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Il misterioso Arco di EmpoliVecchio – di Carlo Pagliai

Questo arco rappresenta un mistero, anzi, presenta ancora oggi degli aspetti che necessitano ulteriori indagini di matrice archeologica. A prima vista un osservatore senz’altro dirà che è stato costruito basso per errore oppure che nel medioevo la statura media era veramente più bassa. In verità viene da pensare che tale arco in antico fosse più alto e che sotto vi transitavano persone senza dover chinare la testa, o magari considerata la non piccola luce dell’arco, vi transitassero anche carri con cavalli. Si torna allora al quesito di quale fosse la sua originale altezza, anzi, quale sia stata l’originale quota del piano di campagna.
La vicinanza con l’Arno lascia pensare che il fiume possa in passato aver stravolto l’assetto topografico e il suolo della campagna aperta, magari un alluvione di proporzioni disastrose anche superiori a quella del 1966.
Citando la stessa alluvione, si sappia che in Piazza Santa Croce a Firenze vi depositò uno strato di sedimenti sabbio-fangosi pari a 60 centimetri.

La collocazione di questo arco non è casuale, lungo la odierna statale 67 ma in antico doveva essere la principale arteria viaria, si pensa ad un tratto della consolare Via Quintia.
Ma riprenderemo in seguito l’approfondimento di questo manufatto.

 

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  1. L’arco era il passaggio per andare dietro alle case e anche il loro miglior sostegno. Sicuramente, nell’antichità, quando le strade erano sterrate e non c’erano fognature, il piano stradale era molto più basso come in tante altre zone di Empoli (a casa mia le case sono state colerte un metro e oltre fra fognature asfalto e marciapiedi) quindi scavando si ritrova l’altezza originale dell’arco.

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