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Stemma famiglia CELLI

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Lo stemma della famiglia CELLI [1] è situato nel giardino dell’Istituto della SS. Annunziata di Empoli, che ringraziamo per la gentile concessione a pubblicare.
Ve ne sono due esemplari scolpiti sulle facce di due distinti basamenti in pietra serena, disposti all’ingresso di un vialetto d’accesso al giardino; si presentano in condizioni di degrado pur avendo ancora alcuni elementi che ne consentono la lettura.
Probabilmente questi due stemmi furono scolpiti a titolo di onorificenza o riconoscenza verso la famiglia, in genere per alcune elargizioni, opere o patronati; nel presente caso la risposta verrà dalla consultazione del liber chronicus redatto nel corso dei secoli dalle suore del Monastero “nuovo” della SS. Annunziata.

stemma Celli
 Lo stemma scolpito su di un basamento nel giardino della SS. Annunziata di Empoli:

Al momento non risultano riscontrabili i colori dello stemma e neppure la corrispondente descrizione, salvo futuri documentazioni che potrebbero emergere da altri archivi; in mancanza di ciò, si propone un fedele calco digitale effettuato rispetto a quello riportato in un manoscritto [2] e utile per effettuare il restauro ricostruttivo di questi due esemplari.
Lo stemma riporta al centro, sopra di uno sfondo unito, una banda passante diagonalmente e raffigurante l’inseguimento di una lepre da parte di un cane, forse un levriero.

CELLI CALCO

I Celli risultano censiti più volte come proprietari di immobili nel castello di Empoli attraverso le imposizioni del 1649 e del 1710, fedelmente trascritte e pubblicate dallo scrivente autore. Leggendo l’Imposizione del 1649, dopo il cespite numero 190 è citata la descrizione del camminamento svolto dal suo redattore e da questa si evince che l’attuale Canto degli Zolfanelli fosse sia citato come la “traversa del Celli”:

Si lascia e si piglia la piazza da d:traversa P ire alla volta della Chiesa a rigirare a pigliare le d:a traversa facendosi da la traversa del Celli

Si dovrebbe trattare di Lionardo Celli, risultante proprietario nella stessa Imposizione del 1649 di tre cespiti fondiari ovvero l’84, il (96-97) e il (134 – 133 – 132 – 131 – 130), probabilmente trattasi dello stesso elencato tra gli speziali attivi nel 1620 a Empoli nella rubrica 1287 del celebre manoscritto “Zibaldone” del canonico Figlinesi.

Presumibilmente lo stesso Lionardi Celli è riportato alla rubrica 35 del suddetto manoscritto del Figlinesi quale incaricato di sovrintendere alla materia sanitaria del Castello durante la pestilenza del 1631 assieme ad altri abitanti come segue:

Ricordo come, nel tempo della peste in Empoli, furono fatti sopra la Sanità di Empoli Giuseppe Zeffi nel 1631, Lionardo Celli, Marco del Papa, Giovanni Bartoloni, Lorenzo Buon Signori, huomo della Sanità; et era Provveditore della Terra d’Empoli.

Al momento si conclude qui l’analisi dello stemma dei Celli, sottolineando che dalla stessa Imposizione 1649 risulta citato un Gaspero Cella ai cespiti 239 – 240 e collocabile anch’esso vicino all’attuale Canto degli Zolfanelli, aprendo uno spiraglio verso ulteriori approfondimenti.


↖ RACCOLTA DEGLI STEMMI


Descrizione araldica: 
Di…, alla banda di… caricata di una lepre corrente di…, inseguita da un cane pure corrente di…, collarinato di….[3]

Ubicazione:
Giardino della SS. Annunziata di Empoli;

Condizioni: parzialmente degradato a causa di avanzati fenomeni di esfoliazione, alterazioni cromatiche, dilavamento, polverizzazione e distacchi ancora in atto;

Tipologia: scultura in pietra serena ;

Annotazioni: possibile presenza pregressa del capo di cavalierato, non documentata;


Note e Riferimenti:
[1] Archivio di Stato di Firenze, Fondo Ceramelli Papiani, Famiglia Celli, fasc. 1401;
[2] Archivio di Stato di Firenze, Manoscritti, 471, “Armi di Firenze, Città, terre e Castelli, e famiglie fiorentine”, sec. XVIII, C 185;

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