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Il Ministro fascista Giuseppe Bottai in visita a Vinci ed Empoli

 

Giuseppe Bottai - Fonte: http://commons.wikimedia.org/wiki/File:Giuseppe_Bottai_1943.jpg

Giuseppe Bottai – Fonte: http://commons.wikimedia.org/wiki/File:Giuseppe_Bottai_1943.jpg

di Carlo Pagliai

Da tempo con Pianigiani avevamo visionato il materiale fotografico, ma si deve dire che il lato migliore delle ricerche comincia ad emergere e crescere adesso, soprattutto proprio oggi che si celebra il secondo anniversario della fondazione di Della Storia d’Empoli.
Bisogna sottolineare i meriti di questa iniziativa che ci ha permesso di crescere culturalmente, ma soprattutto di accrescere una diversa consapevolezza e concetto di “Patrimonio locale” inteso come il frutto della sedimentazione materiale e immateriale del luogo.
Credo di parlare anche a nome di Pianigiani circa questa congiunta soddisfazione; personalmente è da molto più tempo che mi interesso di storia d’Empoli e ammetto, come dicevo poc’anzi in chat con l’amico Fiumalbi, la sensazione che viviamo è quella di captare gli echi dal passato, e noi sempre lì con gli orecchi dritti a cercare di capire e decifrare il suono dal rumore di fondo.

In coincidenza col secondo anniversario di Della Storia d’Empoli, si propone il seguente articolo relativo alla visita di un Ministro del regime fascista Giuseppe Bottai avvenuta il giorno 20 Agosto 1939 [1] a Vinci e ad Empoli.
In sintesi onde evitare di dilungarsi, Giuseppe Bottai fu una figura chiave nell’intero Ventennio fascista, partecipandovi dagli arbori e fino al declino, firmando tra l’altro l’Ordine del giorno Grandi, una mozione che mise in minoranza Benito Mussolini.
Nel settore dell’urbanistica, quale Ministro dell’Educazione Nazionale, firmò due fondamentali norme di tutela dei Beni culturali e paesaggistici: infatti chi tra i geometri, architetti e ingegneri non conosce le famigerate Leggi n° 1089 e 1497 entrambe promulgate nell’anno 1939 ?

Fonte: La Stampa, pag 4 edita il 21 Ago 1939

Fonte: La Stampa, pag 4 edita il 21 Ago 1939

Nota aggiunta 27/08/2013  09.55 su suggerimento di Boreno Borsari:
articolo tratto da La Stampa di Torino 21 Ago 1939 – pag 4:
Vinci, 21 Agosto.
      Vinci si è ieri tutta illuminata e riscaldata alla luce e ad al fuoco di una gloria che, appunto per non essere tutta e solamente sua, la gloria universa ed eterna di Leonardo, più che mai esalta l’onore dell’antico castello toscano. In Vinci si sono infatti inaugurate ieri (20 Ago 1939 ndr) le celebrazioni leonardesche, ed a tenerle a battesimo c’era Giuseppe Bottai Ministro dell’Educazione Nazionale, in rappresentanza del Governo Fascista – che è quanto dire in rappresentanza della rinnovata universalità romana ed italiana – e c’erano un inviato del Podestà di Milano ed il Sovrintendente ai Civici Musei del Castello Sforzesco prof. Nicodemi, latori della ammirata gratitudine della città che attualmente custodisce, alla sua Mostra delle Invenzioni, i più importanti documenti del genio di Leonardo.
      Vinci è un piccolo paese di gente operosa, usa a far miracoli col podere e la vigna, ma che fuor di questo ha possibilità limitate. Ad esempio possibilità di assicurarsi il possesso od anche solo l’affidamento temporaneo di oggetti troppo illustri e preziosi. Perciò la Mostra, come mostra in sè, non poteva essere e non è gran cosa. Ma il dono incomparabile che Iddio fece a Vinci nella meravigliosa notte del 15 aprile 1452, quel dono a Vinci, non potrà portarglielo via nessuno. Ed è soprattutto intorno a questo invisibile, ma così grande e solenne cimelio, che il popolo vinciano s’è raccolto ieri mattina ed ha ricevuto gli importantissimi ospiti.
      Un piccolo corroso fonte battesimale e la riproduzione di un antico foglietto di archivio appartenente ad un carteggio nel quale un notaro di Vinci, provvidenzialmente pignolo, nell’annotare tutti i fatti più intimi della sua casa e del suo parentado, fa anche sapere che quella certa notte venne al mondo, per opera del suo figlio Bartolomeo, un pargoletto chiamato Leonardo. Nessun altro documento scritto e nessun altro oggetto (i modellini delle macchine da Leonardo pensate con stupefacente divinazione del futuro, e la bella testa plasmata da Francesco Wildt e donata al Comune di Vinci dal Podestà di Milano) potrebbero misurarsi col valore di commozione di quel fonte e di quella carta.
      Giuseppe Bottai è arrivato ad Empoli in treno e di qui si è recato a Vinci in automobile. Alla stazione di Empoli erano ad accoglierlo il vice-Prefetto di Firenze, il vice-Federale di Firenze, il Podestà ed il Questore di Firenze. All’ingresso di Vinci, dove il Ministro è giunto alle 9 precise, si trovavano a salutarlo il podestà, il segretario politico, il rappresentante del Podestà di Milano, un rappresentante del Corpo d’Armata, e tante altre personalità.
   Formazioni giovanili erano schierate lungo la strada che dall’ingresso del paese sale al Castello, e quando S.E. Bottai è apparso alla testa del gruppo delle autorità un alto applauso si è acceso da quella doppia siepe viva e si propagato per tutto il suo dispiegamento, come lungo una miccia. Le musiche suonavano gli inni della Rivoluzione, che mille voci accompagnavano.
      Al Castello il Ministro ha inaugurato e visitato la Mostra dei cimeli, compiacendosi molto col segretario politico e col Podestà che ne sono stati gli ideatori e coi camerati Renato Allegri, Enrico Pantani e Renzo Cianchi, che nelle loro rispettive qualità di presidente, segretario bibliotecario della Mostra stessa, hanno tanto bene assecondato il pensiero degli Iniziatori. Si è già detto che cosa quella Mostra raccoglie: disegni e modelli di macchine soprattutto. I modelli, fedelissimamente riprodotti, si devono alla accorta devota opera degli artefici di Guidonia.
      Lasciato il Castello, S.E. Bottai si reca alla chiesa di Santa Croce per visitarvi il fonte battesimale restaurato e riofferto di recente alla vista del pubblico. E’ una piccola povera grande cosa: la sua grandezza sta appunto in questa sua umiltà paesana. E’ una rozza coppa di pietra porosa azzurrina, con su un coperchio di legno, allo stato naturale. Una coppa vuota e chiusa, e tuttavia traboccante di non sappiamo quale misteriosa linfa. Il Vescovo di Pistoia e Prato lo consacra e il Ministro s’intrattiene poi a considerarlo a lungo.
      Il fonte è sovrastato da una pietra serena che dice: <<Al sacro fonte di questo antico tempio della Santa Croce – Ricevè le acque battesimali – Leonardo di Ser Piero da Vinci – nato il 15 aprile 1452. – Di qui drizzò i primi passi verso la gloria – scopritore divino di nuovi orizzonti di bellezza e di luce. – Le umane generazioni chinano la fronte dinanzi al genio incomparabile – di chi si è rinomata nei secoli questa sua terra natale – non meno che la Patria più grande – l’Italia >>.
      Un po più in là, sulla stessa parete, è la riproduzione fotografica del documento base che legittima l’onore di Vinci di avere dato i natali a Leonardo Autore della memoria: ser Antonio da Vinci, notaio. Ritrovamento del foglio prezioso: Archivio di Stato di Firenze.
      Lasciata la chiesa, il Ministro sempre acclamatissimo, si reca ad inaugurare la Mostra dei prodotti del Montalbano. E’ stata poi la volta dell’inaugurazione della Casa del Fascio, battezzata col nome glorioso di Franco Martelli, caduto da prode a Debenguinà, presso il Tacazzè, il 15 dicembre 1935.
      Acclamato dalla folla raccolta davanti all’edificio S.E. Bottai si è affacciato al balcone ed ha voluto che li, davanti al popolo, avvenisse la lettura del messaggio inviato dal Podestà di Milano al Podestà di Vinci, e quella dell’orazione ufficiale, affidata al prof. Nicodemi.
–    fine articolo –

Tale evento fu documentato dal fotografo Pietro Caponi che operava già in Empoli, i cui scatti oggi fanno parte del Fondo fotografico Giuseppe Bottai[3] ed essendo di proprietà privata, non si pubblicano in questo articolo ma si riportano i rispettivi link corredati di un commentario di contestualizzazione.

Bottai è in visita sul lastricato frontistante la chiesa della S. Croce nel castello di Vinci: osservate bene alle sue spalle la croce di ferro, la stessa esistente ancora oggi e visibile in questa moderna foto.
Foto n° 1
Foto n° 2

Senza titolo-1

Fonte: http://goo.gl/uZYbq7

Bottai visita il paese di Vinci e la fiera locale allestita nell’allora Piazza Baldi-Papini oggi meglio nota come la centralissima Piazza della Libertà.
Si invita il lettore a riconoscere il fronte sud delle facciate e confrontarle con quelle odierne, il riconoscimento sarà convincente anche in base ad un balcone che si vede sul margine sx della foto n°5 visibile dentro il posticcio “arco trionfale d’ingresso” alla fiera, e questo terrazzo lo potete osservare uguale ancora oggi in questa foto a destra.
In tutte queste tre foto mi sembra di riconoscere il Podestà di Empoli Giuseppe Masi in primo piano nella foto n° 3 alla destra di Bottai; nelle foto n° 3 e 4 Bottai sembra ricevere in dono prodotti di vetro. Nelle foto 6-7-8 procede alla degustazione di vini locali.
Foto n° 3
Foto n° 4
Foto n° 5
Foto n° 6
Foto n° 7
Foto n° 8

Bottai sta passeggiando in Via Roma all’altezza del n° civico 29 e si intrattiene a salutare una Giovane Italiana in divisa, anche se a primo acchito sembra di osservare un bambino maschio; sulle destra in primo piano si osserva un uomo con fascia tricolore, forse il Podestà di Vinci.
Foto n° 9

Bottai si trova in campagna, probabilmente in qualche importante villa o fattoria nei pressi di Vinci, forse si tratta di Calappiano a S. Ansano o Bellosguardo visto che nella foto n° 5 si riconosce la presenza di due stand della “Fattoria S. Ansano” dei Fratelli Bini o Mariambini d’Empoli e la “Tenuta Bellosguardo”.
Foto n° 10
Foto n° 11

Bottai sembra si stia congedando dalla visita, la folla in secondo piano sulla destra sembra guardare altrove invece del Ministro: non saprei riconoscere l’edificio alle spalle tuttavia considerato che nella raccolta fotografica si riconoscono bene i luoghi di Vinci ed Empoli, credo si debba ricercarne attribuzione in questi due Comuni.
Foto n° 12

Bottai visita una colonia elioterapica sita in un luogo imprecisato sulle colline del Comune di Vinci, e per orientarsi è necessario guardare le due foto dello stesso luogo  in cui si riconosce una colonia, di cui si posseggono altre foto dell’Archivio Caponi.
Foto n° 13
Foto n° 14

Bottai arriva ad Empoli in Piazza dei Leoni e giunto ai piedi del sagrato della Collegiata lo accoglie un piccolo drappello di autorità, tra l’altro in alto a destra in secondo piano sembra di riconoscere il Sig. Gino Montepagani; in sfondo in direzione Via Marchetti c’è poca folla ad accoglierlo, poco festante e parecchio incuriosita. Si potrebbe dubitare che la notizia della visita sia stata poco diffusa presso la popolazione, anche se la loggia del Palazzo del Vivo è coronata con molti fiori.
Si scorge anche un particolare modesto quanto curioso ovvero il portalampada di illuminazione pubblica sospeso sopra l’incrocio della Via del Giglio col Canto Guelfo che accede in Piazza; si nota inoltre in lontananza la chiesa della SS. Annunziata prima della sua distruzione bellica ovvero col campanile in facciata su Via Chiara.
Foto n° 15 

Sul tema del Fascismo empolese ci sarà modo di tornarci sopra, la documentazione acquisita è notevole e considerato la “delicatezza” dell’argomento spinoso quanto interessante, sarà trattato con la debita cura e dettaglio.

Note e riferimenti:
[1]
La Stampa di Torino – 21 agosto 1939 – informazione per cortesia di Boreno Borsari.
[2] Il Tirreno – Cronaca di Empoli 09 settembre 2012
[3] Conservato presso la biblioteca digitale del sito LombardiaBeniCulturali

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