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Palio, ciuchi e impalate

Nei primi anni Ottanta ricordo bene di quando in concomitanza del Corpus Domini la città veniva suddivisa in quattro quartieri, ricordo bene anche i colori delle bandiere che venivano affisse agli angoli delle strade; tuttavia da bambino mi domandavo curiosamente quali fossero le origini storiche alla base di quella iniziativa, ma per chi era bambini significava anche l’arrivo in città della Fiera, o Luna park dirsi voglia.

Ricordo bene anche di quando in piazza del Popolo, ancora libera dagli odierni marciapiedi spartitraffico, veniva allestito l’occorrente per svolgere il Calcio Storico: in pochi giorni in piazza montavano spalti in acciaio e depositavano uno strato di terra giallastra, e la cosa appariva notevole ai miei occhi di bambino.

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Come tutti i bambini, vinceva la curiosità e domandavo ai miei le ragioni e motivi per cui facevamo parte di un quartiere invece di un’altro, dove e perchè finiva questo o quel quartiere. La classica fase del “perchè?” che ogni bambino affronta.

Non si è dimenticato neanche il Volo del Ciuco, i relativi cortei rievocativi per le strade del centro e la tradizionale processione del Corpus Domini che si svolgeva il giorno dopo del Volo.
Poi il Volo del Ciuco alla fine anni Ottanta fu interrotto e riattivato pochi anni fa; con le solite polemiche politiche a contorno su chi lo voleva ripristinare, chi no, chi forse.

Studiando la storia d’Empoli, fin da subito capii che quel tipo di rievocazione che ebbi modo di vivere negli anni Ottanta non trovava fondamento nella storia della città; c’erano tre castelli in passato, la famosa Lega d’Empoli, i cui Comuni (o Comunelli) furono fusi assieme d’imperio dalla decisione granducale lorenese col Regolamento 1774.

Pochissimi tradizionali palii (con due ” i ” ) possono vantare radici storiche lontane, e sopratutto fondate nella storia effettiva del luogo; invece nel Dopo guerra (anche di recente) vi è stato un continuo proliferare di iniziative simili nate per diversi motivi, vuoi goliardico, vuoi per aggregazione e vuoi per tutto, sta di fatto che non hanno coerenza o radici con la storia del luogo.

Ciò nonostante, la popolazione locale prende parte attivamente a questi eventi, addirittura attorno a essi le cronache hanno più volte documentato  risse di paese, a riprova di quanto interesse e attaccamento riesca a suscitare nel giro di pochi anni.
Anche il Palio del Ciuco coi lanci del carciofo, evento di giovane attivazione, nel bene e nel male ha suscitato un certo interesse, almeno a giudicare dalle foto sui quotidiani locali e sui social forum.

Non posso definirmi proprio un amante di simili eventi, ma torna comodo ancora una volta il detto “Panem et Circenses“.
Chi vuol esser lieto, sia!

Carlo Pagliai

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