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Empoli nel Ventennio Fascista: primi cenni del suo avvento

La Storia deve essere studiata e analizzata in ogni epoca, cercare per quanto possibile di entrare nel Contesto e al contempo rimanerne fuori. Alcune difficoltà sorgono sempre quando si tratta di affrontare alcuni periodi che per vari aspetti hanno lasciato cicatrici, e queste sono indelebili.
Ma la Storia va concepita anche come Madre educatrice, deve fornire insegnamento ai posteri per evitare la reiterazione di errori, e per quanto cruda a volte sia, va affrontata senza paure o alibi pregiudizievoli.

Nota introduttiva di Carlo Pagliai.
Ho cominciato a svolgere approfondimenti circoscritti nel periodo del Ventennio Fascista per ricostruire le più importanti trasformazioni urbanistiche ed edilizie del territorio empolese, dalle quali sono emersi dettagli assai importanti e, passatemi pure il termine, ….lungimiranti.
Si rischia di essere estremamente riduttivi nel tentare di esprimere una propria valutazione complessiva ed esaustiva sulle scelte e indirizzi di urbanistica adottati, approvati e attuati dall’allora Comune di Empoli, tuttavia gli elementi raccolti finora sono già ampiamente sufficienti per farsi un’idea; ma urgono ulteriori approfondimenti e incrocio dei dati, oggi finalmente possibile con le tecnologie.
Si consideri ciò come l’avvio di un percorso di ricerca teso ad analizzare le innovazioni introdotte in campo urbanistico, che a mio avviso trovano spunti interessanti ancora oggi, e che ci piaccia o no, consistono in un tassello non ignorabile dell’attuale configurazione urbanistica consolidata.
Non solo: invito a studiare bene il periodo storico 1918-1922 perché il livello tensionale e di indecisione di allora si rileva alla stessa maniera anche oggi.

Alcuni atti amministrativi nell’avvento del Fascismo
Le considerazioni e l’evoluzione dei fatti relativi all’avvento del Fascismo ad Empoli saranno oggetto di un particolare lavoro, già ben avviato e di cui daremo qualche cenno prossimamente e per i quali attendo dettagliate documentazioni.
Gli articoli pronti, e quelli in preparazione in materia, sono molti: ma è prioritario conoscere episodi salienti di tipo amministrativo, e i primi rapporti tra Empoli e il neonato Governo Fascista, ma anche le reazioni interne e i primi “mal di pancia”, ben evidente e culminante nel 13/11/1924 con dimissioni a tappeto nel Consiglio comunale in carica.

24/05/1924 Cittadinanza onoraria a S.E. Benito Mussolini.
Con Verbale del Consiglio Comunale [1] n° 133 del 24/05/1924 con cui Empoli conferiva la cittadinanza onoraria a Benito Mussolini, anche se in quel momento Empoli non deteneva il formale titolo di “Città”, a differenza per esempio di San Miniato.

30/10/1924 Commemorazione della Marcia su Roma
Il Consiglio comunale commemorava la Marcia su Roma [2] ed inviava a <<Voi Duce Magnifico potenti alalà [3] di devozione>> approvando con unanimità (non sappiamo quali consiglieri e assessori fossero presenti !) , dopo di che l’adunanza venne sciolta.

13/11/1924 Dimissioni dei Consiglieri
Pochi giorni dopo l’approvazione da parte del Consiglio comunale della Commemorazione della Marcia su Roma, la reazione di alcuni componenti del Consiglio comunali non si fece attendere, vedasi il Verbale[4] del C.C. n° 169 del 13/11/1924 : dimissioni a raffica di Consiglieri e Assessori in carica, alcune già comunicate in precedenti sessioni, altre comunicate nella stessa seduta del 13/11/1924.
Occorre svolgere maggiori approfondimenti per capire bene la dinamica e successione dei fatti, di cui daremo maggior dettaglio non appena giungeranno i documenti richiesti. Con successivo votazione nelle medesima giornata il C.C., a seguito delle dimissioni predette, provvedeva a votare la nomina sostitutiva di tre assessori effettivi e

19/04/1926 Elevazione di Empoli a Città
Per questa Delibera[5] del Consiglio comunale (che di lì a pochi mesi cessò le funzioni) si è riscontrato un errore: infatti nel Verbale[6] del Podestà n° 169 del 17/12/1927 egli descrisse che il procedimento di elevazione di Empoli a Città fu avviato con Delibera Cons. comunale del 12 aprile 1926, mentre tale procedimento venne approvato all’unanimità e per acclamazione con Verbale del Consiglio comunale n° 21 del 19 Aprile 1926, per cui si può ipotizzare un errore di trascrizione dell’epoca.
In tale seduta il Consiglio comunale, dopo lunga premessa autoreferenziale e autoelogiativa degli aspetti economici, storici, culturali e sociali di Empoli, approvò con plauso quanto esposto dal Sindaco Presidente e all’unanimità e per acclamazione votò la Delibera per la richiesta per l’elevazione a Città e Capoluogo di Circondario, da inoltrarsi al verso il Governo nazionale.

17/12/1927  Decretazione di Empoli a Città, Stemma e Gonfalone
Rammentando anche un precedente articolo di qualche giorno fa su “l’antico Sigillo della Lega di Empoli” si evidenzia che il Podestà apprese [5] che Empoli aveva ricevuto il formale titolo di “Città” tramite lettera n. 6635 del 31/10/1927 della Presidenza del Consiglio dei Ministri – Consulta araldica – con la quale in data 23 ottobre 1927 il Capo del Governo aveva sottoposto alla firma Sovrana il Decreto con cui questo Comune era stato elevato a Città, invitando contestualmente ad espletare presso la detta Presidenza le pratiche necessarie per ottenere il riconoscimento dello stemma civico e la concessione di un Gonfalone.
Nello stessa decisione adottata dal Podestà a suo Verbale[6] n° 169 del 17/12/1927 egli approvava di esprimere la << 1) viva riconoscenza al Governo nazionale per la conferita dignità a questo Comune, con la elevazione a Città; 2) di inoltrare la domanda a S.E. il Capo del Governo, Presidente della Consulta araldica per ottenere il riconoscimento dello stemma civico e la concessione di un Gonfalone conformi ai bozzetti sopraindicati che debbono intendersi parte integrante della presente deliberazione. >>.
Di quale stemma e bozzetto si trattava? ovviamente dello stemma attualmente in uso dal Comune e di cui si riporta trascrizione estratta dallo predetto Verbale n° 169: <<visti i bozzetti a colori riproducenti il Gonfalone e lo stemma del Comune, il quale ha nella parte superiore la facciata dell’antica Pieve, e nella parte inferiore i due stemmi di Monterappoli (una vite con grappoli piantata su 6 monticelli) e di Pontorme (un ponte a due archi fiancheggiato da una torretta merlata, con dall’altra parte l’immagine di S. Michele Arcangelo, patrono del Castello): quale stemma a 3 reparti ebbe origine in seguito al Rescritto di Pietro Leopoldo del 24 maggio 1774 che riunì Empoli, Monterappoli e Pontorme ed è sormontato dalla corona comitale, in quanto Empoli fu terra sotto la giurisdizione dei Conti Guidi:>>.
Vi sono alcune differenze tra l’antico Sigillo della Lega di Empoli e quello approvato dalla riforma leopoldina in particolare riguardanti il “comunello” di Pontorme: nel primo è raffigurato l’antica loggia (del Bargello o della chiesa? ) con la torre merlata, nell’attuale vi è il ponte a due archi (che poi divenne ad un’arcata esistito fino alla Seconda Guerra mondiale); sulla facciata della Pieve esprimerò le mie osservazioni in altra sede.

Note e Riferimenti:

[1]  Cfr Verbale del Consiglio Comunale n° 133 del 24/05/1924, A.S.C.E., trascrizione integrale:

Il Sig. Sindaco Presidente – con nobili parole – ricorda la fatidica data, in cui, rotti gli indugi, si mosse guerra al secolare nemico e manda un reverente saluto a quanto cooperarono per la rivincia della grande impresa. La data meglio non poteva essere scelta per il conferimento della cittadinanza onoraria a Benito Mussolini, animatore della grande guerra, interventista intervenuto e valorizzatore del sacrificio e della vittoria; per la sua tenacia l’Italia ha finalmente trovato la sua strada, la Nazione ha conseguito dignità e benessere. tutti gli Italiani debbano riconoscenza imperitura a Benito Mussolini, per la cui opera la Nazione è assurta a dignità di grande Potenza. Presenta quindi agli adunati il seguente ordine del giorno:
Il Consiglio Comunale di Empoli riunito in solenne adunanza addì 24 maggio 1924 anniversario di storica fatidica data, ritenendosi, come di fatto è, la espressione del quasi unanime consenso di questo popolo ormai dopo tanti anni di cieca propaganda redento nel santo amore della Patria e nell’operosità feconda del lavoro, sicuro di interpretarne il pensiero ed il sentimento, visto e considerao come il nostro magnifico Duce Benito Mussolini, Capo del governo Nazionale e Duce del Fascismo, tanti e così grandi titoli di benemerenza si sia acquistato alla pubblica gratitudine per avere, dopo gli anni degli orgiastici rossi e delle vili e criminose renunzie e devizioni, valorizzate la vittoria e ridotto a questa Italia adorata la sua Dignità di potenza di primo ordine e per avere rigenerato le più sane energie della Patria, che ora, con mano ferrea e sicura, con volontà tenace, guida al più radioso avvenire di prosperità, di grandezza e di forza

Delibera

di conferirgli la Cittadinanza onoraria e col suo più entusiastico saluto gli invia l’augurio che sia a lungo conservato al Governo per il bene e le forse migliori della Nazione. Il Consiglio per acclamazione approva l’ordine del giorno siesposto plaudendo entusiasticamente.

[2] Cfr Verbale del Consiglio Comunale n° 168 del 30/10/1924, A.S.C.E
[3] Grido di battaglia degli Opliti greci che attaccavano di corsa urlando. D’annunzio lo reintrodusse dai ricordi ginnasiali.
[4] Verbale n° 169 del 13/09/1924:
L’anno 1924 a questo dì 13 del mese di novembre Empoli alle ore 10.30 nella sala comunale: dietro invito diramato dal Sindaco il 10 d°: n° 2564 si è riunito il Consiglio Comunale in sessione ordinaria e in seduta pubblica di 1° convocazione. Presiede l’adunanza il Sig. Cinelli Vitruvio Sindaco e sono presenti i Sigg. Consiglieri Comunali:
(omissis per brevità)
Assenti sebbene invitati i Sigg.:
Bitossi Gastone, Cantini Alfredo (dimissionario), Garbati Adolfo (dimiss), Gazzarri Giuseppe (dimiss) , Giunti Virginio, Livini Ten. Mazzino (dimiss), Macii Ferruccio, Parri Orazio, Ricci Bardsky Ing. Francesco, Romagnoli Avv. Cosimo (dimiss), Tamburini Augusto.
Assiste il Sottoscritto segretario incaricato della redazione del Verbale.  Dichiara aperta l’adunanza, vengono designati a scrutatori i signori: (omissis) e si passa quindi alla trattativa degli affari.
Il Sindaco Presidente comunica:
è noto ormai che in seguito a divergenze di natura pubblica presenteranno le dimissioni i signori Gazzarri Giuseppe, Cosimo Romagnoli e Cantini Alfredo dalla carica di assessore supplente e di consiglieri comunali; la Giunta ebbe a respingere tali dimissioni indicando i singoli dimissionari a voler confermare nella loro collaborazione per il bene comune ma i dimissionari stessi hanno dichiarato di insistere nel loro proposito. Lo stesso Signor Presidente dà lettura delle lettere con le quali i suindicati assessori e consiglieri comunali hanno presentato le loro dimissioni e mi hanno insistito a provare quindi, a nome e della Giunta le cui premure perché i dimissionari desistettero dal loro proposito sono state vane, e il Consiglio ne prende atto. Ed il Consiglio con votazioni separatamente rese per ciascun nome ed in modo segreto Delibera:
1) di prendere atto delle dimissioni dalla carica di assessore effettivo e di consigliere comunale a) del signor Gazzarri Giuseppe con voti favorevoli 18 ed uno contrario. b) avvocato Cosimo Romagnoli con voti favorevoli 18 e uno contrario; c) del signor Cantini Alfredo con voti 19 favorevoli.
2) di prendere atto delle dimissioni del signor Laivini Mazzino dalla carica di assessore supplente e di consigliere comunale.
3) di prendere atto con voti 19 favorevoli delle dimissioni del signor Bitossi Gastone dalla carica di consigliere comunale.
4) L’esito delle singole votazione avvenute come sopra è noto verificato e proclamato dal Signor Presidente assistito dagli scrutatori Sigg. Cagliati, Fossi e Mori.

[5] Cfr Verbale del Consiglio Comunale n° 21 del 19/04/1926, A.S.C.E
[6]
Cfr Verbale Podestà n° 169 del 17/12/1927 – A.S.C.E.

 

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