Il Governatore Niccolò Vannucci Zauli – di Giorgio Giustarini

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L’avvocato Niccolò Vannucci, membro di una ricca famiglia empolese di professionisti, proprietari terrieri e impresari, assieme ad Iacopo Montepagani e Giovanni Pagliai, e stato uno dei tre governatori della Misericordia che hanno tenuto le redini della nostra associazione per oltre venti anni lasciandovi la propria impronta personale. Fu soprattutto, un eminente uomo politico che ebbe sempre a cuore i problemi della sua città.

Il secondo cognome, Zauli,  era il cognome della moglie Eugenia Zauli, figlia unica di un nobile ravennate senza altri eredi. Nel 1974 chiese ed ottenne che il cognome della moglie fosse aggiunto al suo.

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Al centro: Palazzo Vannucci Zauli visto da via Del Papa all'incrocio con Via della Noce

Al centro: Palazzo Vannucci Zauli visto da via Del Papa all’incrocio con Via della Noce

 

Fu governatore della nostra Misericordia di Empoli per moltissimi anni (6/6/1848 – 26/9/1870 e 23/4/1877 – 20/12 /1880) alla quale fu vicino e partecipe anche nei periodi che non rivestiva la carica di governatore.

Contemporaneamente alla carica di governatore, fu due volte gonfaloniere del comune di Empoli. La prima volta dopo la prima guerra d’indipendenza, quando gli austriaci restaurarono il governo del Granduca Leopoldo.(1849-1854). Allo scadere del mandato non fu rieletto perché considerato troppo liberale. Successivamente,  dopo la pacifica rivoluzione fiorentina dell’aprile 1859, quando Leopoldo parti per l’esilio, dando spazio ad un governo provvisorio che aveva il compito di indire un plebiscito per annettersi al regno Sabaudo. Un commissario del governo provvisorio venne ad Empoli per rieleggerlo gonfaloniere dove rimase fino al 1865. Nel 1860 gestì il plebiscito per l’annessione del Granducato al regno di Sardegna dove si attivò con tutte le sue capacità persuasive per il successo dell’unione, dimostrando ancora una volta di servire la sua patria all’alternarsi dei regimi.

Allo scadere del mandato gli fu offerto di rimanere come sindaco, ma non accettò perchè riteneva l’incarico di sindaco nominato, riduttivo rispetto a quello di gonfaloniere che veniva eletto con il plauso di tutto il popolo. Accettò in ogni modo l’ufficio di Consigliere Provinciale di Firenze che tenne fino alla vecchiaia.

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In questo periodo fu sempre responsabile della pubblica libreria comunale che amplio ed arricchì. Personalmente aveva una biblioteca propria che poi, recentemente, la famiglia ha donato alla Biblioteca Comunale Renato Fucini dove il loro avo era stato direttore.

Si laureo a Pisa dove ebbe anche qualche dissidio con la giustizia per la partecipazione ai moti popolari del tempo.  Tornato ad Empoli si distinse subito per le sue capacità comunicative fra le varie fazioni politiche. Costituì e comando la guardia civica. Il lavoro fu arduo come organizzazione e come impegno finanziario perché gli aderenti furono moltissimi (300), tanti da formare tre compagnie. Oltre alle uniformi fece acquistare dal comune trecento costosissimi fucili a percussione da una fabbrica di Liegi, perchè non riteneva più adeguati  i fucili a pietra focaia. La cosa non ebbe buon seguito. Con l’avvento del governo democratico, Montanelli Guerrazzi, (1849) la guardia rimase come guardia nazionale, ma alla caduta di quel governo,dopo che gli austriaci avevano reinsediato i Lorena a Firenze, il Granduca sciolse la guardia e pretese la consegna di tutte le armi che il comune aveva acquistato con notevole spesa. Il Vannucci comunque, come dice l’Avv Lastraioli in un suo saggio, dimostrò di essere “Non un girella ma un uomo valido tutte le stagioni” perchè fu eletto gonfaloniere e fu rieletto per i quattro anni successivi.

Durante il suo mandato, nel 1852  fu istituita la “ Società anonima per la costruzione di un ponte sull’Arno” alla quale aderirono 73 soci che sottoscrissero 273 azioni da lire 1000 ciascuna ed il ponte fu fatto.

Assieme al marchese Cosimo Ridolfi. contribuì alla fondazione dell’Accademia Empolese di scienze economiche technico/pratiche, della quale fu anche presidente, che poi divenne famosa per le lezioni di agraria che il Ridolfi teneva nella sua fattoria di Meleto.

Nel suo primo  periodo come governatore della Misericordia che duro 22 anni e fu sempre rieletto con il totale delle preferenze degli aventi diritto finchè, nel 1870, con un’assemblea straordinaria chiese ed ottenne che avvenisse un avvicendamento.

Durante i suo mandati fu portata a termine la costruzione degli asili, gestiti dalle consorelle della Misericordia perché in quel tempo occuparsi dei bambini mentre i genitori erano impegnati al lavoro era considerata opera di carità. Ammise le donne al volontariato ed ottenne che per l’elezione del governatore non partecipassero i soli consiglieri e protettori ma anche i capi di guardia ed i volontari attivi, dando cosi un’impronta democratica alla Compagnia.

Qualche anno più tardi, la Misericordia stava lavorando per la realizzazione del proprio cimitero, quello attuale e le difficoltà economiche ed amministrative erano tali che i lavori non proseguivano. I consiglieri ritennero che il Vannucci Zauli sarebbe stato l’uomo giusto per portare a termine l’opera e decisero di richiamarlo. Accettò, sentendo il dovere di aiutare la Compagnia che riteneva anche un po’ sua. Fu rieletto il 23 aprile del 1877e portò a termine quanto ci si aspettava da lui. Sollecitò gli esattori affinché fossero pagate tutte le tasse arretrate, diminuì le spese del culto ed altre riportando il bilancio in positivo che permise  il proseguimento dei lavori al cimitero fino al termine, quindi dette le proprie dimissioni.

Giorgio Giustarini

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