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Tabernacoli: Madonna col Bambino in Via Salaiola incrocio Via Sottopoggio – di Carlo Pagliai

Il tabernacolo, di tipologia a pilastro in muratura, si trova ad un crocevia abbastanza trafficato e soprattutto noto agli abitanti delle frazioni di Monterappoli, Pozzale e Corniola. 

CONSULTA LA POSIZIONE NEL NOSTRO ATLANTE DEL PATRIMONIO LOCALE  →

Le murature sono in mattoni rossi e calce tradizionale, la sommità è coronata da un piccolo tetto a capanna con timpano triangolare , sormontato da una croce in ferro. Vi è una nicchia, evidenziata da una modanatura intonacata, in cui vi è  allocata una terracotta dipinta e invetriata (in bassorilievo) raffigurante la Madonna col Bambino; essa è attorniata da una cornice policroma costituita da frutta e foglie, e sul lato inferiore è presente una mensolina di medesime caratteristiche materiche ornata da un cherubino posto tra due cornucopie rivolte verso l’alto.[1]

Lo stile è robbiano ma non è produzione di “della Robbia”; il bassorilievo è ispirato alla iconografia della cultura fiorentina del XV secolo, e un autore di un testo considera che faccia riferimento ad un modello attribuito allo stesso Andrea della Robbia attorno al 1480 facente parte della Collezione Luzzetti [2].

Sulla faccia principale del tabernacolo, in basso, vi è posta una epigrafe in marmo bianco ben leggibile con su inciso:

ANNÆ · QVÆ · FILIA · ET · PIA
DEI · MATER · ES · MARIA
NVNC · ET · IN · MORTIS · HORA
CHRISTVM · PRO · NOBIS · ORA
A·D · VII · KAL · AVG · A·D· MCMXIV
FESTIVITATE · S·ANNÆ 

L’iscrizione commemora l’evento relativo alla festività di S. Anna (del 26 luglio), nella epigrafe si legge la data del «VII · KAL · AVG · A·D· MCMXIV» ovvero il 26 lug 1914.
E’ mio parere non considerare questa data come quella della prima erezione del tabernacolo come invece si legge in un testo [3] , infatti nello stesso punto si osserva censita una «immaginetta» nella mappa [4] del Catasto Leopoldino 1820 Sezione U di Ponsano Foglio n° 2, facilmente consultabile sul progetto Ca.Sto.Re, la cui consistenza viene rappresentata in pianta come un rettangolo avente medesimo orientamento obliquo rispetto agli assi viari su cui è posto.
La presenza del tabernacolo potrebbe risalire, come si ritiene, almeno al secolo XVI in quanto in una mappa[5] redatta dai Capitani di Parte relativa al Popolo di San Giusto a Pretojo si osserva ancora nel medesimo luogo la presenza di un manufatto che riporta la sigla «tabernacholo», posto anche ivi in modo obliquo alle due strade.
Non si concorda sul fatto che il tabernacolo sia stato realizzato ex novo nell’anno 1914, l’iscrizione marmorea è tuttavia indiziaria di un possibile restauro o rifacimento in quello stesso anno.

Note e Riferimenti:
[1] “I tabernacoli di Empoli” di E. Testaferrata e D. Parri – Editori dell’Acero 1998, pag. 46;
[2] “I Della Robbia – la scultura invetriata nel Rinascimento” di Giancarlo Gentilini, edizione Cantini 1992.
[3] “I tabernacoli di Empoli” di E. Testaferrata e D. Parri – Editori dell’Acero 1998, pag. 46;
[4] Archivio di Stato di Firenze, C.G.T, Catasto Leopoldino Comunità di Empoli, Sez. U.
[5] Archivio di Stato di Firenze, Cap. di Parte N. Neri t. 120 II° c. 313o

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This Post Has One Comment
  1. Ricordo che il Castellani farmacista, che ha la villa lì vicino, mi raccontò che fu “eretto” o restaurato per ex-voto, in quanto una coppia di buoi che aveva preso la corsa con il carro arrecò un grave pericolo da cui il conduttore fu invece salvato.

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