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Il Bargello: Ancora sull’ANAS

Le strade non servono soltanto a mettere in comunicazione il punto Alfa e il punto Omega, ma anche e soprattutto a permettere l’accesso a coloro che risiedono “in medio itineris”.

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Questo assioma di ovvia evidenza è disatteso dall’ANAS, che vuol tappare in casa gli abitanti della via livornese al Ponte a Elsa.

Viene a mente il già famoso saggio sulla rivoluzione stradale del Dugento nel quale Johann Plesner mise in evidenza che il contado fiorentino potè prosperare ed espandersi grazie alla nascita di un fitto reticolo stradale di nuova concezione rispetto alla rigidità burocratica e militaresca dei gromatici romani.

Ora si torna tutti murati in casa e chi non ha l’elicottero non potrà uscire dalle mura domestiche o rientrarvi. Nel momento storico in cui è massimo il giramento di coglioni, ci mancava soltanto questa brillante pensata dei solerti cerberi dell’ANAS, i quali – dopo decenni di ignavia – hanno escogitato questa pazzesca iniziativa al solo scopo di dimostrare (fantozzianamente) la loro esistenza in vita.

L’affare è talmente strampalato da generare i più roventi commenti.

Non c’è da meravigliarsi più di tanto, visto e considerato l’assordante silenzio sull’argomento di altre pubbliche istituzioni e della cosiddetta “società civile”, ciascuno ben racchiuso nel suo “particulare”, magari al coperto di un ponte levatoio.

Da ultimo ci verranno a dire che così vuole l’Europa e poi torneremo all’economia curtense.

Il BARGELLO

25 novembre 2013

 

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This Post Has One Comment
  1. Credevo di averle viste tutte, ma mi sbagliavo. Non avevo letto il giornale (l’ho fatto ora), se avesse portato la data del 1 aprile si poteva supporre che fosse un pesce. Se si seguono queste direttive, più di metà degli Italiani finiranno agli arresti domiciliari forzati. Altro che problema delle carceri! Qui ci carcerano senza uscire da casa! Roba da matti! Aveva ragione il mio povero babbo, che di scuola aveva fatto poco ma diceva sempre che in Italia non si è perso molto, solo il buonsenso.

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