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Alessandro Papanti: Un secolo di collezionismo empolese e quarantanni di Circolo

Alle origini del collezionismo empolese

Il francobollo possiede quasi innata l’idea di collezionismo, tanto quel pezzettino di carta si è prestato – fin dal suo nascere – ad essere ricercato e conservato; si può dire che la filatelia è nata insieme al francobollo. Da allora al 1950 esso è stato un formidabile mezzo di comunicazione e di propaganda. Fino alla prima metà del secolo scorso, i soli mezzi di comunicazione di massa erano costituiti dal quotidiano e dalla radio, mentre la conoscenza visiva era affidata ai cinegiornali, per cui collezionare francobolli era un valido mezzo per conoscere paesi del mondo, popoli che lo abitavano, i loro costumi, le loro risorse, la loro politica. Quei pezzettini di carta svolgevano quindi una funzione ben precisa e nel contempo costituivano un documento originale ed ufficiale, che più di qualunque cosa si prestava ad essere raccolto.

Era quello il senso originario della collezione – di solito composta da esemplari usati – cui tanti ragazzi allora si dedicavano. Tutti i giovani, che per una ragione qualunque trovavano un po’ di corrispondenza per casa, finivano prima o poi per staccare i francobolli, lavarli e quindi ordinarli per stato e cronologicamente, appuntandoli – magari con un po’ di colla fatta con la farina – su un quaderno a quadretti. Di solito, una volta raggiunti i quattordici o quindici anni, gli interessi cambiavano e le collezioni rimanevano chiuse nel cassetto forse per sempre; talvolta accadeva che, una volta cresciuto, quel ragazzo riprendesse in mano l’album e quell’interesse rinascesse più intenso di prima.

Anche Empoli avrà forse avuto qualche collezionista in erba già nell’800 e certamente più di  uno all’inizio del ‘900, ma di questi non abbiamo ricordo. Vi è invece memoria di chi ha dato seguito alla sua passione anche in età adulta, considerandola più di un passatempo, e dedicandovi, magari anche con sacrificio, il tempo ed un pò del denaro che aveva a disposizione.

Il pionierismo della filatelia locale porta i nomi del dott. Michele Mancini e del comm. Aldo Busoni.

Il primo – collezionista in erba fino dai primi del secolo (era nato nel 1900) – fu appassionato conoscitore dei francobolli delle Colonie Italiane, avendo trascorso alcuni anni della propria vita in qualità di ufficiale medico dell’esercito in Africa Orientale durante la seconda guerra mondiale, e di Israele dove, nei primi anni ’50, era stato inviato dai Cavalieri di Malta ad organizzare un ospedale italiano. Si recava spesso a Firenze ad acquistare collezioni intere anche di 20 o 30 album, dei quali era solito trattenerne qualcuno o asportare qualche pezzo cedendo il resto. Chi frequentava l’Ospedale S. Giuseppe – dove abitava – ricorda che nelle sue stanze stazionavano bacinelle dove teneva i frammenti in bagno in attesa che si staccassero dal francobollo.

Il secondo – come lui stesso ama raccontare – impiegava fino dagli anni ’20 la “paghetta”, che i genitori gli davano da ragazzo, per l’acquisto di francobolli; quando si presentò l’occasione di andare in gita scolastica nella capitale non mancò di recarsi in Vaticano alla ricerca delle serie di quello Stato, che allora, almeno ad Empoli, non era facile reperire, spendendo una somma rilevante specie in relazione alla giovane età.

A questi si aggiunse, alla fine degli anni ’30, Franco Faraoni collezionista delle serie del Regno e successivamente appassionato di esemplari su lettera.

I filatelisti allora non avevano occasione di incontrarsi regolarmente per discutere della propria passione ed il concetto di un collezionismo associativo era ancora lontano.

Gli anni del “boom”

Alla curiosità del giovane collezionista – man mano che matura – si aggiunge la consapevolezza del fattore economico, che vede il francobollo come bene soggetto a mantenere il suo valore nel tempo o a rivalutarsi. Al bisogno emotivo giovanile di collezionare, dovuto al desiderio di mettere in ordine ed alla curiosità, si affianca la consapevolezza che la filatelia è una passione che comporta spese anche notevoli; spese giustificate dalla convinzione – se non di guadagnare – di non perdere. Nel collezionismo maturo questi elementi – emotivi e culturali da un lato, economici dall’altro – coesistono in modo equilibrato.

Alla fine degli anni ’50 la maggior diffusione dei mass media – e quindi la possibilità di conoscere anche visivamente attraverso di essi geografia, stati e popoli del mondo in modo agevole – attutì  una delle molle tradizionali del collezionismo filatelico; nel contempo si verificò uno squilibrio fra le due componenti – quella affettiva e quella concreta – a favore di quest’ultima, che prese il sopravvento al punto che il francobollo divenne oggetto di particolare interesse economico. Di esso cominciarono ad interessarsi non solo i tradizionali collezionisti, ma anche chi vi vedeva un mezzo di speculazione.

Questo modo di considerare la filatelia ricevette un impulso decisivo dal caso “Gronchi Rosa”. Questo francobollo, emesso il 03 aprile 1961, fu ritirato il giorno successivo a causa dell’erronea raffigurazione dei confini del Perù, che rischiava di dare luogo ad un incidente diplomatico. Ciò ne determinò l’affannosa ricerca con conseguente crescita esponenziale del prezzo. La filatelia si conquistò così le pagine dei giornali e divenne un fenomeno sociale.

Nell’aspettativa che anche altri francobolli potessero avere quella sorte, si cominciarono ad acquistare le novità in quantità massicce prenotandole dai tabaccai o facendo la fila agli uffici postali nei giorni di emissione ed a ricercare dal filatelico le annate più recenti. I commercianti fecero la loro parte pubblicando listini di acquisto e di vendita con cadenza anche settimanale ed a proporre il francobollo come investimento sicuro. Una nota società arrivò a garantire un cospicuo utile annuo a chi effettuava acquisti. Nei convegni commerciali si giunse ad aggiornare i prezzi di momento in momento, come nelle sedute di borsa. I collezionisti coinvolti in un mercato così dinamico non acquistavano solo un esemplare per tipo da mettere nella raccolta, ma dalla quartina ad uno o più fogli.

Del periodo del “boom” della filatelia è stato detto tanto, soprattutto in senso negativo, poiché quello di quegli anni non era certamente il modo migliore di collezionare. E’ però proprio in quel periodo che album e pinzette entrarono nelle case di tanti italiani, determinando un interesse che per alcuni fu legato all’euforia del momento, per altri rappresentò una passione vera e duratura; la base collezionistica certamente si allargò e, sotto questo aspetto, si trattò di un fatto positivo.

Fu in questo clima di euforia che nacque il Circolo Filatelico Numismatico Empolese.

La nascita del Circolo

Negli anni ’50 la possibilità per i collezionisti empolesi di incontrarsi era costituita dal Convegno Filatelico Fiorentino – allora di importanza nazionale – che annualmente veniva organizzato, anche in sedi prestigiose, dal Circolo Filatelico del capoluogo. Tuttavia a questa manifestazione partecipavano solo i più maturi ed informati, non chi – e non erano pochi – si limitava a raccogliere le novità e considerava la filatelia nient’altro che un passatempo. L’unico luogo della città dove gli uni e gli altri potevano vedersi era costituito dal Bar Italia, in quanto quella era allora – grazie alla gestione Ferretti – la rivendita più fornita di valori postali, presso la quale si potevano trovare i più recenti commemorativi. E’ qui che i collezionisti ebbero modo di conoscersi ed è probabilmente da questi occasionali incontri che è nata l’intenzione di costituire un circolo filatelico.

Il merito di avere voluto e realizzato il Circolo Filatelico Numismatico Empolese va proprio al noto confezionista Aldo Busoni, che nel 1963 – affiancato dai soci fondatori: Antonio Brandani, Alessandro Cesari, Ilio Del Rosso, Franco Faraoni, Franco Frati, Fortunato Morelli, Renzo Mostardini, Aldo Mugri, Renzo Romagnoli – dette all’associazione uno statuto ed una sede presso il “Circolo Tennis Empoli”.

La scelta della sede si rivelò particolarmente felice, in quanto il tennis era allora sport di moda ed C.T.E. costituiva una delle poche associazioni private della zona; gli iscritti erano nella maggior parte confezionisti e professionisti: persone fra le quali il neonato Circolo Filatelico poteva facilmente attingere soci.

Questa circostanza ed il momento magico che stava vivendo la filatelia italiana decretarono il successo dell’iniziativa; in poco tempo i soci divennero circa trenta, numero ragguardevole in relazione alla realtà locale.

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1963. Una delle prime riunioni del Circolo Filatelico Numismatico Empolese; da sinistra Alessandro Cesari, Antonio Brandani,il presidente Aldo Busoni e Franco Faraoni.

Pubblicata  in precedenza su “Il Segno di Empoli”, anno 17, n. 64.

Ulteriore spinta al collezionismo empolese venne dall’apertura nel 1964 – quindi poco dopo la fondazione del circolo – del negozio di filatelia gestito da Lorenzo Veracini, sempre distintosi per la corretta politica commerciale e per la ricerca della qualità nel materiale proposto.

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Tessera dell’anno 1967, appartenuta al socio fondatore e primo presidente

del Circolo Filatelico Empolese Comm. Aldo Busoni.

 Ai momenti di euforia seguirono quelli di crisi; l’indiscriminato acquisto delle recenti emissioni, determinato dall’opinione diffusa che il francobollo fosse un bene in grado di rivalutarsi sempre, aveva portato al continuo aumento dei prezzi, giunti a livelli non più sostenibili. Lo scoppio della bolla speculativa, che trascinò nella discesa – sia pure in minor misura – anche i valori considerati “buoni”, avvenne in occasione del Convegno Filatelico Fiorentino del 1966. Fu la ditta Bolaffi a dare inizio ai ribassi, esponendo cartelli sui quali pubblicizzava offerte a prezzi dimezzati rispetto a quelli allora correnti. Da quel momento la discesa del mercato fu più rapido della salita, ed il settore rimase in crisi per quasi dieci anni. Una delle conseguenze fu la disaffezione da parte di un buon numero di collezionisti, specie di quelli che avevano cominciato a raccogliere attratti dal fattore economico. Coloro per i quali invece la filatelia rappresentava un interesse autentico, continuarono a coltivare la loro passione.

Il Circolo Filatelico Numismatico Empolese sopravvisse alla seconda metà degli anni sessanta con un numero di soci mai inferiore a venti.

Gli anni ’70 e ’80

La sede del circolo – che dopo circa cinque anni dalla fondazione era stato spostato al Bar Fiorella- verso il 1970 venne trasferito presso i locali della Misericordia e successivamente in quelli delle Pubbliche Assistenze, per approdare a metà degli anni ’70 al Circolo Enel e – dopo la parentesi di una stagione al Palazzo Ghibellino – al Dopolavoro Ferroviario, attuale sede da circa un ventennio.

Nel contempo gli stessi soci cominciarono ad evolvere gradatamente la propria passione: all’abituale interesse per le emissioni di Repubblica, San Marino e Vaticano, si cominciava ad aggiungere quello per i principali stati esteri come Francia, Gran Bretagna, Germania, Israele e per nazioni o autonomie postali di nuova istituzione. Il servizio novità estero era curato da Franco Faraoni, tramite la ditta Bazzali di Firenze, allora esclusivista per l’Italia delle emissioni postali dei principali Paesi.

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Il 12 giugno 1976 il Circolo tenne la sua prima cena sociale, alla quale intervennero il dott. Fulvio Apollonio, presidente dell’Unione Stampa Filatelica Italiana, ed il noto collezionista di aerofilatelia Giorgio Mochi. Per l’occasione furono approntati dei cartoncini, affrancati con il francobollo emesso per commemorare il musicista empolese Ferruccio Busoni, sui quali i presenti apposero la loro firma.

 

L’associazione cominciava quegli anni ’70 a divenire il polo di riferimento della zona: vi confluirono infatti anche i collezionisti della Valdelsa e del Comprensorio del Cuoio. I soci cominciarono ad evolvere il loro approccio alla filatelia, non più limitato alla ricerca di francobolli allo stato di nuovo; c’era anche chi intendeva il proprio hobby in modo più evoluto: Piero Pantani e Fortunato Morelli – quest’ultimo facilitato dalla disponibilità di un grosso archivio di corrispondenza – furono fra i primi ad interessarsi di storia postale; Gianfranco Castaldi era appassionato di posta trasportata per via aerea; il prof. Spiridione Trimboli, che amava indagare il francobollo in ogni suo particolare, divenne cultore della filatelia specializzata.

Il settore numismatico – poco influenzabile da operazioni speculative e che quindi non aveva risentito degli anni di crisi – era invece costituito fino dagli anni ’60 da collezionisti maturi, veri appassionati, non scevri da cognizioni storiche che permettevano loro di considerare la moneta come documento, diretta espressione dell’epoca in cui era nata; per alcuni di loro si trattò in quegli anni di passare dalle monete del Regno o dei primi anni della Repubblica, a quelle classiche oppure alle medicee che richiedevano maggiore esperienza collezionistica. I numismatici più attivi e competenti erano il dott. Aldo Salvadori, decano della numismatica empolese, e Giancarlo Fanciullacci, appassionato di monete papali.

In quegli anni il circolo cominciò a farsi conoscere grazie alla valenza di alcuni soci e ad iniziative fuori dell’ambito strettamente sociale.

La prima “uscita” dell’associazione fu la promozione di due mostre filateliche presso l’Istituto Calasanzio dei Padri Scolopi di Empoli, che avevano lo scopo di avvicinare i giovani alla filatelia.

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La seconda mostra tenutasi al Collegio Calasanzio nel 1977, aveva come tema lo “Scoutismo”; per l’occasione fu concesso dalle Poste un annullo speciale celebrativo in uso il 18 dicembre.

Negli anni ’80 Fortunato Morelli e Piero Pantani con collezioni sulle Strade Ferrate Toscane, sul Granducato di Toscana ed il Governo Provvisorio riportarono lusinghieri piazzamenti in mostre nazionali. Il primo realizzò nella sala espositiva del Comune di Empoli un’ampia mostra sulla Storia Postale locale e sulle attività economiche illustrate attraverso lettere e fatture dell’800 e della prima metà del ‘900; il secondo pubblicò apprezzati articoli di Storia Postale Toscana su riviste del settore.

Nel 1988 vennero organizzate due importanti mostre. La prima celebrativa del 140° Anniversario della Strada Ferrata Leopolda da Livorno a Firenze realizzata con materiale postale e corrispondenza viaggiata su quella linea ferroviaria dal 1848 alla seconda guerra mondiale, nonché con cartoline d’epoca che documentavano l’aspetto della ferrovia, della stazione e della relativa piazza nei primi decenni del 900. Il suo allestimento negli stessi locali della biglietteria suscitò un interesse superiore ad ogni aspettativa; fu un caso riuscito di apertura verso un pubblico più vasto in quanto, nell’attesa di prendere il treno, i viaggiatori sostavano volentieri davanti alle bacheche.

La seconda a concorso – inquadrata nell’ambito della “Giornata della Filatelia” promossa dall’allora Ministero delle Poste ed ospitata presso il Palazzo delle Esposizioni – segnò l’ingresso del circolo nel circuito delle mostre nazionali.

Dal 1990 al 2003

Nel 1991 – dopo avere condotto ininterrottamente l’associazione per 28 anni – fatto del quale tutti i soci gli sono grati- ed essere salito sul gradino più alto che un dirigente di circolo possa occupare – quello di Presidente della Federazione Nazionale delle Società Filateliche Italiane – Aldo Busoni passò la mano a chi scrive.

Negli anni ‘90 l’attività del circolo è stata volta a fornire ai soci i mezzi per crescere filatelicamente ed arricchire le proprie conoscenze. Questo scopo è stato perseguito sia costituendo una biblioteca specializzata nei settori di interesse prevalente – quelli filatelico, numismatico e cartofilo – sia sollecitando e promovendo la realizzazione di collezioni a fine espositivo che – comportando un notevole impegno – contribuiscono alla formazione del collezionista.

Altro intento che l’associazione si è posta, è stato quello di avvicinare la città al mondo del collezionismo, cercando di fare capire che la filatelia e la numismatica non sono solo un sano passatempo, ma anche un fatto culturale poiché implicano l’esame di documenti attraverso i quali si può apprezzare e conoscere la realtà sociale economica, politica del periodo del quale sono espressione. Questo fine è stato perseguito organizzando, ininterrottamente dal settembre 1991, la “Borsa Scambio del Collezionista” presso il Palazzo delle Esposizioni. Al contrario di altre del genere, questa manifestazione è riuscita a coinvolgere oltre agli appassionati anche il cittadino comune; infatti ogni anno l’affluenza è stata superiore a cinquemila persone. Fra le edizioni più riuscite sono da ricordare quelle del 1994, nella quale fu celebrato il V° centenario della nascita del Pontormo; del 1998 nell’ambito della quale furono esposte raccolte numismatiche in grado di documentare – attraverso un excursus di venticinque secoli – lo sviluppo della moneta dal 500 a.c. al Regno di Vittorio Emanuele III; del 1999 – realizzata con l’Associazione di Storia Postale Toscana – in cui fu presentata una serie di collezioni di Storia Postale incentrata sulla Toscana dell’800.

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Il bell’annullo commemorativo del V Centenario della Nascita del Pontormo fu usato il 17 settembre 1994.

 L’impegno profuso in quegli anni ha dato i suoi frutti: i soci – che superavano i sessanta – presentano costantemente le proprie collezioni a mostre anche nazionali ottenendo dalle giurie buoni livelli di medaglia; la manifestazione di settembre è divenuta – fino dalle prime edizioni – la più importante del settore in Toscana. Un bel passo in avanti da quando il circolo si limitava a fornire – ed i suoi soci a raccogliere – le nuove emissioni.

Il dott. Lino Lensi – che ha condotto il Circolo dal 2000 al 2003 – ha assunto nuove iniziative, come l’organizzazione della “Giornata della Filatelia”, tenutasi nella sede delle Poste in via Russo e volta ad avvicinare i giovani alla filatelia, e potenziando quelle in corso. Questo impegno ha meritato da parte della Federazione fra le Società Filateliche Italiane un riconoscimento particolare al Circolo Empolese, pari a quello di blasonate città italiane.

Personaggi storici del Circolo fra serio e faceto

Antonio  Brandani (detto “Pirinai”)

Dotato di notevole “fiuto”, riusciva ad individuare le emissioni che si sarebbero rivalutate; fra le sue intuizioni migliori: la serie “Italia al Lavoro” filigrana stelle ed i “Ginnici”.

Aldo  Busoni

Filatelista per circa ottantanni, fondatore del Circolo Filatelico Numismatico Empolese e suo presidente ininterrottamente dal 1963 al 1990, fra i maggiori collezionisti italiani di annulli celebrativi, era solito dire: “Il francobollo non tradisce mai!”. La sua grande qualità: avere sempre mantenuto per la filatelia l’entusiasmo di un ragazzo; la sua “svista filatelica”: non essersi reso conto di aver dato origine alla maggiore rarità d’Italia Repubblica commissionando alle Poste Italiane nel 1951, in numero limitato di esemplari, l’intero postale pubblicitario Barbus, società di cui lui stesso era socio.

Gianfranco  Castaldi  (detto “Tortellinaio” in quanto produttore di pasta)

Collezionista di posta aerea e primi voli, rimpiangeva sempre di aver perso l’affare della sua vita: una “valigiata” di voli Zeppelin che Galimberti aveva portato al circolo ai tempi d’oro (anni ’60).

Ilio  Del  Rosso

Noto per raccogliere di tutto: francobolli, cartoline e quant’altro capitasse. Ha promosso la realizzazione di annulli speciali in occasione di manifestazioni tenutesi nell’empolese.

Giancarlo  Fanciullacci

Fra i più attivi collezionisti di monete del circolo, appassionatissimo di “papali”.

Franco  Faraoni

Fra i pochi a raccogliere fino dagli anni ’50 francobolli su lettera di Regno e Repubblica. Ma non gli vengano proposte buste rosse!

Mario  Galimberti  (detto “Bachera”)

Sempre allegro, affabile e dall’eloquio coinvolgente, specialmente quando raccontava dei suoi  “giorni grandi” con un nota attrice americana; svolgeva come attività secondaria il commercio di francobolli; era specializzato nell’usato, dove talvolta metteva del suo.

Lino  Lensi

Collezionista di posta aerea a livello internazionale, è stato efficiente presidente dal 2000 al 2003; ha potenziato le attività intraprese negli anni ’90 ed assunto nuove iniziative, tenendo così alto il nome del circolo che ha meritato il riconoscimento della Federazione per le comunicazioni ed i rapporti con la stampa.

Adriano  Lotti

Fra i primi numismatici a frequentare l’associazione; amava raccogliere monete di tutto il mondo.

Alessandro  Mancini

Il noto ginecologo empolese ha ereditato la passione del padre Michele, che lo portava con sé quando andava a Firenze a caccia di intere collezioni.

Fortunato  Morelli

Vanta la primogenitura della “Storia Postale” nell’empolese. Grazie all’acquisizione dell’archivio dell’antica famiglia di industriali Del Vivo, ha avuto a disposizione carteggi e corrispondenza  che coprivano quasi duecento anni. Si è dedicato alla ricerca storico-postale, realizzando collezioni che hanno meritato riconoscimenti: da ricordare quella sulle “Strade Ferrate Toscane” realizzata insieme a Piero Pantani.

Giancarlo  Morelli

Sia filatelista che numismatico, non mancava mai di domandare a chi capitava nel suo negozio di elettrodomestici od ai clienti presso i quali si recava ad istallare un televisore, se avesse qualche vecchia moneta.

Franco  Moscadelli

D’animo generoso e di carattere estroverso, è l’attuale presidente del circolo. Ha spesso ravvivato le riunioni del circolo con i suoi scherzi, anche se la sua frenesia disorienta qualunque interlocutore. Ha il merito di avere applicato l’uso dei moderni colorimetri per la rilevazione delle differenze e varietà di colore ai francobolli e di essere molto attivo.

Aldo  Mugri

Maresciallo dei Carabinieri in pensione, era fra i primi empolesi ad essersi appassionato alla filatelia. Poiché a suo tempo ha rifiutato un “Gronchi Rosa” che gli era stato offerto a poche migliaia di lire, ha giurato a se stesso – per coerenza – di non comprarlo più a nessun prezzo (se non inferiore a quello allora propostogli).

Piero  Pantani

Il più competente ricercatore e collezionista di Storia Postale Toscana e dell’800 che abbia avuto il circolo; ha pubblicato articoli specializzati di prefilatelia e Granducato. La sua collezione sui “Bolli Muti di Toscana” è stata più volte premiata.

Aldo  Salvadori

Cortese e disponibile, “padre” dei numismatici empolesi- che hanno di lui un affettuoso ricordo- dava sempre a chi glielo chiedeva un disinteressato consiglio. Conosceva tutte le dinastie degli imperatori romani ed i loro rapporti di parentela; la sua passione erano le “Auguste”. Era fra i pochi in grado di restaurare con abilità e competenza- grazie anche alla laurea in chimica- le monete antiche.

Spiridione Trimboli

Forse non tutti sanno che il prof. Trimboli, oltre ad essere apprezzato insegnante, preside ed accanito fumatore, era anche un gran collezionista di francobolli usati: ne disponeva in quantità eccezionali, derivanti dalla corrispondenza di emigrati italiani all’estero. Non gli bastava osservare il francobollo sia davanti che dietro, indagava anche cosa vi fosse dentro, cioè la filigrana e le posizioni che essa poteva assumere; fu fra i primi ad avvicinarsi alla specializzazione.

Lorenzo  Veracini

Monopolista del commercio filatelico in zona, nonostante i suoi tentativi di creare un concorrente. Ricorda che negli anni ’60 propose l’acquisto di un £ 7,70 “Crociera Transatlantica” in condizioni ottimali al dott. Michele Mancini; questi – dopo avere esaminato l’esemplare – convenne che il suo valore reale era superiore al prezzo e pagò più di quanto gli era stato richiesto. Chissà se ancora oggi esistono persone della rettitudine di quel noto collezionista e se Lorenzo valuta ancora la propria merce a prezzi inferiori a quelli di mercato!

Pietro  Vettori

Insostituibile propagandista delle realizzazioni filateliche del circolo in occasione delle manifestazioni annuali al Palazzo delle Esposizioni. Ha sempre avuto un’aspirazione: diventare commerciante filatelico, purché di Vaticano o Repubblica. Segretario da “sempre”, è il “martello” di chi dimentica di versare la quota sociale o ritarda a restituire una rivista.

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Il Circolo Filatelico  Empolese ha compiuto quest’anno (2013) il 50° Anniversario. E’ stata l’occasione per riproporre questo articolo, che era stato redatto in occasione del quarantennio dalla fondazione.

Alessandro Papanti

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