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Empoli nel Piano di Ricostruzione 1947: Il Centro Storico

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Le tavole particolareggiate

Le tavole particolareggiate


Il Piano di Ricostruzione 1947, oltre ad alcune tavole di carattere generale relative all’ambito circostante al Capoluogo, fu articolato con sei tavole particolareggiate.
Queste tavole furono redatte in scala 1:2000 sulla base del corrispondente Foglio di mappa del Catasto Urbano allora vigente.

1) Via Giuseppe del Papa e Via degli Orti: era previsto il congiungimento (o ricongiungimento) di Via Giuseppe del Papa con la Via degli Orti, tracciato certamente una volta collegato a codesta maniera prima della realizzazione dell’ultima Cerchia muraria medioevale, ovvero quando si accedeva dalla Porta di S. Andrea (o di S. Brigida). A giudicare dall’elaborato l’intenzione progettuale non era lo “sventramento a trincea” da cielo a terra, ma adibire a passaggio pubblico (tuttora esistente) tipo “tunnel” tra il termine di Via del Papa e il giardino ex Fattoria Vannucci-Zauli. Gli empolesi over 40 anni avranno subito capito che si tratta dell’ingresso dell’ex sede della Libreria Rinascita quando vi aveva sede qui; dall’altra parte nel giardino privato lungo le Mura non sarebbero servite opere di sorta in quanto vi era già, come vi è ancora oggi, un ampio portone che presumibilmente è comunicante con lo stesso fondo. (La cosa si desume da semplice osservazione dei due fronti dagli spazi pubblici suddetti).

2) Convento S. Agostino: era prevista la demolizione di un edificio posto in Via de’ Neri in adiacenza al corpo di fabbrica della Chiesa di S. Agostino, allo scopo di realizzarvi una piazzetta pubblica, probabilmente per agevolare l’accesso al Convento stesso ove in quel tempo vi si svolgevano diverse attività scolastiche.
Tale intervento apre un altro interrogativo, ovvero se la Chiesa di S. Agostino sia stata costruita da subito con facciata occlusa da altro fabbricato del Convento; forse la risposta a ciò perverrà dagli studi sul Convento di recente ripresi dal suo massimo esperto.
3) Via del Gelsomino: era previsto un intervento di sventramento e allargamento della strada, allo scopo di migliorarne le condizioni di salubrità, maggior illuminazione e circolazione d’aria, configurandosi quasi come un intervento “haussmaniano“. Forse l’intervento avrebbe raggiunto i suddetti obbiettivi e chissà, magari sarebbero emersi dagli scavi possibili spunti archeologici, ma tranciare questa strada avrebbe irrimediabilmente coinvolto edifici storicizzati come il fronte tergale del Palazzo Ricci.
4) Via del Giglio incrocio Via Ridolfi, già “Canto dei Galli”: era prevista la realizzazione della <<Piazzetta degli Affari>> con la sistematica modifica dell’incrocio. L’idea va contestualizzata: l’edificio ove oggi vi è una nota pasticceria (ex Palazzo Galli) era praticamente raso al suolo, mentre il frontistante edificio coi portici (ex Palazzo Rigoli) era gravemente danneggiato, non c’è da stupirsi che il progetto prevedesse un arretramento dei rispettivi fronti. L’idea che si legge nella tavola è l’integrale ricostruzione dell’edificio posto all’incrocio tra Via Chiara e Via Ridolfi dotandolo di un ampio gioco di porticati (rieccheggiando Piazza de’ Leoni ?) disposti lungo una corte aperta.
Sul versante opposto, il Palazzo Rigoli (quello degli odierni portici) sarebbe stato arretrato di circa 4/5 metri, praticamente il volume dei portici sarebbe stato rimosso da cielo a terra.
5) Piazza della Vittoria, tagliata: congiungimento della strada di Via Tinto da Battifolle con Via Roma, dove però la Piazza della Vittoria oltre alla tagliata si sarebbe ridotta come spazio per far costruire due edifici ad uso pubblico (Cfr. Relazione del PdR). Immutata la posizione della statua, che avrebbe svolto ruolo di centralità monumentale ad un gioco di ampie aiuole cadenzate da sentieri pedonali squadrati.
6) Via Paladini, tagliata con Via Ridolfi: era previsto il ricongiungimento del tratto finale di Via Paladini con Via Ridolfi nello spazio interposto tra il corpo dello Spedale Vecchio, una porzione dell’ultime Mura medioevali e l’edificio del Torrino dei Righi.
A giudicare dall’elaborato, l’idea progettuale doveva essere quella di realizzare un’ampia scalinata nel detto spazio; di complessa attuazione a causa del notevole dislivello tra le quote stradali, mediamente circa 3.80 – 4.00 ml. Si rimanda anche ad un altro articolo in merito.

Nel complesso appare chiaro il forte tentativo di ridare “aria e luce nuova” ad alcuni angoli cittadini, ma ai nostri occhi appare altrettanto chiaro che alcuni interventi (n° 3 e 4) sarebbero stati vere e proprie “cicatrici” nel tessuto storico urbano.

Per una migliore lettura delle previsioni urbanistiche si rimanda alla Legenda del Piano →

Piano di Ricostruzione 1947 foglio 16 con etichette intervento

Piano di Ricostruzione 1947 con etichette intervento

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