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Complimenti al Dottor X – di Tommaso Mazzoni

↖ Collana su Ferruccio Busoni – di Tommaso Mazzoni

Vivissimi complimenti, Dottor X Spero di poter nuovamente assistere in futuro alle sue lezioni, sempre così dense di stimoli! Ed è proprio per questo che, per siffatti argomenti, man mano sollecitando in me le differenti corde, mi sento indotto – quasi come avviene in fisica – a risonare per simpatia.

Riguardo a qualche congettura un po’ fuori tema, riterrei che, non dando troppo campo alle divagazioni, quelle potrebbero essere talvolta ugualmente produttive. Nei miei scritti, infatti, un lettore potrebbe inciampare in taluni ragionamenti all’apparenza disomogenei, non ben legati fra loro; e tuttavia utili. Ma non mi sentirei di cambiare nemmeno un ette, perché, nel tentativo di intendere di migliorare la forma, ne potrebbe fare le spese… la sostanza.

Con Lei tutto fila per il verso giusto, nonostante che le materie non siano certo proprio proprio agevoli ed omogenee. Quindi, lasci che Le dica ancóra grazie per la Sua opera di (ri)costruzione di una società un po’ alla deriva, specie se analizzata con gli occhi di un osservatore del secolo scorso. Occorrono perciò – sì che occorrono, lo sa assai meglio di me, – coloro che come Lei, sapendo come muoversi, lanciano i propri variegati suggerimenti di rientro alla razionalità. E, ove possibile, suggeriscono il metodo per almeno tentare di ipotizzare indirizzi, avviati nella direzione delle soluzioni maggiormente aderenti al clima, al substrato che nel frattempo è andato modificandosi.

Già nel primo Novecento, Ferruccio Busoni, in una lettera ad Arnold Schönberg (del 1916), ebbe a osservare: “Sarà questa la nostra più bella vittoria: se noi potremo contrapporre alla distruzione altrui i prodotti della nostra creazione! Quel che è durevole contro quel che va in rovina. Ognuno faccia ciò che meglio sa fare; attingere da se stessi tutto quanto si può, deve rimanere il vero adempimento della vita”.

Perché tener frenato, perciò, un entusiasmo, mi domando! Non c’è ragione, se non il timore che, nel causare ai “docenti discenti” un qualche seppur misurato momento di aggiustamento verso la direzione del tema accostato, per così dire, taluno potrebbe ritrovare il filo con un po’ di difficoltà. Ma quel genere di distrazione potrebbe valere solo per i più inclini, o i meno portati a modificare repentinamente rotta… Be’, Lei ha capito cosa volevo dire. Sicuramente l’interesse per la materia in esame ha sempre la meglio su di me… attraendomi.

di Tommaso Mazzoni

per gentile concessione

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