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Empoli verso i 900 anni: il commento di Carlo Pagliai

Molte le iniziative avviate dal Comune per il festeggiamento, persa però un’altra occasione 

storia di empoli 2


Carlo Pagliai

di CARLO PAGLIAI        segui  su    logo twitter    Linkedin   Facebook 

 

 


Interessante apprendere da La Nazione di Empoli di oggi 17 novembre 2015 che sarà festeggiato il Novecentenario della fondazione di Empoli, e per il quale il Comune ha visto bene di costituire un comitato di studiosi accademici operanti nella Deputazione di Storia patria per la Toscana, la Soprintendenza Archivistica, Archivio di Stato di Firenze, la Normale di Pisa, e le Università di Firenze, Pisa, Siena e perfino di Bologna e Trieste.
Vorrei però analizzare alcuni aspetti ed errori rilevati, a mia opinione.

Errore n. 1 :
la città di Empoli non fu fondata nel 1119, come si legge testualmente nel giornale, al contrario è corretto dire che fu incastellata per la prima volta nel 1119 attorno alla pieve di Empoli; i diversi saggi archeologici hanno appurato che sotto il centro d’Empoli, e anche nelle immediate vicinanze esterne dell’ultima cerchia muraria, vi era un esteso insediamento romano di vari periodi (imperiale, repubblicano) con alcuni ritrovamenti pure etruschi. Magari, ancora oggi non sono chiare le sue caratteristiche.
Per essere precisi, il 10 dicembre 1119 a Pistoia il pievano Rolando ottenne concessione dalla moglie del Conte Guido Guerra di avviare l’incastellamento; silenzio totale delle fonti e documenti storici sulla successiva fase costruttiva.

Approfondimento: Istrumento concesso dalla Contessa Imilia →

Errore n. 2 :
alla “fondazione” del 1119 non era neanche città, ma un semplice insediamento di campagna sorto attorno alla Pieve, quale luogo di aggregazione per un importante “mercatale” che si svolgeva di fronte ad essa; Empoli assunse il titolo di città solo grazie al Fascismo tramite decretazione del 17/12/1927. Fino ad allora facevano bene gli eruditi dell’epoca a descriverla come la “Terra d’Empoli”, e nient’altro.

Errore n. 3 :
liberissima e condivisibile appare la scelta comunale di incaricare un gruppo di professori specialisti del settore per svolgere studi su luoghi e persone che hanno reso così la Empoli di oggi.
Tuttavia si legge con disappunto dall’articolo che non sono stati coinvolti, come spesso accade, eccellenti studiosi locali, che a mio avviso potevano dare non poco apporto a quegli obbiettivi, e soprattutto soggetti che ben più dello scrivente hanno studiato e raggiunto risultati straordinari, mi vengono in mente primo tra tutti Giuliano Lastraioli, ma anche il Frati, Leonardo Terreni, e molti altri.

Errore n. 4:
Giovani ? What’s Giovani ?
Eh già.
Tra le lamentele più ricorrenti che mi pervengono vi è spesso la mancanza di attenzione e di coinvolgimento dei giovani, di nuove forze vigorose da coinvolgere negli studi storici della città, in modo da rinfocolare un già arido vivaio capace di sostituire gli attuali “brontosauri” in via d’estinzione.
Due pochi giorni fa un docente di un liceo di Empoli mi ha scritto su questo aspetto; allo stato attuale non gli ho ancora risposto, e converrà rispondere che è meglio occuparsi di ben altro.

Cosa fare quindi ?
Converrà progettare e attuare un’alternativa serie di percorsi di studio fatta di e con studiosi empolesi, disgiuntamente al suddetto lavoro degli accademici al quale va ogni augurio possibile di buon lavoro, sperando possa apportare novità degne di nota.
Vediamo se gli empolesi, una volta tanto nella loro novecentennale storia (post castellum) riusciranno a smentire sè stessi e a non star ubbidienti ad ogni uomo che la Città manda.(Cit. Anonimo Empolese).

Chi risponde a questo appello ?

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