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Due detti empolesi su Sant’Agostino – di Carlo Pagliai

 

Il secolare “oriuolo” di S. Agostino è dotato di due facce, una sulla pubblica Via de’ Neri e l’altro sulla parete interna del transetto lato nord. Può ritenersi quasi un “miracolato” del crollo del campanile, che si ripete avvenuto mediante brillamento di mine tedesche; perchè miracolato ? Perchè il crollo di tale torre alta e snella poteva causare danni ben peggiori, e a giudicare dalle foto scattate dopo il crollo, nel complesso è andata bene, limitando i danni ad una parte del transetto. Lo stesso non si può dire dell’ex adiacente Teatro Salvini, che dopo la sua demolizione estesa è stato ricostruito come lo vediamo oggi nel Cinema La Perla.

 

Oggi riporto un paio di vecchi detti empolesi che sento dire spesso in famiglia, ovvero:

 

<<“Tu c’hai più cariche dell’orologio di Sant’Agostino”>>.

Riguarda le persone molto indaffarate, talmente occupate che prendono un sacco di impegni (cariche), e quindi si ironizza paragonando gli impegni alle cariche manuali che si dava anticamente all’orologio.

 

<<“Sant’Agostino fa l’elemosina a ‘i Duomo”>>.

Con una metafora si ironizza su un pover’uomo che fa l’elemosina al ricco; potrebbe avere radici dal medioevo, infatti il suddetto Convento fu fondato dai frati di un ordine religioso dei “mendicanti”, e quindi ogni frate faceva voto di povertà.
Sarebbe da approfondire le precise origini di questo detto, magari ebbe origine da un particolare episodio o peggio ancora, da un contrasto con la vicina Pieve di S. Andrea? Si attendono ben volentieri riscontri o suggerimenti, che pubblicheremo celermente.

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