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Reparatio per Piazza della Vittoria, restyling 04 novembre 2017.

Si può dire parzialmente riparato l’errore compiuto nei lavori del 1999.


Carlo Pagliai  Ingegnere e urbanista
Urban Planning, building and real estate consultant
Blogger, YouTuber and digital communicator

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La pezza andava messa, sopratutto per mettere a tacere il ruminio del popolo empolese contro la “Vasca”.

Non soffermiamoci sulla storia di questa piazza, che non oltre due secoli fa era un semplice spiazzo per il mercato del bestiame, tenuto ben fuori dalle mura del castello empolese.

Limitarsi alla semplice considerazione che la piazza divenne realmente piazza nel neppur lontano 21 giugno 1925, quando venne inaugurata in presenza di S.A.R. il Duca d’Aosta per inaugurare il monumento dedicato ai caduti della prima guerra mondiale.

Possiamo dire senza tema di smentita che fu la prima sistemazione di arredo urbano compiuto immediatamente fuori le mura, il cui tratto fu demolito a partire dal 1787 in più tempi visto l’opposizione popolare che caratterizza il popolo empolese verso i cambiamenti, mettendo in seria difficoltà un sovrano del calibro di Pietro Leopoldo I di Lorena.

Questo tratto murario, per capirsi, è quello che comprendeva la porta fiorentina e di cui spuntarono i basamenti proprio durante i lavori di “cementing” della piazza compiuti nel 1999 e tanto voluti dalla Giunta comunale Bugli.

Gli empolesi non hanno mai digerito questa trasformazione profonda di Piazza della Vittoria, che vide una sua radicale trasformazione in due parti: la cementata vitrea sul lato ovest e la Vasca sul lato est.

La prima porzione è rimasta esclusa dai recentissimi lavori che hanno portato oggi 04 novembre 2017, Giornata dell’Unità Nazionale e delle Forze Armate, alla sua ufficiale inaugurazione del parziale restyling riguardante invece la Vasca, degnamente riposta per sempre negli annali di storia dell’urbanistica e architettura di Empoli, che darà tanto da pensare agli studiosi del futuro.

Anzi, si dovrà dire che ne resta una parziale testimonianza del suo bordo est, declassato a panca longilinea, come se insinuasse “non vi siete ancora liberati del tutto della Vasca”.

La nuova mezza piazza, se così possiamo inquadrarla, ha visto la sostituzione della Vasca con tre stupende aiuole fiorite attorniate da manti erbosi, tutti posati a raso e con sublime armonia cromatica, sembrano rieccheggiare le vecchie quattro aiuole ad isola sempre presenti nelle immagini d’epoca; le tre aiuole sono separati da tre piccoli tratti di camminamento in ghiaia bianca, i quali connettono ai loro estremi i due nuovi ampi prati erbosi.

Peccato che la scelta progettuale di realizzare aiuole e prati erbosi in maniera complanare si rivelerà errata, e non oltre un anno da oggi diverrà molto probabilmente un praticcio spellicciato a causa del fitto calpestio dell’utenza e dell’inesorabile stress estivo a cui andrà contro, considerato il ridotto ombreggamento dovuto allo stato di salute dei lecci e cedri residuati.

La scelta complanare del manto e aiuole è univoca: rendere fruibile costantemente a tutti lo spazio, immaginando i bimbi che giocano felici nel prato come faceva lo scrivente da piccolo su “Il Giardino” (Piazza Matteotti).

Resta il fatto che il calpestio in quella piazza sarà assai impattante, lo stesso che aveva reso spellicciato tutto lo spazio circostante alla Vasca.

Certo, sentiremo ammettere una voluta mancata manutenzione in vista della sua trasformazione per giustificare le ultime condizioni di degrado.

Resta il fatto che non è mai esistito fare aiuole a raso, nella tecnica di progettazione degli spazi pubblici gli spazi esclusi da calpestio vanno sempre separati e segnalati, vuoi con giochi di rialzo o con barriere. Qui invece ne vedremo delle belle, purtroppo.

Capeggiano due distinti gruppi di cespugli di fronte alla Madonna del Pozzo e al Palazzo Comparini: gli ubriachi della movida empolesi ringraziano per aver offerto loro un probabile riparo per urinare al riparo di sguardi e telecamere indiscrete.

Vediamo se si salverà solo la statua della Vittoria, che al riparo della giustissima ringhiera inferriata, esclamerà sorpresa: “sono porci questi empolesi”.

 

 

 

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