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Camminando sulle Mura d’Empoli, Parte 3 – di Carlo Pagliai

PROSEGUE LA CAMMINATA sulle Mura d’Empoli della ultima (forse terza ?) Cerchia medioevale.
Siamo nello spazio che fino al Settecento era il celebre Spedale De’ Nocenti, ovvero Spedale degli Innocenti diventata poi Fattoria omonima. Lo Spedale nel 1820 non appartiene più a tale istituzione, che svolgeva la funzione di prendere ahimè in consegna i fanciulli (appunto “innocenti) che sovente venivano abbandonati in anonimato alla ruota.

       di CARLO PAGLIAI

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Il complesso dei Nocenti praticamente comprendeva una discreta porzione dell’odierno isolato compreso tra Via Chiara, Via S. Lavagnini, Via Marchetti e Via Chimenti. Pensate, che il piazzale oggi chiuso dalla cancellata e che si vede anche nelle foto aeree che riporto, un tempo era aperto e era la proseguzione di Via della Noce e collegava Via Chiara con Via Spartaco Lavagnini. Poi, dopo diversi contenziosi e diatribe cittadine lamentate dal Feroni e Patani, noti conciai e tintori siti in Via Chiara, tale spazio fu reso inaccessibile al pubblico a fine Seicento in concomitanza ad alcuni lavori di pavimentazione/lastricatura proprio di Via Chiara. Quasi un “contentino”.

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In questo spazio ex Spedale Nocenti vi è ancora oggi, in vergognoso stato, un bastione circolare dell’ultima Cerchia, ovvero quello compreso tra Porta Pisana e il Bastione angolare delle suore, ben rappresentato libero nel dipinto dello Stradano sull’assedio spagnolo di Empoli.
La torre, l’unica dotata con l’altana di guardia, è puntellata almeno dalla fine degli anni Ottanta, considerato l’esistenza di una foto scattata all’epoca ancora esposta in un ufficio comunale. A parte le lamentele contornanti lo stato dirutibile del Bastione, i confinanti e i vicini ci hanno inviato queste foto, alcune delle quali eseguite con teleobbiettivo a distanza.
Sul retro della torre esiste in buona parte il camminamento sopra le ex carbonaie ancora intatto, su cui si potrebbe lavorare per restituirne il passaggio a favore del pubblico, magari a scopo ludico. Tuttavia occorre un serio lavoro di restauro e un progetto fattibile che in tempi attuali andrebbe eseguito con i costi contenuti.

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Ingresso da Via Spartaco Lavagnini

In via preliminare e per consentire una rapida comprensione, si allega tre foto evidenziando lo spazio da riqualificare. A mio avviso riscontro tutte le condizioni per restituire tale spazio (già pubblico) all’uso effettivo della popolazione e quale ulteriore spazio attrattore a scopo turistico. Tra l’altro, al di sotto di tale camminamento c’era, e non so se anche oggi sia adibita a tal uso, una cappella denominata “degli Spiritelli” nel Catasto Leopoldino del 1820.

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Tale camminamento sulle Mura, che propongo di denominarlo “degli Innocenti” in memoria di una istituzione rilevante come fu, necessiterebbe di un ulteriore accesso; infatti il primo accesso esistente è quello costituito da un cancelletto con scala di Via Lavagnini, il secondo accesso lo farei dalla porzione di camminamento svuotata del suo terrapieno e che oggi consiste in un posto auto scoperto di proprietà privata, con accesso da Via Chiara. Sarebbe da proporne l’acquisito al titolare, oppure valutare una soluzione conciliativa che consenta di inserire una scala analogia e quindi di minimizzare il peso su tale fondo.
Vedremo gli sviluppi se ci saranno, ma nel frattempo aggiungo anche un particolare del torrione tondo suddetto, ovvero la “feritoja” da cui sparavano con spingardino a tiro radente.

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