiuto dello stesso al giuramento di fedeltà verso il nuovo stato francese post rivoluzionario, arrivando a pubblicare nel 1791 il volume
Testimonianze delle chiese di Francia sopra la così detta Costituzione Civile del Clero decretata dall’Assemblea Nazionale
Giovanni Marchetti era ormai noto per la suamanifesta intransigenza, e sosteneva ad esempio l’equiparazione dei giansenisti ai giacobini; sostenne inoltre che il terreno per la rivoluzione francese fu preparato da tutta quella mole di scritti e tesi eterogenee che aveva indebolito ed eroso l’autorità papale e clericale nel corso degli ultimi anni, arrivando a sostenere che tra questi vi fossero per giunta i philosophes, illuministi, regalisti, giurisdizionalisti, gallicani, ecc, e raccolse queste considerazioni nel suo libro Problema se i giansenisti siano giacobini, pubblicato nel 1794 a pagina 227 del Supplemento al Giornale ecclesiastico di Roma, tomo VI, in cui affermò che
« Un giacobino riderà come un matto, e insulterà come frenesie del fanatismo più stolto, tutti i melanconici sistemi di un giansenista; e all’incontro un giansenista […] si farà il segno della croce, come alla vista del diavolo, se per caso s’incontra con un giacobino. »
FINE PARTE n° 3
Note e Riferimenti:
[1]Dizionario Treccani, voce Marchetti Giovanni;
[2]Ibidem;
[3] L. Della Fanteria,Biografia di mons. G. M. arcivescovo di Ancira, inContinuazione delle Memorie di religione, di morale e di letteratura, V (1836), pp. 265;
[4]Giornale Ecclesiastico, 23 gennaio 1790, pag. 11;
[5]Supplemento II, contenuto nel Giornale Ecclesiastico, quinterno primo, 1790, pag. 291;
Bibliografia
Archivio Parrocchia S. Andrea di Empoli – Libro Battesimi aprile 1753
G.M.D.E., Atti del convegno 17 novembre 2012, a cura di Mauro Guerrini, Empoli 2013, pag. 10;
Contro lo spirito del secolo, Giovanni Marchetti e la biblioteca della Controrivoluzione, Alessandro Guerra, Roma 2012, pag. 14;
Dizionario Treccani, voce Marchetti Giovanni.
L. Della Fanteria, Biografia di mons. G. M. arcivescovo di Ancira, in Continuazione delle Memorie di religione, di morale e di letteratura, V (1836)









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