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Claudio Biscarini: Panzerkampfwagen VI Tiger a Empoli, chi li ha visti?

Purtroppo, a intendersi poco di certi argomenti, si rischia di dire cose fasulle. E’ il caso, uno dei non pochi errori contenuti in questo libro, dell’affermazione contenuta in un volume uscito anni fa a Poggibonsi, ma scritto da un empolese, dove si citava il passaggio della XXIV divisione corazzata tedesca che, dopo l’8 settembre 1943, aveva inviato dei reparti ad occupare la parte centro-nord della Toscana, spingendosi fino a Piombino, Siena e Pisa. In questo testo si dice che fra i numerosissimi mezzi messi in campo dalla 24. Panzer-Division ci sarebbero stati anche “I carri Tigre”. Questo mezzo corazzato è stato forse il più famoso della seconda guerra mondiale. Pesava 57 tonnellate, era armato con un cannone KwK 36 L/56 da 8,8 cm e aveva una corazzatura frontale, compresa la torretta, di 100 mm, laterale e finale di 80 mm. Il Panzer Tiger I Ausf E fu il primo della serie. Prodotto dall’agosto 1942 all’agosto 1944, ne furono costruiti 1354 esemplari. Combatté un Russia, nella battaglia di Kursk del luglio 1943 ebbe il suo battesimo del fuoco su quel fronte, in Tunisia e in Sicilia. Normalmente non equipaggiava divisioni corazzate ma schwere Abteilung ovvero battaglioni corazzati pesanti. Alcuni carristi italiani, poco prima della battaglia di Sicilia, ebbero un addestramento su questi carri ma nessun Tiger è mai stato fornito a unità italiane, nemmeno alla famosa Divisione Corazzata “M” di stanza presso Roma 1).

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Panorama di Empoli dalla zona del Terraio

Tanto meno li aveva la 24. Panzer-Division dell’ Oberst Maximilian Reichsfreiherr von Edelheim quando il nostro autore cittadino li vide sfilare per le strade di Empoli nel settembre 1943. L’unità, infatti, aveva solo Panzer III e carri lanciafiamme. Solo nel 1944 avrebbe avuto Panzer IV e V Panther. Quindi per Empoli non sono mai sfilati i famosi carri tedeschi ma questo non vuol dire che non ci siano stati. Due sono i battaglioni corazzati pesanti che operarono in Italia dal 1943 al 1945: la schwere Panzer Abteilung 504 e la schwere Panzer Abteilung 508. Nessuno dei due, diretto sulla zona operativa sud, transitò da Empoli perché filarono sui treni fino a Ficulle da dove, scesi dai vagoni speciali che li avevano caricati, i carri ebbero i cingoli cambiati e si diressero via strada verso Roma. Il primo di essi combatté essenzialmente sulla fascia tirrenica dal maggio 1944. Il secondo operò nella Toscana interna. In ripiegamento da Roma, al comando del Major Helmuth Hudel, la s.Pz. Abt 508. perse carri a Sarteano e lungo la Cassia. Il 5 giugno 1944 il suo reparto antiaereo piazzò le sue mitragliere Flak Vierling 38 da 20 mm nella nostra zona. Un suo membro, Kurt Hillinger, ricordava:

La nostra posizione a Empoli veniva bombardata, tuttavia, tutte le bombe cadevano a vuoto e i nostri genieri in seguito le fecero esplodere.

Il reparto rimase nella nostra zona fino al 10 luglio dirigendosi a Prato. Il 25 giugno, colpito al capo da un aereo che mitragliava al suo secondo passaggio, moriva l’ Unteruffizier Eggermann che veniva sepolto a Empoli.
Intanto, i Panzer della s.Pz.Abt. 508 erano in ripiegamento e, nei continui combattimenti o, soprattutto, per guasti meccanici avevano perduto diversi mezzi. Ogni Kompanie aveva in dotazione quattordici Tiger I; la 3. Kompanie disponeva anche, unico esperimento fatto in Italia che dette risultati insoddisfacenti, di trentasei carri da demolizione BIV. La necessità di sostituire i carri danneggiati o logorati e perduti venne soddisfatta, il 14 giugno 1944, proprio a Empoli dove la 2. Kompanie 2) dell’Hauptmann Siegfried Junghans ricevette dei carri nuovi provenienti dalla Germania. Il 16 giugno toccò alla 3.Kompanie dell’Oberleutnant Kurt Stein, che sarebbe morto a Rimini il 15 settembre, ad avere nuovi carri. Uno di essi, non poi tanto nuovo, venne assegnato all’equipaggio dove c’era un militare di nome Rolf Aichele il quale dice che, messosi in viaggio verso sud, il suo Tiger ebbe subito noie strutturali tanto che il 25 giugno dovette tornare “ a 5 Km da Empoli” per un cambio del motore del mezzo.

Si doveva trattare, comunque, di una officina mobile in quanto l’officina fissa pesante, dove, ad esempio, si effettuavano lavori sulla pesante torretta, era a Firenze presso la FIAT. Da alcune fotografie contenute nel volume The combat History of schwere Panzer Abteilung 508, a cura di Kurt Hirlinger, si deduce trattarsi di una pineta con pini di alto fusto non comuni dalle nostre parti. Si potrebbe pensare alla pineta di Staffoli a Poggio Adorno dove era presente un grande deposito di carburante tedesco che venne ripetutamente bombardato dai velivoli alleati un mese prima del cambio dei Tiger.. Altrimenti, la caccia è aperta: chi ha veramente visto i carri Tigre in riparazione a Empoli nel giugno 1944, e non”sognati” nel settembre 1943, e dove?

Empolesi, la parola passa a voi.

Note

[1] Anche se diversi scrittori hanno citato i Tiger I tra la dotazione della Divisione Corazzata M, in realtà i tedeschi cedettero carri PzKw IV G da 22 tonnellate con cannone KwK 37/24 da7,5 cm; PzKw III N con cannone KwK 39/L da5 cm; semoventi StuG III G con cannone/obice STUK L/24 da7,5 cm. e alcuni pezzi controcarro/contraerei da8,8 cm.

[2] Ogni Kompanie era riconoscibile da un numero che appariva sulla torretta per cui la 1. Kompanie aveva una 1, la 2.

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