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Bernardo Rossellino, Fonte Battesimale, 1447

carlo-pagliai-foto-233x350  articolo a cura di

  Carlo Pagliai

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Bernardo Rossellino (Settignano 1409 – Firenze 1464)
Fonte battesimale
datato 1447 – marmo bianco;  cm h 118 x 95 (diam. vaso) e cm 140 (diam. pedana)
provenienza: Battistero di San Giovanni presso Collegiata di S. Andrea (collocazione originale)

Il fonte battesimale si trova nella sua collocazione originaria, ovvero il Battistero di San Giovanni, oggi facente parte del Museo Collegiata di Sant’Andrea ad Empoli.

Empoli - Piazzetta della Propositura - Foto di C. Pagliai

Empoli – Piazzetta della Propositura – Foto di C. Pagliai

Origini e storia
L’esecuzione è attribuita a Bernardo di Matteo Gamberelli meglio conosciuto come Bernardo Rossellino [1] (1409-1464).
Esso fu commissionato nel 1447 dalla famiglia Giachini , probabilmente nella persona del canonico Antonio di Giovanni Giachini [2], da non confondersi con Giovanni Giachini figlio d’Andrea di Giovanni detto anche Malepa, come erroneamente scritto da molti autori; egli fu nominato cappellano dell’altare del Battistero di San Giovanni, trasformato in questa nuova funzione nel 1464 da chiesa di San Giovanni Evangelista.

bernardo rossellino fonte battesimale (2)

Descrizione
L’intera opera è stata realizzata in modo raffinato tale da annoverare nella plastica decorativa del Rinascimento fiorentino.
Ha la forma di un grande vaso biansato in marmo bianco, appoggiato sopra di una pedana marmorea.
Il corpo del vaso è scolpito con eleganti baccellature correnti in senso anulare.
Il bordo superiore consiste in una corona circolare solcata da ovuli intervallati da frecce, terminante ai lati su due anse scolpite minuziosamente verosimilmente da un orafo ; queste sul dorso presentano scaglie uscenti dai nodi e disposti serialmente come una spina dorsale umana.
Le anse culminano in due volute evolvendosi in festoni di foglie lobate e frutta, girando intorno ai due amorini, disposti rispettivamente uno inginocchiato e uno seduto.

bernardo rossellino fonte battesimale (3)

L’iscrizione anulare
La pedana marmorea ha un estradosso composto da tre distinte corone anulari: quella esterna è costituita da undici lastre di marmo bianco a forma di settori circolari parziali e concentrici di cui uno intagliato in marmo verde con lo stemma dei Giachini, quella interna è costituita da una losangatura continua di marmo bianco inserite su sfondo di marmo verde; in quella centrale vi è scolpita un’iscrizione sullo sfondo di marmo bianco e disposta anch’essa in senso anulare antiorario a partire dallo stemma dei Giachini:

Trascrizione rigorosa

DNS · ANTONIUS · IOHIS · DEEMPVLO · BTE · MARIE  MAIORIS · PRIOR · ETCA · NONICVS FLORENTINVMCCCCXLVII ·

lettura corretta

DNS · ANTONIUS · IOHIS · DEEMPVLO · BTE · MARIE  MAIORIS · PRIOR · ET CANONICVS FLORENTINVM MCCCCXLVII ·

versione testuale estesa

Dominus Antonius de Ioannes de Empulo Brevi Tempore Marie Maioris Prior et Canonicus Florentinum 1447

 versione tradotta

Signor Antonio di Giovanni di Empoli già Priore della chiesa di Santa Maria Maggiore (a Firenze, ndr) e Canonico Fiorentino.

L’attribuzione
Molti esperti hanno attribuito l’opera ad diversi autori, ne citiamo alcuni in ordine cronologico:
Eugene Müntz [3] ammirandone la bellezza non volle sbilanciarsi;
Jacob Burckhardt [4] nel 1904 lo attribuì a Pasquino da Montepulciano;
Odoardo H. Giglioli [5] nel 1906 escluse l’attribuzione a Donatello ma ritenne certa l’attribuzione ad un suo seguace.
Antonio Paolucci [6] nel 1985 ha formulato l’attribuzione a Bernardo Rossellino riconoscendo il suo stile improntato ad un «classicismo magniloquente»; egli ha inoltre considerato l’esistenza di un documento datato 2 agosto 1447 [7] con cui la Compagnia della SS. Annuziata della vicina Chiesa di Santo Stefano degli Agostiniani ordinavano al Rossellino l’esecuzione di due sculture marmoree (Madonna e l’Angelo) oggi ricollocate nella medesima chiesa.
La stessa attribuzione è riportata dall’autrice Rosanna Caterina Proto Pisani [8].

Lo stemma dei Giachini
Esso è raffigurato mediante intaglio di marmo verde sulla corona esterna della pedana in marmo bianco.
La famiglia aveva origini empolesi, e ottenne la cittadinanza fiorentina nel 1591; a volte il loro cognome viene ricordato o citato come «Giacchini» oppure «del Becco» [9]; quest’ultimo cognome dovrebbe essere stato aggiunto come estensione a «Giachini» tra il 1604 e 1609 attraverso particolari deliberazioni.
Consulta l’APPROFONDIMENTO →

Stemma Giachini

Stemma dei Giachini

 

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Note e Riferimenti:
[1]
 Il museo della Collegiata di Sant’Andrea in Empoli, A. Paolucci, Firenze 1985, pag. 101;
[2] Sant’Andrea a Empoli, AA.VV., Cassa di Risparmio di Firenze 1994, pag 78;
[3] Il museo della Collegiata di Sant’Andrea in Empoli, Antonio Paolucci, Firenze 1985, pag. 100;
[4] Der Cicerone, Architektur – Skulptur – Malerei, Jacob Burckhardt , Verlag von E.A. Seemann, Leipzig 1904, pag 187;
[5] Empoli Artistica, Odoardo Hillyer Giglioli, Lumachi Editore, Firenze 1906, pag. 42;
[6] Il museo della Collegiata di Sant’Andrea in Empoli, A. Paolucci, Firenze 1985, pag. 101;
[7] Ibidem, pag. 98;
[8] Museo della Collegiata di Sant’Andrea a Empoli, R. C. Proto Pisani, collana “Piccoli Grandi Musei”, Firenze, Edizioni Polistampa, 2006, pag. 34;
[9] Archivio di Stato di Firenze, Fondo Ceramelli Papiani, Giachini, fascicolo 2329;

Immagini Scattate da Carlo Pagliai e pubblicate nel rispetto del Decreto Legge “Franceschini” 31 maggio 2014 Art. 12 comma 3:


Bibliografia di riferimento
Empoli. Itinerari del Museo, della Collegiata e della Chiesa di Santo Stefano, R. C. Proto Pisani, collana “Biblioteca de Lo Studiolo”, Calenzano (Fi), Becocci/Scala, 2005;
Museo della Collegiata di Sant’Andrea a Empoli, R. C. Proto Pisani, collana “Piccoli Grandi Musei”, Firenze, Edizioni Polistampa, 2006;
Empoli, il Valdarno inferiore e la Valdelsa fiorentina, R. C. Proto Pisani, collana “I Luoghi della Fede”, Milano, Mondadori, 1999;
Empoli. I luoghi e tesori della storia, A. Naldi, P. Pianigiani, L. Terreni, Editori dell’Acero, Empoli 2012;
La Collegiata di Sant’Andrea a Empoli, la cultura romanica, la facciata, il restauro – Galletti, Moretti, Naldi, Edizioni dell’Erba, Fucecchio, 1991;
Chiese, cappelle, e oratori del territorio empolese, W.Siemoni, Editori dell’Acero, S. Croce sull’Arno, 1997;
Il museo della Collegiata di Sant’Andrea in Empoli, A. Paolucci, Firenze 1985;
Empoli, una città e il suo territorio, W. Siemoni e M. Frati, Editori dell’Acero, Santa Croce sull’Arno, 1997;
Empoli: città e territorio. Vedute e mappe dal ‘500 al ‘900, AA.VV., Editori dell’Acero, Santa Croce sull’Arno 1998;
Sant’Andrea a Empoli, AA.VV., Cassa di Risparmio di Firenze 1994;
Guida d’Empoli illustrata, Gennaro Bucchi, Tipografia domenicana, Firenze 1916;
Empoli Artistica, Odoardo Hillyer Giglioli, Lumachi Editore, Firenze 1906;

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