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Empoli in alcune Rubriche della Nuova Cronica di Giovanni Villani – di Carlo Pagliai

copertinavillaniAi soli fini di citazione documentale si riporta in ordine cronologico alcune rubriche (notizie) in cui cita Empoli e scritte da Giovanni Villani nel suo manoscritto “Nuova Cronica” trascritte per il presente utilizzo dalla omonima pubblicazione a cura di Giuseppe Porta, Guanda, Parma 1991.

dalla Rubrica LXXIII [1]
Come Vinci e Cerreto Guidi si rubellarono a’ Fiorentini
Come la detta sconfitta fu fatta, i signori d’Anghiano rubellarono dal Comune di Firenze i l loro castello di Vinci, e Baldinaccio degli Adimari rubello di Firenze rubellò il castello di Cerreto Guidi di Greti; e fuggendo i Fiorentini e gli altri de la detta sconfitta, ne presono e rubarono assai;e poi per più tempo fatta compagnia con Uguiccione, e poi con Castruccio di Lucca, grande guerra feciono al contado di Firenze in quella contrada, e più volte vi furono rotti e ricevettono danno i soldati di Firenze e que’ d’Empoli, e di Pontormo, e del paese per le masnade de’ Tedeschi di Lucca. A la fine per patti e per danari essendo tratto di bando Baldinuccio e altri, con vergogna del Comune di Firenze, renderono le dette castella a’ Fiorentini
[1] 29 Agosto 1315, Evento avvenuto a seguito del fallito assedio del Castello di Montecatini con la sconfitta dei fiorentini di cui alla precedente Rubrica LXXI

dalla Rubrica CVI
Come Castruccio signore di Lucca ruppe pace a’ Fiorentini, e cominciò loro guerra
Nell’anno MCCCXX, del mese d’aprile, essendo Castruccio Interminelli signore di Lucca a parte ghibellina e allega co’ Pisani, sentendo che ‘l sopradetto papa Giovanni col re Ruberto aveano sommosso di fare venire di Franca in Lombardia messer Filippo di Valois figliuolo di messer Carlo fratello del Re di Francia con grande gente d’arme, per contastare la forza di messer Maffeo Visconti e de’ figliuoli e di sua lega; e sentendo  che’ Fiorentini e’ Sanesi e’ Bolognesi avevano mandati in Lombardia M cavalieri a richiesta della Chiesa e del re Ruberto, e erano già a la città di Reggio, il detto Castruccio a preghiera e rechesta del detto messere Maffeo Visconti e della lega de’ Ghibellini di Lombardia ruppe pace a’ Fiorentini per insturbare la detta impresa di Lombardia; e ancora come tiranno, che istando in pace scema suo stato, e vivendo in guerra l’asalta. E Castruccio, come uomo vago di signoria, credento montare in istato, cominciò guerra a’ Fiorentini; e sanza nullo isfidamento co la forza de le masnade de’ Pisani cavalcò, e prese fugli renduto come avea ordinato il castelletto di Cappiano, e ‘l ponte sopra la Guisciana, e Montefalcone, le quali fortezze teneano i Fiorentini. E fatto ciò, passo la Guisciana, e corse guastando e ardendo intorno a Fucecchio, e a Vinci, e a Cerreto, e poi infino a Empoli in sul contado di Firenze. E ritornando si puose ad assedio a Santa Maria a Monte che si tenea per gli Fiorentini, salvo la rocca si tenea per gli terrazzani, e quella in pochi giorni ebbe, però che’ terrazzani per tradimento l’arenderono dì XXV d’aprile; e’ Fiorentini non erano proveduti come si convenia: credendosi conservare la pace, non poternono acciò riparare; e avuta la terra tornoè a Lucca con grande trionfo, e quegli traditori che gli aveano renduta Santa Maria a Monte per sospetto menò a Lucca, e in pregione languendo gli fece morire. E appresso in quello anno il detto Castruccio più castella di Carfagnana e di Lunigiana vinse e recò alla sua signoria, per la qual cosa sturbò molto, ma quasi tutta la ‘mpresa fatta per la Chiesa e per lo re Ruberto in Lombardia co l’altre cagioni, come innanzi farà menzione.

dalla Rubrica CCXCIII
Come Castruccio riacquistò certe castella di Carfagnana che gli erano fatte rubellare per gli Fiorentini
Nel detto anno[2], del mese di marzo, Castruccio signore di Lucca fece oste sopra il Castello di Lucchio in Carfagnana che gli s’era rubellato, e sopra le terre de la montagna di Pistoia; e quegl’abandonati da’ Pistolesi, per tema che Castruccio non rompesse loro le triegue, mandarono a Firenze per aiuto. I Fiorentini per farlo spendere e consumare vi mandarono LXXV cavalieri e CCCC pedoni per la guardia di quelle terre. Castruccio vigorosamente, non guardando a le nevi ch’erano grandi a la detta montagna, assalì in persona le dette terre ch’erano sopra Lucchio con suo sèguito di cavalieri a piè. Quegli che v’erano a la guardia abandonaro i passi, e si ridussono a le fortezze, i quali poco apresso s’arrenderono, e salve le persone se n’andarono; e partita la detta gente, il detto castello di Lucchio fortissimo si rendè a patti, dì XVII di marzo. I Fiorentini per lo soccorso del detto di castello di Lucchio trattato feciono d’avere il ponte e ìl castello di Cappiano in su la Guisciana: essendo Castruccio a oste in in Carfagnana, vi cavalcaro le cavallate e’ soldati di Firenze infino a Empoli, e non vegnendo fornito il trandimento, si ritornarono in Firenze con grande riprensione dell’una impresa e dell’altra.
[2] Anno 1322, Cfr Rubrica n° CXCII

dalla Rubrica CCCXLV
Come Castruccio con sua gente cavalcò in Creti e infino a Empoli
Nel detto anno[3] Castruccio, avendo di poco avuta la castellina di Creti, che uno de’ Frescobaldi che ll’avea in guardia per moneta la rendè, sì si distese poi Castruccio e sua gente per lo Creti, e diede battaglia a Vinci e a Cerreto e a Vitolino, e passò Arno infino a Empoli. E poi a dì V Aprile ebbe il castelletto di Petroio sopra Empoli, e quello guernì: e co la castellina gran danno faceano alla strada e a tutto il paese. Ma poi a dì XXV di giugno abandonò Petroio e disfecelo, per tema della venuta del Duca d’Atene e gente del re Ruberto.
[3] Anno 1326, Cfr Rubrica n° CCCXLIII

dalla Rubrica LI
Come le masnade di messer Mastino ch’erano in Lucca cavalcaro in sul contado di Firenze
Nel detto anno[4], a dì XXV di luglio, le masnade di messer Mastino ch’erano in Lucca, in quantità di IIII cavalieri e popolo assai, uscirono di notte di Buggiano e vennero subitamente a Cerreto Guidi in Greti, e quello sproveduto, combattero il borgo ed ebberlo, e feciono grande danno di preda e d’arsine di case e di biade sanza alcun contrastro; però che ‘l capitano e cavalleria de’ Fiorentini erano gran parte in Pistoia per cagione de la festa di Santo IAcopo. E poi a dì V d’agosto seguente la gente di messer Mastino, in quantità di VIII cavalieri e molti pedoni, onde fue capitano e conducitore Ciupo dello Scolari rubello di Firenze, e uscì di Lucca e guadò Arno e guastò il borgo a Santa Fiore e altre villate di S. Miniato, e albergaro due notti a la Villa di Martignano sotto San Miniato. La gente de’ Fiorentini, ch’erano in Empoli e ne le castella del Valdarno e di Valdinievole, li seguiro francamente; per la qual cosa i nemici temendo la stanza d’essere sorpresi, perchè non erano venuti proveduti di vittuaglia, si partiro a dì VII d’agosto con isconcia levata, e passando per lo borgo di Santa Gonda per paura de’ Saminiatesi, scesi per comune a’ balzi e a le tagliate e isbarre fatte, non ardiro di mettervi fuoco; e molti ve ne rimasono, e li altri fuggento sanza ordine in più parti si ricolsono, alquanti passando Guisciana, ma i più per lo contado di Pisa straccati, e molti per sete spasimaro e annegaro in Guisciana. E se la nostra cavalleria avesse più studiato il cavalcare, non ne campava uomo per la mala condotta. E per le dette cavalcate il paese di Valdarno e di Greti le terre non murate stavano in grande tremore; per la qual cosa il Comune di Firenze ordinò che subitamente fossero rifatte le mura d’Empoli e di Pontormo, che alquanto n’erano cadute per cagione del grande diluvio [5] e ordinaro che ‘l borgo di Montelupo si compiesse di murare in su la riva d’Arno e del fiume di Pesa; e che fosse rifatto e murato il borgo di Cerreto Guidi; e così fu fatto in poco di tempo, faccendo loro alcuna franchigia e munità. E ordinossi in Firenze di fare grossa cavalcata a Lucca per vendetta di quella, e per oservare la promessa fatta per la lega de’ Viniziani, come faremo menzione nel seguente capitolo.

[4] Anno 1336, Cfr Rubrica n° L
[5] Anno 1333

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