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Claudio Biscarini: Il 26 luglio 1943 a Empoli in una lettera del Commissario Prefettizio.

L’Archivio Storico del Comune di Empoli è veramente una fonte preziosa per chiunque voglia far ricerche.  Nel corso di una mia visita, in un faldone relativo all’anno 1944, è saltata fuori una interessante lettera del Commissario Prefettizio a “Sua Eccellenza il Prefetto di Firenze”, in data 2 agosto 1943 (1). Da essa, si rilevano alcuni particolari sulle giornate che seguirono la caduta del regime fascista e l’arresto di Benito Mussolini, così come vennero vissute a Empoli.

Il soggetto della lettera era il Cavalier, Dottor Gerardo Todini, Commissario Capo di Pubblica Sicurezza in città, di cui si elogiava  l’opera sagace, tempestiva, prudente ed energica insieme. Per che cosa, questo funzionario, si era meritato questi elogi?

La mattina di lunedì 26 luglio 1943, così dice il plico, appena a Empoli arrivò la notizia ufficiale che il fascismo era finito,come nelle altre città di tutta Italia, venne improvvisata una manifestazione  che, preceduta dal Tricolore, e sotto gli aspetti esteriori del più irreprensibile patriottismo si mise a percorrere le vie cittadine con obiettivo l’odierna Piazza del Popolo(allora Piazza del Littorio), dove sorgeva la già ex sede del Partito Nazionale Fascista.
Ma, tra i manifestanti, si erano infiltrati non pochi elementi di indubbia mentalità sovversiva che, arrivati nella piazza su citata, avrebbero potuto dar inizio a disordini e forse atti di vandalismo.  Viste queste probabilità, il Dr. Todini riuscì a incanalare, invece, la manifestazione verso Piazza della Vittoria, allora Vittorio Emanuele II, dove, con grida di evviva verso l’esercito e un minuto di silenzio e raccoglimento davanti al Monumento ai Caduti, essa ebbe il suo apice.
L’opera del Commissario di Pubblica Sicurezza, continua la lettera, continuò anche nei giorni a venire, collaborando con la locale autorità militare, tenente colonnello Aquilino Masone (2), nell’adempimento di alcuni compiti e sventando altre manifestazioni pericolose all’ordine pubblico, in special modo alcune  presso il carcere mandamentale dove sostarono per alcuni giorni elementi sospetti di sovversivismo.

Il Commissario Prefettizio concludeva scrivendo che aveva voluto segnalare l’opera intelligente zelante di questo funzionario di P.S. , nel solo intento di compiere opera di giustizio e di opportuna segnalazione perché il Prefetto avesse elementi per giudicare che, senza questo suo intervento scritto, potevano rimanere ignorati.

Il giorno dopo che da Empoli partiva questa missiva, il Prefetto di Firenze segnalava al Ministero dell’Interno a Roma che, il 20 luglio, quindi prima della caduta del fascismo, da Samminiatello in Comune di Montelupo Fiorentino si era sparsa la voce che alcuni militari transitanti da colà verso mezzogiorno su cinque camion targati R.E., si fosse cantata Bandiera Rossa (3).

Un altro piccolo tassello della storia della città in quell’estate di 70 anni or sono che viene alla luce.

Claudio Biscarini


Note e riferimenti:

(1) Archivio Storico Comune di Empoli, faldone III 610, anno 1944, busta Sicurezza Pubblica, categoria XV, lettera n. prot. 128/2. Era Prefetto il conte Alfonso Gaetani d’Oriseo, da Naro, provincia di Agrigento dal 26 ottobre 1941. Lascerà, messo a disposizione, l’8 settembre 1943 e sarà sostituito da Raffaele Manganiello.

(2) L’8 agosto 1943, il tenente colonnello Masone, comandante del Presidio di Empoli, diramerà l’ordine per il coprifuoco in città dalle ore 22,30 alle 5 del mattino. Archivio Storico Comune di Empoli, faldone III 590, anno 1943, busta Assunzione Poteri Militari, categoria VI, classe 2, fascicolo 1.

(3)  Archivio Centrale dello Stato, Roma, Ministero dell’Interno, Pubblica Sicurezza 1943, busta 50, fascicolo Firenze.

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