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Uno sguardo dall’alto (A sight from above): Piazza del Popolo – di Carlo Pagliai

Fin troppo banale capire il punto di presa delle foto, ma meno banale invece è la storia di questo spazio visibile nelle foto.

Piazza del Popolo, luogo assai immortalato dal fotografo Pietro Caponi, che ci ha tramandato le foto di questa piazza gremita in diverse occasioni, antitetiche tra loro. Alcune scattate nel Ventennio con uomini e bandiere in divisa nera, vedi articolo: Piazza del Littorio e l’adunate alla Casa del Fascio.
altre scattate in alcuni comizi con uomini e bandiere rosse, di cui però non si evince il loro colore perche in bianco e nero, vedi relativo articolo: Piazza del Popolo anni ’50.
Nel Ventennio nero questa piazza era denominata “Piazza del Littorio”, e nel 1926 fu effettuato lo “sventramento” urbanistico abbattendo un isolato che vi era nel mezzo, il medioevale ghetto ebraico. Lo sventramento fu fatto per vari motivi di igiene (lì appresso c’era, come ancora oggi vi è, la Via della Concia, dove nel Settecento vi erano le conce dei Busoni, come risulta dalla Decima 1776.
Per una migliore comprensione delle fasi di abbattimento del 1926, si rimanda alla visione di queste foto dell’Archivio Caponi: Demolizione Ghetto Giudaico

Tra l’altro, nell’ Archivio Storico di Empoli, vi è il progetto urbanistico di rifacimento del 1926, da cui si può leggere l’intervento di sfollamento dell’antico isolato. Progetto 1926

L’intervento fu fatto anche per dare maggior respiro e degno affaccio al nuovo teatro Salvini, ristrutturato proprio in quegli anni. Infatti dobbiamo immaginare per un istante che una facciata severa, autorevole e dignitosa come l’attuale Palazzo Comunale già Palazzo del Littorio si fosse affacciata sulla striminzita e medioevale Via del Pesco, e frontistante con edifici non molto consoni al nuovo contesto.
Ecco infine il progetto prospettico della nuova facciata del Teatro Salvini verso Piazza del Popolo. Tutto un altro affare, rispetto al preesistente tessuto urbano.
Prospetto progettuale anni ’20.

Per quanto riguarda la mia memoria, ricordo che nella prima metà degli anni ’80 del Novecento vi svolsero il calcio storico; in tale piazza, infatti, non vi erano quei marciapiedi divisori degli attuali parcheggi,  che furono costruiti nella seconda metà degli stessi anni ’80 per potervi installare i parchimetri, ovvero le macchinette per pagare il parcheggio: ve ne era una per ogni posto auto. Peccato che qualche anno dopo furono installati i parcometri, ovvero una singola macchina che stampa la ricevuta per tutte le auto parcheggiate.

Avrei anche ipotizzato una embrionale proposta progettuale per il recupero di questa piazza, che merita e necessita di riqualificazione; taluni parlano di totale pedonalizzazione di cui sorvolo adesso. Credo che si debba invece effettuare, prima di ogni intervento, alcuni sondaggi e pozzi di indagine archeologica, perchè a mio parere da questo luogo probabilmente una volta sito fuori dal primo nucleo di incastellamento potrebbe riservare delle sorprese. Etrusche e romane, intendo.

Carlo Pagliai

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