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Carlo Pagliai: misteri contemporanei

Nella foto si vede un tratto Via del Giglio, nome che discende dall’antica presenza di un’omonima osteria di cui non riesco ancora a determinarne una pur vaga posizione, anche se i sospetti allo stato attuale degli indizi documentali mi porta a pensare che fosse stata vicina ad uno dei due ingressi in questa via.
In questo  fotogramma si vede sulla destra l’ingresso del portico alla libreria S. Paolo e l’accesso al cinema-teatro “Il Momento”.
Notare la stranezza strutturale sopra l’ingresso, tre piani di civile abitazione che caricano sopra una trave in c.a. e il piano terra e primo sono praticamente vuoti strutturali.
Sulla destra dell’ingresso vi era la Pizzeria Umbra, un tempo ritrovo di molti giovani. Sempre sulla dx, dopo l’ingresso alla libreria S. Paolo vi è il bandone col graffito ove storicamente c’era il Bar Sammontana.
Il vero obbiettivo fotografato è un altro: la pavimentazione.
Rifatta coi lavori del 1999, desta stupore per la scelta architettonica adotta.
Decontestualizzata e anti italiana sono gli unici aggettivi che riesco ad attribuire.
Infatti non si capisce come possa essere venuto in mente la scelta della fogna alla “francese”, con la canala nel centro.
E’ un retaggio francese, dove anticamente i liquami e gli escrementi venivano fatti convergere al centro strada; noi italiani, eredi degli etruschi e dei romani, inventori i primi e diffusori i secondi delle strade a gobba d’asino con le fogne ai lati, ci ritroviamo un qualcosa di alieno.
Pure le lastre di pietra non sono congruenti con la tradizione, la scalpellinatura non corrisponde a quella con le scalanature a “gobba” ovvero ogni lastra aveva la scalpellatura a spina di pesce per invitare l’acqua a spostarsi verso le fughe tra le lastre.
Tra l’altro, già che vi erano a fare lavori di questa portata, qualche sondaggio archeologico a tre metri dal piano strada non avrebbe guastato, almeno si sarebbe tolto il dubbio sul tracciato della famigerata strada romana Via Quinctia o dirsivoglia.

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