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Pietro Leopoldo ad Empoli nel 1787: relazione sulle mura – di Carlo Pagliai

Si riporta una relazione per una visita fatta al castello di Empoli nel gennaio 1787 dal granduca Pietro Leopoldo di Lorena, la cui trascrizione è già pubblicata[1]In quel periodo l’assetto viario del castello di Empoli non doveva essere dissimile da quello graficamente rappresentato nella mappa del Catasto Leopoldino[2] redatta nel 1820. Il castello era dotato di una via <<circondaria>> che consentiva il suo attraversamento esterno con circuito ad anello [3] tuttavia l’allora traffico veicolare era solito prediligere il tragitto più breve anche se più difficoltoso ovvero l’attraversamento del castello. Le maggiori difficoltà erano le curve voltate e alcune porte medioevali della penultima Cerchia Muraria che nel 1787 erano ancora tutte in essere (Porta al Toro, Porta al Noce, Porta S. Andrea o S. Brigida,  Porta Fiorentina “vechia).

Il granduca Pietro Leopoldo aveva ordinato lo “sfondamento” di alcuni brevi tratti delle mura dell’ultima Cerchia (rinascimentali) per consentire un miglior e rapido attraversamento scegliendo il percorso di Via del Giglio, esecuzione commissionata sulla base del progetto effettuato dall’Ing. Anastagi che consisteva in una scarna relazione e per cui lo stesso sovrano lamenta superficialità; dal sopralluogo il granduca capì subito il grado di errore dell’avvio della demolizione delle Mura nei pressi de <<l’arco del Romagnoli>> ovvero la Porta al Toro [4] (penultima cerchia) esistente fino a circa metà Ottocento all’intersezione di Via del Giglio con Piazza della Vittoria. Oltre alla difficoltà di esproprio parziale dei beni della Famiglia Alessandri nei pressi della loro omonima torre (pressi incrocio Via Spartaco Lavagnini con Via della Noce) nella stessa occasione il granduca si rese conto che il progetto andava rivisto nel suo insieme: capì pure che il miglioramento del flusso stradale interno al castello nella direttrice est-ovest poteva avvenire tramite i due tracciati paralleli, ovvero da Via del Giglio (con difficoltà di passaggio per le due porte “vecchie”, problemi di pendenze stradali e probabili difficoltà di scolo idrico) o Via Ferdinanda oggi Via Del Papa (con difficoltà di curvare in cima e fondo alla strada, e la angusta sezione stradale dell’attuale Via degli Orti). Resosi conto del caso veramente ingarbugliato, ieri come oggi, decise che rimandava la decisione dopo la visione degli elaborati e relazione dell’Ing. Franceschi. E saggia decisione fu.

«Empoli. E’ stata principiata in conseguenza del rescritto sovrano l’apertura delle mura castellane che conduce nella via detta del Giglio. Secondo questa direzione bisogna pure aprire le mura castellane che sono di faccia alla detta apertura che introduce in via del Giglio e che resta a confine con la porta Pisana, la proprietà delle quali mura è del cavalier Alessandri. E’ da osservarsi che i proprietari non sono convenuti nel prezzo offerto per l’acquisto di dette mura e contiguo terreno, pretendendo la comunità di pagarlo quel prezzo per cui è stato acquistato fino del suo principio. Si ricorre contro la detta apertura dagli abitanti in via Ferdinanda, ove attualmente passano tutti i passeggieri, sebbene la strada regia sia dietro le mura castellane. Pretendono questi che la strada continui ad essere nel grado presente e quanto si voglia una linea diretta, che l’apertura segua in faccia della detta via Ferdinanda. Tanto l’uno che l’altro progetto a mio senso ha i suoi inconvenienti. Mentre nel primo di via del Giglio la strada fuori delle mura castellane resta assai superiore alla detta via del Giglio, in guisa che occorrerà fare una lunga pedata e forse le acque non averanno DSC05671scolo, ha inoltre l’accesso poco felice attesa la voltata che rimane poco distante dall’apertura ed un arco di proprietà del Romagnoli all’egresso resta assai più basso dell’altro attuale che viene ad essere all’ingresso; nel secondo progetto per via Ferdinanda è da osservarsi che oltre l’apertura delle mura castellane vi è dall’egresso necessario fare acquisto di alcune case per rovinarle e si verrebbe ad abbandonare l’attual sobborgo e dirigersi per altra via assai angusta per cui converrà fare acquisto del terreno, dall’ingegner anastagi, che ha fatto la proposizione dell’apertura per via del Giglio e contro la quale oggi si reclama, non è stata fatta che una semplice relazione ed ha trascurato di far la pianta, cosa necessarissima per comprendere il lavoro che dovea farsi e per bene eseguirlo Di fatto il cottimante ha fatto due muraglioni, uno dei quali verso la strada regia per venire da Firenze è costruito oppostamente, come confessa l’istesso cottimante, il quale mi ha detto che è pronto a rovinarlo per costruirlo di nuovo come conviene. L’ingegner Franceschi ha visitato nei giorni scorsi le dette strade proposte: parrebbe potesse attendersi la di lui relazione e pianta, dopo di che S.A.R. potrà manifestare la sua volontà.»

Note e Riferimenti:
[1] Pietro Leopoldo, Relazioni sul governo della Toscana, 3 voll., a cura di Arnaldo Salvestrini, Firenze 1969, Vol. II. p. 649-650;
[2] ASF, C.G.T., Catasto leopoldino Comunità di Empoli, Sez. D Foglio unico 1820;
[3] Il concetto progettuale di “anello viario esterno” fu riesaminato e non attuato con l’approvazione del Piano di Ricostruzione 1947;
[4] ASFI, Decima Granducale 1776, segnatura 5753 c. 390,  <<Una casa con suo orto e più un torrione ad uso di colombaia terrazzo sotto a detta colombaia e con altra stanza sotto detto terrazzo con tutte sue appartenenze, luogo detto al terreno del Toro>> di proprietà di Bartolommeo e Lorenzo Romagnoli di Pasquale;
Nota n°1: un simile articolo è già stato pubblicato sul B.S.E. n° XVI, in Pietro Leopoldo a Empoli e il primo progetto di superamento delle mura, pag. 59-63 a cura di Marco Frati.

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