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Il San Lorenzo del Valdambrino, ovvero l’ex Santo Stefano

Francesco di Valdambrino Domenico (1363 – Siena, 1435)
San Lorenzo, 1409 ca – statua lignea policroma intagliata;
provenienza: Collegiata di Sant’Andrea, cappella di San Leonardo.
(inv. Baldini 89)

La scultura lignea policroma di Francesco di Valdambrino Domenico (1363 – Siena, 1435), opera finora ritenuta S. Stefano e databile al primo decennio del Quattrocento, rappresenterebbe il S. Lorenzo in base alle recenti ricerche d’archivio svolte dallo storico dell’arte prof. W. Siemoni e presentate lo scorso venerdì 26 settembre alle 17.00 nell’auditorium di Palazzo Pretorio.

La statua lignea del Valdambrino

La statua lignea del Valdambrino – Foto di Carlo Pagliai

L’opera, ricollocata nel Museo della Collegiata di S. Andrea ad Empoli, è stata oggetto di una recente e complessa fase di restauro presso l’Opificio delle Pietre Dure a Firenze, intervento svoltosi prima del suo conferimento alle mostre “La primavera del Rinascimento: Le printemps de la Renaissance” a Palazzo Strozzi e al Museo del Louvre del 2013/2014.

Il relatore ha illustrato tutti gli aspetti della ricerca, dalla quale ha tratto elementi e dati di matrice archivistica sufficienti per affermare con un certo margine di sicurezza che la scultura del Santo Diacono non debba più identificarsi in S. Stefano bensì in S. Lorenzo.

La statua lignea del Valdambrino

La statua lignea del Valdambrino – Foto di Carlo Pagliai

Da quanto si è appreso alla presentazione, le deduzioni del relatore hanno avuto inizio dalla lettura di un documento quattrocentesco che cita l’esistenza di <<uno San Lorenzo>> nella omonima Compagnia della Pieve di S. Andrea, aggiungendo in calce anche la presenza di una graticola di legno, elemento citante il suo martirio.
Di converso non risulta citata l’esistenza di statue lignee di S. Stefano nella Pieve di S. Andrea; esiste la cappella di S. Stefano e S. Onofrio (tra il ‘400 e il ‘500 ca) ove c’era la pala col S. Stefano eseguito da Giovan Battista Volponi detto lo Scalabrino danneggiata dagli eventi bellici del 1944, quest’ultima conservata in Pinacoteca. ma non poteva trattarsi della opera del Valdambrino in quanto più antica.
Anche dagli inventari e documenti relativi al patrimonio artistico del convento di S. Stefano degli Agostiniani non compaiono citazioni relative all’opera del Valdambrino.

Un secondo aspetto indiziario per il riconoscimento proviene dagli elementi amovibili, veri accessori indispensabili per consentire un immediato riconoscimento del santo a chiunque; nella fattispecie risulta assente la tipica pietra lapidaria sulla testa di S. Stefano, trattandosi di elemento connotativo pressoché costante nelle raffigurazioni del Medioevo e Rinascimento, per il quale risultano assenti tracce di possibili interventi di rimozione o alterazione pregressi.

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La statua lignea del Valdambrino, Particolare – Foto di Carlo Pagliai

Un terzo aspetto emerge dalla visita pastorale del cardinale Nerli[1], che riporta l’esistenza di un <<S. Stefano ligneo in tabernacoli>> nell’Oratorio di S. Giuseppe (una volta esistente in via Ridolfi), oratorio distrutto e inglobato nel 1911 in un più ampio edificio.
In via riduttiva si deduce dall’esposizione del relatore che il San Lorenzo possa essere stato spogliato del suo accessorio connotativo, e per ciò scambiata per un S. Stefano, poi fatta collocare in questo oratorio distrutto.

In seguito, da un inventario collocabile tra gli anni 1780 e 1810, ricompare citato un <<Santo Lorenzo in una nicchia ovata>> nella Corsia di S. Giovanni in Collegiata, ridipinta con monocromia di color bronzo; tuttavia nell’inventario del Canonico Pierotti del 1842 non compare citato S. Lorenzo bensì S. Stefano, rompendo di nuovo la continuità delle citazioni dell’opera, errore trasmesso anche alla successiva storiografia riportata dal Carocci e Bucchi, e da questi propagato l’incongruenza fino ai giorni nostri.

Come rimarcato più volte dal relatore, sono auspicati maggiori approfondimenti e confutazioni a questa tesi, in buona parte condivisibile anche dallo scrivente; per mio conto sarà celere cura segnalare le eventuali notizie utili a definire meglio questa compagine particolare.

di  Carlo Pagliai 

La statua lignea del Valdambrino

La statua lignea del Valdambrino – Foto di Carlo Pagliai

 


↖ GUIDA DIGITALE DEL MUSEO DELLA COLLEGIATA S. ANDREA
↖ Catalogo di EMPOLI ARTISTICA


Note e Riferimenti:
[1]
Miscellanea Storica della Valdelsa, n. 109, Olinto Pogni, , p. 155;

Immagini Scattate da Carlo Pagliai e pubblicate nel rispetto del Decreto Legge “Franceschini” 31 maggio 2014 Art. 12 comma 3:


Bibliografia di riferimento
Empoli. Itinerari del Museo, della Collegiata e della Chiesa di Santo Stefano, R. C. Proto Pisani, collana “Biblioteca de Lo Studiolo”, Calenzano (Fi), Becocci/Scala, 2005;
Museo della Collegiata di Sant’Andrea a Empoli, R. C. Proto Pisani, collana “Piccoli Grandi Musei”, Firenze, Edizioni Polistampa, 2006;
Empoli, il Valdarno inferiore e la Valdelsa fiorentina, R. C. Proto Pisani, collana “I Luoghi della Fede”, Milano, Mondadori, 1999;
Empoli. I luoghi e tesori della storia, A. Naldi, P. Pianigiani, L. Terreni, Editori dell’Acero, Empoli 2012;
La Collegiata di Sant’Andrea a Empoli, la cultura romanica, la facciata, il restauro – Galletti, Moretti, Naldi, Edizioni dell’Erba, Fucecchio, 1991;
Chiese, cappelle, e oratori del territorio empolese, W.Siemoni, Editori dell’Acero, S. Croce sull’Arno, 1997;
Il museo della Collegiata di Sant’Andrea in Empoli, A. Paolucci, Firenze 1985;
Empoli, una città e il suo territorio, W. Siemoni e M. Frati, Editori dell’Acero, Santa Croce sull’Arno, 1997;
Empoli: città e territorio. Vedute e mappe dal ‘500 al ‘900, AA.VV., Editori dell’Acero, Santa Croce sull’Arno 1998;
Sant’Andrea a Empoli, AA.VV., Cassa di Risparmio di Firenze 1994;
Guida d’Empoli illustrata, Gennaro Bucchi, Tipografia domenicana, Firenze 1916;
Empoli Artistica, Odoardo Hillyer Giglioli, Lumachi Editore, Firenze 1906;

 

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