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O Trieste o Trieste del mio cuore ti verremo a liberar… – di Claudio Biscarini

In questa selva di commemorazioni (inizio della Grande guerra, 70° anniversario della liberazione del Centro Italia) ci siamo dimenticati, spero non volutamente, di un’altra importante ricorrenza.
Il 26 ottobre 1954, dopo una lunga e tragica stagione, finalmente gli Italiani rientravano a Trieste.
L’anniversario, a quanto mi consta, non ha trovato nessuna eco nei mass media. Eppure si trattò di cosa grossa.

Dopo la fine della guerra, Trieste e il territorio circostante furono occupate dai Titini del generale Kveder, mentre i soldati della 2nd New Zealand Division di Freyberg, gli stessi che avevano liberato Empoli, giunti anch’essi di gran carriera in città, non muovevano un dito in difesa degli abitanti vessati dalla polizia politica di Tito, restando rinserrati nei loro alloggiamenti. Tutto durò circa un mese, un mese durissimo. Poi, con l’accordo di Belgrado del 9 giugno 1945, la nuova linea di confine veniva stabilita sull’Isonzo e Pola, Gozia e Trieste passavano sotto un Governo Militare Alleato.
L’Istria, con Trieste, venne divisa in zona A, controllata dagli angloamericani, e zona B in mano ai Titini. E’ risaputo che questa linea, tracciata sulla carta, spezzò letteralmente in due paesi interi e le speranze di tanta gente.

Il 10 febbraio 1947 a Parigi l’Italia firmava il trattato di pace e, tra le altre cose, istituiva il Territorio Libero di Trieste. Tutto questo durò, tra grandi manifestazioni di ostilità dei triestini, fino al memorandum firmato a Londra il 5 ottobre 1954 dove Trieste e zona A limitrofa passavano all’Italia e l’Istria con la zona B definitivamente alla Jugoslavia.

Moltissimi profughi istriani, specie da Pola che fino all’ultimo non aveva saputo del sui destino, si riversarono, accolti malamente in molti casi, in Italia.
Una pagina della nostra storia, una delle tante, che si è preferito dimenticare.

La notte tra il 25 ottobre 1954 e il 26, quando la notizia che Trieste sarebbe passata sotto l’amministrazione civile italiana, decine di triestini erano già lungo il percorso per entrare in città. Poi, alle 5,20, sotto una pioggia scrosciate, arrivarono, tra manifestazioni di giubilo, i primi  fanti dell’82° Reggimento Torino, i Bersaglieri dell’8° Reggimento della Divisione Corazzata Ariete, Carabinieri e altri militari, 82°.
Caccia F84 della base di Treviso solcarono i cieli triestini sorvolando una marea di persone in Piazza Italia e sui moli dove attraccarono l’incrociatore Duca degli Abruzzi e i cacciatorpediniere Grecale, Artigliere e Granatiere della Marina Militare.

Nella foto:
ragazza di Trieste con in mano un Tricolore il mattino del 26 ottobre 1954

Trieste

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