skip to Main Content

Lo stemma dell’Opera di Sant’Andrea in via Ridolfi 115 a Empoli

di Carlo Pagliai

Se alzate gli occhi vicino a Beppino & Moreno notate uno stemma consunto della secolare Opera di Sant’Andrea, una congregazione fondata nel 1443 da Filippo di Paolo degli Albizzi, pievano della Collegiata di Empoli a partire dal 1435 [1].
In via Ridolfi 113/115 vi è lo stemma in pietra serena e si presenta assai consunto, tuttavia è ancora possibile leggerne gli inconfondibili elementi connotativi che consentono l’univoca individuazione; ulteriore riprova della sua appartenenza proviene dal fatto che l’edificio nell’Imposizione del 1710 risulta di proprietà dell’Opera del Duomo (cespite n° 115).

CONSULTA LA MAPPA DEL 1710 →

La dicitura “opera del duomo” era impropria: spesso gli allora periti rilevatori chiedevano agli stessi abitanti o affittuari chi fossero i legittimi proprietari, è quindi normale trovare assegnati simili storpiature o nomignoli .
Inutile precisare che lo stemma è coronato da una bellissima scatoletta elettrica, direi di buon gusto architettonico.

L’ente fu istituito per razionalizzare la gestione contabile degli enti religiosi afferenti alla Pieve di Empoli e per gestire contenziosi e contrasti tra essi e l’amministrazione pubblica dell’epoca, ovvero la comunitativa.
Nel 1489 quest’Opera era accresciuta ed ebbe l’esigenza di modificare il proprio statuto (Costituzioni) per conferire forma giuridica, a cui furono accorpate due confraternite esistenti ovvero la Compagnia del Crocifisso e quella di San Lorenzo, quest’ultima simboleggiata in basso a destra nello stemma dalla graticola del medesimo santo.

SAMSUNG CAMERA PICTURES

Stemma dell’Opera di Sant’Andrea

In seguito l’Opera ebbe lo stesso destino di tutte le Opere ecclesiastiche: col motu proprio granducale del 25 agosto 1777 furono tutte assoggettate alle cancellerie comunitative per una gestione e controllo più rigoroso; l’Opera di Sant’Andrea ebbe ufficiale fine nel 1939, anno da cui non ha svolto più nessuna attività ufficiale, tenuto conto che col Concordato del 1929 le Opere persero definitivamente la loro peculiarità e carattere giuridico.[2]

Note e Riferimenti:
[1] Commissioni di Rinaldi degli Albizzi per il Comune di Firenze, C. Guasti, III, Firenze, 1873, pp. 365, 367, 391;
[2] Sant’Andrea a Empoli, AA.VV., 1994, pp. 49-53;

Articoli correlati

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Back To Top