Anni fa erano proverbi o modi di dire all'ordine del giorno, oppure filastrocche cantate per le feste.
Via del Giglio nel 1904, incrocio con Via San Francesco, dipinto a carboncino
Molti stenteranno a crederci e molti altri non riusciranno alla prima lettura a orientarsi nel riconoscimento.
L’immagine è pubblicata a pagina 39 del libro “The Road in Tuscany“, volume 2, curato daMaurice Hewlett, edito a Londra nel 1904 dalla Macmillan and Co. Limited.
CHI ERA MAURICE HEWLETT(per gentile concessione di Francesco Fiumalbi)
Maurice Hanry Hewlett è stato un poeta e romanziere inglese, nato a Weibridge nella contea di Surrey, nel 1861. Morì a Broadchalke, nei pressi di Salisbury, nel sud dell’Inghilterra, nel 1923. Fu autore di romanzi “storici”, molti dei quali ambientati nel medioevo inglese, ma anche in Italia, di cui era ottimo conoscitore, grazie anche alla sua attività di saggista e traduttore.
Fra le sue opere narrative, compare anche una vera e propria “guida” della Toscana, The Road in Tuscany. Una guida un po’ speciale, una vera e propria esplorazione, alla scoperta della storia toscana, offerta dal punto di vista di un erudito viaggiatore inglese della fine del XIX secolo, animato dal più puro spirito romantico.
Si tratta di un “commentario”, come tiene a precisare l’autore, ovvero di una serie di dissertazioni sulla storia, sulle bellezze artistiche e sulla letteratura toscana. Il tutto organizzato secondo la logica del viaggio e, dunque, anche della strada, intesa sia come infrastruttura per garantire gli spostamenti, ma anche come luogo di incontro con la popolazione locale e punto di vista privilegiato per osservare i centri raggiunti. Da qui il titoloThe Road in Tuscany. Insomma, si tratta di un vero e proprio odeporico.
L’opera di Hewlett si compone di due volumi. Il primo è incentrato sulla città di Firenze e i suoi dintorni, oltre a Lucca, alla Garfagnana, alla Lunigiana e alla costa fra La Spezia e la Versilia. Nel secondo volume l’attenzione si sposta su Pisa, e poi sulla Valdelsa, prima di passare a descrivere Siena, Volterra, e poi Grosseto, la Val di Chiana e Arezzo.
CHI ERA JOSEPH PENNELL (per gentile concessione di Francesco Fiumalbi)
il libro offre anche un secondo livello di interesse, rappresentato dalle illustrazioni di Joseph Pennell, disegnatore e critico d’arte americano, nato a Philadelphia nel 1857 e morto a New York nel 1926.
Anche Pennell, nella sua attività di illustratore, fu mosso da profondo spirito romantico, tanto da ergersi a strenuo difensore della validità dell’immagine disegnata, rispetto al diffondersi della tecnica fotografica, che proprio fra la fine dell’800 e gli inizi del ‘900 muoveva i primi passi. I disegni “toscani” di Pennell, utilizzati sia inThe Road of Tuscanydi Hewlett che nell’operaItalian Hoursdi Henry James, sono stati recentemente ripubblicati inLa Toscana di Joseph Pannel tra Otto e Novecentoacurata di L. Monaci Moran, Leo S. Olschki Editore, Gabinetto Disegni e Stampe degli Uffizi, Firenze, 2004.
il libro offre anche un secondo livello di interesse, rappresentato dalle illustrazioni di Joseph Pennell, disegnatore e critico d’arte americano, nato a Philadelphia nel 1857 e morto a New York nel 1926.
Anche Pennell, nella sua attività di illustratore, fu mosso da profondo spirito romantico, tanto da ergersi a strenuo difensore della validità dell’immagine disegnata, rispetto al diffondersi della tecnica fotografica, che proprio fra la fine dell’800 e gli inizi del ‘900 muoveva i primi passi. I disegni “toscani” di Pennell, utilizzati sia inThe Road of Tuscanydi Hewlett che nell’operaItalian Hoursdi Henry James, sono stati recentemente ripubblicati inLa Toscana di Joseph Pannel tra Otto e Novecentoacurata di L. Monaci Moran, Leo S. Olschki Editore, Gabinetto Disegni e Stampe degli Uffizi, Firenze, 2004.
IL DISEGNO
Contenuto nell’opera, fu prodotta a carboncino su commissione dal celebre artista e incisoreJoseph Pennell.
L’immagine è inserita, assieme ad altre, a pagina 39 dentro il breve paragrafo relativo alla città di Empoli, che alleghiamo quale estratto dell’intero volume.
Prima però si pubblicano le immagini relative all’incrocio tra Via del Giglio e Via San Francesco.
Via del Giglio, vista dall’incrocio con Via Marchetti e Canto Guelfo
Via del Giglio, all’incrocio con Via S. Francesco, la stradina che porta in Collegiata







Comments (0)