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Claudio Biscarini: La pattuglia

Carabinieri a Empoli nel 1948. Gaetano Biscarini, padre dell’autore dell’articolo, è quello coi baffi a sinistra nella foto di destra

L’Arma dei Carabinieri, nel 2014, celebrerà il 200 anni dalla sua costituzione, avvenuta con le Regie Patenti del 13 luglio 1814 in Piemonte. Duecento anni di vicende non solo di uno dei Corpi militari più apprezzati d’Italia ma di storia nazionale. Oggi l’Arma, diventata indipendente dall’Esercito nel 2000, ha sezioni che vanno dal controllo delle sofisticazioni, alla tutela del patrimonio artistico ai RIS specializzati in indagini super tecnologiche. Ma noi vogliamo ricordare i Carabinieri della cosiddetta “Territoriale”, ovvero coloro che nelle nostre caserme di giorno e di notte svolgono un servizio di tutela per tutti noi. Siamo abituati a vederli passare sulle loro auto per controllare il territorio. Servizio, quello di “pattuglia”, che una volta si faceva a piedi o in bicicletta e da non sbagliare con la “perlustrazione”. Col berretto in testa, modello in vigore dal 1933 , su cui spiccava la granata fiammeggiante d’argento, allacciato col sottogola, moschetto 91/38 a spall’arm, la pistola Beretta mod. 35 al fianco e gli scarponcini d’ordinanza coperti dalle ghette “all’inglese” e a tracolla la bandoliera, non quella bianca ma quella in dotazione a artiglieri e cavalleria dove poter riporre i caricatori delle armi, i due militari dell’Arma iniziavano il loro servizio. Nella nostra zona nel dopoguerra i Carabinieri non erano solo in città, in piazza XXIV Luglio, ma anche alla Bastia e a Spicchio. Una piccola caserma, quest’ultima, situata sul lungarno Cesare Battisti caratterizzata dallo spioncino sulla porta, visibile fino a che da poco non è diventata casa privata. Non era difficile, allora, vedere i due Carabinieri di pattuglia entrare in un cinema per controllare che tutto si svolgesse alla perfezione o fare servizio alla stazione ferroviaria. Sempre in due, sempre attenti, sempre al passo. Con il freddo, e allora si indossava il cappotto sulla uniforme invernale kachi da giorno feriale, mentre la domenica c’era l’uniforme nera con banda rossa ai pantaloni, o con la calura dove si indossava la uniforme kachi estiva con giacca “sahariana” e cravatta. In quanti film li abbiamo visti passare così, oltre che nella vita? Basta ricordarne uno solo: Pane amore e fantasia con la pattuglia dei Carabinieri in giro per i monti della Ciociaria. Oggi il servizio e l’impegno sono gli stessi, solo i mezzi sono diversi.

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