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La domenica pomeriggio al Jaiss negli anni ’90

Erano gli Anni Novanta e attorno a Empoli c’era solo una discoteca: il Jaiss. In molti della mia generazione la ricordiamo come una capitale della musica di tendenza di quegli anni, ma il Jaiss va ricordato con un ricordo ancora più affettuoso e precedente a questa compagine.

jaiss 1996


Carlo Pagliai

 

di CARLO PAGLIAI   segui su  logo twitter    Linkedin   Facebook   

 


Per i teenagers della prima metà degli Anni ’90 il Jaiss  fu qualcosa di diverso, era l’appuntamento indiscusso era la domenica pomeriggio, dove si riunivano per ballare fiumane di ragazzini da tutto il circondario; come non ricordare gli autobus provenienti da Cerreto e Vinci, oppure i gruppi di ragazzi che venivano dalla Valdelsa in treno?

La domenica pomeriggio al Jaiss nella prima metà degli Anni ‘90 era un “must”, era luogo di incontro, si ballava ed era un buon luogo di semplice incontro; il Jaiss,fu inaugurato nel settembre 1991, aveva un ingresso principale con due portoni sul Viale Togliatti a Sovigliana di Vinci(Fi), e lo stesso piazzale di fronte non era come oggi, lo ricordate quel piazzale d’asfalto con molte buche e che terminava al guard-rail e al semaforo ?

Ecco, le domeniche pomeriggio sul quel piazzale d’asfalto si accalcava una fiumana di coetanei, tutti ansiosi di entrare nella sala, prezzo di ingresso ventimila lire nel 1991. Una volta entrati dentro, si passava davanti al Guardaroba, dove a turno lasciavamo giubbotti di sorta.
Nel complesso i frequentatori del locale erano vestiti in due modi: elegante tipo giacca e cravatta (per andare a ballare, ebbene si) oppure di “tendenza”, indossando abiti veramente trasgressivi ma mai volgari.

Una volta entrati dentro la sala, ognuno coi propri gruppetti si andava a posizionare nel posto abituale, per esempio attorno alle colonne del piano terra, oppure prendeva posto ai tavolini circondati dai divanetti.

Prima del settembre 1994, ovvero da quando si trasformò in capitale della tendenza italiana, il Jaiss nel settembre del 1991 si presentava così: al piano terra aveva il tipico porticato a forma di “U” che aveva anche nel precedente PG93, la consolle era uno spazio triangolare inserita nell’angolo a destra del porticato; accanto alla consolle c’era anche la “grotta”, quella piccola galleria che aveva uno sperone lastricato in porfido.

Ricordate poi la “piccionaia” a cui si accedeva da tre scale di cui una messa dietro la consolle ? Praticamente si formava una corrente, un “giro” continuo tra il porticato del piano terra e la piccionaia, un ingorgo umano continuo, ma era un vero spettacolo percorrerlo anche alla ricerca di un semplice sguardo o del “flirt” domenicale.

La piccionaia: sopra il porticato del piano terra c’era un piano, tutto aperto verso la sala da ballo centrale, ricordate di quando il parapetto erano semplici tubolari di acciaio aperti verso la sala? In piccionaia vi erano i divanetti senza tavolini ed erano disposti a “pettine” in modo da lasciare libero un passaggio  centrale di attraversamento, e sempre in piccionaia non c’erano i bar; era poco illuminata, ma oltre alle luci di cortesia rimbombavano le luci stroboscopiche.

In genere in quelle domeniche pomeriggio al Jaiss la musica iniziava puntualmente alle 16.00, ma dall’apertura delle porte del locale (15.00) vi era musica di accompagnamento a basso volume.

Foto pubblicata su Facebook

Foto pubblicata su Facebook

In quelle domeniche pomeriggio la musica e l’atmosfera facevano davvero sognare, ricordo bene due principali DJ’s resident come Gianluca Anniballi ed Herby T.N.T. La scaletta era solitamente così: un’oretta di musica dance commerciale, poi dalle 17.00 c’era una “pausa” in cui mettevano un paio di pezzi lenti, momento in cui gli “scapoli” andavano al bar a prendere la consumazione, mentre in pista rimanevano fidanzati oppure chi il flirt lo aveva ottenuto in quella prima ora.

Dopo i due pezzi lenti, la serata riprendeva con musica commerciale ma di tipo “rock” quasi sempre col disco Roadhouse Blues dei The Doors, con cui si riempiva la pista con gente saltante, e di seguito pezzi di Ligabue, Litfiba e Vasco Rossi, e tutti noi nel mezzo a cantarli a squarciagola o con accendini in mano.

Già, gli accendini: nel locale era vietato fumare, ma non era vietato “severamente” fumare come oggi, nessuno di noi potrà dimenticare i nostri genitori lamentarsi dei nostri abiti che puzzavano di fumo di sigaretta. Ho dimenticato il bar: c’erano molti baristi dietro il bancone al piano terra, rammento che nel 1991 vi fosse un solo bar; non si aspettava poi molto, e soprattutto non c’era tanta “calca”, spintoni e maleducazione, si attendeva il proprio turno, ma soprattutto il volume non altissimo ti permetteva di parlare con la persona accanto; il bar era anche punto di ritrovo e occasione di fare nuove amicizie, con amici degli amici, era un vero luogo dentro un luogo.

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Ora che ci penso, verso le 17.00 dentro il locale accendevano il videoproiettore con cui davano le notizie delle partite di calcio, e sempre più o meno alla stessa ora, nel locale continuavano ad arrivare avventori, buona parte coloro venuti dopo la fine delle partite e dallo stadio di Empoli.

C’era abbastanza ordine, le risse erano cosa rara come lo erano i buttafuori. Altri figuranti della domenica pomeriggio al Jaiss erano i cosiddetti PR ovvero le Pubbliche Relazioni, ma erano quelli veri, quelli che curavano l’immagine del locale, perché nel 1991 non c’era l’usanza di far circolare i volantini pubblicitari per promuovere quel DJ o quell’altro; i locali andavano col passaparola, vera arma dei veri PR, e le domeniche pomeriggio di quegli anni erano quasi sempre da tutto esaurito. Verso le 18.00 la musica riprendeva con pezzi dance e di tendenza fino verso le 19.00, momento in cui il locale si svuotava da solo per il rientro a casa di  tutti i ragazzi, soprattutto per i pendolari del bus e del treno.

Un importante restyling il Jaiss lo fece nel settembre 1994, quando decise di aprire il sabato sera come serata di tendenza progressive nota come Jaiss l’echo del suono, sotto la direzione artistica di Simone e Daniele 585, attirando migliaia di persone da tutta Italia; come non dimenticare i pullman e le auto parcheggiate su un Viale Togliatti ancora non ristrutturato come oggi ?

Fiumi di automobili parcheggiate dal ponte fin quasi alla Coop. Il Jaiss inaugurò il sabato 24 settembre 1994 la sua nuova serata di tendenza, e per noi ragazzini empolesi fu quasi un sogno avere praticamente a casa una cattedrale della progressive, quando invece fino ad allora bisognava spostarsi in alcuni locali come il Club Imperiale, il Torquemada, l’Insomnia e il Duplè (rammentate gli autobus che partivano apposta dalla Stazione e dal Bowling Babilonia?). In quel settembre si parlava molto di questa novità, era veramente incredibile pensare di avere ad Empoli, anzi, a “Sovigliana di Empoli” come si sentiva dire a molti, gli artisti più gettonati come Bratti e Francesconi.

Il Jaiss dal settembre 1994 iniziò a diffondere i volantini per ogni serata, in cui venivano descritti gli artisti proposti, e in molti coetanei iniziarono a collaborare col locale facendo i PR; praticamente in ogni strada di Empoli c’era almeno un PR che poteva metterti in lista riduzione od omaggio.
Il locale, sempre a settembre 1994, apportò alcune modifiche di restyling: all’interno fu pitturato tutto di colore blu, il parapetto tubolare della piccionaia fu sostituito col parapetto in muratura, ma nell’anno 1994/95 la piccionaia rimase come tale, mentre nel settembre 1995 la piccionaia divenne un’angusta seconda pista a forma di “L” che per dimensioni e forma la rendeva un po’ nascosta e poco frequentata.
Dal settembre 1994 la consolle fu spostata dall’angolo e posta nella ex galleria, quindi la consolle era disposta centralmente rispetto all’asse della pista centrale, praticamente disposta diametralmente opposta al bar centrale.

Sempre a settembre 1994, quando lo slogan circolante era “Jaiss, l’echo del suono” fu costruita quella barriera metallica al piede della scala d’ingresso alla sala centrale, anche se non ho mai capito l’utilità: era veramente bello invece entrare nell’androne e scendere le scalette guardando la folla che ballava, fu tolto un’inestimabile punto visivo.

Sempre dal settembre 1994 furono aggiunte porte scorrevoli per accedere alla piccionaia prima e alla seconda pista dopo, ma fu cambiato anche l’impianto audio: furono costruiti i famigerati cubi dove ci ballavano bellissime “ragazze immagine”, e sotto di essi furono alloggiati potenti subwoofer, e su questi tutti fantasticavano cifre della loro potenza espressa in Watt.

Vorrei concludere questa memoria ripensando alla figura cardine delle domeniche pomeriggio del periodo 1991/1994, ovvero il DJ resident Herby T.N.T, prematuramente scomparso da giovane: era il DJ che per primo propose la musica di tendenza al Jaiss, fu lui che per primo avvicinò il pubblico empolese al mondo della tendenza, un po’ alla volt e senza mai eccedere. Chi ha vissuto quegli anni, lo ricorderà senz’altro.

Carlo Pagliai

già pubblicato su Emporium


 

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