skip to Main Content

Ci è capitato di ritrovare due vecchie lettere – di Claudio Biscarini

Purtroppo, il nostro archivio è talmente vasto che abbiamo difficoltà a volte, per ricordare i documenti che abbiamo raccolto.
Durante un lavoro che stiamo preparando, per il 70° anniversario della liberazione della Toscana, abbiamo rinvenuto due vecchie lettere che ci spedì quasi venti anni fa il sergente Waco D. Compton, nel 1944 militare nel 913th US Field Artillery Battalion, al quale avevamo chiesto spiegazioni sul tipo di spolette usate di frequente dagli artiglieria statunitensi durante la campagna di Toscana. Il suo battaglione faceva parte della 88th US Infantry Division che liberò San Miniato. Ecco cosa ci rispondeva in una lettera del 18 novembre 1995, in relazione alla domanda che gli avevo posto sull’uso di spolette ritardanti per i proiettili da 105 mm, uguali a quelli che colpirono il Duomo il 22 luglio 1944:

Le spolette  che abbiamo usato erano di serie su tutte le 105 munizioni. Quando il perno di sicurezza veniva  tirato, si attivava la spoletta, e la granata sarebbe scoppiare all’impatto. Avevamo anche altre due posizioni della spoletta. Tutto quello che si doveva fare era girare una vite e la granata sarebbe esplosa un secondo o due dopo aver colpito. Oppure potevamo impostare per tempo il fuoco se gli osservatori avessero voluto granate pronte a scoppiare prima di toccare il suolo. Queste granate sono state utilizzate ogni volta che sono stati bombardamenti edifici, case, o le città. La maggior parte del tempo abbiamo usato spolette ritardate.

Il 4 settembre 1995, lo stesso sottufficiale, riferendosi al cannoneggiamento delle abitazioni in Lajatico, aveva affermato:

Li polverizzammo ( i tedeschi n.d.a.) per tre giorni, usando spolette ritardate. Il colpo entrava attraverso il tetto dell’edificio ed esplodeva alla base.

 Questo per ribadire, a chi vuol capire, che fare inutili voli pindarici, e non tener conto di quello che effettivamente può accadere in guerra, non serve a niente, salvo a perpetuare nel corso degli anni, una visione manichea di certi  avvenimenti. A buon intenditor, poche parole.
Claudio Biscarini

Obice da 105 mm americano, uguale a quelli che spararono a S.Miniato.

Obice da 105 mm americano, uguale a quelli che spararono a S.Miniato.

Articoli correlati

This Post Has One Comment
  1. Basta codesta semplice lettera per ridire allo storico ruspante Bini ( nel pollaio degli altri ) che avrebbe fatto meglio a tacere e meglio ancora a documentarsi prima di sproloquiare in quel di San Miniato raccontando nello zibaldone: ” Il Valdarno Inferiore nel 1944 ” che il proiettile caduto all’interno del duomo il 22 luglio 1944, uccidendo 55 persone, non era del tipo indicato dagli storici Biscarini-Lastraioli e del Colonello Cionci. Non solo le bugie anche i ragli hanno le gambe corte.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Back To Top