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Al MuVe si parla di alimentazione nell’antichità con Barbara Arbeid

L’incontro si terrà domani sabato 19 dicembre alle 17  ed è realizzato in collaborazione con la Soprintendenza Archeologia della Toscana 

EMPOLI – L’alimentazione nell’antichità: è questo il tema dell’incontro che si terrà domani, sabato 19 dicembre, alle 17, al Museo del Vetro di Empoli, via Ridolfi, 70. La conferenza è una tra le numerose iniziative collaterali alla mostra “Vetro e alimentazione in età romana” in corso al Museo e visitabile fino al 28 febbraio 2016, dalle 10 alle 19 e chiusa il lunedì. “Diventare un altro mangiando” è il titolo che Barbara Arbeid, funzionario per il nostro territorio della Soprintendenza Archeologica della Toscana, ha scelto per l’appuntamento di domani in cui approfondirà il legame tra la definizione dell’identità individuale e le pratiche alimentari nell’antichità classica. Al termine dell’incontro, gli Amici del Muve invitano i presenti al brindisi di Natale.

Conversazione Arbeid

LA MOSTRA – La mostra realizzata dalla associazione Amici del MUVE in collaborazione con il Museo del Vetro (MUVE), il Comune di Empoli e l’associazione Archeologica di Volontariato Medio Valdarno, nasce nell’ambito del programma culturale Empolinvetro nel contesto di riflessioni sul tema dell’alimentazione scaturite dalla recente esperienza dell’Expo di Milano. La cura dell’esposizione è di Leonardo Giovanni Terreni, che si è direttamente occupato degli scavi e ha studiato i reperti esposti, mentre la grafica con le ricostruzioni in 3D sono a cura di Gianluca Pucci e Alessandro Puorro.

Il percorso proposto intende accendere l’attenzione sull’uso del vetro a partire dall’antichità, per ricollegarsi a quella che è stata, ed è ancora, una delle tradizioni produttive di epoca moderna più importanti d’Italia.

Il carattere divulgativo della stessa ha lo scopo di portare a conoscenza del pubblico l’uso quotidiano del vetro come contenitore per alimenti in una domus di epoca romana imperiale, rinvenuta e scavata nel centro storico di Empoli.

I reperti rinvenuti stanno dimostrando chiaramente (in base agli studi scientifici che sono ancora in corso) come il vetro, principalmente quello soffiato, fosse diffuso in questa domus, con percentuali d’uso molto vicine a quelle della ceramica, e probabilmente con una varietà di forme superiore alla stessa.

Per l’occasione è stato individuato un nucleo ristretto di reperti. I criteri di selezione si basano principalmente sulla tipologia di forme riconoscibili di oggetti per uso alimentare: come piatti, scodelle, bottiglie, coppe per libagione, contenitori per confetture.

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