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Claudio Biscarini: Quando le “Fortezze Volanti” martellarono Certaldo

Fra le tante incursioni aeree che colpirono la Valdelsa, alcune vennero effettuate dalla famose Flying Fortress B 17. Uno dei Gruppi di bombardieri pesanti più attivi fu il 2nd Bomber Group.

certaldo

Sgancio di bombe in Toscana

Questo reparto era giunto in Italia a fine 1943. I suoi velivoli decollavano dalla base di Foggia in Puglia. Il 15 gennaio 1944, trentotto di essi, divisi in due ondate, bombardavano lo scalo ferroviario e il ponte stradale di Certaldo. La prima ondata di diciannove B 17 sganciò  cinquanta tonnellate di bombe da 1000 libbre e doveva essere seguita dalla seconda se i primi aerei avessero fallito l’obiettivo. Accadde, quindi, che dieci B 17 della seconda ondata non colpirono Certaldo ma andarono a bombardare l’obiettivo secondario costituito dallo scalo ferroviario di Poggibonsi che venne tartassato da trenta tonnellate di bombe. Un B 17 addirittura sganciò sopra l’aeroporto di Pian del Lago presso Siena.

La successiva ricognizione fotografica evidenziò che, a Certaldo, sia il ponte stradale che lo scalo erano stati “padellati” vistosamente e che molte bombe erano cadute  sull’area residenziale adiacente allo scalo, con colpi diretti sulle strade e su alcune zone industriali. A Poggibonsi le cose erano andate meglio: bombe sui binari e su capannoni industriali e commerciali e, purtroppo, anche su edifici residenziali.

Ma anche alle formazioni di incursori non andò liscia. Partiti alle 6,00 del mattino, volavano ad una altitudine di 21.000 piedi quando, all’altezza di Terni incapparono nella contraerea. Sette B 17 della prima ondata e ben diciotto della seconda furono danneggiati. L’aereo n. 42-24364 del 429th Squadron venne abbattuto. Tutti  e dieci i membri dell’equipaggio, composto dal pilota 1° tenente William I. Pederson, dal secondo pilota 2° tenente Joseph B. Townsend, dal navigatore 2° tenente Kermit J. Buel, dall’addetto allo sgancio delle bombe 2° tenente Karl D. Shawaker, dal mitragliere della torretta superiore sergente tecnico Bernard L. Scalisi, dal mitragliere della torretta inferiore sergente maggiore Ralph W. Truesdale, dal mitragliere laterale destro sergente maggiore Anthony P. Brodniak, dal mitragliare laterale sinistro sergente maggiore Charles E. Ringler, dal mitragliere di coda sergente maggiore Horace M. Mahabirsingh e dall’operatore radio e mitragliere sergente tecnico John B. Sergakis, si lanciarono  col paracadute. Scalisi atterrò su un albero dentro a un bosco dove venne circondato da un gruppo di una quindicina di uomini e donne che cominciarono a scuoterlo per farlo scendere a terra. Il sergente aveva un ginocchio ferito e, quindi, dovettero trasportarlo a una fattoria. Alla fine risultò che dei dieci membri di equipaggio, il pilota, in navigatore, l’ufficiale addetto alle bombe  e i mitraglieri laterale sinistro e di coda furono catturati dai tedeschi mentre tutti gli altri riuscirono, aiutati dagli italiani, a rientrare alla base. Il 18 gennaio 1944, quaranta Fortezze Volanti B 17 del 2nd  Bomber Group attaccarono di nuovo il ponte e lo smistamento ferroviario certaldese. Furono buttate centoventi tonnellate di bombe da 500 libbre e la successiva ricognizione evidenziò che il maggior numero di esse erano cadute su edifici commerciali e di abitazione adiacenti allo scalo e solo pochi sullo scalo mentre il ponte era stato ancora una volta vistosamente padellato. Quella volta, né la contraerea né aerei nemici avevano disturbato il volo di andata e ritorno della formazione.

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