Empoli nel Catasto leopoldino, anno 1820 – di Carlo Pagliai

Empoli Nel Catasto Leopoldino, Anno 1820 – Di Carlo Pagliai
Le mappe catastali furono commissionate dai Lorena per completare la riforma tributaria dell'epoca, col preciso scopo di censire la proprietà fondiaria capace di produrre rendita. Furono inviati nelle campagne squadre di geometri di < > e < > classe, a rilevare ogni anfratto, edificio, terreno, fiume, chiesa, ecc.

Sulle Mura d’Empoli: Torrione di Tramontana in Via Salvagnoli – di Carlo Pagliai

Sulle Mura D’Empoli: Torrione Di Tramontana In Via Salvagnoli – Di Carlo Pagliai
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torre 2L’unico torrione tondo ubicato << di Tramontana>>[1] ovvero sul lato nord; fa parte dell’ultima cerchia muraria, fino al 1855 distava pochissimo dal fiume Arno, e per facile comprensione si riporta in basso una mappa (Foto n° 1) prodotta in formato digitale GIS e raffigurante il Catasto leopoldino[2][3] dell’anno 1820. A differenza del lato sud ove ve ne sono due simili ancora oggi in condizioni degradate o con alterazioni più o meno pesanti, sul lato di tramontana vi era solamente una torre tonda posta pressoché in mezzeria al segmento nord delle mura, ai cui vertici vi erano i baluardi angolari con forma “acutangola” tipica del Rinascimento e figlia dell’Architettura militare allora evoluta con l’introduzione delle armi da fuoco. Nell’affresco dell’assedio di Empoli 1530 dipinto dallo Stradano si evince la presenza di due torri tonde su lato nord, ma si tratta di una falsa rappresentazione, infatti in tutte le mappe dei Capitani di Parte e anche in una incisione del XVI sec. si riscontra sempre la presenza di un’unico torrione tondo.

Il torrione oggi è facilmente visibile dal cancello ad inferriata aperta sito in Via Salvagnoli n° 75, anche grazie ad un recente intervento del proprietario del frontistante resede che ha aperto (o riaperto) il varco in quella quinta muraria che ne occludeva la vista attuale. Il torrione, visto da questa prospettiva, torre 1non è che possa dirsi in ottimo stato: purtroppo sono ben visibili fessurazioni nella parete esterna, ma sono anche rilevabili a vista interventi non proprio consoni alla tipologia del manufatto, primo tra tutti il cordolo a faccia vista che si legge sotto la gronda di copertura; trovasi però in buone condizioni il marcapiano toroidale in pietra serena quale elemento contatto architettonico tra la parete a scarpa e quella verticale soprastante, probabilmente conservatosi meglio perché protetto dalla gronda di copertura.
Questa torrione tondo è per intendersi un gemello di quello della Torre di S. Brigida

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visibile integralmente al pubblico, ma è l’unico ad avere pareti chiuse da cielo a terra e con copertura integrale; sul fianco est vi sono alcune mensole in pietra serena o beccatelli, oggi sostenenti un bagno di fattura non congrua. Al fine di cristallizzare il suo attuale stato e per consentire un auspicabile intervento di restauro, si suggerisce un approfondito studio di rilievo, analisi materica e di degrado. 

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