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Monsignor Giovanni Marchetti da Empoli, Vescovo di Ancira – Biografia – Parte 1

Nel Settecento Empoli diede i natali alla persona che gettò le basi dell’attuale Biblioteca comunale

Empoli - S. Agostino convegno copia caravaggesca 11-04-2015 (5)


Carlo Pagliai

di CARLO PAGLIAI        segui  su    logo twitter    Linkedin   Facebook 

 


Dalla zona di Via Chiara emerse un empolese illustre vissuto a cavallo tra Sette e Ottocento.

Giovanni Marchetti, nacque il 13 aprile 1753. Sull’atto di battesimo [1] è riportato:

Ora 2      Q° dì 13

Giovanni Maria Niccolaio di Giusep.e di Lor.o
Marchetti & di monna Teodora di Gas-
pero Brandi S(ua) L(egittima) C(onsorte) tutti di q.sta
 Cura. Nato alle 2 della sera del
dì 10 sud.o. Fu compare Raniero di
And.a Busoni e la comare M.a
Gaetana di Bonaventura Masi
tutti di questa Cura e battezza-
to da me Prete Giovanni Francesco Buca-
lossi Curato.

battesimo di Giovanni Marchetti

estratto dall’atto di battesimo – pubblicato su G.M.D.E., Atti del convegno 17 novembre 2012, M. Guerrini, Empoli 2013, pag. 38

Risulta venuto al mondo in via della Fogna [2] alla cantonata di via Chiara; fu primogenito di Giuseppe Marchetti e Dorotea Brandi, dopo di lui nacquero le tre sorelle Teresa, Lucrezia e Maria Giovanna. La madre morì dopo l’ultimo parto, avvenuto nel 1759, mentre il padre morì nel 1767, lasciando quindi al sedicenne Giovanni Marchetti il gravoso compito di gestire la loro non benestante famiglia.

Egli era dotato di buone capacità intellettuali, ma dopo il decesso del padre ebbe difficoltà a seguire regolarmente gli studi e dovette occuparsi delle tre sorelle a carico; ciò non gli consenti di svolgere gli studi di legge all’Università di Pisa ma riuscì ad ottenere una sorta di patentino che gli permise di svolgere qualche piccolo incarico di procuratore all’allora tribunale vicariale di Empoli.

Giovanni, colui che diventerà il “Martello del Giansenismo” in un periodo di rivolgimenti sociali perenni, tra Settecento e Ottocento, si arrangiò con questo lavoro fino attorno ai suoi venti anni, ovvero fino al momento in cui entrò in contatto con ecclesiastico (ignoto il nome) che, transitando a Empoli, riconobbe nel ventenne Giovanni una personalità di rilievo culturale degna di nota.

Stemma del Vescovo Giovanni Marchetti

stemma marchetti

Questo prete portò il Marchetti a Roma, facendogli affidare l’incarico di segretario nella casa della nobile famiglia Torrigianiin particolare entrando nelle grazie del potente Cardinale Ludovico Maria Torrigiani, allora Segretario di stato; il cardinale morì il 6 gennaio 1777, e passò quindi  a svolgere l’incarico di segretario in casa della famiglia dei duchi Mattei di Giove. [3]

Il 20 dicembre 1777 [4], a 24 anni, vi fu la sua ordinazione sacerdotale, e si laureò in teologia il 12 settembre 1778. [5] La sua fiamma di saggista aveva ormai preso avvio senza limiti, e nel 1780 diede alle stampe i due tomi del suo celebre saggio Critica della storia ecclesiastica e de’ discorsi del signor abate Claudio Fleury (Roma, Salvioni, 1780), dedicato a Giuseppe Mattei che lo aveva assunto a segretario; il Marchetti descrisse questo suo primo lavoro come « umil parto de’ privati miei studi » [6].

Ebbe un enorme suc cesso a Roma, considerato che l’opera di Fleury era assai diffusa in Europa, lasciando colpiti diversi intellettuali dell’epoca come Joseph de Maistre, che ebbe a congratularsi con l’autore [7].
Marchetti, col suo saggio critico, volle accentuare ed esasperare la tesi storica gallicana assunta dal Fleury, condivisa poi nell’Illuminismo.

Per chiarimento, Claude Fleury (1640-1723) attribuì la causa della decadenza morale e civile della comunità cristiana, avviatasi nel Medioevo, alla scomparsa del senso critico, agevolando la sedimentazione della credulità, ignoranza e superstizione che uccide l’amor del vero.

L’edizione in ristampa del 1819 a Roma, Tomo I

 

critica della storia ecclesiastica e de' discorsi del sig. abate claudio fleury 1819 tomo I

§

L’edizione in ristampa del 1783 a Bologna, Tomo II

critica della storia ecclesiastica e de' discorsi del sig. abate claudio fleury 1783

La motivazione del Marchetti a scrivere questo saggio derivò dalla necessità di fornire prove per difendere la legittimità della tradizione ecclesiastica; non intese elaborarlo come una critica di censura, piuttosto una severa analisi circa la verità della storia e dei pregiudizi.

La prima tiratura ebbe un grande successo e andò completamente esaurita, e il Marchetti decise di pubblicare una nuova edizione ampliandola molto con un appendice, ed ebbe luce nell’edizione del 1782-83 nella stamperia Sassi [8].

FINE  PARTE  n° 1

Consulta la Parte n° 2


Note e Riferimenti:
[1] Archivio Parrocchia S. Andrea di Empoli – Libro Battesimi aprile 1753
[2] G.M.D.E., Atti del convegno 17 novembre 2012, a cura di Mauro Guerrini, Empoli 2013, pag. 10;
[3] Contro lo spirito del secolo, Giovanni Marchetti e la biblioteca della Controrivoluzione, Alessandro Guerra, Roma 2012, pag. 14;
[4] Contro lo spirito del secolo, Giovanni Marchetti e la biblioteca della Controrivoluzione, Alessandro Guerra, Roma 2012, pag. 16;
[5] Dizionario Treccani, voce Marchetti Giovanni.
[6] Contro lo spirito del secolo, Giovanni Marchetti e la biblioteca della Controrivoluzione, Alessandro Guerra, Roma 2012, pag. 16;
[7] G.M.D.E., Atti del convegno 17 novembre 2012, a cura di Mauro Guerrini, Empoli 2013, pag. 11;
[8] Dizionario Treccani, voce Marchetti Giovanni.

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