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Veduta di scorcio del Torrino de’ Righi da Via Roma

di Carlo Pagliai.
La cartolina riporta l’immagine scattata da Via Roma in direzione ovest, ovvero verso Via Paladini che qui non possiamo vedere direttamente a causa delle diverse “case matte” costruite addossate all’ultima cerchia muraria, più o meno disordinatamente.
Col contrassegno n. 1  si indica il Torrino de’ Righi, unico manufatto isolato e completo della penultima cerchia muraria giunto pressoché intatto fino ai ns tempi.
Sul culmine è possibile notare l’ultima tratto di canna fumaria o “cimale” , rammentasi infatti che al suo interno vidi uno stupendo caminetto durante un sopralluogo didattico[1].
Col contrassegno n. 2 si nota una una copertura di fastelli [2], con forma ogivale, la quale era posta in sommità dell’antica Torre di Diacciaia o Djacciaia[3], ovvero una torre tonda costruita sull’antico bastione mediceo voluto da Cosimo I° e purtroppo demolita nel periodo compreso tra il 1891 e 1911, da quanto si evince comparando le mappe catastali alle suddette levate.

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Note e Riferimenti:
[1] avvenuto nel marzo 2004 per un laboratorio di progettazione urbanistica del CdL in Urbanistica e Pianificazione territ.
[2] fastelli =  insieme di rami di legna tenuti tra loro e legati in genere con cordespaghi o fibre di vimini, comprendente anche paglia fieno.
[3] rappresentata nel Catasto Leopoldino 1820 dalla particella n. 438 la cui dicitura “diacciaia” è presente nelle relative Tavole Indicative dei possessori.

torrino da Via Roma

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