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Empoli e la Carta Peutingeriana #Ep. 1

La celebre Tabula non ha i caratteri di una cartografia bensì di una mappa “mentale”. Empoli potrebbe corrispondere tra le stazioni di Importu e Arnum

 

Peutingeriana

Tavola Peutingeriana: particolare dell’Etruria


Carlo Pagliai

di CARLO PAGLIAI        segui  su    logo twitter    Linkedin   Facebook 

 


Anni fa ad Empoli si tenne una importante collana di eventi “Cento Itinerari Più Uno” collegata alla pubblicazione del libro “Vie e Luoghi dell’Etruria nella Tabula Peutingeriana”, di Francesco Prontera, ed. Olschki 2003.

Gli storici toscani da tempo discutono e confutano l’esatta configurazione geografica delle stazioni indicate nella celebre carta; facendo diverse analisi, in buona parte le due correnti di pensieri portano a stimare che l’insediamento di Empoli potesse combaciare rispettivamente con la Importu o Arnum leggibili nei riquadri azzurri riportati nel seguente estratto di mappa:

 

Peutingeriana empoli 2

Tavola Peutingeriana: ingrandimento dell’Etruria

Per quanto mi riguarda, ho iniziato a cimentarmi in uno studio analitico della Carta piuttosto che usare un approccio meramente sintetico o altrettanto mentale, di cui esporrò le risultanze strutturandole per episodi; ciò in vista anche del prossimo Novecentenario del primo incastellamento medioevale di Empoli.

# Episodio 1    #  Storia e descrizione della Tabula #

La Tabula rappresenta il mondo allora conosciuto, rappresentandolo oltre i confini dell’Impero Romano fino all’India e menzionando la Cina; non è una mappa basata su di una proiezione cartografica (almeno secondo quelle conosciute oggi), pertanto la sua rappresentazione non permette una corrispondenza della MISURA di distanze e angoli da comparare con lo spazio reale.

DOWNLOAD/SCARICA la Tabula Peutingeriana →

Peutingeriana

E’ da intendersi piuttosto verosimile ad una “mappa geografica mentale“, avente per oggetto una raffigurazione topologica di orientamento, seppur avente un alto grado di logicità nel suo insieme.

La Tavola Peutingeriana (o Tabula) altro non è che una copia prodotta da un monaco copista nel XII-XIII secolo di una più antica carta romana illustrante le vie militari dell’Impero.

Oggi è conservata presso la Hofbibliothek di Vienna, in Austria, soprannominata anche Codex Vindobonensis.
A Parigi è conservata una copia in bianco e nero negli archivi della cartothèque de l’IGN, pur non avendo una  datazione e provenienza chiara.

La Tavola è nota come “Peutingeriana” in quanto fu eredità dall’umanista e antichista Konrad Peutinger dal suo amico Konrad Celtes; quest’ultimo era stato bibliotecario dell’imperatore Massimiliano I.
La carta non fu pubblicata in quanto Peutinger morì prima di poterlo attuare.

La versione che conosciamo oggi è una copia stampata nel 1591 ad Anversa dal famoso editore Johannes Moretus e aveva il nome di Fragmenta tabulæ antiquæ. Il manoscritto risulta databile al secolo XIII e dovrebbe essere opera di un ignoto monaco copista di Colmar, con la quale avrebbe riprodotto nel 1265 un documento più antico.

E’ composta da 11 pergamene riunite in un unica strisciata di 680 x 33 centimetri, in cui sono rappresentati gli elementi geografici (suolo, mare, laghi, fiumi e catene montuose, ecc) ed elementi antropici (strade, insediamenti, stazioni, fari, porti, ecc).
Sono facilmente leggibili anche gli itinerari stradali che collegavano le stazioni di posta situati a distanze più o meno regolari, la cui dislocazione e funzionamento fu riformata da Augusto.

Dal 2007 è stata inserita nell’Elenco delle Memorie del mondo dall’UNESCO.


Note e Bibliografia:

Prontera Francesco. Tabula Peutingeriana. Le antiche vie del mondo, Firenze, Olschki, 2003;
Annalina Levi and Mario Levi. Itineraria picta: Contributo allo studio della Tabula Peutingeriana (Rome: Bretschneider) 1967;

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