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Notizie e Croniche di Empoli dall’anno 1784 – di Carlo Pagliai

Senza titolo-1Dalla Gazzetta Toscana dell’anno 1784, Tomo DecimoNono, oggi conservato presso la New York Public Library n° 251596B.

04 Maggio 1784, dagli Avvisi pag. 76: <<Si fa noto, come in Empoli è stata aperta una Locanda, o Albergo sotto il titolo della Corona [1]  decentemente munita di stanze e letti per comodo d’ogni Passeggiere.
E’ stato nuovamente disegnato, e inciso dai più eccellenti Professori di questa Città il famoso Quadro della Madonna della Seggiola, che supera tutte le altre stampe sù tale oggetto, dato alle stampe da Giuseppe Bardi Stampatore in Rame, e si trova vendib.le da Niccolò Pagni da Orsan-Michele al prezzo di paoli tre.>>
Note: [1] si tratta non dell’apertura, ma di una riapertura, infatti l’Osteria della Corona era già attiva
nel Seicento, ma alcune notizie la citano presente già a fine Cinquecento.


07 maggio 1784:<<
L’Agente di un ricco Possessore del Territorio d’Artimino fu obbligato. attesa la scarsa Raccolta delle Biade seguita per la siccità dell’anno passato, a provvedere ai pubblici Mercati una quantità di Semi panizzabili per nutrire nello scorso Inverno varie Famiglie di Contadino. Comprò al Mercato d’Empoli una grossa partita di Cicerche forestiere, che si dicono venute dal Levante, ed unitele alla Segale, ed al Grano Vecciato le distribuì alle nominate Famiglie, i componenti delle quali non risentirono in principio alcuna trista conseguenza. Furono solo alcuni sorpresi da qualche piccolo cenno di vertigine, dopo aver mangiata porzione di queste Cicerche lessate come i Fagiuoli, ma desisterono ben presto dal mangiarle cotte in tal forma, e ne limitarono l’uso al solo pane. Dopo lo spazio di quattro mesi in circa tutti coloro, che nutriti si erano di tal pane, e particolarmente i giovani più vigoroso e robusti incominciarono a lamentarsi di una notabil debolezza alle ginocchia che impediva loro d’affaticarli nei rusticali lavori. Si aumentò tutto questo a grado a grado, e ne ridusse alcuni a non potersi reggere sulle proprie gambe, ed altri a camminare con molta difficoltà e stento. In tale stato vennero condotti varj di essi al pubblico Spedale di questa Città, ove si trovano tuttora non molto migliorati dai loro incomodi, non ostante gli efficaci rimedi posti in uso per risanarli. Informata di questo fenomeno la R. Accademia de’ Georgofili mediante un estesa Memoria recitata nel dì 4 del corrente dall’attuale Segretario de’ suoi Atti ha annuito alla proposizione del medesimo col rendere in qualche maniera il Pubblico intorno alle cause che possono aver prodotta una tal malattia ad oggetto d’impedirne i progressi. Pare, che ciò non possa effettuarsi in miglior forma, che col dare un estratto conciso della Memoria del suddetto Professore. Incomincia Egli dal riflettere , che l’Uomo, a differenza di molti bruti, o per la depravata sensazione del gusto, o per altri motivi, è soggetto ad errar nella scelta degli alimenti. Dimostra quindi quanto deva essere circospetto sù tal proposito, perchè o l’ignoranza, o l’avidità non lo renda soggetto a de tristi avvenimenti, conseguenze indispensabili di un cibo, che nuove. Espone il fatto di sopra accennato, descrive lo stato dei malati, e definisce da suo pari una tale infermità per la vera Scelotyrbe descritta da Galeno, e confusa poi da alcuni moderni Scrittori di Medicina con la Chorea S. Viti, e con altre malattie delle convulsive. Senza molto diffondersi sulla Teoria, di cui rilascia la spiegazione a chi si occupa attualmente nel rintracciar le prossime cagioni di questo male con l’Analisi Chimica delle sostanza che hanno servito ad alimentare tali infelici, passa ad indagare quale dei divisati ingredienti del pane abbia prodotta in costoro sì trista conseguenza. Con vasta erudizione medica parla diffusamente di varj Semi Cereali viziati da qualche interna alterazione, o di lor natura nocivi, e riporta le varie malattie che dall’uso di essi provengono, e senza lasciare quella detta da Linneo Raphania, che nasce in chi si ciba di Grano mescolato con i Semi del Raphanus Raphanistrum, o Rapa Salvatica, e il così detto Fuoco di S. Antonio, o Gangrena Secca prodotta dalla Segale, Spronata, o Ergottata, stabilisce dopo un rigoroso esame dei Semi usati dai predetti Contadini, doversi attribuire la loro attuale indisposizione ad una particolare specie di Cicerchia denominata dai Botanici Lathyrus Cicera, che era in abbondanza mescolata con altre Cicerchie delle comuni, nelle indicate materie panizzate da costoro. Questo pertanto è del Seme che bisogna esattamente descrivere all’oggetto di ammaestrare gl’incauti, e porli in stato di conoscerlo bastantemente, e guardarsene all’occasione. Esso distinguesi dall’ordinaria Cicerchia brizzolata per essere di questa alquanto più scuro o quasi nero, di mole assai minore, più duro e di figura più tondeggiante. La filiqua, o baccello, che lo racchiude è di figura ovale un poco bislunga, e più piccola di quella della Cicerchia comune, e porta seco per carattere distintivo una scannellatura, che ne scorre il dorso, o sia quella parte dove stanno attaccati i Semi, a differenza delle Cicerchie ordinarie, che hanno la parte superiore delle loro filique orlata da due parti, o come dicesi da Botanici bimarginata. In prova dell’indole nociva di questo Seme, oltre l’autorità di molti Scrittori che ne hanno parlato, riporta quella di Giuseppe Plenck modernissimo, ed esatto Compilatore di quanto è stato fin qui osservato sulla proprietà delle sostanze alimentarie, esposta in una di lui Opera intitolata Bromatologia. Il passo che noi traduciamo dal Latino dice ,, I Semi del Lathyrus Cicera mangiati producono la rigidezza delle gambe, e rendono incerto il modo di esse. Un intiera Famiglia fu attaccata dalla Paralisia delle gambe per aver mangiato del pane fatto di tal Seme, ond’è che si deve star lontani dall’uso di esso.,, In appresso si riserva la R. Accademia a dare a forma delle proposizione del suo Segretario un estesa Istruzione a comun vantaggio, che sarà accompagnata dalla figura esatta della pianta in questione, allorchè questa avrà prodotti i suoi fiori, e sarà quindi in stato di essere disegnata. >>

19 Giugno 1784: <<Avendo S.A.R. stabilità una nuova Suburbana Potesteria alla Lastra a Signa soggetta nel Criminale a quello Supremo Tribunale di Giustizia, e col sottoporre al Vicariato d’Empoli la Potesteria Monte Lupo; perciò dovrà aggiungersi questa nuova Potesteria al numero delle altre enuncia nel foglio antecedente.>>
N.B 1: per “Potesteria” s’intendeva l’istituzione amministrativa del Podestà, termine antico per indicare il capo della Comunità (Sindaco, ndr).
N.B 2: per “Criminale” si intendeva dire il settore penale della Giustizia

26 Agosto 1784: <<Dal Magistrato Comunitativo è stato determinato colle debite partecipazioni del Sig. Vicario Regio, che la Fiera solita farsi in questa Terra nella terza Domenica di Settembre, e ne’ due giorni consecutivi sia trasferita ora, e al presente anno per sempre al Mercoledì, Giovedì e Venerdì dopo la suddetta terza Domenica di Settembre.
Dal Celebre Fonditore Sig. Gio. Batista Grossi Cittadino di Pontremoli furono gettate due Campane alla Prioria di S. Cristina a Pagnana a spese del Revedendo Sig. Antonino Puccioni Priore attuale della medesima; avendole accrescinte notabilmente per comodo del suo Popolo. Tal opera per la grata armonia, struttura, e bassi rilievi di cui è adornata ha meritati gli elogi, e l’approvazione degl’intendenti, e dimostra sempre più la già nota abilità dell’artefice per altre manifatture di simil genere.>>

02 Dicembre 1784: <<E’ stato nuovamente edificato l’Altar Maggiore della Collegiata di questa Terra col disegno dell’Architetto Fiorentino Sig. Zanobi del Rosso, essendo stato l’Artefice Angelo Bini di Fiesole. Il lavoro non può esser meglio inteso non solamente per la pulizia, quanto ancora per il buon gusto, avendolo il detto Marmista riadattati i Marmi vecchi della Mensa in giù. Le Scalinate sono di disegno del detto Bini coll’Assistenza del nostro Sig. Dott. Mariano Rossetti.>>

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