Gli empolesi la chiamano da sempre "La Pinetina", in quanto fu reimpiantata ex nuovo nel DopoGuerra per ripristinare quella tagliata dalle truppe tedesche tra il 20 e 31 luglio 1944[1].
So per certo ormai che qualsiasi cosa che debba essere giudicata, può essere vista sia dal punto di vista di colui che, vedendo un bicchiere riempito a metà, lo giudica mezzo pieno o dall’altro punto di vista che lo considera invece mezzo vuoto.
Visuale errata, la mia, che ha sorretto alcuno dei miei trascorsi compitini teoretici, od almeno ciò che ha avuto attinenza a quegli scabrosi temi che, seppure in modo indiretto, si sono rapportati a qualche mio impegno timidamente proteso alla valutazione, ma non certo alla soluzione, di taluni dubbi esistenziali.
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