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La Compagnia della Croce in Sant’Agostino…

La tavola di Lodovico Cardi detto il Cigoli, ancora custodita nell'oratorio della Compagnia della Croce, prima di essere portato via da il gran Principe Ferdinando de' Medici alla fine del 1600

La tavola con la Deposizione di Lodovico Cardi detto il Cigoli; in questo articolo se ne parla di quando era nell’oratorio della Compagnia della Croce. Attualmente è a Firenze, alla Galleria Palatina di Palazzo Pitti.

 

Siamo nel 1673: il cardinale Francesco Nerli nel corso di una sua visita alle chiese di Empoli, descrive la Compagnia della Croce nella chiesa dei Frati Agostiniani. Questi sono i suoi rilievi, finiti in un articolo di Olinto Pogni, pubblicata sulla Miscellanea Storica della Valdelsa del 1928.

Compagnia della S. Croce. Lo stesso giorno il Visitatore si reca nella sede di questa Compagnia, situata entro la medesima Chiesa degli Eremitani di S. Agostino. I Fratelli della Società, governati dal Correttore, allora Pietro Bonsiguori, Cappellano della Collegiata, o da altri Officiali, a seconda di quanto disponevano i loro Capitoli approvati, si radunavano ogni terza domenica del mese per conferire delle occorrenze della Confraternita, in tutte le vigilie e feste che cadono da Ognissanti a Pasqua di Resurre­zione, e, finalmente, ogni giorno in Quaresima, per i divini Uffici. Indossavano nelle riunioni e nelle processioni, cui intervenivano sempre che in paese avevano luogo, la cappa nera. Aveva la Com­pagnia alcuni obblighi, descritti in una tabella, presso l’altare, di cui vien prescritta copia esatta, da rimettersi insieme coll’In­ventario de’ Beni mobili ed immobili, entro due mesi, al Can­celliere. Essendo stato esposto che da alcuni non venivano osser­vati gli statuti, il Vescovo, con minaccia di pene a suo arbitrio, ne ordina la piena osservanza: ed ordina altresì, che morendo qualche sorella della Confraternita stessa, venga, come prescri­vono i Capitoli, celebrata la messa in suffragio di quella, prenden­dosene regolarmente nota. L’Oratorio era costruito a volta, e tro­vato in buone condizioni. Addossati alle sue pareti, si vedevano eleganti seggi di noce, che servivano ai Congregati nelle loro riu­nioni, con due speciali scanni, per gli Officiali maggiori. L’Altare aveva mensa di pietra, portante incluso il marmo consacrato, e una tavola bellissima di mano di Lodovico Cardi, detto il Cigoli, esprimente il pietoso fatto della Deposizione del Morto Redentore dalla croce. Due tabernacoli si vedevano ai lati della tavola, in uno dei quali, situato in corni Evangeli, stava una Imagine del SS. Crocifisso, tenuta in molta venerazione dai detti Fratelli, la quale esponevasi dalla sera del Sabato Santo, fino ai Vespri del­la domenica di Pasqua; nell’altro in corni Epistolae, molte Re­liquie, che adoperavansi soltanto per ornamento degli altari, essen­done stata nella precedente Visita, vietata la venerazione, ad ecce­zione di alcune ossa di Santi, disposte in una cassetta di legno, di cui si aveva la regolare autentica. (‘) In questo Ora­torio esisteva un solo sepolcro, da servire per i cadaveri dei Con­gregati.

Dietro questa Tavola, arrivata in Compagnia nel 1608 con grandi feste e accoglienze, c’era già allora l’affresco misterioso che è riapparso improvvisamente, al momento di staccare la copia eseguita dal Gabbiani nel 1680.

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